SIMON SCARROW.
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IL SANGUE DELL'IMPERO.
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Ciclo: Aquile dell'Impero 12.
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Parte 1.
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Titolo originale: The blood crows. 2013. Eagles of the empire series.
Traduzione di: Elisabetta Colombo e Gian Paolo Gasperi.
2014. Newton Compton, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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Presentazione.
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Dodicesimo romanzo della serie: Aquile dell'Impero.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Dedica.
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Al mio migliore amico, il pi fedele. Murray Jones.
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Lorganizzazione di una legione romana.
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La Legione, era composta da circa cinquemila e cinquecento uomini. Lunit base era la centuria di ottanta uomini, comandata da un centurione, con un optio come vicecomandante. La centuria si divideva in sezioni di otto uomini, che condividevano una stanza nella caserma e una tenda durante le campagne. Sei centurie formavano una coorte e dieci coorti una legione; la prima coorte contava il doppio degli uomini rispetto alle altre. Ogni legione era accompagnata da un reparto di cavalleria di centoventi uomini, divisi in quattro squadroni, che fungevano da ricognitori e messaggeri. In ordine discendente, i ranghi principali erano: Il legato, un uomo di origini aristocratiche. In genere oltre la trentina, comandava la legione per cinque anni e sperava di farsi un nome in modo da lanciare la propria successiva carriera politica.
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Il prefetto del campo era un veterano, gi centurione capo della legione, allapice della carriera professionale di un soldato. Dotato di grande esperienza e integrit, toccava a lui il comando della legione se il legato era assente o fuori combattimento.
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Sei tribuni fungevano da stato maggiore. Di solito avevano da poco passato la ventina e servivano nellesercito per la prima volta, per fare esperienza amministrativa prima di occupare posti subalterni nellamministrazione civile. Il tribuno anziano aveva un ruolo diverso: era destinato a un alto incarico politico e, eventualmente, al comando della legione.
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Sessanta centurioni rappresentavano la spina dorsale dellesercito, relativamente alla disciplina e alladdestramento. Venivano scelti singolarmente per la loro attitudine al comando e per la prontezza a combattere fino alla morte. Di conseguenza, la percentuale di morti tra le loro file superava di gran lunga quella di altri ranghi. Il centurione pi anziano comandava la prima centuria della prima coorte ed era un individuo altamente decorato e rispettato.
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La catena di comando dellesercito romano nel 43 d.C.
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I quattro decurioni della legione comandavano gli squadroni di cavalleria e speravano nella promozione a comandante dei reparti di cavalleria ausiliari. Ogni centurione era assistito da un optio, che fungeva da attendente, con incarichi di comando di minore importanza. Gli optiones aspettavano un posto vacante nel centurionato.
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Sotto gli optiones cerano i legionari, uomini che si erano arruolati impegnandosi per venticinque anni. In teoria, bisognava essere cittadini romani per potersi arruolare, ma sempre pi reclute provenivano dalle popolazioni locali e la cittadinanza romana veniva conferita loro allatto dellarruolamento.
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Lo status pi basso rispetto ai legionari era occupato dagli uomini delle coorti ausiliarie. Venivano reclutati dalle province e fornivano allimpero romano cavalleria, fanteria leggera e altre abilit specialistiche. Al termine dei venticinque anni di servizio venivano ricompensati con la cittadinanza romana.
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Le unit di cavalleria, come la Seconda Coorte Tracia, contavano approssimativamente cinquecento o mille uomini, comandati da generali con un alto grado di esperienza e competenza. Esistevano anche coorti miste, formate da un terzo di cavalieri e due terzi di fanti, impiegate per presidiare il territorio circostante.
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CAPITOLO UNO.
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Febbraio, 51 d.C.
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La colonna di cavalieri arrancava lungo il sentiero che conduceva alla cima della piccola altura
quando il comandante alz una mano segnalando di fermarsi, e tir le redini. La pioggia recente aveva
trasformato il terreno in una distesa sconnessa e dissestata di fango appiccicoso, e i destrieri della
cavalleria sbuffavano e ansimavano, mentre i loro zoccoli venivano catturati dal pantano. Nellaria
fresca risuonava lo scalpiccio bagnato dei cavalli che rallentavano per poi fermarsi, soffiando sbuffi di
fiato umido. Il comandante indossava uno spesso mantello rosso sopra il pettorale splendente,
attraversato da bande annodate che stavano a indicare il suo grado. Era il legato Quintato, comandante
della Quattordicesima Legione, responsabile della difesa della frontiera occidentale della provincia
della Britannia, recentemente annessa allimpero.
Non era un compito facile, riflett amaramente fra s. Erano passati ormai otto anni da quando
lesercito era sbarcato sullisola che si trovava ai confini del mondo conosciuto. A quel tempo,
Quintato era un tribuno poco pi che ventenne, pervaso dal senso del dovere e dal desiderio di
conquistare gloria per se stesso, per Roma e per il nuovo imperatore Claudio. Lesercito si era fatto
strada combattendo verso lentroterra, sconfiggendo la potente forza messa insieme dalle trib
indigene, sotto il comando di Carataco. Battaglia dopo battaglia, avevano sopraffatto i nativi, finch,
alla fine, le legioni erano riuscite ad annientare i guerrieri dopo una strenua, ultima resistenza davanti
alla loro capitale, Camulodunum.
Lo scontro era sembrato decisivo a quel tempo. Lo stesso imperatore era giunto per assistere
alla vittoria. E ne aveva rivendicato il pieno merito. Dopo che i capi di gran parte delle trib native
avevano stretto accordi con limperatore, Claudio era tornato a Roma per reclamare il suo trionfo e
annunciare alla folla che la conquista della Britannia era completata. Solo che non era vero. Il legato si
accigli. Tuttaltro. La battaglia finale non aveva piegato la volont di Carataco di resistere. Gli aveva
semplicemente insegnato che era avventato scatenare i propri valorosi ma scarsamente addestrati
guerrieri contro le legioni, in una lotta allultimo sangue. Il capo dei Britanni aveva imparato a giocare
pi astutamente, tendendo imboscate alle colonne romane e inviando gruppi di rapidi incursori a
razziare le linee di rifornimento e gli avamposti delle legioni. Cerano voluti sette anni di campagne per
spingere Carataco tra le montagne inespugnabili in cui vivevano le trib dei Siluri e degli Ordovici.
Erano genti bellicose, spronate dalla furia fanatica dei druidi, e determinate a resistere alla potenza di
Roma fino allultimo respiro. Avevano accettato Carataco come loro comandante e quel nuovo polo
della resistenza aveva attratto da ogni angolo dellisola guerrieri che nutrivano un profondo disprezzo
per Roma.
Era stato un inverno rigido, i venti freddi e la pioggia ghiacciata avevano costretto lesercito
romano a limitare le proprie attivit durante i lunghi mesi bui. Solo verso la fine della stagione, le basse
nubi e la foschia si erano diradate nelle regioni montagnose oltre la frontiera, permettendo alle legioni
di riprendere la campagna contro i nativi. Il governatore della provincia, Ostorio Scapula, aveva
ordinato alla Quattordicesima di spingersi nelle valli boschive e costruire una catena di forti. Sarebbero
serviti come basi per loffensiva principale, prevista in primavera. Il nemico aveva risposto con una
rapidit e una ferocia che avevano sorpreso il legato Quintato, attaccando gran parte delle schiere che
egli aveva inviato nelle sue terre. Due coorti di legionari, quasi ottocento uomini. Il tribuno al comando
della colonna aveva inviato un cavaliere al legato nel momento in cui era iniziato lattacco, richiedendo
sostegno immediato. Alle prime luci del mattino, Quintato aveva guidato il resto della legione fuori
dalla base di Glevum e mentre gli uomini si avvicinavano al forte, lui era andato avanti in ricognizione
insieme a una scorta, con il cuore oppresso dal timore al pensiero di ci che avrebbero potuto trovare.
Al di l della piccola altura si stendeva la vallata che si addentrava nei territori dei Siluri. Il
legato tese le orecchie, sforzandosi di non prestare attenzione ai rumori dei cavalli alle sue spalle. Ma
non riusciva a udire alcun suono davanti a s. N i colpi sordi e ritmici delle asce dei legionari che
abbattevano gli alberi per procurare legname, per la costruzione del forte e per creare un ampio cordone
di terra sgombra intorno al fosso perimetrale; n le voci dei soldati che riecheggiavano lungo i declivi
su entrambi i lati della vallata. E nemmeno il rumore della battaglia.
Siamo arrivati troppo tardi, mormor a mezza voce. Troppo tardi.
Si irrit per non essere riuscito a tenere per s i suoi timori e si guard rapidamente intorno, nel
caso le sue parole fossero state udite. Gli uomini della scorta pi vicini a lui sedevano impassibili in
sella. No, si corresse. Non impassibili. Cera ansia nei loro sguardi, mentre gli occhi saettavano lungo il
paesaggio circostante alla ricerca di qualche traccia del nemico. Il legato tir un profondo respiro
rincuorante e fece un ampio gesto in avanti con il braccio, colpendo leggermente i fianchi del c\avallo
con i calcagni. Il destriero avanz, muovendo a scatti le orecchie appuntite, come se percepisse il
nervosismo del suo padrone. Il sentiero torn in piano e, un attimo pi tardi, il cavaliere in testa alla
colonna ebbe la visuale sgombra sullimboccatura della vallata.
Il cantiere si trovava a circa un miglio di distanza. Un ampio spiazzo era stato sgombrato dai
pini e i ceppi si stagliavano come denti rotti nella terra smossa. Il profilo del forte si distingueva ancora,
ma nel punto in cui avrebbero dovuto esserci un profondo fossato, un bastione e le palizzate, cera
soltanto un mucchio disordinato di legname bruciato, insieme a carri carbonizzati e ai resti delle file di
tende, le cui protezioni in pelle di capra erano state strappate e calpestate nel fango. Molti settori del
baluardo erano stati distrutti e il terreno e le fondamenta di legno erano crollati nel fossato. Cerano
anche dei corpi: uomini, muli e cavalli. I cadaveri erano stati spogliati e, vista da quella distanza, la
carne pallida rievoc alla mente del legato limmagine delle larve. Rabbrivid al pensiero e lo allontan
in fretta dalla sua testa. Sent gli uomini trattenere il fiato davanti a quello spettacolo e ud qualcuno
borbottare imprecazioni, osservando la scena. Il suo cavallo rallent e si ferm, e Quintato piant
rabbiosamente i talloni nei fianchi dellanimale, facendo schioccare le redini per spronarlo al galoppo.
Non cerano segni di pericolo. Il nemico aveva portato a termine il lavoro molte ore prima e se
nera andato con la vittoria e il bottino in tasca. Erano rimaste solo le rovine del forte, i carri e i morti.
Quelli, e i corvi che si cibavano delle carogne. Quando i cavalieri scesero lungo il sentiero, gli uccelli si
alzarono in volo allimprovviso, riempiendo laria con il loro gracchiare allarmato, mentre erano
costretti ad abbandonare la loro macabra festa. Volteggiarono in cielo come lembi di stoffa scura
catturati da un vento di tempesta e invasero le orecchie del legato con il loro sgradevole verso.
Quintato fece rallentare il cavallo quando raggiunse i resti del cancello principale. Le torri di
legno del forte erano state le prime strutture a essere erette. Ora erano ridotte a intelaiature
carbonizzate, dalle quali si levavano ancora sottili volute di fumo che si stagliavano contro lo sfondo di
rocce e alberi che coprivano i fianchi delle colline, prima di fondersi con le basse e incombenti nuvole
grigie. Su entrambi i lati, il fossato terminava agli angoli del forte, dove si trovavano i resti delle torri.
Facendo schioccare la lingua, il legato condusse il cavallo oltre il corpo di guardia in rovina. Dalla
parte opposta, era situato il bastione e il cordone di terreno aperto allinterno delle difese. Al di l, si
trovava ci che era rimasto delle file di tende e il primo dei corpi accatastati in un piccolo mucchio.
Spogliati dellarmatura, della tunica e degli stivali, gli uomini giacevano scomposti, contusi e imbrattati
del sangue colato dalle oscure fauci delle ferite che li avevano uccisi. Si potevano osservare tagli pi
piccoli e lacerazioni nella carne, dove i becchi dei corvi erano entrati in azione, e diversi cadaveri
avevano cavit insanguinate al posto degli occhi, strappati via dagli uccelli. Alcune teste erano state
spiccate dal busto e i monconi del collo erano incrostati di sangue rappreso e annerito.
Mentre Quintato osservava i legionari caduti, uno dei suoi ufficiali di stato maggiore gli si
affianc lentamente con il cavallo, annuendo cupo.
Pare che alcuni dei nostri uomini si siano battuti, almeno.
Il legato non diede segno di aver recepito losservazione. Era semplice immaginare gli ultimi
istanti di quegli uomini, che avevano combattuto schiena a schiena, tenendo duro fino alla fine. Poi,
quando anche lultimo dei feriti era stato abbattuto, i nemici li avevano spogliati di armi ed
equipaggiamento. Ci che sarebbe potuto tornare utile a Carataco e ai suoi guerrieri sarebbe stato
conservato, il resto gettato nel fiume pi vicino o bruciato, per evitare che i Romani lo riportassero nei
magazzini della Quattordicesima Legione. Quintato sollev lo sguardo e osserv il forte. Altri corpi
giacevano in mezzo alle tende distrutte, isolati o in piccoli gruppi, a indicare il caos che si era creato
quando i guerrieri nemici si erano aperti un varco nelle difese completate per met.
Ordino agli uomini di smontare da cavallo e cominciare a seppellire i corpi, signore?.
Quintato si volt a guardare il tribuno, e ci volle un momento perch la domanda penetrasse i
suoi cupi pensieri. Scosse la testa. Lasciali l finch non arriva il resto della legione.
Lufficiale pi giovane parve sorpreso. Sei sicuro, mio signore? Temo che potrebbero nuocere
al morale degli uomini.  gi abbastanza basso.
So bene com il morale dei miei uomini, grazie, replic in malo modo il legato. Si calm
immediatamente. Il tribuno era arrivato da Roma solo di recente, con la sua armatura splendente e
desideroso di mettere in pratica la dottrina militare che aveva appreso attraverso racconti di seconda e
terza mano. Quintato ricord che lui non si era comportato diversamente, quando si era unito alla sua
prima legione. Si schiar la gola e si sforz di parlare in tono pacato.
Lascia che gli uomini vedano i corpi. Molti dei soldati si erano uniti da poco alla
Quattordicesima, sostituti che erano arrivati sulla prima nave salpata dalla Gallia non appena le
tempeste invernali erano finite. Voglio che capiscano quale sar il loro destino se permetteranno al
nemico di sconfiggerci.
Il tribuno ebbe un attimo di esitazione prima di annuire. Ai tuoi ordini.
Quintato spron dolcemente il cavallo al passo, e prosegu verso il cuore del forte. Morte e
distruzione si estendevano su entrambi i lati dellampio e fangoso tracciato che passava attraverso le
rovine, intersecato da una seconda via che lo tagliava ad angolo retto. Si avvicin a ci che rimaneva
della tenda di comando della coorte. Accanto a essa cera un altro cumulo di cadaveri e il legato sent
un brivido freddo corrergli lungo la spina dorsale, quando riconobbe il viso di Salvio, il centurione
anziano di una delle coorti. Il veterano dai capelli grigi giaceva sulla schiena, con lo sguardo fisso e
cieco rivolto al cielo, la mascella cascante che metteva in mostra i denti ingialliti e irregolari. Secondo
Quintato, era stato un ufficiale eccellente. Tenace, efficiente, coraggioso e pluridecorato, Salvio aveva
combattuto da perfetto centurione fino alla fine. Aveva diverse ferite al petto e allo stomaco e il legato
era quasi certo che, se il corpo fosse stato rivoltato, non ne avrebbe trovata nessuna sulla schiena.
Quintato si disse che forse gli avevano lasciato la testa attaccata in segno di rispetto.
Rimaneva ancora da trovare il tribuno Marcello, il comandante della squadra di costruzione.
Quintato si appoggi ai corni della sella, fece passare la gamba sopra il dorso del cavallo e smont,
atterrando con un tonfo nel fango. Si avvicin ai cadaveri e cerc tracce del giovane aristocratico che
aveva preso il comando di una squadra per la prima volta, rivelatasi anche lultima. Non cera ragione
di guardare fra i corpi senza testa e il legato li evit durante la ricerca. Non riusc a trovare Marcello,
perfino dopo aver voltato alcuni dei corpi che giacevano proni. Due soldati erano stati malamente feriti
in viso, e la carne lacerata, le ossa frantumate e lembi del cuoio capelluto penzoloni rendevano
impossibile lidentificazione immediata. Il ritrovamento di Marcello avrebbe dovuto aspettare.
Poi il legato si irrigid, colpito da unimprovvisa intuizione. Si drizz, e fece scorrere lo sguardo
sul resto dellaccampamento, stimando il numero approssimativo dei cadaveri sparsi nel fango. Non
cera traccia dei nemici caduti. Ma non li avrebbe trovati. I nativi portavano sempre via i loro morti, per
seppellirli segretamente dove i Romani non li avrebbero trovati, in modo da non far sapere il numero
delle vittime.
Cosa c, mio signore?, chiese il tribuno, preoccupato per limprovvisa reazione del suo
superiore.
Qui i nostri uomini sono troppo pochi. Da quello che vedo, direi che ne manca almeno un
quarto.
Il tribuno si guard intorno e annu. E allora dove sono?
Dobbiamo supporre che siano stati presi vivi, disse freddamente Quintato. Prigionieri Che
gli di abbiano piet di loro. Non avrebbero dovuto arrendersi.
Cosa succeder loro, signore?.
Quintato scroll le spalle. Se sono fortunati, verranno usati come schiavi e fatti lavorare fino
alla morte. Ma prima di allora, verranno condotti di trib in trib e mostrati alla gente delle colline
come una prova del fatto che Roma pu essere battuta. Subiranno abusi e verranno umiliati per tutto il
tragitto.
Il tribuno rimase in silenzio per un momento e poi deglut nervosamente. E se non sono
fortunati?
Allora verranno consegnati ai druidi e sacrificati ai loro di. Scuoiati, o bruciati vivi. Ecco
perch  meglio fare in modo di non finire nelle loro mani. Quintato percep un movimento con la
coda dellocchio e si volt per guardare la strada che partiva dal cancello centrale. La centuria alla testa
del contingente aveva raggiunto la cima della collina e iniziato a scendere lungo il pendio, sforzandosi
di mantenere il passo, mentre il terreno diventava sempre pi fangoso. Per un breve momento, dalla
coltre di nubi riusc a filtrare un timido raggio di sole, che illumin la testa della colonna. Un intenso
luccichio segnal la posizione del vessillo con laquila della legione, insieme agli altri stendardi che
recavano limmagine dellimperatore e alle insegne e le decorazioni dei reparti minori. Quintato si
chiese se fosse di buon auspicio. Se era cos, allora gli di avevano uno strano tempismo.
E ora, mio signore?, si inform il tribuno.
Uhm?
Quali sono i tuoi ordini?
Finiamo ci che abbiamo iniziato. Non appena la legione arriver qui, voglio che il fossato e il
bastione vengano sistemati, poi si potranno continuare i lavori del forte. Quintato raddrizz la schiena
e guard gli oscuri versanti boschivi della vallata. Quei selvaggi hanno avuto la loro piccola vittoria,
oggi. Non possiamo farci niente. Staranno festeggiando sulle colline. Sciocchi. Questo rafforzer solo
la determinazione di Roma nel voler annientare anche lultimo tentativo di resistenza. Non importa
quanto ci vorr, puoi star sicuro che Ostorio, e limperatore, non ci concederanno tregua finch il
lavoro non verr portato a termine. Sulle sue labbra balen un rapido sorriso amaro. Meglio non
abituarsi alle comodit del forte di Glevum, ragazzo mio.
Il giovane ufficiale annu solennemente.
Bene, ho bisogno che qui venga piantata una tenda che funga da quartier generale. Fai in modo
che alcuni uomini sgombrino il terreno e comincino a lavorare. Manda a chiamare il mio segretario. Il
governatore avr bisogno di un rapporto il pi presto possibile. Quintato si strofin la mascella e
osserv di nuovo i corpi del centurione Salvio e dei suoi commilitoni. Sentiva il cuore colmo di dolore
per la perdita dei suoi uomini e per il fardello dato dalla consapevolezza che la campagna in arrivo
sarebbe stata la pi dura e sanguinosa che i Romani avessero mai affrontato da quando avevano messo
piede su quella maledetta isola.
Questo era un modo nuovo di guerreggiare. I soldati di Roma dovevano essere necessariamente
spietati, se volevano stroncare lo spirito del nemico. E avevano bisogno di essere guidati da ufficiali
che avrebbero dato la caccia ai nemici con una determinazione inesorabile e senza alcuna piet nel
cuore. Fortunatamente, esistono uomini cos, pens Quintato. Ce nera uno in particolare, il cui nome
bastava a far gelare il sangue nelle vene ai nemici. Il centurione Querto. Con un centinaio di ufficiali
come lui, le difficolt che Roma aveva incontrato in Britannia erano destinate a sparire. Uomini simili
erano necessari in battaglia. Ma cosa ne sarebbe stato di loro in tempo di pace? Quintato si disse che
quello era un problema che riguardava qualcun altro.
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CAPITOLO DUE.
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Fiume Tamesis, due mesi dopo
Per gli di, questo posto  cambiato. Il centurione Macrone indic la distesa di edifici sulla
sponda nord del fiume. La nave da carico aveva appena costeggiato unampia ansa del Tamesis e la
prua era completamente controvento, cos che la vela cominci a sbatacchiare contro il cielo coperto di
nuvole grigie.
Il capitano mise le mani a coppa davanti alla bocca e sbrait da un capo allaltro dellampio
ponte: Mani alle sartie! Ammainate la vela!.
Mentre alcuni uomini si arrampicavano sulle strette griselle, il capitano si rivolse al resto
dellequipaggio. Imbarcate i remi e preparatevi!.
I marinai, un misto di Galli e Batavi, esitarono per un breve istante prima di adempiere ai loro
doveri con espressione imbronciata. Macrone non riusc a trattenere un sorriso mentre li guardava,
cogliendo la loro muta protesta per ci che era: una questione di forma, pi che di sostanza. Succedeva
lo stesso anche con i soldati che conosceva da quasi tutta una vita. Spost di nuovo lo sguardo sul
paesaggio basso e ondulato che si estendeva su entrambi i lati del fiume. La maggior parte degli alberi
era stata tagliata, e piccole fattorie spuntavano qua e l per la campagna. Cera anche una manciata di
edifici pi grandi con i tetti coperti di tegole, a testimonianza del fatto che lo stile romano si stava
diffondendo nella nuova provincia. Macrone interruppe il flusso dei pensieri per dare unocchiata al
compagno poco distante, fermo, con i gomiti appoggiati alla battagliola della nave e lo sguardo fisso
sulla superficie increspata del fiume che scorreva placidamente sotto di lui. Macrone si schiar la gola
in maniera piuttosto ostentata.
Ho detto che il posto  cambiato.
Catone si riscosse, poi sollev lo sguardo e sorrise fugacemente. Scusa, avevo la testa altrove.
Macrone annu. I tuoi pensieri sono rivolti a Roma, senza dubbio. Non preoccuparti, amico,
Giulia  una brava donna e unottima moglie. Vedrai che se la caver bene fino al tuo ritorno.
Nonostante lamico avesse un grado pi alto del suo, fra i due si era instaurata unintimit
disinvolta, durante gli otto anni in cui avevano prestato servizio insieme. Una volta Macrone era
lufficiale pi anziano, ma ora Catone laveva superato, era stato elevato al grado di prefetto ed era
pronto ad assumere, per la prima volta, il comando permanente di una coorte di ausiliari: la Seconda
Coorte Tracia di cavalleria. Il precedente comandante della Seconda era stato ucciso nellultima
campagna e lo stato maggiore imperiale a Roma aveva scelto Catone per coprire il posto vacante.
Mi chiedo quando succeder, rispose luomo pi giovane, la voce velata di amarezza. Da
quel che ho sentito, i trionfali festeggiamenti dellimperatore per la conquista della Britannia erano
alquanto prematuri. Probabilmente, quando saremo vecchi, staremo ancora combattendo contro
Carataco e i suoi seguaci.
Per me va bene. Macrone scroll le spalle. Preferisco il servizio onesto nelle legioni alle
cospirazioni che abbiamo dovuto affrontare dallultima volta che siamo stati qui.
Pensavo detestassi la Britannia. Stai sempre a lamentarti della maledetta umidit, del freddo e
della mancanza di cibo decente. Non vedevi lora di andartene, dicevi.
Lho detto davvero?. Macrone simul unaria innocente, e poi si freg le mani. Comunque,
eccoci tornati. Qui c una rispettabile campagna militare in corso e lopportunit di ulteriori
promozioni e premi. E soprattutto, qui ho la possibilit di rimpinguare il mio fondo pensione. Ho anche
sentito delle voci, amico mio, e si parla di una fortuna in argento che si trova sulle montagne nella parte
occidentale dellisola. Se saremo fortunati ce la passeremo piuttosto bene, una volta finito di prendere a
calci i nativi per farli scendere a pi miti consigli.
Catone non riusc a trattenere un sorriso. Prendere a calci un uomo di solito non serve a farlo
diventare ragionevole, almeno secondo la mia esperienza.
Non sono daccordo. Se sai dove calciare, e quanta forza usare, farai fare a un uomo tutto ci
che vuoi.
Se lo dici tu. Catone non aveva alcun desiderio di cominciare una discussione. La sua mente
era ancora turbata dal pensiero di essere lontano da Giulia. Si erano incontrati qualche anno prima, sul
confine orientale dellimpero, dove il padre di Giulia, il senatore Sempronio, prestava servizio come
ambasciatore dellimperatore presso il re di Palmira. Sposare una donna di una famiglia senatoriale
garantiva un notevole avanzamento di carriera per un ufficiale legionario di grado inferiore come
Catone, ed era per lui motivo di apprensione, perch poteva essere deriso da coloro che appartenevano
alle vecchie famiglie aristocratiche. Ma il senatore Sempronio aveva riconosciuto il potenziale di
Catone ed era stato lieto di dargli in sposa sua figlia. Il giorno del matrimonio era stato il pi felice
nella vita di Catone, ma cera stato poco tempo per abituarsi allidea di essere un marito, prima di
ricevere dal segretario imperiale lordine di partire. Narciso era sottoposto a crescenti pressioni da parte
della fazione che caldeggiava il giovane principe Nerone come successore dellimperatore Claudio. Il
segretario imperiale si era schierato con i sostenitori di Britannico, il figlio naturale dellimperatore,
che stavano progressivamente perdendo influenza sul vecchio e precario sovrano dellimpero pi
grande del mondo. Narciso aveva spiegato a Catone che gli stava facendo un enorme favore a mandarlo
il pi lontano possibile da Roma. Alla morte dellimperatore sarebbe seguita una lotta per il potere che
non avrebbe risparmiato coloro che si trovavano dalla parte dei perdenti, cos come chiunque fosse a
loro associato. Se Britannico avesse perso, sarebbe stato condannato, e Narciso con lui.
Dal momento che Catone e Macrone avevano servito degnamente il segretario imperiale, anche
se con una certa riluttanza, anche loro sarebbero stati in pericolo. Meglio trovarsi a combattere in
qualche remota frontiera, quando il momento sarebbe giunto, lontani dai vendicativi sostenitori di
Nerone. Pur avendo da poco salvato la vita a Nerone, Catone aveva ostacolato Pallante, il liberto
imperiale che era la mente della fazione del principe. Pallante non era un uomo incline a perdonare
coloro che erano dintralcio alla realizzazione delle sue ambizioni. Il debito che Nerone aveva nei
confronti di Catone non lo avrebbe salvato. Quindi, poco pi di un mese dopo la celebrazione del
matrimonio nella casa del padre di Giulia, Catone e Macrone erano stati convocati a palazzo per
ricevere i loro nuovi incarichi: per Catone, il comando di una coorte tracia, e per Macrone, il comando
di una coorte nella Quattordicesima Legione. Entrambe le unit prestavano servizio nellesercito del
governatore Ostorio Scapula in Britannia.
Erano stati versati fiumi di lacrime, quando era arrivato il momento di partire. Giulia si era
aggrappata a Catone e lui laveva tenuta stretta, e aveva sentito il petto di lei sussultare mentre
affondava il viso nelle pieghe del mantello e le sue ciocche scure gli ricadevano sulle mani. Il cuore di
Catone si era letteralmente spezzato dal dolore al momento della separazione da Giulia. Ma aveva
ricevuto un ordine, e il senso del dovere che legava i cittadini di Roma e che aveva reso possibile la
sottomissione dei nemici, non poteva essere rinnegato.
Quando tornerai?. La voce di Giulia gli arriv smorzata dalle pieghe della lana. Aveva
sollevato lo sguardo, gli occhi arrossati, e Catone aveva sentito un impeto di angoscia attraversargli il
cuore. Si era sforzato di sorridere lievemente.
La campagna dovrebbe finire presto, amore mio. Carataco non pu resistere ancora a lungo.
Verr sconfitto.
E poi?
Poi, aspetter notizie dal nuovo imperatore, e quando tornare sar sufficientemente sicuro, far
richiesta per un impiego civile a Roma.
Lei aveva stretto le labbra per un istante. Ma potrebbero volerci anni.
S.
Erano rimasti entrambi in silenzio per un momento, poi Giulia aveva parlato di nuovo. Potrei
raggiungerti in Britannia.
Catone aveva piegato la testa di lato. Forse. Ma non ancora. Lisola, per ora,  poco pi di una
palude barbara. Ci sono ben poche delle comodit alle quali sei abituata. Ed  pieno di pericoli, non da
ultimo laria malsana del posto.
Non importa. Ho sperimentato di peggio, Catone. E tu lo sai. Dopo tutto ci che abbiamo
passato, meritiamo di stare insieme.
Lo so.
Allora promettimi che mi manderai a prendere non appena le condizioni saranno sicure per
raggiungerti. Aveva rafforzato la presa sul suo mantello e laveva guardato intensamente negli occhi.
Promettimelo.
Catone si avvide che la sua determinazione a difenderla dai pericoli e dai disagi della nuova
provincia era svanita. Lo prometto.
Lei aveva allentato la presa, si era scostata di un mezzo passo, con unespressione di dolente
sollievo, e aveva annuito. Non farmi aspettare troppo, mio amato Catone.
Non un giorno pi del necessario. Lo giuro.
Bene. Gli aveva sorriso e si era alzata in punta di piedi per baciarlo sulla bocca, poi aveva
fatto un passo indietro e gli aveva stretto ancora le mani prima di raddrizzare la schiena. Allora devi
andare.
Catone laveva guardata unultima volta poi aveva fatto un cenno con il capo e si era
allontanato dalla casa del senatore, incamminandosi lungo la strada che conduceva alla porta della citt,
da dove avrebbe preso una barca che, seguendo il corso del Tevere, lavrebbe portato da Macrone al
porto di Ostia. Si era girato a guardare una volta arrivato alla fine della via e laveva vista l, ferma
sulla soglia. Si era obbligato a voltarsi e a sparire dalla sua vista.
Il dolore della separazione non si era attenuato nel corso del lungo viaggio per mare fino a
Massilia, proseguito poi via terra fino a Gesoriacum, dove si erano imbarcati sulla nave per la tratta
finale verso la Britannia. Tornare sullisola dopo tanti anni gli dava una strana sensazione. Poche ore
prima la nave aveva costeggiato la sponda del fiume dove Catone e i suoi commilitoni della Seconda
Legione avevano combattuto contro unorda di guerrieri nativi, incitati da druidi urlanti che
scagliavano maledizioni e incantesimi contro gli invasori. Era un promemoria agghiacciante di ci che
li aspettava e Catone temeva che sarebbero passati anni prima che la situazione potesse considerarsi
abbastanza sicura per mandare a prendere sua moglie.
 quella l davanti? Londinium?.
Catone si volt e vide una donna anziana, esile e con duri tratti del viso uscire dal boccaporto
che conduceva agli stretti alloggi per i passeggeri e procedere con cautela lungo il ponte. Indossava uno
scialle sopra la testa e qualche ciocca di capelli grigi ondeggiava nella brezza. Catone sorrise per
salutarla e Macrone fece una smorfia di benvenuto mentre lei lo raggiungeva alla battagliola.
Stai molto meglio, mamma.
Ovviamente, replic lei brusca, ora che questa maledetta nave ha smesso di rollare. Ero
sicura che la tempesta ci avrebbe fatto affondare. E, francamente, sarebbe stato un dono del cielo se
lavesse fatto. Non sono mai stata cos male in vita mia.
Non era affatto una tempesta, disse Macrone in tono sprezzante.
No?. La donna fece un cenno con la testa a Catone. Tu cosa pensi? Hai vomitato tanto
quanto me.
Catone storse la bocca. I rollii e i beccheggi della nave nella notte precedente lavevano lasciato
in uno stato assolutamente pietoso, piegato a vomitare in una tinozza accanto alla sua branda. Non
amava i viaggi in mare nel Mediterraneo, anche nelle migliori condizioni. Il mare burrascoso al largo
delle coste della Gallia era una vera tortura.
Macrone sospir con noncuranza. Soffiava a malapena un po di vento. E, tutto sommato, aria
buona e fresca. Ha riportato un po di sale nei miei polmoni.
Mentre tirava fuori tutto ci che avevi nello stomaco, replic sua madre. Preferirei morire,
piuttosto che rivivere tutto unaltra volta. Comunque, meglio non ricordare. Come dicevo,  Londinium
quella laggi?.
Gli altri si voltarono per seguire la direzione che stava indicando, e contemplarono gli edifici
distanti che si profilavano sulla sponda nord del Tamesis. Cera un pontile costruito con enormi cataste
di legno spinte nel letto del fiume, sulle quali posavano le travi maestre saldate con pietre e terra e, in
ultimo, lastricate. Diverse navi da carico vi erano gi ormeggiate, mentre altrettante erano ancorate a
breve distanza e risalivano il fiume, in attesa del loro turno per scaricare la merce trasportata. Sul
pontile, squadre di forzati incatenati erano impegnate a portare i carichi dalle stive delle navi fino ai
magazzini bassi e oblunghi. Dietro di essi si stendevano altri edifici, molti dei quali ancora in
costruzione. La nuova citt stava prendendo forma. A un centinaio di passi dalla sponda, si poteva
distinguere il secondo piano di un vasto complesso che si innalzava sopra gli altri fabbricati. Catone
intu che si trattava della basilica, con il mercato, i tribunali, le botteghe, gli uffici e le sedi
amministrative, come in tutte le citt fondate da Roma.
Esatto, quella  Londinium, rispose il capitano, avvicinandosi ai suoi passeggeri. Si sta
sviluppando pi in fretta di un ascesso sul deretano di un mulo. Ed  altrettanto disgustosa.
Davvero?. La madre di Macrone si accigli.
Certo che s, signora Porzia. Quel posto  una topaia. Strade strette, piene di fango, bettole
scadenti e bordelli. Ci vorr ancora un po prima che si sistemi e diventi il genere di citt a cui sei
abituata.
Lei sorrise. Bene. Era ci che volevo sentire.
Il capitano la guard con disapprovazione e Macrone scoppi a ridere.
 venuta qui per mettersi in affari.
Il capitano osserv con attenzione lanziana signora. Che genere di affari?
Ho intenzione di aprire una locanda, rispose Porzia. C sempre la necessit di una bevuta, e
di altre comodit, alla fine di un viaggio in mare, e direi che Londinium vede passare per le proprie
porte una grande quantit di mercanti, marinai e soldati. Tutti buoni clienti per il genere di servizi che
voglio offrire.
Oh, c la possibilit di fare buoni affari, va bene, il capitano annu. Ma la vita  dura.
Ancora pi dura in una nuova provincia come questa. I mercanti che fanno fortuna qui sono uomini
difficili. Non prenderanno bene il fatto che una donna romana cerchi di competere con loro.
Avevo a che fare con uomini difficili, alla locanda che possedevo a Ravenna. Dubito che la
gente di qui possa causarmi delle difficolt. Soprattutto quando scopriranno che mio figlio , guarda
caso, un centurione anziano della Quattordicesima Legione. Afferr il braccio di Macrone e lo strinse
con affetto.
Ha ragione. Macrone annu. Chiunque dia fastidio a mia madre, d fastidio a me. E chi ci ha
provato in passato non ha fatto una bella fine.
Il capitano osserv il fisico muscoloso del massiccio ufficiale romano e le cicatrici sul viso e
sulle braccia e non fece fatica a crederci.
In ogni caso, perch sei venuta qui, signora? Saresti stata pi tranquilla se ti fossi sistemata a
Gesoriacum. Si possono fare buoni affari laggi.
Porzia fece una smorfia.  qui che si possono fare soldi veri, per chi ha voglia di darsi da fare
in fretta. Inoltre, questo ragazzo  tutto ci che ho al mondo, ora. Voglio essergli il pi vicino possibile.
Chi lo sa, quando andr in congedo potrebbe mettersi in affari con me.
Gli occhi di Macrone si illuminarono. Ah, questa s che  una buona idea. Tutte le donne e il
vino che un uomo potrebbe desiderare, sotto lo stesso tetto!.
Porzia lo schiaffeggi sul braccio. Ripensandoci Voi soldati siete tutti uguali. In ogni caso,
far fortuna a Londinium, e rimarr qui fino alla fine dei miei giorni. Sta a te decidere ci che vuoi fare
della tua vita, Macrone. Ma io rester qui. Questa  la mia ultima casa.
Mantenendo un ritmo costante, la nave si accost al pontile. Mentre si avvicinavano alla citt, i
passeggeri colsero la prima zaffata dellodore del luogo, un odore acre, di torba e di fogna, mischiato al
lezzo del fumo e della legna bruciata che chiudeva la gola.
Laria di mare potrebbe non essere cos male, dopotutto, borbott Catone arricciando il naso.
Non cera spazio per ormeggiare lungo il pontile e il capitano diede ordine di manovrare verso
la fine della fila dei vascelli ancorati pi a monte. Si volt a guardare i suoi passeggeri con aria di
scusa.
Ci vorr ancora un po prima che arrivi il nostro turno. Siete liberi di rimanere a bordo, o vi
far accompagnare a riva in barca da uno dei miei ragazzi.
Catone si sollev dalla battagliola e adott latteggiamento militare che aveva appreso da
Macrone, ritto e risoluto. Scenderemo a terra. Il centurione e io abbiamo il dovere di fare rapporto
allautorit militare pi vicina il prima possibile.
S, signore. Il capitano si batt la fronte, rendendosi conto allistante che il tono familiare
adottato durante il viaggio non era pi ammesso. Provveder immediatamente.
Luomo mantenne la parola e quando lancora si immerse nella corrente e la ciurma imbarc i
remi, le sacche dei due ufficiali e i bauli e le borse che appartenevano a Porzia erano gi stati recuperati
dalla stiva. La barchetta, un piccolo natante con la prua smussata e un ampio timone, fu calata dalla
fiancata. Due rematori vi saltarono sopra agilmente e tesero le mani per aiutare i passeggeri a salire.
Cera spazio solo per tre persone, i bagagli sarebbero stati portati a riva separatamente. Catone fu
lultimo e quando mise piede sulla fragile imbarcazione, agit le braccia in modo frenetico per
mantenere lequilibrio, prima di abbandonarsi pesantemente su un banco. Macrone gli lanci
unocchiata snervata che esprimeva impazienza, poi i rematori iniziarono a remare e limbarcazione
fece rotta verso la riva. Ora che erano pi vicini a Londinium, notarono che la superficie del fiume era
striata di liquami provenienti dagli scarichi delle fogne che correvano lungo il pontile. Nellacqua
stagnante trattenuta dalla banchina galleggiavano pezzi di legno e rottami, e i ratti correvano dalluno
allaltro, in cerca di qualcosa di commestibile. Una serie di gradini in legno salivano dal fiume fino a
una delle estremit del pontile e i rematori si diressero verso di essi. Quando si affiancarono alla
scaletta, luomo pi vicino vi agganci il remo e allung la mano per afferrare il viscido gherlino che
fungeva da parabordo daccosto. Vi rimase aggrappato finch i suoi amici non fecero scivolare il
cappio di una fune sulla colonna dormeggio.
Eccoci qui, signori e signora. Sorrise e li aiut a sbarcare. Con Catone in testa, i tre salirono i
gradini fino al pontile e osservarono la via affollata fra le navi e i magazzini. Una cacofonia di voci
riempiva il fresco pomeriggio primaverile e tra queste si potevano percepire i ragli dei muli, gli
schiocchi delle fruste e le urla dei sorveglianti delle squadre di forzati in catene. Per quanto la scena
sembrasse caotica, Catone sapeva che ogni dettaglio era una dimostrazione della trasformazione
avvenuta sullisola, che resisteva al potere di Roma da quasi cento anni. Nel bene e nel male, in
Britannia si era verificato un cambiamento e, una volta annientati gli ultimi oppositori, la nuova
provincia avrebbe preso forma e sarebbe diventata parte dellimpero.
Macrone lo raggiunse e si guard rapidamente intorno prima di mormorare: Bentornato in
Britannia limmondo confine della civilt.
...
.
...
CAPITOLO TRE.
...
.
...
Una volta che la barca fu tornata con i loro bagagli, Macrone avvicin un piccolo gruppo di
uomini radunati allesterno del magazzino pi vicino.
Ho bisogno di alcuni facchini, annunci, rivolgendosi a loro con la sua voce alta e chiara, da
piazza darmi. Quelli si precipitarono immediatamente verso di lui, e Macrone scelse alcuni degli
uomini dallaspetto pi corpulento, uno dei quali portava una striscia di cuoio intorno alla testa per
tenere la fronte libera dai capelli biondi, folti e ispidi. Sotto il cuoio, si intravedeva un marchio.
Macrone lo riconobbe allistante. Era lemblema di Mitra. Il mitraismo era una religione che si stava
gradualmente diffondendo fra le truppe dellesercito romano. Tu eri un soldato una volta, o sbaglio?.
Luomo chin la testa. Lo ero, signore. Prima che una lancia siluriana mi trafiggesse la gamba.
Mi ha reso claudicante, e mi  stato impossibile tenere il passo con il resto dei miei compagni.
Lesercito non ha avuto altra scelta che congedarmi, signore.
Macrone lo studi attentamente. Luomo indossava un logoro mantello militare sopra la tunica e
i suoi stivali erano tenuti insieme da strisce di stoffa. Lasciami indovinare. Hai sperperato la tua
gratifica di congedo ed ecco come ti sei ridotto.
Lex soldato annu. Le cose sono andate pi o meno cos, signore.
Qual  il tuo nome e la tua unit?
Legionario Marco Metellio Decimo, Seconda Legione Augusta, signore!. Luomo si mise
sullattenti e barcoll, poi allung una mano per tenere ferma la coscia.
La Seconda, eh?. Macrone si freg la mascella. Era la mia vecchia marmaglia. O la nostra
vecchia marmaglia, dovrei dire. Indic Catone con il pollice. Abbiamo prestato servizio sotto il
legato Vespasiano.
Decimo inclin la testa con rincrescimento. Prima che arrivassi io, signore.
Peccato. Molto bene, Decimo, affido a te la responsabilit di questi uomini. I nostri bagagli
sono laggi sul pontile, accanto al mio amico e alla donna.
Decimo diede unocchiata dallaltra parte della strada e sospir. Lei  un po troppo vecchia
per lui. A meno che non sia ricca Allora non sono mai troppo vecchie.
Macrone digrign i denti. La donna in questione  mia madre Ora muoviti!.
Decimo si allontan in fretta e fece cenno agli altri uomini di seguirlo. Mentre sollevavano i
bauli e le sacche, Catone cerc di orientarsi. Dove trovo la guarnigione locale?
Non ci sono guarnigioni, signore. Nessun forte. E nemmeno alcuna fortificazione, se  per
questo. Cera un forte qualche anno fa, ma questo posto si  sviluppato talmente in fretta da
inghiottirlo. Al posto del vecchio forte stanno costruendo la nuova basilica.
Capisco. Catone emise un sospiro di frustrazione. Allora dove posso trovare qualche uomo
del governatore?.
Decimo ci pens un istante. Puoi provare negli alloggiamenti del governatore, signore. Sono
accanto al cantiere. Comunque, il governatore lo troverai l.
Catone rimase sorpreso. Ostorio  qui a Londinium?
S, signore.
Ma la capitale della provincia  Camulodunum.
Ufficialmente s, signore. Dopotutto, Carataco viene da l, ed  il luogo in cui limperatore
Claudio si  impegnato a far erigere un tempio in proprio onore. Ma  troppo a est. E malgrado ci che
vogliono a Roma, sembra che tutti qui abbiano deciso che  Londinium la citt pi importante. Perfino
il governatore. Perci lo troverai qui.
Catone assimil linformazione e annu. Molto bene, portaci ai suoi alloggiamenti.
Decimo chin la testa e poi, caricandosi in spalla una delle sacche e grugnendo per il peso
dellarmatura che conteneva, si allontan zoppicando lungo una strada secondaria. Seguimi, mio
signore.
Londinium si rivel essere sgradevole quanto aveva preannunciato il capitano della nave. Le
strade erano strette e affollate e, a differenza di Roma, nelle ore di luce non esisteva alcuna restrizione
per i veicoli dotati di ruote. Catone e gli altri dovettero farsi strada a fatica lungo le vie principali
gremite di carretti, cavalli e persone. Pratici delle strade, Decimo e i suoi compagni si muovevano
velocemente e Catone temeva di perderli di vista. Fece un cenno dintesa a Macrone, affinch facesse
camminare pi in fretta sua madre attraverso la folla. Dai vestiti e dai lineamenti di coloro che
incontravano, Catone not che la maggior parte delle persone proveniva da altri luoghi dellimpero,
senza dubbio in cerca di denaro facile nella nuova provincia. Immagin che Porzia avrebbe dovuto
affrontare una spietata concorrenza, e sper che il rango di suo figlio sarebbe stato sufficiente per
proteggere i suoi interessi dai truffatori, dai ladri e dai malviventi che stavano gi sfruttando
Londinium.
Tutto bene, mamma?, chiese Macrone.
Porzia fiss freddamente alcuni membri di una trib locale che passavano per la strada, avvolti
in pellicce e con le braccia coperte da un intrico di tatuaggi. Selvaggi.
Catone sorrise fra s e poi si accigli. Cera ancora molto da fare prima che la gente dellisola
accettasse il dominio romano. Carataco e i suoi seguaci potevano anche essere distanti, a ovest di
Londinium, ma lo spirito dei membri delle trib che vivevano intorno e nella citt era ben lontano
dallessere domato. Se le legioni avessero subito una seria battuta darresto, allora ben pi di qualche
nativo sarebbe stato incoraggiato a ribellarsi apertamente a Roma. E se la maggior parte dellesercito
del governatore fosse stato concentrato al confine, sarebbero rimasti in pochi a fermare le scorrerie dei
ribelli in quelle parti della provincia che gli ufficiali a Roma avevano gi contrassegnato come
pacificate sulle mappe.
Dove diavolo  quel Decimo con i suoi uomini?, ringhi Macrone, allungando il collo, ma
incapace di vedere alcunch a causa della sua bassa statura.
Circa venti passi davanti a noi, rispose Catone.
Non perdere di vista quegli idioti. Lultima cosa di cui abbiamo bisogno  che ci rubino
lequipaggiamento appena abbiamo messo piede a terra. Non torner alle legioni come una recluta di
primo pelo cocco di mamma, se posso evitarlo.
Porzia sbuff. Se c una cosa che proprio non sei, figlio mio,  un cocco di mamma.
Continuarono a camminare, faticando a tenere il passo dei facchini davanti a loro. Giunsero a
un incrocio pieno di carretti che trasportavano anfore rigidamente stipate. Dallaltra parte del crocevia
non cera alcuna traccia dei facchini. Catone sent il cuore sprofondare nella disperazione e prov una
rabbia cocente nei confronti di Decimo per averli imbrogliati.
Ehi! Prefetto! Da questa parte!.
Catone si volt in direzione della voce e vide Decimo e i suoi compagni poco pi avanti sulla
sinistra. Lex legionario scosse la testa con atteggiamento ironico. Io sono zoppo, eppure degli
ufficiali non riescono a stare al mio passo. Dove andremo a finire?.
Prima che Catone potesse intervenire per dirgli di tenere a freno la lingua quando parlava a un
superiore, Decimo alz la mano e la punt verso un ampio ingresso poco distante sullaltro lato della
strada in cui avevano appena svoltato. Al di l del muro, Catone pot distinguere un ponteggio e lalta
intelaiatura di legno di una gru che si stagliava contro il cielo grigio.
Eccoci arrivati, prefetto. Quella  la basilica. O una parte di essa.
Senza aspettare la risposta dei suoi clienti, Decimo si rimise in cammino e questa volta il flusso
del traffico diede modo ai nuovi arrivati di non rimanere indietro. Attesero il passaggio di una fila di
carretti del vino, poi attraversarono la strada, dirigendosi verso lingresso e avvicinandosi ai due
legionari che erano di guardia. La superficie dellarco era stata intonacata e imbiancata, ma il
rivestimento in mattoni che ricopriva il muro intorno al cantiere non era ancora stato terminato.
Quali affari vi portano qui?, chiese una delle guardie con calma, facendo scorrere lo sguardo
sui due uomini e sulla donna pi anziana e cercando di determinare in fretta il loro status. I due ufficiali
indossavano tuniche nuove e pulite e mantelli militari acquistati a Roma prima di partire. Sebbene non
portassero alcuna decorazione che indicasse il loro rango, n alcun anello elaborato che ostentasse
opulenza, il portamento dei due ufficiali e le cicatrici raccontavano la loro storia. In particolare, il lungo
sfregio bianco che segnava il viso di Catone dalla fronte al mento. La sentinella si schiar la gola e
moder il tono. Come posso aiutarvi, signori?
Prefetto Quinto Licinio Catone e centurione Lucio Cornelio Macrone. Fece un cenno con la
testa a Macrone, prima di continuare. Siamo appena arrivati da Roma per prendere ordini.
Desideriamo fare rapporto allo stato maggiore del governatore e trovare una sistemazione.
Non troverete granch, signore. Hanno abbattuto il forte due mesi fa.
Questo lho capito. Presumo che Ostorio e il suo organico non lavorino allaperto, vero?
Direi proprio di no, signore!. Il soldato di guardia si volt e abbass la punta del suo
giavellotto, indicando il ponteggio che circondava un ampio complesso a un solo piano. Quello  il
palazzo del governatore, ancora in fase di realizzazione. Il governatore ha ordinato ai costruttori di
completare il pianterreno e di andarsene. Tuttavia, gli operai sono riusciti a installare lipocausto prima
di andare via, quindi stanno tutti belli comodi l dentro. Cosa che non si pu dire per quelli di noi che
sono assegnati alla sua scorta. Si dorme in tende allaperto.
 quello che fanno i soldati, giovanotto. Macrone schiocc la lingua. Se  troppo dura per
te, allora forse avresti dovuto unirti a una compagnia di attori finocchi, o qualcosa del genere.
Dai!. Catone agit il braccio in avanti e si incammin lungo il sentiero che era stato ricavato
allinterno del cantiere e che passava accanto a cataste di legna, mucchi di mattoni, tegole per i tetti e
mastelli per mescolare il cemento sparsi ovunque. Le fondamenta di alcune ampie strutture erano state
completate e i muri, alti fino alla cintola, demarcavano il perimetro del primo grande edificio pubblico
della nuova provincia, che avrebbe dominato il paesaggio e messo soggezione a ogni nativo che vi
avesse posato gli occhi. Centinaia di uomini erano al lavoro nel cantiere, insieme a squadre di forzati in
catene che venivano usate per trasportare i materiali ovunque ce ne fosse bisogno. Il suono dei loro
borbottii, delle seghe che tagliavano la legna, e il secco acciottolio delle pietre che venivano sfaccettate
a misura, si mischiavano alla voce dei sorveglianti che gridavano ordini.
Macrone annu in segno di approvazione, mentre passavano. Dovrebbe diventare un posto
tranquillo, una volta che i lavori saranno terminati.
Dallaltra parte del cantiere era stata lasciata unapertura nella facciata dellimpalcatura, per
permettere laccesso alledificio in fase di completamento che si trovava dietro di essa, il quartier
generale del governatore Ostorio del suo stato maggiore. Due soldati appartenenti alla sua scorta
stavano di guardia allentrata. Ancora una volta, Catone spieg il motivo della loro presenza, poi si
volt per pagare i facchini che avevano posato i loro bagagli appena oltre lentrata provvisoria. Allung
la mano verso la borsa attaccata alla cintura e sciolse i lacci.
Fa un sesterzio, signore. Decimo si picchiett un dito sulla fronte a mo di saluto informale.
Per ognuno.
Macrone inarc le sopracciglia. Per gli di,  un po eccessivo.
 la tariffa corrente a Londinium, signore.
Catone si volt verso una delle guardie.  vero?.
Il legionario annu.
Molto bene. Rovist nella borsa in cerca di qualche moneta, le cont a voce alta e le diede a
Decimo e agli altri. Sembra che Londinium sia una citt cara. Potete andare Decimo, una parola.
Lex legionario fece cenno ai suoi compagni di andare avanti e si rivolse a Catone. Signore?.
Catone lo osserv, cercando di guardare, oltre i vestiti laceri e sporchi e i capelli trasandati,
luomo che una volta era stato un legionario. Se Decimo diceva la verit, allora la sua carriera
nellesercito era stata stroncata dalle sorti della guerra. Le stesse sorti che avevano ritenuto opportuno
risparmiare Catone e Macrone durante tutte le campagne e le battaglie disperate che avevano affrontato
nel corso degli anni. Catone a volte aveva limpressione di mettere a dura prova la fortuna che gli era
stata concessa. Presto o tardi, una lancia, un colpo di spada, o una freccia lavrebbero trafitto, proprio
come era successo a Decimo e a innumerevoli altri soldati.
Per quanti anni hai prestato servizio in Britannia?.
Decimo si gratt il mento. Sono arrivato cinque anni fa dal centro di addestramento di
Gesoriacum. Ho prestato servizio nella Seconda, combattendo contro i Deceangli, prima di essere
inviato con un distaccamento a rinforzare la Quattordicesima a Glevum. Poi due anni di campagna
contro i Siluri, prima di questo. Batt una mano sulla gamba zoppa.
Va bene. Catone annu e riflett per un momento prima di continuare. Ti piace lavorare sulla
banchina del porto?
Cazzo se lo odio, signore. Si rivolse in fretta a Porzia. Scusa, mia signora.
Porzia lo guard serenamente. Ho passato la gran parte degli ultimi quindici anni con un
marinaio. Quindi tieniti per te le tue scuse del cazzo.
Macrone guard sconvolto sua madre: spalanc la bocca, poi la richiuse in fretta, decidendo di
ignorare ci che aveva detto.
Decimo si rivolse di nuovo a Catone. Ma cosa pu fare un soldato invalido? Sono stato
fortunato a ottenere una parte della gratifica di congedo. Sufficiente per sistemarmi in un alloggio qui,
ma non abbastanza per viverci.
Capisco, rispose Catone. Be, potrei avere un lavoro per te. Niente di troppo oneroso, ma
potrebbe comportare qualche rischio. Se dovessi essere interessato, torna qui alle prime luci dellalba.
Decimo parve sorpreso per un istante, prima di chinare la testa e di allontanarsi zoppicando.
Macrone lo osserv finch fu sicuro di non poter essere udito, poi si rivolse a Catone. Che
significa?
Le cose sono cambiate dallultima volta che siamo stati qui. Di certo, il governatore ci
aggiorner, ma ci descriver la situazione dal suo punto di vista. Sosterr di avere sotto controllo e
minimizzer la minaccia rappresentata dal nemico. Ostorio  uguale a qualsiasi altro governatore.
Vorr far apparire il suo periodo di governo come un successo e vorr che tutte le lettere o i rapporti
che invieremo a casa riflettano questa immagine. Quindi, potrebbe essere utile ascoltare le opinioni di
uno dei muli di Mario. Inoltre, avr bisogno di un servitore sul campo che si occupi del mio
equipaggiamento. Qualcuno di cui potermi fidare, spero.
Fidarti?. Porzia sbuff. Di quel vagabondo? A me sembra un comune truffatore.
Catone agit il dito in segno di ammonimento. Non esprimere giudizi affrettati. Lapparenza
non  tutto. Se non fosse cos, chiunque si terrebbe ad almeno un miglio di distanza da tuo figlio.
Gi lo fanno, borbott Macrone. Se sanno cos meglio per loro.
Oh, tu!. Sua madre gli diede un leggero schiaffo sul braccio. Sei un micino nei panni di una
tigre. Non credere che io non lo sappia. E anche Catone.
Macrone arross imbarazzato. Odiava parlare di emozioni e lidea che ci fosse anche una parte
sensibile nella sua natura lo riempiva di disgusto. Le emozioni erano per i poeti, gli artisti, gli attori e
altre classi di esseri umani inferiori. Un soldato era diverso. Un soldato doveva tenere a freno il cuore e
la mente, e continuare a fare il proprio dovere. Quando non era in servizio, doveva divertirsi il pi
possibile. Naturalmente, doveva ammetterlo, alcuni soldati erano differenti. Guard Catone di
sottecchi: snello, muscoloso e, fino a poco tempo prima, giovanile. Ora cera una certa durezza nel suo
sguardo e la grossolana goffaggine dei primi anni era in gran parte scomparsa. Si muoveva con la
determinatezza e la decisione che contraddistinguevano un veterano. Ma Macrone conosceva il suo
amico a sufficienza da sapere che la sua mente non si riposava mai, immersa nelle opere dei filosofi e
degli storici che aveva studiato cos appassionatamente da ragazzo. Catone era un genere di soldato
davvero singolare, e lui era stato costretto suo malgrado ad accettarlo.
Si schiar la voce indugiando in un profondo mormorio di irritazione, prima di rivolgersi a
Catone.
Be,  una tua decisione. Ma perch non comprarti semplicemente uno schiavo? Te lo puoi
permettere. Si potranno trovare delle occasioni a Londinium con i prigionieri che ha fatto lesercito.
Non voglio un uomo di una trib. Lultima cosa di cui ho bisogno  un nativo pieno di
risentimento che mi pulisce la spada e mi guarda le spalle notte e giorno, mentre affronto il nemico.
No, deve essere qualcuno che sceglie di stare l. Decimo era un soldato, quindi chi meglio di lui? Sar
un ottimo indicatore del livello del morale degli uomini.
Macrone ci pens un momento e poi annu. Mi sembra giusto. Ora troviamoci un posto dove
lasciare lequipaggiamento. Si rivolse alla madre. Te la caverai per un po?
Me la cavo da pi di cinquantanni Smammate, ragazzi.
Una delle guardie indic loro ledificio amministrativo usato dal governatore, ed essi
attraversarono a grandi passi il cortile dirigendosi verso lentrata. Le spesse mura del palazzo attutivano
leggermente il rumore dei lavori allesterno, ma cera una sottile patina di polvere e sporcizia sul
selciato, e materiali da costruzione erano accatastati tutto intorno al perimetro del cortile. Un manipolo
di impiegati si muoveva di ufficio in ufficio con in mano lavagnette incerate o fasci di pergamene.
Allinterno del quartier generale, i bracieri fornivano calore e diversi uomini lavoravano ai lunghi
scrittoi che riempivano la sala principale. Catone si avvicin a un giovane tribuno chino sul suo
scrittoio a leggere un documento, e buss sul banco. Luomo alz lo sguardo con le sopracciglia
aggrottate.
S?.
Catone fece rapidamente le presentazioni. Appena sbarcato. Ho bisogno di fare rapporto al
governatore e ci servono degli alloggi finch non partiremo secondo disposizioni. E anche una stanza
per una signora.
Alloggi? Non c molto. Abbiamo dovuto adattare le stalle sul retro per avere delle
sistemazioni in pi. C qualche posto libero.  piuttosto asciutto e nelle scuderie ci sono brande
decenti.
E un posto dove stare in citt?
Puoi provare. Ti coster parecchio e sono orribili. La maggior parte delle camere viene
affittata a ore, se capisci cosa intendo, signore.
Prenderemo la stalla, replic Catone. Il nostro equipaggiamento  allentrata. Fai in modo
che i tuoi uomini portino tutto nella nostra, ehm, scuderia. Il centurione Macrone e io abbiamo
necessit di fare rapporto al governatore Ostorio immediatamente. Se fossi cos gentile da
accompagnarci da lui.
Il tribuno sospir e appoggi il rapporto che stava leggendo, prima di spostare indietro la sedia
con un rumore stridulo e alzarsi in piedi. Da questa parte, signore. Provveder ai vostri bagagli
quando torner al mio scrittoio.
Li condusse sul retro della sala e lungo un corridoio che dava su piccoli uffici. Alcuni erano
gremiti di impiegati mentre altri erano occupati da ufficiali e funzionari civili assegnati allorganico del
governatore.
La porta alla fine del corridoio era socchiusa e il tribuno fece cenno a Catone e Macrone di
aspettare, mentre proseguiva per bussare sul battente di legno. Signore, due ufficiali vogliono vederti.
Sono appena arrivati da Roma.
Ci fu una breve pausa, poi una sottile voce annoiata rispose: Oh, molto bene. Falli entrare.
...
.
...
CAPITOLO QUATTRO.
...
.
...
Il governatore Ostorio sedeva dietro il suo scrittoio, avvolto in uno spesso mantello scarlatto.
Un braciere intensificava il calore dellipocausto e rendeva soffocante laria allinterno della stanza. Il
governatore era accomodato su uno sgabello vicino al fuoco, chino su diverse pile di documenti e
lavagnette. Alz svogliatamente lo sguardo quando i due ufficiali entrarono a grandi passi, fermandosi
a breve distanza per fare il saluto militare. Catone not che il viso del governatore era solcato da
profonde rughe, gli occhi erano infossati e segnati. Sapeva che Ostorio si era guadagnato una buona
reputazione come soldato e amministratore, e che era un comandante inflessibile ed esigente. Era
difficile far coincidere quella fama con lindividuo dallaspetto fragile che era seduto di fronte a loro.
Presentatevi, li apostrof in tono brusco il governatore, poi toss, sollevando un pugno
semiaperto davanti alle labbra, finch lirritazione ai polmoni non si calm. Quindi?.
Essendo lufficiale con il grado pi elevato, Catone parl per primo. Prefetto Quinto Licinio
Catone, signore.
Centurione Lucio Cornelio Macrone, signore, aggiunse Macrone.
Il governatore esamin in silenzio i nuovi arrivati per qualche momento. Dovrete consegnare i
vostri stati di servizio al capo del mio organico. Li legger pi tardi. Mi piace conoscere il valore dei
miei ufficiali. Dati i problemi che sto affrontando qui, non posso permettermi di portarmi dietro dei
pesi morti. Suppongo che vi siano stati assegnati ruoli di comando specifici nel mio esercito.
S, signore, rispose Catone. Io sar a capo della Seconda Coorte Tracia di cavalleria.
Ottima unit. Una delle mie migliori. Lo  da quando il comandante provvisorio ne ha assunto
la responsabilit. A detta di tutti, il centurione Querto  stato implacabile con il nemico. Mi aspetto che
tu faccia lo stesso, quando ne assumerai la guida. Ostorio spost lo sguardo su Macrone. E tu?
Assegnato alla Quattordicesima Legione, signore.
Capisco. Il governatore annu lentamente e poi continu. Quindi entrambi vi unirete al
reparto principale comandato dal legato Quintato.  un ottimo ufficiale, ma non tollera coloro che non
si adeguano agli standard che impone. Comunque sia, ora ho bisogno di tutti gli uomini che riesco a
trovare. Soprattutto di ufficiali, visto il ritmo con il quale li stiamo perdendo. Presumo per te che ci sia
un posto vacante fra i centurioni anziani della Quattordicesima, Macrone. In realt, credo che sarai uno
dei pi esperti della legione, finch riuscirai a sopravvivere.
Macrone sent un moto dirritazione per il commento del governatore. Non si meritava di essere
apostrofato come se fosse il comandante fallito di un avamposto, con poca esperienza di combattimento
in prima linea.
Ho intenzione di sopravvivere quanto basta per ottenere il congedo e lindennit che mi spetta,
signore. Nessun selvaggio potr evitare che succeda. Ci hanno provato in molti in passato, e ne hanno
pagato il prezzo.
Parole ardite, centurione. Un lieve sorriso comparve sulle labbra del governatore. E dimmi,
cosa ti rende una minaccia cos insidiosa per i nostri nemici, in questa landa fredda e desolata che
Roma insiste nel voler annettere allimpero?.
Macrone per un momento non seppe cosa rispondere, mentre con la mente tornava di colpo agli
ultimi anni. Gli scontri di piazza a Roma, poi il caldo soffocante, la luce abbagliante e la sabbia durante
la campagna nel Sud dellEgitto. Prima di allora, la repressione della rivolta degli schiavi a Creta e la
difesa di Palmira da unorda di Parti. E prima ancora, lo scontro con i fanatici ribelli giudei, e il
trasferimento alla marina imperiale per attaccare un covo di pirati che tormentavano i mercantili nel
mar Adriatico. Quella missione era arrivata dopo un lungo periodo di servizio prestato nella Seconda
Legione intenta a difendere il confine sul Reno, prima di unirsi allesercito che aveva invaso la
Britannia e annientato le schiere di nativi guidate da Carataco. Era uno stato di servizio degno di nota,
comunque lo si giudicasse, e Macrone si era guadagnato la promozione a centurione meritatamente, a
differenza di alcuni, che dovevano la loro posizione ai legami con famiglie potenti. Tuttavia Macrone
era troppo orgoglioso per puntualizzarlo davanti al governatore. Si schiar la gola.
Ho prestato servizio in distaccamento negli ultimi anni, signore. Prima di allora ho servito con
la Seconda, sul Reno, e successivamente qui in Britannia.
Servizio in distaccamento?  una sorta di eufemismo per lo spionaggio, ultimamente. Qual
era, con esattezza, la natura del tuo, ehm, servizio in distaccamento?
Non sono autorizzato a fornire i dettagli, signore.
Almeno dimmi per chi stavi lavorando.
Macrone era dubbioso, e lanci una veloce occhiata a Catone, ma lespressione del suo amico
era impassibile, lo sguardo fisso davanti a s. Macrone fece un respiro profondo. Il segretario
imperiale, Narciso.
Hai lavorato per quella serpe?. Ostorio strizz gli occhi. Sei qui dietro suo ordine?.
Macrone si infuri per linsinuazione, e trasse un sospiro a denti stretti, ma prima che potesse
rispondere, intervenne Catone.
Se le cose stessero cos, signore, allora non potremmo divulgare quellinformazione. In ogni
caso, ti do la mia parola donore che non siamo pi al servizio di Narciso. Siamo qui in qualit di
soldati. Per servire te, limperatore e Roma. Niente di pi.
La tua parola donore, eh?. Ostorio sbuff.  un bene prezioso a Roma, di questi tempi. Si
sistem meglio sullo sgabello e si massaggi le reni. Non ho altra scelta se non crederti sulla parola.
Ma vi avverto, se mi viene anche un solo sospetto che siate qui per qualsiasi altra ragione che non sia
fare i soldati, vi getter in pasto ai nativi e lascer che si occupino di voi. I druidi impiegano modi
interessanti per disfarsi dei loro prigionieri.
Lo sappiamo, signore. Labbiamo visto con i nostri occhi, rispose Catone, resistendo
allimpulso di rabbrividire pensando allincontro con i druidi della Luna Nera, allinizio della sua vita
da legionario, quando aveva prestato servizio in qualit di umile optio nella centuria di Macrone.
Limmagine fugace delle vittime sacrificali e dellaspetto selvaggio dei druidi gli balen nella mente e
Catone allontan in fretta quel pensiero.
E cosa mi dici di te, prefetto?. Il governatore guard fisso Catone. Quanto hai combattuto?
La cicatrice che hai sul viso racconta parte della storia, ma sembri un po giovane per aver ottenuto il
grado che hai. Tuo padre  un senatore? O un qualche ricco liberto, desideroso che la sua famiglia
acquisisca un po di vantaggio sulla strada dellonore? Quanti anni hai?
Devo compierne ventisei, signore.
Ventisei? Sei pi giovane di quanto pensassi. E chi nella tua famiglia ha fatto pressioni perch
ottenessi in fretta la promozione a prefetto?.
Catone aveva accettato da molto tempo il fatto che sarebbe stato vittima dei suoi umili natali per
tutta la vita. Non importava quanto fosse bravo come soldato, non importava che suo suocero fosse un
senatore, non gli sarebbe mai stato concesso di scrollarsi di dosso il marchio derivante dal fatto di
essere il discendente di un liberto che una volta era stato uno schiavo al palazzo imperiale.
Io non ho famiglia, signore. A parte mia moglie, Giulia Sempronia, che ho sposato quando ho
ottenuto il mio grado attuale. Suo padre  il senatore Sempronio. Ma non mi sono mai rivolto a lui per
chiedere un avanzamento.
Sempronio?. Le sopracciglia del governatore scattarono in su. Lo conosco. Ha prestato
servizio come mio tribuno nellOttava Legione. Un bravuomo. Zelante e, per giunta, degno di fiducia.
Be, se  pronto a lasciarti sposare e andare a letto con quel tesoro di sua figlia, allora devi avere
qualche pregio. Ma mi chiedo se tu abbia lesperienza per gestire il grado di prefetto.
Ho avuto lonore di prestare servizio al fianco del centurione Macrone da quando mi sono
arruolato nellesercito, signore. Il mio amico tende a essere modesto in merito alla sua esperienza. Basti
dire che in questi anni abbiamo combattuto contro i membri delle trib germaniche, i Britanni, i pirati, i
Giudei, i Parti e i Numidi. Conosciamo il nostro mestiere.
Ostorio annu con fare meditabondo, prima di rispondere. Se  vero, allora hai unesperienza
proprio invidiabile, prefetto Catone. Uomini di questo tipo sono i benvenuti. Ne abbiamo bisogno pi
che mai, se vogliamo sistemare i nostri affari qui in Britannia e trasformare questa maledetta terra
selvaggia in qualcosa che abbia una vaga parvenza di civilt. Agit la mano. Riposo, signori.
Catone e Macrone rilassarono la postura, mentre il governatore riordinava le idee, per poi
rivolgersi di nuovo a loro.  importante che siate consapevoli della situazione, qui. Non so cosa vi
hanno detto a Roma, ma qualsiasi informazione riguardo al fatto che siamo semplicemente impegnati
in unoperazione di rastrellamento prima che la conquista della Britannia sia completa,   come posso
dire?  piuttosto lontana dalla realt. Sono passati sette anni da quando limperatore Claudio ha
celebrato il suo trionfo per la conquista. Sette lunghi anni In tutto questo tempo, abbiamo spostato in
avanti i confini un doloroso passo alla volta. Perfino le trib che abbiamo conquistato, o con le quali
abbiamo stretto alleanze, non sono pi affidabili di un lupo di guardia alle pecore. Soltanto due anni fa,
proprio mentre ero sul punto di lanciare unoffensiva contro i Siluri e gli Ordovici, diedi ordine che gli
Iceni fossero disarmati, per essere sicuro di non essere tradito. Una richiesta ragionevole da fare a
chiunque si definisca un alleato, penseresti. Ma quei bastardi sono insorti contro di noi, nel momento in
cui ho condotto il mio esercito sulle montagne. Non ebbi altra scelta che abbandonare la campagna di
conquista e tornare indietro a occuparmi di loro. Quegli sciocchi si erano rintanati in uno di quei loro
ridicoli terrapieni. Si sono arresi immediatamente quando abbiamo penetrato le loro difese. Si 
concluso tutto piuttosto in fretta, ma sono stato costretto a passare il resto della campagna a costruire
forti e strade su tutto il loro territorio, per tenerli docchio.
Catone torse le labbra, ricordando lorgoglioso e permaloso guerriero iceno che aveva fatto da
guida a lui e a Macrone quando si erano inoltrati in territorio nemico, nel corso di una missione per
conto del comandante dellesercito che aveva invaso la Britannia. Catone immaginava senza fatica
quanto potesse indignarsi Prasutago di fronte allordine di consegnare le armi. Le trib di nativi
dellisola erano governate da una casta di guerrieri che considerava lessere disarmati il pi grave
insulto al loro suscettibile senso dellorgoglio. Non cera da stupirsi che si fossero ribellati.
Mentre mi occupavo degli Iceni, continu Ostorio, Carataco approfitt della tregua per
conquistare lappoggio delle trib delle montagne e diventare il loro signore della guerra. Quando
riuscii a dedicarmi di nuovo a lui, ormai aveva radunato un esercito abbastanza grande da sfidarmi.
Questo  il motivo per cui ho dovuto inviare una richiesta a Roma per avere rinforzi. Ora che li ho
ottenuti,  giunto il momento di occuparsi di Carataco e dei suoi seguaci una volta per tutte.
Macrone annu con approvazione, gustandosi la prospettiva della campagna imminente, la
possibilit di ottenere una gratifica e, eventualmente, unulteriore promozione. Sebbene fosse riluttante
a parlare delle sue ambizioni, Macrone, come molti soldati, sognava di diventare il centurione anziano
di una legione, un grado che conferiva molti privilegi e onori. Grazie a esso si entrava di diritto a far
parte della classe equestre: solo i senatori occupavano una posizione pi elevata, escludendo
limperatore, ovviamente. Se nei mesi a venire gli scontri fossero stati particolarmente intensi, allora le
fila del centurionato si sarebbero ridotte, come avveniva sempre, dal momento che i centurioni erano in
prima linea e molto spesso cadevano in battaglia. Se Macrone fosse sopravvissuto, un giorno avrebbe
potuto ottenere il comando della Prima Coorte della legione, e in seguito la carica di prefetto del
campo, che poteva prendere il diretto comando della legione se il legato fosse stato assente, o
gravemente ferito, o fosse rimasto ucciso. Il solo pensiero di ricevere una simile responsabilit lo
colm di speranza.
Il governatore sospir e si lisci la barba grigia e corta sul mento. Sembr farsi ancora pi
meditabondo, e valut la situazione in silenzio per un momento, prima di parlare di nuovo.
Sto diventando troppo vecchio per questo. Quando il mio mandato sar terminato, andr in
pensione. Gli angoli della sua bocca si incurvarono in un vago sorriso. Torner nella mia tenuta in
Campania, mi prender cura dei miei vigneti e invecchier con mia moglie. Ho servito Roma
abbastanza a lungo, e sufficientemente bene da guadagnarmelo, perlomeno Tuttavia, c del lavoro
da fare!. Si costrinse a raddrizzarsi sulla sedia e a rivolgere di nuovo la sua attenzione ai due ufficiali
in piedi davanti a lui. Anche se mi sto preparando per una nuova offensiva, c ancora una piccola
speranza di pace.
Pace, signore?. Catone gonfi le guance. Con Carataco? Dubito che accetterebbe qualsiasi
condizione che arrivasse da Roma.
S? E tu come lo sai, giovanotto?
Perch conosco quelluomo, signore. Lho incontrato e ho parlato con lui.
Cal un silenzio carico di tensione e il governatore fiss Catone a occhi spalancati. Poi si
protese in avanti. Come pu essere vero? Carataco  consumato dallodio per Roma, e per tutti coloro
che prestano servizio nelle sue legioni. Di rado prende dei prigionieri, e quelli che vengono catturati
non vengono mai pi visti dai loro compagni. Quindi com possibile che a te sia stato accordato un
tale dubbio onore?.
Il tono del governatore era severo, ma Catone ignor laffronto e replic: Sono stato catturato
da Carataco, insieme ad altri compagni, durante il secondo anno dellinvasione, signore. Una volta
arrivati allaccampamento nemico, fui interrogato da lui.
Perch?
Voleva sapere di pi su Roma. Su ci che motivava i soldati. Voleva anche che io mi rendessi
conto che le trib native erano orgogliose e non avrebbero mai chinato il capo di fronte agli invasori
delle loro terre. Giur che avrebbero preferito farsi uccidere piuttosto che sopportare lonta della
sottomissione allimperatore.
Capisco. E com possibile che tu sia sopravvissuto per racc-ontarmelo?
Sono fuggito, signore.
Sei fuggito dallaccampamento nemico?.
Catone annu.
Allora gli di devono esserti propizi, prefetto Catone, perch non ho mai sentito parlare di un
altro romano che possa vantarsi di aver fatto lo stesso.
Macrone ridacchi. Ed  solo linizio, signore. La Fortuna lavora a tempo pieno per tenere il
prefetto fuori dai guai.
Catone sollev un sopracciglio in segno dintesa verso il suo amico. Anche tu non te la cavi
cos male.
Il governatore si schiar la gola con irritazione. Stavo parlando di pace, signori. Sono passati
diversi anni da quando avete incontrato Carataco lultima volta. Anni di scontri continui. Entrambe le
parti sono logorate dalla lotta e sospetto che la voglia di combattere del nostro nemico sia esaurita
quanto la mia. E ci sono persone a Roma la cui insofferenza verso la situazione in Britannia cresce di
giorno in giorno. Soprattutto Pallante, uno dei consiglieri pi vicini allimperatore. Non credo
conosciate il soggetto.
Ne ho sentito parlare, signore, replic Catone con cautela, prima che il governatore
continuasse.
Da ci che dicono i miei amici a Roma, Pallante  lastro nascente.  vicino alla nuova moglie
dellimperatore e a suo figlio, Nerone, che potrebbe benissimo diventare il prossimo imperatore,
quando Claudio morir. Sembra che Pallante sia favorevole al ritiro dellesercito dalla Britannia e
allabbandono della provincia. A dire il vero,  stata unoperazione molto costosa e poco redditizia per
Roma, visti loro e gli uomini investiti nella campagna. E non c nemmeno la prospettiva di un
guadagno durevole dalla Britannia, una volta terminata la fornitura di prigionieri di guerra per il
mercato di schiavi. Siamo stati indotti a credere che lisola fosse piena di argento, stagno e piombo, ma,
in realt, ce n molto meno di quanto pensassimo. Per quanto ne so, ci sono solo due motivi per cui le
nostre truppe sono ancora schierate qui. Primo, alcuni degli uomini pi facoltosi di Roma hanno offerto
cifre piuttosto importanti ai capi delle trib che si sono alleate con noi. Guarda caso, Narciso  fra
questi, il che probabilmente spiega la ragione per cui  cos interessato a far restare qui il nostro
esercito, almeno finch il suo prestito non verr ripagato. Il secondo motivo ha a che fare con il mero
orgoglio. Il fatto che Roma venga vista ritirarsi dalla Britannia sarebbe unumiliazione per
limperatore, e i nostri nemici nelle altre province di frontiera finirebbero per trarre incoraggiamento
dal nostro fallimento. Naturalmente, con un cambio di regime, il prossimo imperatore potrebbe
giustificare un ritiro delle truppe adducendo la scusa di voler riparare agli errori del suo predecessore.
Quindi, signori, come potete constatare, il dominio di Roma sulla Britannia  ben lungi dallessere
stabile.
Il governatore abbass lo sguardo e riflett un istante, prima di continuare. Molti dei nostri
soldati hanno versato del sangue qui, e sono caduti in parecchi. Se ci venisse ordinato di abbandonare
la Britannia, allora quel sacrificio sarebbe stato inutile. Per come la vedo io, ho due linee dazione
davanti a me, se vogliamo che il sacrificio dei nostri compagni abbia un senso. Devo annientare del
tutto le trib rimaste che ci contrastano, o stringere con loro un accordo di pace che duri nel tempo. In
un modo o nellaltro, la cosa deve avvenire il pi rapidamente possibile, cos che la provincia sia
pacificata prima che il nuovo imperatore salga al trono. Solo allora non ci saranno pi scuse per
abbandonare la Britannia. Questa  la ragione per cui ho invitato i sovrani e i capi di ogni trib, da qui
al territorio pi settentrionale dei Briganti, a un incontro per discutere i termini della fine del conflitto.
Ho dato la mia parola che sar garantito un passaggio sicuro attraverso la frontiera alle trib che non si
sono ancora alleate con noi.
Macrone esit per un istante, prima di porre la pi ovvia delle domande. Hai intenzione di
mantenere la parola, mio signore?
Naturalmente.
Anche se si presenter Carataco in persona? Se catturiamo lui e gli altri che ci stanno causando
guai, potremmo porre fine allopposizione dei nativi con la stessa rapidit con cui mangeremmo degli
asparagi bolliti.
Ostorio sospir e scosse la testa. Oppure, potremmo offendere tutte le trib e fornire loro un
motivo per unirsi contro di noi alla stessa velocit del clich culinario da te suggerito. Forse faresti
meglio a tenere per te certe idee, centurione. Lascia che siano menti pi sagge a pensarci, eh?.
Macrone strinse le labbra e i pugni dietro la schiena, mentre annuiva seccamente, in risposta
alla stoccata ricevuta. Cal un imbarazzante silenzio, prima che Catone portasse la conversazione in
una direzione differente.
Quando e dove avr luogo lincontro, signore?
Nellarco di dieci giorni, in uno dei loro boschi sacri, circa cento miglia a ovest di Londinium.
Porter con me un piccolo corpo di guardia. Dun tratto, guard Catone e sorrise. Non c la
necessit immediata che voi due raggiungiate le vostre unit. In ogni caso,  solo una piccola
deviazione dalla strada che porta a Glevum.
Noi?. Catone non riusc a nascondere la sorpresa. Ma siamo soldati, signore. Non
diplomatici. Inoltre, speravamo di unirci alle nostre nuove truppe il prima possibile. Se la campagna
imminente sar ardua, allora vorrei conoscere meglio gli uomini che dovr comandare, prima di entrare
in azione.
Non sar necessario, se potremo fare pace con i nostri nemici. E dal momento che hai gi
incontrato Carataco, potresti rivelarti utile durante le trattative. Verrete entrambi con me.
Molto bene, signore. Ai tuoi ordini. Ho solo una domanda. Cosa ti fa pensare che il nemico sia
pronto a fare pace con noi?.
Ostorio replic in tono freddo. Perch se non lo sar, metter bene in chiaro che prima della
fine dellanno, ogni singolo villaggio di ogni trib che ancora ci contraster sar raso al suolo e i nativi
che verranno risparmiati saranno venduti come schiavi. Il governatore sbadigli. E ora devo
riposare. Questo  tutto, signori. Suggerisco che vi godiate i pochi piaceri che Londinium ha da offrire,
intanto che potete. Sono certo che alla mensa degli ufficiali abbiano qualche consiglio da darvi. Potete
andare.
Macrone e Catone si misero sullattenti, fecero il saluto e poi si voltarono per uscire. Ostorio
fiss per un momento le pile di rapporti e relazioni che erano posate ai suoi piedi, poi si alz
lentamente dallo sgabello e si avvi con fare altezzoso verso la stretta branda che era stata sistemata
vicino al muro. Vi si adagi, si stese sul fianco, con le calighe ancora ai piedi, e si copr come meglio
pot con il mantello, prima di cadere in un sonno agitato.
Cosa ne pensi di lui?, chiese Macrone quando furono abbastanza distanti dallufficio del
governatore, camminando lungo il corridoio.
Catone si guard intorno e not che non cerano impiegati sufficientemente vicini a udire i suoi
commenti.  stremato. Consumato dai suoi doveri. Ma ho sentito dire che  un comandante molto
capace.
Macrone scroll le spalle. Essere capace non ti rende immune al passare degli anni. Lo so
bene. Non sono pi veloce come prima, nella lotta. Alla fine, tocca a tutti noi.
Catone gli lanci unocchiata. Be, fai in modo che non tocchi a te proprio mentre stai
combattendo al mio fianco. Lultima cosa di cui ho bisogno  che a coprirmi le spalle quando
attacchiamo il nemico ci sia un vecchio brontolone.
Piuttosto ingrato da parte tua, visto il modo in cui ti ho fatto da bambinaia nelle tue prime
battaglie, quando eri una recluta di primo pelo. Macrone rise e scosse la testa. Allora non avrei mai
immaginato che saresti diventato un soldato cos bravo.
Catone sorrise. Ho imparato dal migliore.
Stai zitto, amico. Mi farai piangere. Macrone ridacchi. Poi la sua espressione si indur. Sul
serio, di. Ho qualche dubbio sul nostro nuovo generale. Visto il suo aspetto attuale, qualche mese sul
campo finir per ucciderlo. Proprio nel bel mezzo della campagna.
Non se riesce a negoziare la pace con Carataco. O, perlomeno, con un numero di trib
sufficiente a isolarlo.
Quante possibilit credi che ci siano che Carataco voglia la pace?.
Catone ripens alla piccola capanna in cui era stato interrogato da Carataco. Ricordava molto
vividamente il risoluto bagliore negli occhi del britanno, quando aveva detto che avrebbe preferito
morire piuttosto che inchinarsi a Roma.
Se fossi il tipo che scommette, te la darei cento a uno.
E io ti direi che  una quota generosa, amico mio. Macrone schiocc la lingua. Ci aspettano
tempi duri, Catone. Tanto per cambiare.
Non possiamo farci niente.
Oh s, invece!. Macrone ghign. Hai sentito quelluomo: ci sono tutti i piaceri di Londinium
ad attenderci. La sua espressione divenne leggermente ansiosa. Basta che non spiattelli tutto a mia
madre, va bene?.
...
.
...
CAPITOLO CINQUE.
...
.
...
Bene, ragazzi, cosa ne dite di questo posto?, chiese Porzia, mentre si accomodavano a un
tavolo vicino al caminetto della locanda. Era la sera del loro terzo giorno a Londinium e la donna era in
compagnia di suo figlio e di Catone. Tanto per cambiare, pioveva di nuovo: scrosci costanti e
trasversali, sospinti da un forte vento che sferzava le strade della citt, le gocce picchiettavano sui tetti
dei pochi edifici coperti di tegole e scorrevano sulle coperture in paglia dei restanti. La locanda una
volta era stata un grande fienile, in seguito ampliato con edifici annessi che formavano una modesta
corte di fronte allentrata. Una porta si apriva sullampia via che, partendo dal molo sul Tamesis,
arrivava fino al cantiere del complesso della basilica. Malgrado il maltempo, le strade erano animate, e
il trambusto delle ruote dei carri, unito al ragliare dei muli, si udiva chiaramente al di sopra del sibilo
della pioggia.
Macrone abbass il cappuccio del suo mantello militare e fece scorrere rapidamente lo sguardo
sullambiente circostante. La taverna era calda e asciutta e il pavimento era lastricato e
abbondantemente ricoperto di paglia, per assorbire la sporcizia degli stivali e dei sandali di coloro che
entravano dalla strada. Il bancone era sistemato su un lato del locale, attrezzato con grosse giare che
contenevano lo stufato e il vino riscaldato da servire ai clienti. Diversi tavoli lunghi, con panche su
entrambi i lati, occupavano gran parte dello spazio libero. Nonostante le ristrutturazioni, nellaria
aleggiava ancora un vago odore di sudore di cavallo, ma Macrone non ci bad. Cerano odori peggiori.
Piuttosto carino, ammise. Paragonato alla maggior parte dei posti di questa citt.
Catone annu. Mentre aspettavano lordine che li avrebbe portati a unirsi a Ostorio e al suo stato
maggiore per lincontro con i capi delle trib, avevano passato il tempo nelle locande raccomandate da
Decimo. Non cera molto altro di importante da vedere. Nonostante i suoi dubbi iniziali sul legionario
congedato, Porzia aveva trovato molto utile la sua consulenza durante i vari sopralluoghi nelle diverse
locande e nel corso della discreta indagine condotta tra i proprietari, per scoprire chi potesse essere
interessato a cederle lattivit.
Catone fece un cenno alla cameriera dietro il bancone e lei si affrett a prendere il loro ordine.
Era giovane, appena adolescente, grassottella e con un brutto incarnato, ma almeno parlava un discreto
latino.
Una caraffa di vino per tre. Cosa c nello stufato oggi?.
Lei fece spallucce. Lo stesso di ogni giorno. Orzo e brodo di cipolle.
Catone si sforz di sorridere. Sembra buono. Tre scodelle, allora, con del pane. Presumo sia
fresco, vero?
Sfornato proprio laltro giorno, signore. Fresco quanto basta.
Senza attendere ulteriori commenti, si volt e and di corsa verso il bancone a preparare un
vassoio con il loro ordine.
Piuttosto carino?, disse Porzia in tono distaccato, fissando suo figlio.  tutto ci che hai da
dire?
Cosa vuoi che dica?, borbott Macrone.  una locanda, come tutte le altre.
Guarda caso, no. Agit un dito. Questa  quella che voglio comprare. Grazie a Decimo, ho
saputo che il proprietario  un veterano della Seconda Legione che ne ha abbastanza della Britannia e
sta cedendo lattivit per tornare a Roma. Ho fatto unofferta e lui lha accettata.
Macrone diede unaltra lunga occhiata allambiente. Perch questa?.
Porzia snocciol rapidamente le sue ragioni, contandole sulle dita mentre le illustrava. Primo,
la posizione. Parecchi clienti di passaggio e molti di loro lavorano nel quartier generale del
governatore, perci possono permettersi di spendere di pi per il vino e il cibo. Secondo, ci sono otto
camere nel cortile e sono gi affittate a viaggiatori. Posso aggiungere altri alloggi sul retro. Quando la
provincia sar popolata, la citt si amplier e potr mettere insieme una piccola fortuna grazie a tutti
quelli che passeranno per Londinium. E terzo, ci sono dei piccoli magazzini dallaltra parte del cortile
che potremmo affittare alla gilda delle prostitute. Un servizio speciale che alcuni clienti potrebbero
gradire, ne sono sicura. Ci sono un sacco di possibilit qui, e il prezzo  molto vantaggioso. Fece una
pausa. C solo un intoppo. Quello che mi  rimasto del denaro che ho ricavato dalla vendita della mia
casa ad Ariminum non  sufficiente a coprire lofferta che ho fatto.
Macrone si prese la testa fra le mani e gemette sommessamente. Lo so dove vuoi arrivare,
madre. Vuoi che ti dia il resto attingendo ai miei risparmi.
Non voglio che tu me li dia in regalo. Consideralo pi un prestito, o, ancora meglio, un buon
investimento. Posso coprire met del costo. Tu pagherai il resto e io ti far socio non operante, e potrai
avere i quattro decimi dei profitti, aggiunse in fretta.
Macrone le lanci unocchiata tagliente. Quattro decimi? Perch non la met?
Perch sar io a fare il lavoro duro. Quattro decimi.  la mia ultima offerta.
Catone sedeva in silenzio, osservando la discussione, impressionato dal pregevole senso degli
affari di Porzia e dallinflessibilit cui ricorreva per ottenere ci che desiderava. Quale di queste qualit
Macrone avesse ereditato in abbondanza era piuttosto evidente.
Aspetta un momento!. Macrone alz la mano. Cosa succede se decido di non prestarti il
denaro?.
Porzia intrecci le dita sottili e mise il broncio. Faresti davvero una cosa del genere a tua
madre? Mi obbligheresti a comprare unorrenda casa che non vale granch, visto che  tutto ci che
potrei permettermi senza il tuo aiuto? Dovrei lavorare fino a consumarmi per una miseria e poi morire
vecchia e sola?
Cazzo, sai che non si arriverebbe a tanto!, disse Macrone bruscamente. Farei in modo di
provvedere a te.  il minimo che ti devo.
Esatto. Porzia annu. Quindi?.
Macrone inspir profondamente ed emise un sospiro esasperato. Molto bene. Di quanto hai
bisogno?
Cinquemila denarii. Tutto qui.
Macrone rimase a bocca aperta, incredulo. Cinquemila! ȅ 腻. Corrug la fronte per la
concentrazione. Lo stipendio di diversi anni.
Te lo puoi tranquillamente permettere.
Cosa te lo fa pensare?
Ho dato una piccola occhiata in quella cassa che tieni in fondo alla sacca.
Ma  chiusa a chiave.
Lei gli scocc uno sguardo compassionevole. Ho passato quindici anni a lavorare in una
taverna ad Ariminum, ragazzo mio. Ho appreso consigli e abilit utili da tutti i miei clienti. Lo scasso 
il minimo.  pi interessante capire come sia riuscito un centurione a procurarsi una cos vasta
fortuna.
Macrone e Catone si scambiarono unocchiata veloce ed entrambi sentirono un brivido di
apprensione scorrere lungo la schiena. Quando erano a Roma, avevano contribuito a smascherare un
complotto nelle fila della Guardia pretoriana. Il denaro nella cassa traeva origine da una scorta di
lingotti dargento che i cospiratori avevano rubato allimperatore e che, per quel che ne sapeva il
palazzo imperiale, risultavano ancora dispersi. Catone sosteneva che andassero restituiti, ma Macrone
si era rifiutato, dichiarando con veemenza che si erano guadagnati quellargento. Quindi si erano
spartiti il bottino. Catone aveva lasciato la sua parte da un banchiere a Roma, mentre Macrone, che
considerava i banchieri come parassiti corrotti, aveva scambiato largento in monete doro per rendere
pi trasportabile la sua fortuna, e laveva tenuta con s. Il suo piccolo segreto, fino a quel momento. Si
guard intorno frettolosamente, nel caso qualcuno avesse udito losservazione di sua madre. Poi si
rivolse di nuovo a lei.
Va bene. Cinquemila. Per la met dei profitti.
Quattro decimi, ho detto.
Facciamo a met, disse disperatamente Macrone.
Quattro decimi.
Lui digrign i denti e la guard con irritazione. Alla fine annu. Merda. Mi arrendo. Ma, dora
in poi, tieni gi le mani dalle mie cose.
Sua madre sorrise con dolcezza e gli diede un buffetto sulla guancia. Sapevo che avresti
dimostrato buon senso. E, a tempo debito, ne sarai felice. Te lo prometto.
Macrone si chiese se sarebbe davvero andata cos. Sua madre, come la maggior parte di quelli
che gestivano piccole attivit commerciali, era tanto brava ad truccare i conti quanto lo era a cucinare
pasti scadenti per i suoi clienti. Tuttavia, almeno Porzia era in grado di vivere una vita indipendente e a
Macrone, che preferiva non doversi preoccupare di lei quando partiva per combattere contro il nemico,
andava bene cos. E in fin dei conti, se lei avesse avuto ragione, allora lui avrebbe tratto un discreto
profitto dal suo investimento.
La ragazza arriv con il loro ordine: una caraffa di vino e scodelle di stufato fumante. Appoggi
il vassoio con un tonfo tintinnante e sistem sgraziatamente le scodelle di fronte a loro, insieme alle
misere coppe dargilla e ai cucchiai di bronzo. Tir su con il naso e se lo pul con il risvolto della tunica
a maniche lunghe.
Nove sesterzi.
Catone fece per allungare la mano verso la sacca, ma Macrone glielo imped. Pagher io.
Tanto vale, visto che sembra che oggi debba essere spennato.
Frug nella borsa in cerca di una manciata di monete e le sbatt nella sudicia mano della
cameriera, che le cont velocemente, prima di tornare al bancone. Porzia la fiss intensamente con
occhi freddi.
Pare, disse sommessamente, che ci saranno dei cambiamenti quando rilever questo posto.
Quella ragazza, per esempio, ha bisogno di qualche lezione in merito a come migliorare il suo aspetto e
il suo atteggiamento.
Mangiamo, disse Catone sollevando il cucchiaio, ansioso di mettere fine ai battibecchi fra
Macrone e la madre. Avevano fame e mangiarono in silenzio, i pensieri di Catone tornarono
inevitabilmente a Giulia e a Roma. Sarebbero passati anni, prima di essere libero dai suoi doveri in
Britannia. A un certo punto avrebbe dovuto chiederle di rinunciare agli agi e ai piaceri della sua vita a
Roma per raggiungerlo. Non si era fatto illusioni in merito alle condizioni di vita spartane che offriva
un forte di frontiera, o una citt della provincia. Per lui non era un problema, ma temeva che quel posto
non sarebbe stato abbastanza per Giulia.
Il corso dei suoi pensieri fu interrotto da voci che provenivano dal cortile esterno. Un attimo
dopo fecero il loro ingresso due ufficiali. Catone li riconobbe per averli gi visti nel quartier generale
del governatore. Giovani tribuni che prestavano servizio nella Nona Legione. Ingoi lo stufato che
aveva ancora in bocca e si tampon le labbra con il dorso della mano, prima di chiamarli.
Volete unirvi a noi?.
I due giovani esitarono e Catone ridacchi. Offro io da bere.
Il pi alto dei due, con i capelli scuri fini, sorrise. Be, dal momento che la metti cos!.
Si avvicinarono e si misero a sedere, mentre Catone presentava Macrone e la madre.
Tribuno Marco Pellino, annunci il pi alto, indicando poi il suo compagno con un cenno
della testa. E Caio Deciano. Ti ho gi visto su al quartier generale, non  vero? Sei il nuovo
comandante della coorte tracia di cavalleria assegnata al legato Quintato.
Esatto, rispose Catone. Attir lattenzione della cameriera e indic i suoi nuovi compagni.
Lei si mosse di malavoglia e si pieg dietro al bancone per prendere altre due coppe. E il mio amico
qui assumer il comando di una coorte nella Quattordicesima.
Scommetto di sapere di quale si tratta, disse ridacchiando Pellino. Sembra che voi due siate
stati scelti apposta per quel lavoro.
E quale lavoro sarebbe?.
La cameriera appoggi altre due tazze sulla tavola e il tribuno Deciano si serv da solo dalla
caraffa, mentre parlava. C un avamposto situato in pieno territorio siluriano, dove i Traci si sono
uniti a una coorte della Quattordicesima. Fa tutto parte del piano del governatore: vuole formare potenti
colonne che si spingano il pi avanti possibile, in modo da tenere docchio il nemico e stroncare sul
nascere qualsiasi tentativo dei compari di Carataco di invadere la provincia. Ma sembra che ci siano dei
problemi con la guarnigione al forte.
Che genere di problemi?, chiese Catone.
Sai com, gli ausiliari e i legionari non si sopportano granch. Gli insulti e le solite
scazzottate vanno bene, ma i soldati di quelle due unit si odiano a vicenda.
Mi sembra che quegli idioti abbiano solo bisogno di qualcuno che dia loro una lezione,
borbott Macrone.
Deciano ghign. Sembra che il comandante provvisorio stia facendo un buon lavoro per
ristabilire la disciplina, in attesa di un sostituto che gli subentri. Chiaramente la guarnigione continuer
ad aver bisogno di una mano ferma. Ecco perch immagino che voi due siate stati inviati per occuparvi
di questa incombenza, a giudicare dal vostro curriculum. Ho visto oggi i vostri documenti. Davvero
impressionante. Sembra che voi siate proprio ci di cui hanno bisogno. Soprattutto perch la vostra
colonna sar una di quelle occupate nella parte pi impegnativa delloffensiva di Ostorio.
Dando per scontato che non riesca a persuadere i locali durante lincontro che ha convocato,
disse Pellino.
Credo che siamo tutti consapevoli del fatto che non andr a finire bene, replic il suo amico.
Lunica cosa che queste genti vogliono sembra sia lo scontro. Quando non stanno ammazzando i
Romani, si accapigliano fra loro. Ostorio sta sprecando tempo quando dovrebbe dare loro una bella
lezione. Le bastonate sono lunico modo per far penetrare il messaggio in quelle zucche dure. Deciano
fece una pausa e spalanc gli occhi. E visto che stiamo parlando di zucche dure, vedete quel tipo nel
cortile proprio ora?.
Porzia si sporse in avanti inquieta. Cos quello, un selvaggio, qui, fra le case?
Esatto, signora. Lui, la sua donna e un manipolo dei suoi bruti. Appena arrivati. Dal momento
che sono armati, devono essere diretti allincontro con il governatore. Quello  un maledetto gigante.
Non vorrei doverlo affrontare in battaglia.
Macrone sbuff. Pi sono grossi, pi rumore fanno quando cadono.
Be, avresti bisogno di unenorme ascia da boscaiolo per abbattere quello. Ne sono passati
molti da Londinium, negli ultimi giorni. Hanno creato un bel po di scompiglio, sono anni che la
maggior parte dei locali che vivono qui non si tinge con le piante di guado. Alcuni di loro si sono
conformati piuttosto bene ai nostri costumi, a dire il vero.
Catone ne dubitava. Probabilmente, si erano adeguati alle usanze romane e facevano del loro
meglio per apprendere il latino, ma si sarebbero considerati prima di tutto Britanni ancora per molti
anni a venire. Soprattutto finch le trib della provincia continuavano a essere considerate regni
separati, orgogliosamente fieri del proprio retaggio e della propria indipendenza. Le cose sarebbero
cambiate nel momento in cui lo status di regni clienti fosse scaduto. Era la solita tecnica che Roma
usava in ogni nuova provincia: raggiungere un accordo con i sovrani locali, che garantiva la protezione
di Roma in cambio dellannessione pacifica del loro regno, una volta che il re in carica fosse morto. Era
una tecnica che presumibilmente aveva successo nelle altre parti dellimpero, ma Catone sospettava che
quel genere di accordo non avrebbe funzionato altrettanto bene con i bellicosi guerrieri della Britannia.
Fin il suo stufato e lo innaffi con un sorso di vino caldo, prima riprendere a parlare con Pellino.
Come vanno i preparativi per la nuova campagna militare?.
Lespressione del tribuno si fece esasperata alla prospettiva di parlare di lavoro, ma Catone lo
superava in grado e perci poteva permettersi di dirigere il corso della conversazione come meglio
credeva.
Quasi finiti, signore. I magazzini degli avamposti sono ben forniti di provviste, gli ultimi
rinforzi si stanno muovendo per raggiungere le loro unit e i contingenti a cavallo proseguono
laddestramento. Il governatore ci vuole pronti a marciare per il primo giorno di bel tempo in
primavera, dando per scontato che il tentativo di ottenere la pace vada a monte. Cosa che succeder
senzaltro. Dopodich, saremo nelle mani degli di. Il terreno su cui combatteremo  montuoso e
coperto da fitte foreste. I nostri esploratori hanno individuato solo un numero esiguo di tracciati
percorribili.  la superficie adatta alle imboscate. Se Carataco gioca bene le sue carte, ci sfibrer
semplicemente con attacchi mordi e fuggi. La nostra unica speranza  trovare i loro villaggi e metterli a
ferro e fuoco, cos da costringerli ad affrontarci sul campo di battaglia. A quel punto, se saremo
fortunati, potremmo riuscire a mettere fuori combattimento Carataco e il suo esercito.
Non sembri particolarmente ottimista, osserv Macrone.
Oh, lo sono quanto basta. Perch  cos che ci ha detto di essere il governatore nelle sue
disposizioni. Non vuole che mettiamo in agitazione i rinforzi che stanno per unirsi alla nostra felice
compagnia. Niente pi disfattismo o punir severamente chiunque dei suoi subordinati lasci anche solo
intendere che non sconfiggeremo Carataco, questa volta. Quindi, s, sono ottimista. Ma sono prima di
tutto realista. E chi pensa seriamente che sar solo una passeggiata nel foro, direi che andr incontro a
una cazzo di sorpresa. Chiedo scusa, signora.
Porzia sospir esasperata e respinse le scuse con un gesto della mano. Poi si blocc e guard
verso lentrata della locanda. Catone si volt per seguire la direzione del suo sguardo e vide che due
enormi guerrieri erano entrati nella stanza. Indossavano pesanti cappe decorate con un motivo a scacchi
marrone e nero. I capelli erano raccolti dietro la nuca, in una spessa coda che gli ricadeva lungo la
schiena. Le braccia pelose erano ricoperte da spirali di tatuaggi, e appese alle bandoliere avevano delle
lunghe spade. I guerrieri indigeni si trascinarono a passi pesanti allinterno della locanda, seguiti da
altri compagni, incluso un colosso che dovette chinare la testa per evitare le travi che correvano lungo il
soffitto. Al suo fianco cera una donna, la testa coperta dal cappuccio di un mantello. La cameriera
lanci unocchiata al gigante e si infil in una porta dietro il bancone, per andare a chiamare il padrone.
Mentre i nuovi arrivati si facevano strada verso il bancone, il capo della comitiva si guard
intorno nella stanza, finch i suo occhi non si posarono sul gruppetto di Romani. Aveva unespressione
fiera, ma il suo sguardo fu attraversato da un barlume di sconcerto, quando fiss direttamente Macrone
e Catone.
Non posso crederci, cazzo. Macrone strinse il braccio di Catone. Guarda chi ! Lo
riconosci?
Naturalmente, rispose Catone con calma. Prasutago.
Si ud un suono stridente quando Macrone si alz dalla panca e grid attraverso la stanza.
Prasutago! Sono io. Cio, siamo noi. Macrone e Catone!.
Deciano quasi si strozz con il vino. Stai dicendo che conosci quel bruto?.
Macrone ignor il tribuno e fece due passi in direzione del capo dei nativi, tendendo la mano.
Prasutago rimase immobile per un momento, poi sorrise timidamente e annu, senza offrire la mano in
cambio. Macrone abbass la sua e scosse la testa, meravigliato. Non ci credo Prasutago.
Ciao, centurione. Una voce femminile spezz lattonito silenzio della locanda. Macrone si
volt e vide che la donna aveva abbassato il cappuccio del mantello, rivelando folte trecce di capelli
rosso rame. Strizz locchio, sorridendo per salutare.
Il dono della parola abbandon Macrone per un istante, poi il soldato deglut nervosamente e si
schiar la gola. Boudicca.
...
.
...
CAPITOLO SEI.
...
.
...
Regina Boudicca, si d il caso. Ostent un certo distacco, tradito dal sorriso che non riusc a
trattenere.
Regina?. Macrone corrug la fronte. Non capisco.
Sono la moglie di Prasutago, e quindi regina del popolo degli Iceni. Presumo che anche tu
abbia avuto un avanzamento di grado, dallultima volta che ci siamo visti. Non sei pi il centurione che
conoscevamo una volta.
Macrone scosse la testa. Ancora centurione Macrone, ho solo pi anzianit di servizio.
Boudicca si allontan dal bancone e si mise al fianco del marito, prendendogli la mano. Siamo
lieti di rivederti.
I due ufficiali romani rimasero a guardare i sovrani della trib degli Iceni, e per un momento
nessuno parl, mentre i ricordi delle sofferenze e dei pericoli condivisi affollavano le loro menti.
Macrone prov una profonda fitta di malinconia, guardando la donna di cui una volta aveva conosciuto
lamore, quando Boudicca era solo lindomabile figlia di un nobiluomo iceno. Alla fine, Prasutago non
fu pi in grado di mantenere il suo regale distacco ed emise un caloroso urlo di gioia, prima di fare un
balzo in avanti e gettare le braccia intorno a Macrone, in un amichevole e assai vigoroso abbraccio.
Ah!  bello rivederti, romano! Sono passati troppi anni.
Macrone strinse le braccia del gigante e si liber dalla poderosa presa. Fece un profondo
respiro, prima di rispondere. Vedo che hai imparato un altro po di latino, dallultima volta.
 bello parlare la lingua del tuo amico, replic Prasutago: laccento era forte, ma le parole
facilmente comprensibili. Si volt verso Catone, gli afferr la mano e sorrise calorosamente. E tu,
Catone. Sempre abile e coraggioso, immagino. Picchiett con il dito la cicatrice che correva, dalla
fronte, lungo tutto il viso di Catone. Il marchio di un guerriero, eh?
Il marchio di un uomo che non  riuscito a sottrarsi in tempo alla lama di una spada, direi,
ribatt Catone con un sorriso.
La moglie si avvicin e studi Catone con unespressione vagamente preoccupata. Eri poco
pi di un adolescente, quando ci incontrammo. Ora hai laspetto che Macrone aveva allora.
Cosa?, interruppe Macrone. E allora io che aspetto ho?.
Boudicca lo osserv attentamente. Sul tuo viso ci sono pi rughe e i capelli sono striati di
grigio, ma sei sempre lo stesso Macrone che conoscevo. Il che non  affatto male.  un piacere vedere
un vecchio amico. Il suo tono si fece pi serio. C bisogno di amicizia ora pi che mai. Le
relazioni fra Roma e gli Iceni sono fragili. Presumo siate al corrente della nostra storia recente, vero?
Abbiamo sentito parlare della ribellione, afferm Catone.  un peccato.
Peccato?. Le sopracciglia di Prasutago si aggrottarono.  stata una tragedia. Una violazione
dellaccordo fra la nostra gente e Roma. Ostorio ci ha chiesto di consegnare le armi, anche dopo aver
dato la mia parola donore che avremmo rispettato lalleanza con Roma. Qualcuno ha deposto le armi.
Altri non lhanno fatto e sono morti con la spada in mano. Prasutago abbass lo sguardo. Erano degli
sciocchi, ma degli sciocchi coraggiosi. Forse.
Hai fatto la cosa giusta. Boudicca gli strinse la mano. Sei sopravvissuto e ora servi il popolo
iceno. Ha bisogno di te.
Prasutago si strinse nelle spalle. Catone percep il suo onore ferito, ma voleva conoscere lintera
storia. Quindi, come sei diventato re?
Ero uno dei pochi che non avevano preso parte alla ribellione. Ero troppo stanco di combattere
a fianco dei miei fratelli. Quindi al termine della rivolta il governatore mi scelse per prendere il posto
del vecchio re, che era stato ucciso in battaglia.
Capisco. Sono sicuro che Ostorio abbia fatto una scelta saggia. Catone si volt e indic il loro
tavolo. Vi piacerebbe bere con noi? Quella  la madre di Macrone e gli altri sono commilitoni
dellesercito.
La madre di Macrone?. Boudicca inarc il sopracciglio. Ecco qualcuno con cui sarei
smaniosa di parlare.
Ma Prasutago stava osservando con freddezza i due tribuni e scosse la testa. Un altro giorno,
amici miei. Quando potremo parlare liberamente.
Pellino arross a quelle parole e si alz. Si rivolse a Catone. Grazie per averci offerto da bere,
mio signore. Siamo attesi al quartier generale e dobbiamo chiedere il permesso di accomiatarci da voi,
ora.
Laltro tribuno sembr sorpreso, ma poi comprese e annu consenziente. Fecero un cenno del
capo a Porzia e lasciarono la locanda, senza salutare i sovrani iceni. Cal un silenzio colmo di tensione,
prima che Boudicca parlasse di nuovo.
Immagino che siate al corrente della riunione delle trib.
S. Faremo parte della scorta del governatore.
Capisco. Il calore nella sua voce si affievol lievemente. Dunque ci vedremo l, o forse da
qualche parte sulla via.
Non vediamo lora. Adesso cosa ne dite di quella bevuta? Abbiamo tante cose da raccontarci.
Boudicca era sul punto di rispondere, quando suo marito prese la parola. Unaltra volta.
Magari in qualche posto meno romano. Vieni. Afferr il braccio di Boudicca e la guid dolcemente
verso la porta. Prasutago ringhi un ordine ai suoi guerrieri ed essi si allontanarono dal bancone per
unirsi ai sovrani. Poi la piccola comitiva lasci la locanda, chiudendosi la porta alle spalle.
Macrone si strinse mestamente nelle spalle. Le cose andranno cos fra noi? Anche se li
abbiamo appena rincontrati?
Il tempo che passa esige il suo scotto in molti modi, vecchio amico mio, osserv Catone
benevolo.
Macrone lo guard di traverso. Vecchio? Fottiti. Torniamo al nostro vino. Almeno non
dobbiamo dividerlo con quei tribuni scrocconi, ora.
Si avvicinarono di nuovo alla panca e si sedettero di fronte a Porzia. Catone sollev la caraffa,
si accigli nel sentirla troppo leggera e la scosse. Un lieve sciacquio di liquido smosso risuon
dallinterno. Riemp la coppa di Macrone e rovesci quello che era rimasto nella sua, prima di alzarla
per brindare, nel tentativo di restituire un po di allegria allatmosfera.
Alla tua nuova attivit. Sono certo che sar un successo, vista la quantit di clienti di passaggio
che varcano la soglia.
Porzia sollev la coppa svogliatamente. Sarebbe un successo maggiore, se alcuni dei clienti si
fermassero effettivamente a bere qualcosa.
Catone diede unocchiata al fondo della sua coppa. O magari a farsi anche un paio di giri.
Allora, dove sono quei piantagrane?, grid una voce dal bancone. Catone si volt e vide un
uomo tarchiato e brizzolato emergere dalla porta che conduceva al magazzino. La cameriera diede una
sbirciatina ansiosa da dietro la sua schiena. Il locandiere osserv la stanza in cui i clienti stavano
bevendo tranquillamente, poi si rivolse verso la cameriera. Be?.
La ragazza arretr verso la porta e luomo la schiaffeggi forte sulla testa. Smettila di farmi
perdere tempo, stupida cagna! Torna l dentro e attizza il fuoco per cucinare!.
La cameriera barcoll per il colpo subito, si rannicchi e poi si affrett a eseguire gli ordini del
suo padrone.
Catone indic luomo con la testa. Il proprietario della locanda, presumo. Quello che te la
vende.
 lui. Porzia fece un cenno al locandiere, quando ne incontr lo sguardo. Giusto il tempo di
definire gli accordi, direi, ora che il mio caro figliolo ha acconsentito a investire nella mia nuova
attivit.
Investire?, le fece eco sardonicamente Macrone. A me sembra pi di essere stato rapinato.
Porzia ignor il figlio brontolone e sorrise, mentre il locandiere si avvicinava al loro tavolo. Si
mosse con la sicurezza di chi era abituato a comandare e non tollerava che alcun subordinato gli
causasse anche il minimo problema. I capelli si stavano diradando, ma il fisico tonico, che laveva visto
affrontare numerose battaglie, era ancora visibile. Catone non aveva dubbi che fosse in grado di
sistemare per le feste qualsiasi cliente che non rispettasse le regole nel suo locale. Quando si avvicin a
sufficienza per riconoscerne i lineamenti, Catone reag con un sussulto di sorpresa e lo salut a gran
voce.
Centurione Caio Tullio!.
Il locandiere si ferm e guard di sbieco quei clienti, poi la sua espressione cambi
repentinamente in un sorriso raggiante.
Che io sia fottuto se questi non sono Catone e Macrone! Che diavolo state facendo qui?
Pensavo aveste lasciato la Seconda Legione anni fa.
Infatti  cos, disse Macrone ghignando. Ma sembra che voi ragazzi abbiate avuto qualche
difficolt con i locali e siate stati costretti a fare appello ai servizi di qualche vero soldato, per sistemare
le cose.
Ma finiscila!. Tullio diede una botta sulla spalla a Macrone. Ce la siamo cavata abbastanza
bene, senza voi due piantagrane. Comunque, questa  una vera improvvisata, e io sono sempre felice di
rivedere dei vecchi compagni. Gli di sanno che siamo rimasti in pochi. Si rivolse a Porzia. Oh, sei
tu, signora. Sei con loro?. Ammicc. O sono loro a essere con te?.
Porzia gli scocc unocchiata fredda. Se voleva essere una battuta divertente, allora non lho
capita. Per combinazione, il centurione Macrone  mio figlio.
Tullio si volt a osservare Macrone con sguardo meravigliato. Hai una madre?.
Avvicin uno sgabello e si mise a sedere. Tullia!, grid. Porta unaltra caraffa di vino.
Quello buono! Aspetta quello gallico andr bene! In ogni caso, che storia  questa, ragazzi? Com
che siete tornati in questo cesso di posto? Non pu essere perch vi piace il clima.
Cesso di posto?. Porzia lo trafisse con lo sguardo.  questo il motivo per cui stai cedendo
lattivit? Temo che sar costretta ad abbassare la mia offerta.
Tullio chin la testa, riconoscendo il commento fuori luogo. Cedo lattivit perch voglio
ritirarmi in qualche luogo caldo in Campania, signora. Non c niente di sbagliato in Londinium. Si
possono davvero fare buoni affari, qui. Di certo non proverei a fregare la cara vecchia madre di uno dei
miei ex compagni darmi, no? Inoltre, il suo tono si inaspr leggermente, pensavo avessimo fatto un
accordo.
No. Io ho fatto unofferta. Tu hai detto che ci avresti pensato. E ora sono io che sto avendo un
ripensamento, considerata la tua impazienza di vendere. Credo che novemila sia un prezzo pi
ragionevole.
Tullio non riusc a nascondere la sorpresa di fronte allasprezza del tono della donna. Cazzo,
sei ostinata e spietata.  tua madre in tutto e per tutto, Macrone Il prezzo  ancora diecimila.
Nove.
E cinquecento.
Porzia si mordicchi per un secondo le labbra. Novemila e cinquecento.
Lex centurione aggrott le sopracciglia. Be, dal momento che sei una parente di Macrone,
affare fatto. Ma mi sto rovinando. Sput nel palmo della mano e lo tese. Porzia lo afferr
immediatamente, prima che Tullio potesse cambiare idea, e concluse laffare. La cameriera arriv con
una nuova caraffa di vino, lappoggi sul tavolo e si allontan in fretta. Tullio vers una coppa a
ognuno, riempiendole fino allorlo, e poi sollev la sua. Alla Seconda Legione Augusta!.
Alla Seconda!, ripeterono Macrone e Catone in coro, prima di scolare le coppe. Il vino era
migliore di quanto Macrone si fosse aspettato, e il centurione allung subito la mano verso la brocca
per riempire di nuovo le coppe.
Andateci piano con quello, disse Porzia con decisione. Fa parte della mia scorta, ora.
Pagherete il prossimo giro, avete capito?.
Tullio sorrise mestamente. Davvero spietata. Comunque, mi sembra di capire che voi due siate
qui per rimpolpare le fila delle legioni per la nuova campagna di Ostorio.
Esatto, disse Catone. Macrone andr nella Quattordicesima in qualit di centurione
anziano.
Puah! La Quattordicesima, una manica di finocchi! Non sono adatti nemmeno a leccare i piedi
della Seconda, secondo me.
Macrone fece attenzione a non stroncare la reputazione della sua nuova unit. Era certo di
riuscire a infondere orgoglio nella Quattordicesima. Corrug le labbra e si vers dellaltro vino,
mormorando: Vedremo.
Tullio si rivolse a Catone. E cosa mi dici di te? Seguirai Macrone? Sono sicuro che potrebbe
aver bisogno di un buon centurione come te.
Catone si sent in imbarazzo per un momento. No. Sto andando in ununit differente. La
coorte tracia di cavalleria. Mi  stato affidato il comando.
Tullio sembr sorpreso. Tu? Allora devi essere diventato prefetto. Cazzo, questa  una
notizia. Eri solo un giovane centurione quando ci siamo conosciuti. Fece una pausa e cambi
posizione imbarazzato. Porco mondo ben fatto, ragazzo. Cio, signore.
Non  necessario, replic Catone. Siamo fuori servizio. Nel senso tu non sei pi
nellesercito, ora.
Pu essere, ma ho ancora rispetto per i gradi. E per gli uomini che li portano. Prefetto Catone.
 magnifico. Davvero. Per gli di, devi essere stato in prima linea e esserti coperto di gloria, per aver
ottenuto la promozione a prefetto. Oppure ti sei scopato la moglie dellimperatore. O forse ti sei fatto
scopare da Claudio. Un vecchio arrapato, da quel che ho sentito.
Macrone scol la coppa e alz un dito. Basta. Catone si  guadagnato quel grado lavorando
sodo. Lo so. Lho visto farlo.
Onore al merito, allora, riconobbe Tullio. E adesso siete finiti entrambi qui, la tomba delle
ambizioni, o cos dicono.
Che vuol dire?
Vuol dire che non c gloria da conquistare, qui. Non pi. Le grandi battaglie sono finite.
Carataco e la sua plebaglia si sono ritirati sulle colline. La maggior parte dei nostri ragazzi sono
bloccati in piccoli forti, a tenere docchio i nativi e a cercare di non farsi ammazzare quando escono in
perlustrazione. Di tanto in tanto riusciamo a stanare quei bastardi pitturati e a fargliela vedere. Ma per il
ritmo con cui vanno le cose, direi che Roma continuer a cercar di sottomettere questi Britanni anche
quando tutti si saranno scordati che ci sia mai stata uninvasione. Volete un consiglio? Fate richiesta di
trasferimento non appena ne avrete lopportunit.
Fu Macrone a replicare: Ti sbagli. Ostorio sta dando loro unultima possibilit di piegarsi a
Roma, poi li attaccher senza avere piet. La sua voce stava cominciando a vacillare.
Tullio ridacchi. Davvero? Pensi sia la prima volta che un governatore prova a dare una
lezione a quei bastardi? Cosa ti fa pensare che abbia pi possibilit di finire il lavoro di quante ne abbia
avute Aulo Plauzio prima di lui?.
Macrone indic Catone agitando un dito e si batt la mano sul petto. Perch questa volta ci
saremo noi, a combattere per lui. Ecco cosa!.
Catone intrecci le dita e scosse piano la testa.
Macrone si era infervorato per largomento, e sollev il pugno. Daremo a Carataco ci che si
merita, vedrai! Gli faremo sputare sangue e gliele suoneremo, a quel bastardo! Sar tutto finito entro i
Saturnali.
Vuoi scommetterci?, chiese Tullio maliziosamente.
Certo. Macrone annu con vigore.
Macrone!, esclam Porzia in malo modo. Non farlo!.
Prima che suo figlio potesse rispondere, una folata daria fredda invest la stanza, quando la
porta si apr e un impiegato del quartier generale entr nella locanda. Si guard intorno, finch non
pos gli occhi sul tavolo al quale erano seduti Catone e gli altri. In quello stesso istante Macrone lanci
unocchiata da sopra la spalla e sbrait: Chiudi quella maledetta porta!.
Mi dispiace, signore. Limpiegato spinse luscio di legno facendo scattare la serratura, poi si
avvicin al tavolo e balz sullattenti. Chiedo venia, prefetto, ma il governatore ti manda i suoi saluti e
chiede che vi prepariate a raggiungerlo domani mattina, quando partir a cavallo per Durocornovium.
Molto bene. Catone annu. Ci saremo. Puoi andare.
Limpiegato chin la testa e si accomiat. Catone si alz. Vieni, Macrone. Dobbiamo trovare
Decimo e farci preparare le sacche. Poi sarebbe opportuno andare a dormire presto.
Chi se ne frega. Mi sto godendo una bevuta con Tullio. Arriver quando avr finito.
Per un istante, Catone consider lipotesi di ordinare al suo amico di seguirlo. Ma sapeva che
avrebbe soltanto messo Macrone di cattivo umore. Meglio farlo bere a volont e lasciarlo tornare ai
loro alloggi ubriaco e felice. Inoltre, la mattina seguente, gli inevitabili postumi della sbornia avrebbero
concesso a Catone un po di pace e silenzio sulla strada per Durocornovium.
...
.
...
CAPITOLO SETTE.
...
.
...
Il giorno seguente, Porzia and a salutarli subito dopo lalba. Catone aveva fornito a Decimo
denaro sufficiente per comprare tre muli, due per i loro bagagli e uno per portare il servitore. Il
governatore aveva dato disposizioni affinch a Catone e Macrone venissero concessi due cavalli. Non
ci furono scene daddio strappalacrime alle porte della citt, semplicemente perch non erano ancora
state costruite. Londinium digradava in una baraccopoli di tettoie sistemate su entrambi i lati della via
che conduceva a occidente. In pensiero per lincolumit della madre in mezzo ai selvaggi abitanti di
quella comunit alla periferia dellimpero, Macrone ferm il cavallo, aspett finch non fu passato
anche lultimo uomo della piccola colonna, e le scocc un fugace bacio sulla fronte. Avrebbe voluto
che la sua, di testa, non pulsasse cos forte. E avrebbe volentieri evitato lintensa nausea che gli
torturava le budella e minacciava di umiliarlo di fronte ai suoi compagni, nel caso avesse dovuto
vomitare.
 meglio che ci separiamo qui, disse Macrone. Non sono certo di potermi fidare di questi
tipi.
Indic con la testa alcuni degli abitanti che si erano alzati presto per guardare i Romani
condurre i loro cavalli lungo la strada gi solcata dai segni delle ruote.
Star bene. Sollev il mantello da un lato, mostrando un randello appeso alla cintura della
tunica. Un ricordo dei miei giorni ad Ariminum.
Cerca di non uccidere troppi nativi, scherz Macrone, provando ad alleggerire la tensione per
la partenza. Lasciane qualcuno anche a me.  il mio lavoro.
Lei sorrise debolmente e appoggi la mano a coppa sulla guancia di suo figlio, fissandolo
intensamente negli occhi. Abbi cura di te e di quel ragazzo, Catone. Non fare niente di stupido. Ti
conosco. So come sei fatto. Soltanto non correre rischi inutili. Hai capito?.
Macrone annu.
Lei sospir e scosse la testa. Forse un giorno avrai un figlio tuo. E allora capirai. Ora vai.
Prima di farmi piangere.
S, figurati!, biascic Macrone. Sei insensibile come un vecchio stivale.
Vai e basta!.
Senza aggiungere unaltra parola e senza ulteriori esitazioni, Porzia abbass la mano e si volt,
avviandosi lungo la strada che conduceva al cuore di Londinium. Macrone la segu per un istante con lo
sguardo, ma lei non si gir.
Insensibile come un vecchio stivale, ripet sottovoce. Poi, tirando le redini del suo cavallo,
si incammin a grandi passi per raggiungere il resto della scorta del governatore, mentre i nativi,
saziata la curiosit, si allontanavano per tornare alle loro umili baracche. Una volta superata lultima
capanna, sbucarono in aperta campagna e il governatore diede ordine ai suoi uomini di montare a
cavallo.
Catone aveva imparato a cavalcare quando era una recluta e aveva fatto un po di pratica negli
anni successivi, ma ancora non si sentiva del tutto a suo agio in sella, e il cavallo che gli era stato dato
aveva la tendenza a scattare e a strattonare nervosamente a ogni minimo movimento che registrava ai
margini del suo campo visivo. Ostorio cavalcava davanti ai suoi uomini, osservando di tanto in tanto
Catone da sopra la spalla. Per il ragazzo non fu difficile comprendere quale fosse il suo intento. Il
governatore stava mettendo alla prova il nuovo comandante del reparto di cavalleria, per vedere come
se la cavava con un destriero difficile. Di conseguenza, Catone si concentr per tenere a freno
lanimale, cercando di anticipare le sue reazioni allambiente circostante, per assicurarsi che non si
imbizzarrisse, o si impennasse, o gli causasse qualsiasi sorta dimbarazzo.
La strada era accidentata, in alcuni tratti era poco pi di un sentiero fangoso, e dove il terreno
era particolarmente cedevole, i genieri dellesercito avevano costruito camminamenti di tronchi e terra
per fornire una superficie stabile alle colonne in marcia, ai cavalieri e ai mezzi su ruote. Bench non
stesse piovendo, il cielo era coperto e banchi di foschia erano sospesi sugli avvallamenti del paesaggio
ondulato. Senza il calore del sole che li dissolvesse erano destinati a rimanere l per il resto della
giornata, e Catone non fece fatica a capire perch i Romani avessero quellimmagine in mente, quando
pensavano allisola. Laria profumata della campagna era fresca e leggera, rispetto al tanfo nauseante di
Londinium. Era la fine di aprile, i rami spogli degli alberi e dei cespugli stavano germogliando e i fiori
selvatici tingevano il paesaggio di colori vivaci. Ben presto, la citt svan alle loro spalle, lasciando a
testimonianza della propria presenza solo una tenue sfumatura marrone sullorizzonte ondulato.
Catone riusc in breve tempo a dominare le idiosincrasie del suo cavallo e pot prestare
maggiore attenzione ai commilitoni. Cera stata una veloce presentazione al quartier generale del
governatore prima di partire, ma Catone aveva dimenticato la gran parte dei nomi degli uomini. Sapeva
riconoscerne i gradi, comunque. A parte Ostorio, cerano dieci legionari scelti che fungevano da sua
scorta personale. Veterani tenaci con una buona carriera alle spalle che avrebbero di certo dato la loro
vita per proteggere il governatore. Poi venivano i tribuni. Sei giovani ufficiali che sarebbero passati
attraverso una serie di incarichi nellamministrazione civile prima di essere ricompensati un giorno con
uneventuale promozione al senato. E dopo, a pochi prescelti sarebbe stata assegnata la carica di
governatore di una delle province di Roma. Ostorio Scapula era uno di quegli uomini. Aveva dedicato
la sua vita a due soli ideali: Roma e portare lustro al nome della famiglia. Senza dubbio, secondo
Catone, sperava di poter concludere degnamente la sua lunga carriera con la sottomissione della
Britannia. Purtroppo, le trib native avevano idee differenti per quanto riguardava la sottomissione.
Lultimo membro della comitiva era un traduttore indigeno, anche se, con i capelli scuri
accuratamente tagliati, la tunica rossa e la cappa, poteva essere facilmente scambiato per un romano.
Solamente lo scintillio del monile riccamente ornato che portava al collo rivelava il suo vero retaggio.
Marcommio, la versione latinizzata del suo nome nativo, aveva poco pi di trentanni ed era snello e
azzimato. Era chiaro che avesse abbandonato le usanze della sua gente.
Catone cavalcava dietro i tribuni, mentre Macrone era retrocesso per unirsi alle guardie del
corpo e attaccare bottone. Le loro chiacchiere allegre si mescolavano allo scalpitio rimbombante degli
zoccoli, mentre la piccola colonna seguiva il sentiero che attraversava le verdi colline nelle terre degli
Atrebati. Si distinguevano fitte coltivazioni e piccole fattorie. Una manciata di ville, con i campi
sistemati secondo uno schema pi regolare, costellava ci che rimaneva delle foreste, fatte di antiche
querce accanto ad alberi di dimensioni pi ridotte. Di quando in quando, oltrepassavano qualche nativo
che coltivava la terra. Ostorio sorrideva in segno di saluto, e Catone not con piacere che gli ufficiali
seguivano il suo esempio. Non era mai riuscito a capire latteggiamento altezzoso e autoritario che
molti Romani ostentavano nei confronti dei popoli che avevano conquistato. Il modo pi rapido di
romanizzare una popolazione era quello di incoraggiare le buone relazioni. Il modo pi veloce di
inimicarsela era quello di vessare le persone e trattarle come esseri inferiori, una politica che causava
solo amaro rancore, che spesso sfociava in aperta rivolta.
Dopo circa cinque miglia, Ostorio tir lievemente le redini e si mise al passo con Catone. La
strada digradava verso una valle poco profonda, invasa da una foschia che avvolgeva i cavalieri e
trasformava gli alberi e i cespugli sui margini in sagome indistinte. Si scambiarono un cenno del capo,
prima che il governatore cominciasse a parlare.
Ho ragguagliato i tribuni e la scorta prima di partire, ma volevo solo assicurarmi che tu e il
centurione Macrone foste messi al corrente. Vi renderete conto che questa  una situazione
assolutamente cruciale. La nostra ultima possibilit di concludere la pace con Carataco e i suoi seguaci.
Certo, non ci sono garanzie che si faccia vivo. Ma ci saranno in ogni caso degli uomini che
condividono il suo punto di vista e che gli riferiranno. La stragrande maggioranza  gi da considerarsi
alleata. Bisogna riconoscere per che alcuni di loro sono pi rancorosi. Ciononostante, saranno pi
numerosi quelli in favore della pace che della guerra e, se non altro, questo incontro servir a mettere in
evidenza lisolamento di coloro che ancora resistono. Detto questo, io non do niente per scontato. Tu e
il tuo subordinato tratterete sempre i delegati nativi con cortesia e rispetto.  chiaro?
S, signore.
E vale anche per qualsiasi druido presente.
Druidi? Pensavo fossero i nostri avversari pi implacabili, signore. Di certo era cos, lultima
volta che io e Macrone abbiamo prestato servizio qui.
Oh, ci odiano ancora profondamente, e la linea di condotta ufficiale impone di non catturarli
vivi, ma se non permettiamo loro di partecipare, allora non ci sar alcuna possibilit di pace. Spero si
possa persuaderli a essere ragionevoli.
Catone schiocc la lingua. I druidi che conoscevo erano dei fanatici, signore. Avrebbero
preferito di gran lunga morire, piuttosto che cedere di un millimetro a Roma.
Ostorio si volt verso di lui con espressione irritata. Come ti ho gi detto, prefetto, questo
succedeva diversi anni fa. Gli uomini cambiano. Anche i pi acerrimi nemici possono stancarsi di
uccidersi a vicenda e cominciare a desiderare la pace.
Questo  vero per la maggioranza degli uomini. Ma per i druidi?
 esattamente il genere di opinione che devi accantonare. Ecco perch ti sto dicendo questo.
Non possono esserci fraintendimenti fra noi, prefetto Catone. Ti comporterai come ti ho detto io, con
tutti quelli che parteciperanno allincontro, inclusi i druidi. Anzi, specialmente con i druidi. E questo
vale anche per i centurioni. Non voglio che nessuno di voi causi problemi.  un ordine.
S, signore.
Bene. La stessa cosa vale anche per Carataco, se si presenter. O per chiunque rappresenti i
Siluri o gli Ordovici.
Capisco, signore.
Allora sii cos gentile da assicurarti che anche il centurione Macrone faccia lo stesso.
Detto ci, il governatore spron il cavallo per riprendere posizione alla testa della piccola
colonna. Catone lo osserv con un senso di apprensione. Sembrava che Ostorio stesse puntando troppo
sul suo desiderio di pace. Anche se fosse riuscito a convincere Carataco a deporre le armi, doveva
sapere che Roma non avrebbe accettato i termini dellaccordo, qualora fossero stati considerati
umilianti per limperatore e le sue legioni. Per quanto Catone condividesse il desiderio del governatore
di porre fine alle ostilit, temeva che lesito pi probabile sarebbe stato il perdurare di aspri scontri. Il
che andrebbe bene a Macrone, riflett Catone con un sorriso sinistro. Il suo amico adorava combattere.
La battaglia rappresentava il suo elemento, tanto quanto lacqua per un pesce. Sarebbe stato
interessante scoprire come avrebbe reagito agli ordini del governatore.
Catone si ferm e aspett che arrivassero Macrone e i legionari. Macrone sembrava essersi
ripreso dai postumi della sbornia e stava raccontando una storia, stringendo un otre per il vino che uno
degli uomini gli aveva passato.
e io ho detto: Sarebbe un peccato se lei avesse una gamba sola. E lui non lha capita!.
Gli altri scoppiarono a ridere fragorosamente, mentre Catone si accodava al suo amico. Questa
 vecchia. Devessere almeno la decima volta che la sento.
Le barzellette sono come il vino, con il tempo non possono che migliorare, replic Macrone
legando le redini al corno della sella, cos da poter sollevare lotre e prenderne un bel sorso.
Credi sia il caso?.
Macrone fece schioccare le labbra e scroll le spalle. Un sorsino per curare i postumi.
Mi chiedo cosa direbbe la tua cara mamma.
Non riusciresti a immaginarlo. Allora, cosa fai qui, in mezzo a dei soldati semplici?
Riporto un ordine del governatore. Vuole che ci comportiamo a modo davanti ai locali. Quindi
ci andrei piano con il vino, se fossi in te.
Nessun problema, posso gestire benissimo la situazione. Ora mi sto solo facendo quattro risate
con i ragazzi. Puoi star sicuro che far la mia parte, quando verr il momento. Ti ho mai deluso
prima?
Non proprio deluso. Mi hai coinvolto in qualche rissa, a volte. Ci sar momento e luogo anche
per quello. Per ora dobbiamo fare i bravi. I cittadini modello.
Se avessi voluto essere un cittadino modello, non mi sarei arruolato nellesercito.
Abbiamo degli ordini da rispettare, Macrone. Questo  quanto.
Macrone annu di malavoglia e rimase indietro per restituire lotre al proprietario, prima di
rimettersi al passo con Catone, che lanciava attente occhiate da una parte allaltra, mentre la colonna
avanzava attraverso linquietante foschia, riempiendo laria del rumore degli zoccoli. Macrone non pot
trattenere una sbuffata ironica.
Spero solo che le trib siano altrettanto desiderose di vincere un premio per buona condotta.
Questo sarebbe un ottimo posto per unimboscata. Potrebbero attaccarci da tutte le direzioni prima che
noi ce ne accorgessimo.
Grazie per il pensiero confortante. Gli occhi e le orecchie di Catone si sforzavano di cogliere
qualsiasi movimento o suono sospetto, ma non cera niente, a parte il parlottare sommesso fra i tribuni
e le guardie del corpo e il costante e sordo scalpitio dei cavalli. Sopra di loro, il cielo si apr
leggermente, e il sole apparve come un disco pallido, regalando luce ma scarso calore.
Passarono alcune ore e latmosfera tetra si allegger solo per un momento, quando la strada
raggiunse un basso crinale, prima di digradare ancora verso una nuova vallata e altra foschia. Quando il
sole raggiunse lo zenit, il governatore arrest la colonna, per far riposare i cavalli e permettere agli
uomini di scendere un attimo dalle selle. Due legionari corsero a prendere le redini dei cavalli degli
ufficiali, mentre questi si sgranchivano le gambe.
Ostorio sorrise a Catone. Come ci si sente a ritornare sul suolo britannico? Non c altro posto
nellimpero che riesca a farti rizzare i peli sulla nuca come questo, eh?.
Catone ricord che la foschia e la nebbia della Britannia potevano avviluppare il paesaggio per
giorni, giocando brutti scherzi allimmaginazione di alcuni uomini. Niente che turbasse Macrone,
naturalmente, ma faceva sentire Catone inquieto e ansioso. Stava per rispondere a Ostorio, quando lo
sent. Il suono attutito di zoccoli che calpestavano il sentiero.
Il sorriso di Ostorio svan allimprovviso e il governatore si lev dalla strada, guardando
indietro, oltre le guardie ferme in silenzio accanto ai loro animali.
Centurione Macrone, fai spostare quegli uomini dalla strada. E anche il tuo servitore. La met
di voi si posizioni su entrambi i lati, a cinquanta piedi di distanza, e aspettate un mio ordine, prima di
muovervi. Il resto rimonti in sella e si disponga di traverso sul sentiero.
Mentre i soldati prendevano posizione, Catone e gli altri balzarono in sella e formarono una fila
che andava da una parte allaltra della via. Ostorio rimase in ascolto e fu lultimo a montare a cavallo,
spronando lanimale in modo da spostarsi in mezzo al sentiero, poco pi avanti dei suoi ufficiali.
Catone vide la mano sinistra del governatore scivolare sul pomo della spada, in attesa. Il rumore di
zoccoli in avvicinamento era molto pi chiaro ora, e uno dei giovani tribuni accanto a Catone si schiar
la gola nervosamente.
Quanti pensi che siano?.
Catone non era certo di chi fosse il destinatario della domanda, ma sapeva che il giovane
ufficiale aveva bisogno di rassicurazioni. Nella sua carriera, aveva sentito abbastanza spesso il rumore
della cavalleria da azzardare unipotesi. Non pi di dieci, direi.
Il tribuno annu e, seguendo lesempio del suo comandante, appoggi la mano sullelsa della
spada. Catone not che le dita dellufficiale tremavano per il nervosismo. Ricord la sua stessa paura
durante i primi giorni di servizio nellesercito, quando la battaglia sembrava imminente. Il timore era
svanito, ma era ancora tormentato dallansia per i suoi compagni, soprattutto per Macrone. Ed era
terrorizzato allidea di una ferita invalidante che lavrebbe trasformato in oggetto di compassione e
scherno. Poi i suoi pensieri furono distratti dallatteggiamento del suo cavallo, che cercava di scansarsi
e ritrarsi dalla fila. Affond con decisione i talloni nei fianchi dellanimale, digrignando i denti, mentre
si sforzava di placare la bestia e di riportarla in posizione. Quando ci riusc, il suono degli zoccoli era
ormai vicinissimo. Poi una sagoma indistinta emerse dalloscurit, seguita da un grido in un idioma
tribale. Il cavaliere tir bruscamente le redini e fu immediatamente raggiunto da altri uomini, che si
schierarono ai lati e alle spalle del primo.
Echeggi un ordine di fermarsi, pronunciato nella stessa lingua, e Ostorio sollev la mano
sinistra in segno di saluto. Romani!.
In risposta giunse un rude borbottio, poi quiete e silenzio. Catone colse un lieve suono metallico
e ruvido, si guard intorno e vide la spada del tribuno emergere dal fodero.
Mettila via, stupido!, sibil Catone. Non si fa niente senza lordine del governatore.
Il tribuno rinfoder la lama, mentre le sue dita si aprivano e chiudevano sullelsa.
Avanzate e fatevi riconoscere!, grid Ostorio. Ci fu una pausa tesa, poi uno dei Britanni
spron il cavallo ed emerse dalla foschia, rivelando lenorme figura di un uomo con un mantello
bordato di pelliccia, sotto al quale risplendevano debolmente le maglie di unarmatura. I capelli gli
ricadevano sulle spalle, e mentre si avvicinava il governatore abbass la mano e chin la testa a mo di
saluto. Re Prasutago.
Governatore Ostorio, arriv la profonda e rimbombante risposta. Per un momento, ho
pensato che potesse essere unimboscata.
Chi ti tenderebbe unimboscata qui, nel territorio che noi controlliamo?
Tutti abbiamo i nostri nemici. Prasutago si volt e fece un cenno alla sua scorta, che trott in
avanti per unirsi al proprio capo, mentre Ostorio gridava a Macrone e alle sue guardie del corpo di
raggiungerli. I cavalieri iceni si guardarono intorno con sospetto, mentre i legionari sbucavano dai
margini della strada. Il governatore avanz e strinse le braccia di Prasutago.
Sarei onorato se voleste unirvi a noi per il resto del viaggio verso Durocornovium.
Lo sarei anchio, se vi aggregaste a noi.
Ostorio rimase in silenzio per un istante, prima di annuire. Molto bene, sono lieto di accettare
il tuo invito.
La tensione si allent e Catone ud il tribuno al suo fianco emettere un lungo e basso sospiro,
rilassandosi sulla sella.
Poco dopo, il gruppo allargato di cavalieri emerse dalla foschia, mentre il sentiero saliva
dolcemente verso una pista molto pi battuta che correva lungo la cima della catena di basse creste che
si estendevano a occidente. La coltre di nubi cominci ad aprirsi e il sole prese occasionalmente a
splendere dagli squarci del cielo azzurro, facendo s che il paesaggio si screziasse di ombre leggere. Il
governatore cavalcava al fianco di Prasutago, sforzandosi, di quando in quando, di conversare. I
guerrieri iceni erano al seguito. Dopo di loro cavalcava la regina Boudicca, affiancata da Catone e
Macrone, e infine il resto dei Romani.
Speravo di incontrarvi, ammise la donna. Dopo latmosfera tesa della sera scorsa, volevo
poter chiarire la situazione.
A differenza del marito, lei aveva imparato da piccola la lingua di Roma, insegnatale da un
mercante assunto dal padre, che aveva previsto la necessit di saper comunicare con la grande potenza
che aveva raggiunto la costa della Gallia e che aveva atteso anni prima di fare il grande passo e
invadere la Britannia.  passato molto tempo, continu. Ma tu non sei cambiato molto, Macrone.
Sei rimasto la stessa bellissima canaglia.
Il centurione emise un grugnito evasivo. Trovava difficile incontrare nuovamente qualcuno con
cui aveva avuto una relazione fisica in passato. Cera stato anche dellaffetto, ma si era trattato per lo
pi di puro desiderio. La situazione era stata ulteriormente complicata dalla presenza di Prasutago, con
il quale Boudicca si era fidanzata lultima volta che Macrone laveva vista. Ora era sua moglie, e lui era
un re. Era una situazione maledettamente imbarazzante e Macrone non era sicuro di come affrontarla.
Senza dubbio le cose non sarebbero mai tornate come prima. Allo stesso modo, era difficile trattarla in
maniera formale, come si confaceva al suo nuovo rango. E al momento, lapproccio amichevole di
Boudicca non stava facilitando la situazione.
Invece tu, Catone, hai tutto laspetto di un esperto veterano ora, e quella cicatrice  piuttosto
seducente. Ti conferisce unaria alquanto selvaggia.
Lo dice anche mia moglie.
Addirittura sposato! Non dovrei esserne sorpresa. Chi  la fortunata?
Si chiama Giulia.
E dov?
A Roma.
Accidenti. Non deve essere facile per nessuno dei due. Perch non lhai portata con te?.
Catone fece una pausa, prima di rispondere. Voleva spiegarle, dire che Giulia era abituata agli
agi e ai lussi offerti dal padre e che, in verit, temeva che avrebbe disdegnato la vita in Britannia, con il
suo clima inospitale e le trib ancora pi ostili. Si schiar la gola. Preferirei che Giulia rimanesse dove
 pi contenta.
Davvero?. Boudicca gli scocc unocchiata curiosa. Avrei detto che il posto dove una
moglie  pi contenta  al fianco di suo marito.
 diverso per le donne romane.
Non cos divertente, intendi.
Hanno un profondo senso del dovere. Sono disposte ad aspettare che i loro mariti tornino dal
servizio attivo e a tenere la casa pronta per loro.
Oh certo. Boudicca annu. Capisco perch la tua Giulia preferisca cos. Non riuscirebbe a
tollerare troppe emozioni nella sua vita, non  vero?.
Catone si indispett. Non gli piaceva quel ficcanasare nel suo matrimonio. Aveva gi abbastanza
dubbi che lo affliggevano, su quel fronte. Decise di capovolgere la situazione. E cosa mi dici di te?
Sei felice nel tuo nuovo ruolo? E Prasutago?.
Il sorriso di Boudicca svan e lei si volt per guardare avanti, verso le ampie spalle di suo
marito, che cavalcava alla testa del gruppo.  diventato re solo due anni fa.
Fortunato, Prasutago, osserv Macrone.
Non proprio. Ha dovuto scegliere fra lesilio e il titolo. Oltre a essere un re cliente di Roma,
Prasutago ha dovuto accettare la presenza di una schiera di forti disposti lungo il confine delle nostre
terre e concedere libero accesso alle pattuglie romane. Cosa ancor peggiore, Ostorio ha insistito
affinch Prasutago pagasse il debito del vecchio re, Bodominio, che si era fatto prestare una fortuna
dagli usurai romani. Ora la nostra gente  sommersa dalle tasse fino al collo per ripagarli, e noi siamo
obbligati a fornirvi cinquecento giovani allanno, per servire nelle vostre coorti ausiliarie. Ve lo dico, se
questo  il modo in cui Roma intende trattare le trib della Britannia,  solo questione di tempo prima
che scoppi una feroce rivolta.
Gli Iceni hanno pagato il prezzo per essersi opposti a Roma, comment con calma Macrone.
Erano da soli. Cosa potevano sperare di ottenere?
Lunica trib a insorgere, s. Ma non lunica a provare risentimento. I nostri vicini, i
Trinovanti, sono ancora pi arrabbiati da quando il governatore ha fondato una colonia di veterani a
Camulodunum. Ai vostri uomini sono stati concessi i territori circostanti e loro se ne sono presi ancora
di pi. Chiunque provi a protestare viene picchiato. Alcuni sono perfino stati uccisi. Poi c il tempio
dedicato a Claudio, in fase di costruzione nel cuore della citt. Non avevo idea che fosse un dio, disse
la regina in tono di scherno. Non sembrava proprio una divinit, lultima volta che lho visto durante
la sua breve visita a Camulodunum.
Attenta, lammon Catone. Questa maniera di parlare  pericolosa, se la voce arriva a Roma.
Gli immortali hanno modi piuttosto spiacevoli di ricordare agli altri la loro caducit.
Potrebbe anche essere cos, ma le minacce tendono a perdere la loro efficacia, se si fanno
troppe pressioni sulle persone. I Trinovanti sono gi abbastanza adirati per essere stati privati delle loro
terre. Ma a peggiorare la situazione sono state le tasse imposte per pagare la costruzione del tempio. Ve
lo immaginate? Venire dissanguati per fornire largento necessario a pagare un monumento per i propri
oppressori? Se questa  la pace proposta da Roma, allora temo che il vostro governatore far molta
fatica a convincere le trib ad accettarla. Credo che non verr fuori nulla di buono da questo incontro.
Allora perch siete qui? Perch Prasutago ha accettato linvito alla riunione delle trib?
Invito?. Boudicca si lasci sfuggire una risata amara. Un ordine di comparizione  il termine
che userei. Come un padrone che manda a chiamare il suo schiavo, o il suo leccapiedi. Noi siamo qui
perch, se ci fossimo rifiutati, gli Iceni avrebbero pagato a proprie spese lulteriore disappunto del
vostro governatore. Immagino che valga lo stesso per le altre trib che sono abbastanza fortunate da
essere alleate con Roma.
Ostorio  in cerca di pace, insist Catone. Vuole porre fine ai conflitti in questa provincia.
Lei gli lanci uno sguardo truce. Non capisci? Ti ho appena detto cosa significa la pace per
quelle trib che gi si trovano sotto il giogo di Roma. E se questa, per qualche strano travisamento della
parola,  pace, allora dimmi, Catone, laccetteresti di buon grado, se fossi un nativo di questisola?.
...
.
...
CAPITOLO OTTO.
...
.
...
Mentre il crepuscolo segnava la fine del terzo giorno di viaggio, la piccola compagnia di
Romani e Iceni abbandon la strada per Durocornovium e si avvicin allavamposto di Cunetio, a circa
cinque miglia dai cerchi sacri, dove doveva avere luogo lincontro con le trib. La piccola guarnigione
era composta da una mezza centuria di Galli comandati da un optio, che mise a disposizione del
governatore i propri miseri alloggi, mentre i suoi uomini lasciarono i propri quartieri agli altri visitatori.
I soldati sarebbero stati costretti a passare la notte nei magazzini, o allaperto. Loptio era stato messo
al corrente dellincontro con le trib e avvisato di rimanere allavamposto e di evitare qualsiasi contatto
con i nativi di passaggio. Ostorio stava lasciando ben poco al caso, nel tentativo di trovare
unalternativa a unaltra dura campagna militare.
Abbiamo fatto come ci  stato ordinato, signore, conferm loptio. Gli uomini non sono
usciti negli ultimi cinque giorni.
Bene. Hai visto passare qualche inviato delle delegazioni tribali?
S, signore. Molti. E alcuni di loro potevano benissimo essere druidi.
Ne sei sicuro?, indag Macrone.
Loptio ci pens brevemente e annu. I membri delle trib indossano colori vivaci. Loro invece
portavano mantelli semplici. Non erano molti, sia chiaro. Ma avevano un aspetto diverso, e si tenevano
lontani da chiunque altro incontrassero per strada.
Macrone si rivolse a Catone. Druidi? Non posso dire di essere felice alla prospettiva di un altro
scontro con quella gente.
Ostorio li aggred verbalmente. Non ci sar nessuno scontro con i druidi, o con chiunque altro.
 chiaro? A tutti i partecipanti  stato dato libero accesso verso e dai cerchi di Avibarius per un periodo
di dieci giorni. Mi far portare la testa di chi causer guai durante la tregua.
S, signore. Macrone chin il capo in segno di obbedienza. Ma cosa succede se laltra parte
non rispetta laccordo? Quali sono le regole?
Nessuna delle nostre armi dovr essere sguainata se non per autodifesa, e solo nel caso in cui i
nativi estraggano le loro per primi, afferm Ostorio con decisione, fissando tutti i suoi ufficiali. Gli
Iceni avevano gi occupato la caserma a loro assegnata, e solo una manciata era rimasta allesterno, a
osservare in silenzio il governatore che si rivolgeva ai suoi uomini. Se si render necessario
combattere, aspetterete il mio ordine prima di entrare in azione. Che gli di aiutino chiunque manchi di
obbedire ai miei ordini.
Lasci che la sua minaccia venisse ben recepita, prima di riprendere a parlare con un tono pi
moderato. Tutti i gruppi dovrebbero essere ormai gi arrivati. Il mio traduttore, Marcommio, uscir a
cavallo per confermarlo. Se cos fosse, allora il primo incontro avr luogo stanotte. Dal momento che il
sito  sacro per i nativi, noi aspetteremo qui finch non ci diranno che sono pronti ad accoglierci.
Dopodich, saremo nelle mani degli di, signori.
Macrone si protese verso Catone e sussurr: S, ma quali di, i nostri o i loro?
Fino ad allora, continu Ostorio, vi suggerisco di riposare. Avrete bisogno di essere lucidi
stanotte. Potete andare.
Mentre Ostorio si avviava a grandi passi verso gli alloggi delloptio, i tribuni e le guardie del
corpo si mossero verso lingresso dei loro quartieri.
Vieni?, chiese Macrone. Una delle guardie ha un otre di vino decente. Gli ho detto che me
lo sarei giocato a dadi. Vuoi unirti a me?.
Catone era indeciso. Sarebbe stato una piacevole diversivo passare qualche ora insieme a
Macrone e agli altri, ma, allo stesso tempo, lui era un prefetto, una differenza di grado che n lui n i
legionari della scorta del governatore potevano trascurare, nemmeno fuori servizio. Scosse la testa. Ho
bisogno di tempo per pensare.
Macrone sorrise. Ti manca di nuovo la tua donna.
Mi manca sempre, Macrone. E sospetto che continuer a mancarmi per un bel po.
Avrai di che distrarti a breve. Macrone gli diede un leggero pugno sulla spalla, e si allontan,
dirigendosi verso la porta della caserma. Una volta che il suo amico fu sparito allinterno, Catone sal
sulla torre di guardia dellavamposto e spost lo sguardo a occidente, verso il sole che stava calando
oltre la linea ondulata dellorizzonte. A qualche miglio di distanza, in quella direzione, si trovavano i
sacri cerchi di pietra, e l vicino, gli accampamenti dei rappresentanti delle trib, giunti dalle loro terre
dorigine. Fra questi, i druidi. Catone sent un brivido corrergli lungo la schiena quando ripens ai
druidi della Luna Nera. Lui e Macrone li avevano affrontati lultima volta che erano stati in Britannia.
Terrificanti e fanatici, non esistevano limiti di crudelt che non fossero disposti a oltrepassare, nella
loro guerra contro Roma. Se avevano scelto di partecipare allincontro delle trib, Catone era certo che
sarebbero stati implacabili nellincitare gli altri a distruggere le legioni, rivolgendosi perfino a quelle
trib che in quel momento erano alleate di Roma. Quello era il vero pericolo dei giorni a venire: cera
la possibilit che il tentativo di Ostorio di stabilire la pace sfociasse in una rivolta generale contro i
pochi legionari e ausiliari in grave difficolt che componevano larmata di Britannia. E ancor pi
pericolosa era la remota possibilit che Carataco in persona si presentasse dinanzi alle trib e le
convincesse a unirsi a lui nella guerra contro linvasore. Catone rabbrivid.
Freddo?.
Catone si volt rapidamente e vide Boudicca che gli sorrideva dalla scala. Un po.  stata una
lunga giornata e sono stanco.
Boudicca sal gli ultimi due pioli ed entr nella torre di guardia quando ormai Catone era
tornato a essere padrone dei propri nervi. Si mise al suo fianco e segu la direzione in cui egli aveva
rivolto lo sguardo qualche attimo prima.
E sar ancora lunga, credo, disse la donna. E pi faticosa. Ritengo che il governatore
Ostorio stia facendo un errore. Non avrebbe mai dovuto consentirlo. Non esistono promesse capaci di
soddisfare le trib ostili a Roma. Comunque, nessuna promessa che i suoi signori a Roma saranno
disposti a mantenere.
Catone temeva che avesse ragione, ma non dubitava della sincerit che il governatore poneva
nello sforzo di evitare ulteriori spargimenti di sangue. Potrebbe darsi.
E allora perch siamo qui?.
Catone si guard intorno, per assicurarsi che le sue parole non potessero essere udite. Perch
Ostorio  un uomo vecchio e malato, sfinito dalle responsabilit del suo incarico. Ci che desidera pi
di ogni altra cosa  tornare a casa dalla sua famiglia e godersi lultima parte della sua vita in pace e
serenit. Potrebbe non sopravvivere a unaltra campagna. Temo che questo posto labbia stroncato.
Allora dovrebbe andarsene. E portare con s le sue legioni.
Catone si sorprese della veemenza nel suo tono di voce. Latmosfera era stata pi cordiale fra
gli Iceni e i Romani in quegli ultimi due giorni. Sai che non pu accadere.
E allora dovremo tutti rassegnarci alle conseguenze, rispose lei con calma. Poi si sforz di
sorridere. Ma adesso basta. Per i vecchi compagni e amici  meglio mettere da parte questo genere di
pensieri. Abbiamo condiviso pericoli e piaceri, e il nostro  un legame che non pu essere spezzato
facilmente. Dimmi, Macrone  ancora risentito perch ho scelto Prasutago come marito tanti anni fa? A
quel tempo, cercai di spiegargli che non avevo scelta.
Macrone  Macrone. Non  nella sua natura portare quel genere di rancore. Prova grande
affetto per te, di sicuro, ma tu ti sei impegnata con un altro uomo. Ha vissuto un periodo di dolore e
rabbia, ma poi si  lasciato tutto alle spalle. Ha scelto di vivere cos. Quindi dubito che ce labbia con
te, o con Prasutago.
Vorrei prenderla con altrettanta filosofia.
Catone ridacchi. Non sono certo che sia una questione di filosofia, per quanto riguarda
Macrone. Se vuoi davvero provocarlo, digli in faccia che  un filosofo.
Boudicca rise brevemente, poi si fece pensosa. Tuttavia, mi piacerebbe sapere che il suo
affetto per me non  stato accantonato tanto in fretta quanto sostieni tu.
Catone not unombra di rammarico nella sua voce e, con una fitta di rimorso, realizz che non
aveva mai preso in considerazione leventualit che il suo amico potesse suscitare quel tipo di
sentimenti in Boudicca. Macrone era da sempre un ottimo soldato, e un amico leale. Ma possedeva
poche altre qualit che Catone riteneva potessero essere di qualche interesse per una donna che non si
guadagnasse da vivere con il mestiere pi antico. Trasal per lignobile pensiero. Macrone era il suo pi
caro amico. Gli era affezionato come un fratello, o un figlio.
Un lampo di luce attir la sua attenzione verso un basso crinale allorizzonte, dove
lincandescenza liquida del sole spiccava nel cielo terso.
Una meraviglia, mormor Boudicca.
S. Annu, ma la sua mente era ancora al lavoro. Le basi su cui si fondava una profonda
amicizia erano impossibili da definire. E sembrava che lo stesso valesse per lamore. In Macrone
esisteva una qualche ineffabile qualit che attirava Boudicca. Forse era vero per ogni uomo: tutti
possedevano particolari tratti caratteriali che trovavano una corrispondenza in un altro essere
Guarda!. Boudicca sollev la mano e indic loccidente.
Catone mise da parte lanalisi introspettiva e vide un guizzo luccicante nelloscurit, non molto
distante dal crinale dietro al quale il sole era tramontato. Poi ne apparve un altro, e un altro ancora,
finch le fiamme baluginanti sembrarono formare unellisse piana, con una linea che si estendeva verso
lesterno. I fuochi erano stati notati da una sentinella della guarnigione, che suon lallarme battendo la
punta del giavellotto contro un piccolo calderone di bronzo appeso accanto al cancello dellavamposto.
Un attimo dopo, loptio si svegli e grid ai suoi uomini di prendere posto sulla palizzata.
Allimprovviso la porta degli alloggi pi vicini si spalanc e Macrone corse fuori, con lelmo crestato
in una mano e la cotta di maglia appoggiata sullaltro braccio. Lo seguivano gli altri Romani, lultimo
dei quali fece strada a Ostorio, proprio mentre Prasutago e i suoi guerrieri schizzavano fuori dai propri
alloggi e si arrampicavano sul muro interno coperto derba fino alla passerella di assi, dietro ai pali
appuntiti della palizzata. La sentinella continu a suonare lallarme per qualche altro istante, prima che
Macrone gli urlasse contro.
Piantala con quel cazzo di baccano!.
Mentre lultima nota disarmonica si smorzava, Macrone abbass lelmo e si infil con fatica la
cotta di maglia. Fai rapporto, ragazzo! Che cosa hai visto?.
Prima che la sentinella potesse rispondere, Catone fece un respiro profondo e grid dalla torre
di guardia: Fuochi a ovest!.
Mentre lultimo degli uomini si disponeva lungo la palizzata, Ostorio sal con difficolt sulla
passerella, respirando faticosamente. I fuochi, ormai numerosi, si erano fatti pi nitidi ed erano ormai
chiaramente visibili. Cal il silenzio prima che uno dei giovani tribuni si decidesse a parlare: Che
cos? Sembra un esercito in movimento.
Ostorio toss per schiarirsi la gola. Quello  il cerchio di Avibarius, immagino.
Esatto, romano, conferm Prasutago, con la sua voce profonda e chiara.  cos. Alz gli
occhi sulla torre di guardia e si accigli, quando si accorse della presenza della moglie. Un istante pi
tardi, la struttura oscill leggermente quando il gigantesco guerriero iceno sal i gradini della scala,
stringendosi sulla piattaforma accanto a Catone e Boudicca. Ci fu un conciso scambio di opinioni in
lingua icena, prima che Prasutago si infilasse con cautela fra la moglie e il prefetto, osservando i fuochi
lontani.
I fuochi segnano il confine delle pietre sacre. Quando il sole tramonta, il fuoco dona luce al
mondo. Quando i sacerdoti danno lordine.
Sacerdoti?. Catone inspir bruscamente. Intendi i druidi.
Prasutago annu.
Senza rendersene conto, Catone sollev la mano per toccarsi il petto nel punto in cui un druido
laveva ferito sette anni prima. Era rimasta soltanto una cicatrice ormai, ma improvvisamente sent un
brivido sulla pelle, sotto la stoffa della tunica. Che cosa significa, Prasutago?
Preparano il terreno per lincontro. Ci sono rituali che devono eseguire, e sacrifici. Per placare
gli spiriti e compiacere i nostri di.
Che genere di sacrifici?, chiese Catone con calma, ma Prasutago non rispose. Aguzz la vista
per cercare di distinguere altri dettagli. Alla fine, continu a parlare nel suo latino zoppicante.
Ci manderanno a chiamare presto.
Di gi?.
Il re degli Iceni si strinse nelle spalle. E perch no? Hai altro da fare?. Lanci uno sguardo
carico di significato a sua moglie.
Boudicca si accigli. Stavamo parlando dellultima volta che eravamo insieme. Noi quattro,
mio re.
 stato molto tempo fa. Molto tempo. Sono cambiate tante cose. Tu sei mia moglie e regina
degli Iceni.
E lamicizia?, domand Catone. Anche quella  cambiata?
Si pu considerare amico un uomo che ti deruba in continuazione fino a non lasciarti pi
niente?.
Catone sorrise. Stai parlando di Roma. Cosa dici di me e Macrone? Che cosa ti abbiamo mai
portato via? Perch non dovremmo pi essere amici, come eravamo una volta?.
Prasutago alz le sopracciglia, sorpreso, e rispose: Perch voi siete Romani.
C del movimento laggi!, li interruppe il giovane tribuno che aveva parlato un attimo
prima. Cavaliere in avvicinamento.
Grazie, tribuno Deciano, replic il governatore in tono secco. Posso anche essere diventato
vecchio, ma non sono ancora cieco.
Il comandante dellavamposto si volt verso di lui. Quali sono i tuoi ordini, signore?
Fai mettere i tuoi uomini in posizione lungo la palizzata. Cerchiamo di sembrare svegli e
allerta, eh? Il genere di soldati che non vengono mai colti di sorpresa.
Loptio sorrise. S, signore.
Il governatore alz lo sguardo su Prasutago. Potrebbe essere una buona idea che tu e il tuo
seguito rimaniate nascosti, piuttosto che dare limpressione che siate qui sotto la mia protezione.
Prasutago digrign i denti e ringhi: Gli Iceni non hanno bisogno di protezione.
Naturalmente no, replic Ostorio in tono rassicurante.  solo una questione di formalit.
Meglio che nessuno dei vostri pari salti alle conclusioni.
Prasutago ebbe un attimo di esitazione, poi impart un ordine ai suoi guerrieri, si diresse di buon
passo verso la scala e cominci a scendere dalla torre. Dopo un veloce sguardo di scuse, Boudicca lo
segu. I membri delle trib si precipitarono disordinatamente verso le fondamenta del bastione ricoperto
derba e scomparvero dalla vista del cavaliere che si avvicinava allavamposto. Il rumore sordo degli
zoccoli arriv leggero alle orecchie di coloro che erano in piedi sul camminamento, poi landatura del
cavaliere rallent. Cal un silenzio carico di tensione, quando si avvicin allavamposto per rivolgersi a
coloro che erano allinterno. Alla fine lombra indistinta si ferm, a cinquanta piedi dal fossato, e una
voce parl loro in un idioma nativo.
Dove diavolo  il mio interprete?, domand Ostorio a voce bassa. Marcommio, vieni qui,
dannazione. Muoviti!.
Linterprete si fece largo a spintoni fra i tribuni per raggiungere il governatore.
Che cosa ha detto?
Ha chiesto di te, signore.
Chiedigli come fa a sapere che sono qui.
Ci fu un breve scambio di battute, prima che Marcommio riferisse quanto detto. Dice che
siamo sotto stretta sorveglianza da quando siamo passati da Calleva, signore. Noi e il contingente
iceno. Gli altri hanno aspettato il nostro arrivo prima di iniziare la cerimonia, signore. Ora chiede a noi,
e a re Prasutago, di seguirlo ai cerchi sacri.
Chi  lui?, chiese Ostorio. Qual  il nome di quelluomo?.
Catone godeva di una vista migliore dalla torre di guardia, e riusciva a distinguere facilmente
gli abiti scuri e i capelli sciolti e scompigliati del cavaliere. Conosceva gi la risposta, anche prima che
il traduttore rispondesse al governatore.
 un druido, signore. E dice che il suo nome  noto solo ai suoi seguaci, secondo la loro
usanza. Ed egli ehm chiede che tu prenda i tuoi uomini e che lo segua, ora.
Chiede? Sospetto che si sia espresso in modo un po pi energico. Ho bisogno che tu traduca il
pi accuratamente possibile. Dimmi le parole precise che ha usato e lascia che sia io a occuparmi delle
sfumature.
S, signore.
Poi digli che arriviamo immediatamente. Ostorio si rivolse ai suoi ufficiali. Non dimenticate
ci che ho detto. Nessuno faccia, o dica, niente senza un mio espresso ordine.
E se ti succede qualcosa, signore?, chiese il tribuno Deciano.
In quel caso, penso possiate fare affidamento sullistinto. Ostorio gli rivolse un sorriso
sardonico. La linea di comando  chiara. Se dovessi essere ferito, il prefetto Catone sar lufficiale
anziano che prender il mio posto. Contate su di lui.
Diversi uomini posarono lo sguardo su Catone, che stava scendendo dalla torre di guardia.
Sebbene fosse ben conscio dei suoi doveri, la prospettiva di finire al comando, in quella che poteva
essere solo una situazione disperata, gli causava un po di ansia.
I cavalli, abituati a essere dissellati e nutriti alla fine della giornata, nitrirono e sbuffarono in
segno di protesta, quando le gualdrappe furono sostituite dalle pesanti selle e dal resto
dellequipaggiamento. Decimo si occup dei muli, sollevato allidea di non dover uscire a cavallo con i
suoi due padroni. La notte era ormai scesa, quando le porte dellavamposto si aprirono e Ostorio usc
alla testa della colonna per incontrare il loro accompagnatore druido. Questultimo non si era mosso e
aspett finch Ostorio non ferm il cavallo a breve distanza. Ci fu una pausa, poi il druido schiocc la
lingua e spron il cavallo. Catone e Macrone sedevano in sella ai loro animali, poco lontano dal
governatore e dallinterprete, e riuscirono a distinguere appena i lineamenti del druido, che guardava
Ostorio con arroganza. Da vicino sembrava ancora pi selvaggio e ultraterreno, con i capelli in
disordine e le vesti scure.
Se crede di spaventarmi semplicemente con lo sguardo, farebbe meglio a ripensarci, disse
Macrone sotto voce. Se non fosse per gli ordini che abbiamo ricevuto, quel bastardo sarebbe mio.
 ancora presto, Macrone, sussurr Catone. Se le cose andranno come credo, avrai la tua
opportunit.
Il druido distolse lattenzione dal governatore e si pass lentamente in rassegna la colonna.
Ostorio tenne lo sguardo fisso davanti a s, per evitare che lesame minuzioso del nativo lo mettesse a
disagio. Quando luomo pass accanto a Macrone e Catone, Macrone ammicc vistosamente, e il
druido ringhi qualcosa che suonava come una maledizione allindirizzo dellufficiale romano. Poi
continu, oltrepassando i tribuni, che seguivano il suggerimento del loro comandante e si sforzavano di
non mostrarsi nervosi. Si ferm davanti a Prasutago e al suo seguito. Ci fu un lungo silenzio, e il druido
annus laria, prima di arricciare il naso per il disgusto e sputare per terra di fronte al re degli Iceni. Poi
parl.
Che cosa ha detto?, chiese Ostorio con calma.
Ha detto che gli Iceni hanno passato troppo tempo in compagnia dei Romani. Stanno, ehm,
cominciando a puzzare come loro.
Macrone ridacchi leggermente. Questa  bella, considerando che lui  un barbaro dal culo
peloso che sguazza nelle paludi.
Catone gli lanci unocchiata. Shhh.
Con un urlo aspro e improvviso, il druido costrinse il suo cavallo dal pelo lungo a una rapida
inversione e torn alla testa della colonna. Fece cenno a Ostorio di seguirlo e si allontan al trotto
dallavamposto, dirigendosi verso i fuochi lontani. Laria della notte si riemp del rumore sordo degli
zoccoli e del tintinnio dei morsi dei cavalli e delle armature dei cavalieri.
Sta andando troppo veloce, si lament il tribuno Deciano.  una follia, nelloscurit.
Se pu farlo lui, allora dobbiamo farlo anche noi, gli grid di rimando Catone.
Ben presto, lerba lasci spazio alla terra battuta di un sentiero e Catone si rese conto che
dovevano aver raggiunto di nuovo la via proveniente da Calleva. La sua preoccupazione per la
sicurezza dei cavalli diminu leggermente.
Davanti a loro, il sentiero si inoltrava in un piccolo bosco, per poi inerpicarsi verso la cresta di
un basso crinale. Il druido, che conosceva il percorso, si ferm per dare al gruppo modo di
raggiungerlo. Quando il cavallo di Catone rallent per risalire la china, vide le sacre pietre di Avibarius
nella valle poco profonda sotto di lui. Lo spettacolo gli tolse il fiato. Un viale di fuochi, lungo circa
mezzo miglio e largo cinquanta piedi, si snodava lungo una striscia di terreno piano. Su entrambi i lati
Catone riusc a scorgere i monoliti di pietra, illuminati dal rosso spettrale dei fuochi ben distanziati fra
loro. Alla fine del viale cera un circolo di terra, entro il quale stavano altre pietre, e altri fuochi
ardevano dalla sommit del terrapieno. Laccesso si trovava nel punto in cui il viale terminava nello
spiazzo terroso, e sul lato opposto del cerchio si ergevano due monumentali obelischi, sulle cui
sommit era poggiato in posizione orizzontale un lastrone. Di fronte a essi cera un ampio altare di
pietra, a malapena visibile anche alla luce dei fal, a causa del sangue che laveva scurito nel corso
degli anni. Unininterrotta fiumana di sagome percorreva il viale, diretta verso i cancelli. Il druido
indic limbocco pi vicino della via, dove centinaia di persone e cavalli si muovevano in massa in uno
spazio aperto, e spron il suo destriero.
Discesero il lieve pendio e raggiunsero la folla, che si fece subito da parte alla vista del druido e
di coloro che lo seguivano. Mentre i soldati avanzavano fra i nativi, Catone si accorse delle centinaia di
occhi che li stavano osservando. Ma non ci furono grida di benvenuto o urla ostili nei confronti del
governatore e del suo seguito, solo un silenzio che li avvolgeva, mentre si avviavano lungo la strada. A
quel punto, il druido si ferm e scese da cavallo. Dei ragazzini corsero a prendere le redini delle bestie
dei nuovi arrivati e, una volta che il governatore romano e gli altri furono pronti, il druido li invit a
proseguire con un comando secco. Cominciarono a percorrere il viale.
La maggior parte di coloro che prendevano parte alla riunione era gi allinterno del cerchio, e
solo la coda della processione iniziale si trovava ancora sulla via delimitata da fuochi e pietre. Il druido
camminava velocemente, ma Ostorio impose ai suoi uomini unandatura pi composta, rifiutandosi di
concedere liniziativa al druido. Guardando indietro, il druido si accorse della distanza che si era
formata e mostr i denti, adirato. Si ferm e aspett, per poi proseguire allandatura stabilita dai
Romani. Catone era consapevole delle figure che li osservavano, appena visibili nel bagliore sfocato e
diffuso dai fuochi. Il silenzio e la meraviglia di quel luogo lo riempirono di un senso di inquietudine.
Non mi piace, mormor Macrone, avvicinando la mano allelsa della spada senza rendersene
conto. Si sforz di ritrarla, lasciandola cadere lungo il fianco. Se ci saranno problemi, saremo
parecchio distanti dai cavalli, anche se riusciremo a farci strada combattendo.
Se ci saranno problemi, non riusciremo nemmeno a uscire dal cerchio, osserv Catone.
Grazie. Sarai di grande ispirazione per gli uomini della tua coorte.
Unamara verit  meglio della pi dolce delle bugie, amico mio.
Ah!. Macrone soffi con sdegno e continu a camminare in silenzio, osservando con
circospezione entrambi i lati della via. Finalmente, si avvicinarono ai cancelli che immettevano nel
cerchio, e Catone not che erano decorati con quelle che sembravano grosse perle. Fu solo quando si
fecero pi vicini che si accorse che erano teschi appesi a chiodi a faccia in gi.
Oh, dolce Giove, mormor Deciano. Ma che posto  questo? Un tempio o un mattatoio?
Un po tutte due, in effetti, rispose Marcommio sottovoce. I nostri di esigono sacrifici di
sangue, di tanto in tanto.
Deciano guard linterprete con unespressione disgustata. Selvaggi.
Nessuno ti ha chiesto di venire qui, romano.
Eppure siamo venuti lo stesso.  tempo di mettere fine a queste atrocit.
Ostorio si volt a guardarli, adirato. Silenzio laggi! Tenete a freno le vostre lingue.
Attraversarono i cancelli in legno di quercia, alti allincirca quindici piedi. Secondo Catone,
dovevano esserci pi di cento teschi fissati alle assi di legno, e il prefetto riusciva quasi a percepire gli
spiriti dei morti che li osservavano, minacciosi e ostili verso coloro che erano arrivati in Britannia
senza essere stati invitati. Il cerchio si apr davanti a loro, con un diametro di un centinaio di passi. I
membri delle trib che erano gi arrivati avevano preso posto lungo il perimetro. Il druido indic un
punto dallaltra parte del cerchio, alla sinistra dellaltare, dove si trovava uno spazio aperto, e parl
brevemente con linterprete.
Ha detto che dobbiamo metterci laggi, signore. Gli Iceni devono stare accanto a te.
Ostorio annu. Molto bene.
Tutti i visi si voltarono verso gli ultimi arrivati per guardarli attraversare lo spiazzo di terra
battuta nel cuore del luogo sacro.
Ci sono le trib delle montagne?, chiese Catone a Marcommio. Gli Ordovici e i Siluri?.
Linterprete scrut gli uomini delle trib disposti lungo il perimetro del cerchio. Catone aveva
notato la sottile differenza nei vestiti e nelle acconciature dei vari gruppi.
Marcommio scosse la testa. E non c traccia di Carataco. Non  certo sorprendente,
considerando che voi Romani volete disperatamente mettere le mani su di lui.
Il governatore ha dato la sua parola che tutti avrebbero avuto un salvacondotto. Perfino
Carataco.
Quel genere di promessa pu essere facilmente infranta.
Catone guard Ostorio. Non da certi Romani, perlomeno.
Una figura emerse dai monoliti di pietra dietro laltare. Vestito di nero da capo a piedi, il druido
indossava un copricapo di cuoio da cui sporgevano delle corna, come i rami spogli di un albero in
inverno. Mentre i Romani e gli Iceni prendevano posto, il druido che li aveva accompagnati si affrett a
raggiungere gli altri, in piedi accanto allaltare. Cal il silenzio, prima che la figura con il copricapo
salisse sullaltare e alzasse lentamente le mani in aria, le dita allargate, cos che le lunghe unghie
apparissero come artigli attraverso il bagliore rossastro dei fuochi che ardevano in cima al terrapieno.
Poi parl, o piuttosto salmodi, una cantilena dalla tonalit acuta, a cui gli altri druidi si unirono a
intervalli regolari.
Che cosa stanno dicendo?, sussurr Macrone a Marcommio.
 una preghiera, perch tutti coloro che si trovano qui mostrino saggezza, e seguano la volont
degli di delle loro trib. Il Sommo Druido domanda che gli spiriti degli di parlino attraverso di noi
Chiede questo in cambio dellofferta.
Catone si volto verso di lui. Quale offerta?.
Prima che Marcommio potesse rispondere, unaltra figura emerse dai monoliti, un ragazzo di
poco pi di dieci anni, con indosso una veste bianca e una ghirlanda di vischio intorno al collo. Aveva
gli occhi spalancati e le labbra tremanti, mentre si dirigeva lentamente verso laltare.
...
.
...
CAPITOLO NOVE.
...
.
...
Dietro il bambino camminava un uomo con un mantello riccamente decorato. Aveva una mano
poggiata sulla spalla del ragazzino, mentre laltra penzolava mollemente lungo il fianco. Si sforzava di
controllare il dolore. Quando il bambino arriv allaltare, luomo fece un passo avanti, lo baci
teneramente sulla testa e rimase immobile per un attimo. Poi il Sommo Druido url un comando.
Luomo indietreggi spaventato, la bocca aperta per gridare qualcosa al ragazzo. Ma non ne usc alcun
suono. Due druidi lo afferrarono per le braccia e lo tennero fermo.
Che cosa sta succedendo, in nome di Ade?, borbott Macrone. Sar meglio che non sia ci
che credo. Marcommio, dimmelo.
Questo  il sacrificio richiesto dagli di. Un bambino puro. Luomo  suo padre.
Cosa? Quale padre prenderebbe parte a questo cazzo di spettacolo dellorrore?
 un onore essere scelti, romano. Vedi, il ragazzo va spontaneamente. E il padre sar molto
rispettato dalla sua gente, quando tutto sar finito.
Come pu un uomo essere rispettato per aver condotto suo figlio al macello?.
La voce di Macrone esprimeva collera e indignazione genuine e Catone conosceva a sufficienza
il suo amico da temere che potesse partire alla carica in qualsiasi momento per porre fine al rituale,
senza pensare alle conseguenze.
Macrone, per carit, controllati. Le dita di Catone si serrarono intorno al polso del braccio
con cui il centurione brandiva la spada. Non c niente che possiamo fare. Non possiamo cambiare ci
che sta per succedere.
Lo vedremo!, ringhi Macrone, liberandosi dalla stretta.
No. Catone si piazz davanti allamico, bloccandogli la vista dellaltare. Non muoverti. 
un ordine.
Macrone lo guard, sconvolto. Un ordine? Catone amico, non puoi fare sul serio.
Un senso di disgusto attanagli le budella di Catone, quando ud il tono implorante dellamico.
Una parte di lui voleva dire a Macrone che capiva  che condivideva  la sua repulsione e il desiderio
di porre fine a quella macabra cerimonia. Ma lui era anche un soldato, un uomo che obbediva agli
ordini. Fu il bisogno di proteggere Macrone che lo fece decidere. Si rivolse a due delle guardie.
Trattenetelo. Se lotta, o grida, tramortitelo.
Uno dei legionari scosse la testa. Signore?
Fate ci che vi  stato ordinato!, scatt Catone, furibondo. Fatelo! Prima che ci faccia
uccidere tutti.
I legionari afferrarono in fretta Macrone e lo tennero fermo, sebbene fosse troppo sconvolto per
reagire, sulle prime. Invece, fiss Catone. Perch?
Non possiamo salvare quel bambino.
Cosa succede qui?, chiese Ostorio, muovendosi adagio fra gli uomini in direzione del
trambusto. I legionari si distrassero e Macrone riusc a liberarsi. Il governatore ordin a bassa voce:
Chiudete la bocca e state fermi, accidenti a voi! Prefetto, parla, avanti. Che cosa sta succedendo, in
nome di Ade?.
Catone si volt verso il suo superiore.  tutto a posto, signore. Non  vero, Macrone?.
Gli occhi di Catone supplicarono lamico e Macrone gli restitu uno sguardo pieno di sfida,
prima di chinare il capo e le spalle, colto dalla disperazione. Catone si gir, cos da oscurare la vista a
Macrone con la schiena. Il bambino si stava arrampicando a fatica sullaltare, Catone non seppe dire se
fosse perch era troppo spaventato o troppo debole. Il Sommo Druido fece un passo avanti, afferr il
ragazzo per la vita e lo sollev in cima allaltare, prima di costringerlo a sdraiarsi con le braccia
spalancate. Il druido volt il viso del bambino di lato, in modo che guardasse verso il centro del
cerchio, poi alz le proprie braccia al cielo, piegando la testa ornata dal copricapo allindietro mentre
salmodiava. Il suono della sua voce era intenso e melodico, e pronunciava le parole con un ritmo
cadenzato. Una frase venne ripetuta, e gli altri druidi si unirono a lui, seguiti anche dai membri delle
trib, e perfino dal bambino steso sullaltare, con gli occhi spalancati e le labbra che si muovevano
come se fossero dotate di una volont propria. Il volume crebbe in modo regolare, finch il canto
divenne assordante e Catone ebbe limpressione che le sue orecchie fossero assalite da quel frastuono
che gli perforava la testa, il corpo e le ossa, finch non si sent quasi consumato dal ritmo.
Poi, quando parve che il canto non potesse diventare pi intenso, il sommo sacerdote si chin e
si rialz con un pugnale dalla lama sottile stretto tra le mani. Lo sollev lentamente e il metallo lucido
della lama riflett il fulgore delle fiamme. Tutti gli occhi erano fissi sullo spettacolo che si stava
svolgendo sullaltare. Catone guard Macrone e vide la sua mascella serrata e la mano sinistra che
stringeva saldamente il polso destro, per impedire che si muovesse verso limpugnatura della spada.
Quando gli occhi di Catone si spostarono di nuovo sullaltare, il canto si interruppe improvvisamente,
come se tutti i nativi avessero esaurito il fiato nei polmoni nello stesso preciso istante. Il silenzio era
carico di ossequioso timore quanto lo era stato il canto un momento prima, e nellaria aleggiava solo il
pacato fruscio di una leggera brezza e il lieve crepitio del fuoco.
Con un urlo lacerante e disumano, il Sommo Druido cal la lama con tutta la sua forza
selvaggia. La punta affond nella tunica bianca, allaltezza del cuore del ragazzo, con una forza tale
che le braccia e le gambe si contrassero violentemente e laria esplose dai polmoni con un verso a met
fra un urlo e un lamento. Poi la testa del bambino scatt allindietro e la bocca si spalanc emettendo
un breve urlo, mentre il corpo si contorceva sotto il pugnale che lo teneva inchiodato allaltare. Il
sangue filtr alla svelta attraverso la stoffa, formando una pozza sulla superficie di pietra, prima di
iniziare a colare oltre il bordo, striando il lato dellaltare. Poi il bambino si immobilizz e i nativi
cominciarono a sussurrare un suono sibilante per rimarcarne la morte. Sa sa sa.
Bastardi malati, gemette Macrone a denti stretti. Teste di cazzo malate e selvagge.
Catone sibil un avvertimento. Mentre la gente intorno al cerchio stava a guardare, il Sommo
Druido si mise al lavoro con il suo coltello, aprendo il torace del ragazzo morto, e Catone riusc a
scorgere volute di vapore che si innalzavano nellaria gelida. Poi il druido si chin in avanti e affond
la mano nel petto, strappando un brandello di carne sanguinante ed esaminandolo attentamente. Catone
realizz che si trattava del cuore del bambino e la gola gli si chiuse in un conato. Dopo un lungo
momento di indugio, il druido abbass lorgano vitale e si volt a guardare il suo pubblico, prima di
fare un annuncio. Dal popolo delle trib si lev un forte sospiro di sollievo.
Il Sommo Druido dice che il cuore  buono e forte e sar unottima offerta per gli di, spieg
Marcommio ai Romani, in tono sommesso. Il druido si gir verso un piccolo braciere ardente posto
accanto allaltare, e gett il cuore fra le fiamme. Il fuoco divamp istantaneamente e una grossa nuvola
di fumo si alz nel cielo notturno. Un gioco di prestigio. Il sacerdote era in qualche modo riuscito a
buttare qualcosaltro nel braciere insieme al cuore. Tuttavia, leffetto fu impressionante e di certo
provoc una forte reazione nel pubblico, che trasal istintivamente alla fugace vampata. Poi il prefetto
si accorse che il Sommo Druido era sparito in quello stesso istante, come se la terra lavesse inghiottito.
Si diffuse un angoscioso mormorio, prima che il druido che aveva scortato i Romani e gli Iceni ai
cerchi si facesse avanti e sollevasse la mano per acquietare la folla.
Dice che la riunione delle trib pu avere inizio.
Il governatore annu e si prepar, mentre il druido continuava a rivolgersi alla folla e
Marcommio traduceva.
Dice che avete chiesto loro di venire qui per discutere le condizioni per una pace duratura fra
Roma e i regni tribali della Britannia. Alcune trib hanno gi garantito la loro lealt a Roma, mentre
poche altre fanno ancora resistenza. Anche senza Roma, fra diverse trib esistono rancori che sono stati
causa di lunghe faide e conflitti. Ora ricorda a coloro che si sono riuniti qui che questo  il suolo
consacrato dai druidi e solamente loro hanno il diritto di spargere sangue allinterno del cerchio. Per di
pi, Roma ha assicurato libero transito a tutti quelli che si sono riuniti qui, agli alleati come ai nemici, e
non ci devono essere combattimenti e duelli donore per tutta la durata dellincontro. Chiunque
infranga queste regole, arrecher grande disonore a se stesso e al suo popolo e, di conseguenza,
scatener sicuramente il furore degli di. Se qualcuno dei presenti rifiuta di accettare queste condizioni,
 libero di andarsene.
Il druido si zitt e aspett una reazione, ma non ne giunse alcuna, e nessuno si mosse.
Molto bene. Allora lascio che il governatore di quella parte delle nostre terre attualmente
chiamata provincia della Britannia si rivolga alle trib.
Il druido fece un cenno del capo a Ostorio e indietreggi a lato dellaltare. Il governatore fece
segno al suo interprete di accompagnarlo e si diresse con decisione verso il centro del cerchio. Non si
udirono suoni di alcun genere, mentre egli prendeva posizione e si fermava, guardando fisso i visi che
lo stavano osservando. Niente urla di incoraggiamento, parole di scherno o grida di rabbia. Solo
silenzio. Ostorio si schiar la gola e cominci a parlare, e il suo interprete si inser esprimendosi nella
ritmica lingua celtica, per trasmettere il suo pensiero agli astanti.
Sono Ostorio Scapula, pretore di Roma, governatore della Britannia e comandante di tutte le
forze navali e di terra attualmente di stanza sullisola. Vi do il benvenuto. A tutti voi. Anche a coloro
che fanno le veci di Siluri e Ordovici, nemici giurati di Roma e di tutto ci che Roma rappresenta. Il
governatore fece una breve pausa. Sono passati quasi otto anni da quando le legioni sono approdate su
queste terre. Nei primi mesi, abbiamo sconfitto lesercito pi temibile che le trib potessero radunare
per combatterci, sotto il comando di Carataco. Non solo una, ma ben tre volte. Da allora, niente ha
resistito di fronte al potere di Roma. N i vostri eserciti, valorosi come i vostri guerrieri, n i vostri forti
sulle colline, che una volta apparivano formidabili ai vostri occhi. Non potete sconfiggerci in battaglia,
non importa quanto siate coraggiosi. I nostri soldati sono meglio addestrati e meglio equipaggiati.
Hanno trionfato contro i migliori guerrieri di Cartagine, della Grecia e della Gallia. Abbiamo
combattuto fra le montagne pi alte, siamo penetrati nelle pi buie foreste della Germania, e nessun
fiume  mai stato tanto impetuoso o tanto vasto da non permetterci di costruire nel giro di qualche
giorno un ponte che lo attraversasse. Niente ci pu contrastare, non importa quanto tempo ci possa
volere. Una volta che i nostri imperatori hanno impartito lordine, lesito pu essere soltanto uno: la
vittoria. Cos stanno le cose. Roma  forte in guerra. Se vi opporrete a noi, pagherete vedendo le vostre
citt, i villaggi e le fattorie rasi al suolo. I vostri guerrieri massacrati e le vostre donne e i bambini
portati via in catene come schiavi Tuttavia, siamo tanto bravi in guerra quanto lo siamo a offrire la
pace. Roma porter ordine e ricchezza a coloro che ci accoglieranno come alleati e accetteranno la
nostra protezione. S, ci saranno le tasse. Ma questo  il prezzo di unesistenza pacifica. Accettate le
nostre leggi, le nostre usanze, e con il tempo arriverete a comprendere che Roma  il vostro futuro, nel
vostro miglior interesse.
Un guerriero di uno dei gruppi di nativi si fece avanti, un individuo alto e possente. Parl con
astio, puntando il dito verso il governatore per chiarire bene il suo punto di vista.
Lui  Venuzio, dei Briganti, disse linterprete. Marito della regina Cartimandua.
Quindi lui  il re?
No, signore. La regina governa la trib. Lui  il suo consorte, e non condivide la sua simpatia
per Roma.
Capisco. E che cosha da dire il consorte?
 arrabbiato per la sfrontatezza delle tue parole. Perch hai detto alle trib di adottare le
usanze di Roma, proprio qui, su un suolo sacro alle trib da tempo immemore. Ti accusa di obbligarci a
rinunciare ai nostri di.
Le parole di Venuzio avevano sollevato un mormorio iroso e Ostorio alz la mano e chiese
silenzio. Una volta cessato il mormorio, parl di nuovo tramite il suo interprete.
Roma non ha intenzione di portarvi via i vostri di, o i vostri luoghi sacri. Siete liberi di
conservare le vostre credenze. O di scegliere le nostre, come preferite. Potete accettare le nostre usanze
o continuare come state facendo ora. Ma dovete imparare a vivere sotto il nostro dominio e secondo le
nostre leggi.  un piccolo prezzo da pagare per porre fine agli aspri conflitti degli ultimi anni. E
soprattutto, ai continui attacchi e alle piccole lotte che imperversavano tra le vostre trib.
Venuzio ascolt quelle parole e rispose immediatamente, nello stesso tono astioso di prima.
Dice che  la consuetudine delle trib. In quale altro modo dovrebbe mettersi alla prova un
guerriero? Deve dimostrare il suo coraggio e le sue abilit in battaglia. Se lo privi di questo, lo privi del
suo scopo nella vita.
Ostorio replic con decisione. Allora i guerrieri dovranno trovarsi un altro scopo. Dovranno
imparare a essere agricoltori, o potranno offrirsi volontari per servire Roma nelle fila delle nostre forze
ausiliarie.  il loro unico futuro. Dovete accettare la verit. I vostri guerrieri devono rinunciare alle
vecchie abitudini, o moriranno in battaglia contro le legioni.
Venuzio rise arcigno.
Dice che non gli offri nessuna scelta.
Al contrario. Gli sto offrendo di scegliere fra vita e morte certa.
Quando le parole del governatore vennero tradotte, dal circolo di persone si levarono urla di
protesta e grida rabbiose, e Catone temette che il suo superiore stesse correndo il rischio di fare troppa
pressione sui capi delle trib. Poi unaltra figura emerse dallombra. Alz la mano e ottenne
lattenzione degli altri. Era un uomo imponente, bench appesantito, con guance cascanti e una barba
accuratamente spuntata. Indossava un mantello lavorato e gambali di cuoio, ma sotto portava una
tunica in stile romano e i capelli erano molto pi corti di quelli degli altri nativi. Si avvi con passo
sicuro verso il centro del cerchio e aspett finch non ottenne silenzio, prima di rivolgersi ai
partecipanti.
Chi diavolo  quel pagliaccio?, chiese Macrone.
Tiro a indovinare, rispose Catone. Cogidubno, dei Regnensi.
Quello che si  venduto a noi ancor prima che posassimo le nostre calighe sul suolo
britannico?
 lui.
Macrone not le espressioni sprezzanti sui visi degli altri nativi. Non posso fare a meno di
desiderare che non prenda la parola a nostro favore.
Luomo al centro del cerchio parl con voce chiara e profonda, mentre le sue parole venivano
tradotte. Prima di tutto, vorrei offrire la mia sincera gratitudine al governatore per averci concesso
lopportunit di una pace durevole Mi conoscete tutti. Sono re Cogidubno. Vorrei parlare
chiaramente, dire la verit. Anche io sono stato allevato come un guerriero, e ho guidato i miei uomini
in battaglia. Non ho bisogno di dimostrare il mio valore per corroborare le mie parole. Sono venuto qui
per appoggiare le argomentazioni del governatore Ostorio Scapula. Roma si  di fatto rivelata unamica
potente e unalleata per me e per la mia gente. Posso giurare che abbiamo tratto profitto dallarrivo di
Roma e ci che  vero per i Regnensi, pu valere per qualunque trib accetti la mano tesa
amichevolmente dal governatore.
Traditore!, grid in latino una voce, per poi ripetere loffesa nel dialetto indigeno.
Cogidubno si accigli mentre, insieme a tutti gli altri, si volgeva verso la fonte dellaccusa.
Cera agitazione fra i nativi, poi un enorme guerriero si fece largo a spintoni verso la prima fila.
Indossava un mantello con cappuccio, che abbass rivelando lunghi capelli chiari. Allimprovviso, un
mormorio eccitato si lev allunisono. Marcommio scosse la testa, sorpreso.
Carataco.
...
.
...
CAPITOLO DIECI.
...
.
...
Il vecchio nemico di Roma avanz a grandi passi e si ferm a distanza di una spada da
Cogidubno. Scrut il re dei Regnensi con disprezzo, i pugni appoggiati ai fianchi. Poi parl. La sua
voce giunse chiaramente anche ai margini della folla, mentre Marcommio traduceva per i Romani.
Ne hai tratto profitto eccome. Tutti noi siamo a conoscenza del bel palazzo che i Romani
stanno costruendo per te. Una lussuosa cuccia per il cagnolino da salotto preferito dallimperatore.
Ecco cosa sei. Un bastardo, per met britanno e per met romano, che elemosina uno speciale e ghiotto
bocconcino dal tavolo del padrone. Hai venduto il tuo onore in cambio di frivolezze, Cogidubno, per
tua eterna vergogna.
Cogidubno apr la bocca per protestare, ma laltro fece un passo minaccioso verso di lui, ed egli
perse baldanza, indietreggiando verso il suo contingente. Carataco lo fiss per un momento, prima di
fare un ampio gesto con la mano, come per allontanare un fastidioso insetto. Poi si rivolse alla folla.
Tutti voi mi conoscete. Tutti voi sapete che ho combattuto i Romani fin dallinizio. Non mi
sono mai arreso al nemico, il nostro nemico.  per la nostra libert, che ho combattuto cos a lungo.
Finch gli stendardi con laquila delle legioni sventolano sopra le nostre terre, noi possiamo solo essere
schiavi.  cos che stanno le cose. Il governatore romano dice che dobbiamo cambiare. Dobbiamo
dimenticare chi siamo e diventare parte dellimpero romano.  cos semplice rinunciare a tutto ci che
siamo?. Si premette la mano sul petto. Io sono Carataco, re dei Catuvellauni. Anche se il mio regno
non esiste pi, io lo porto qui dentro, nel mio cuore. Il mio popolo, la nostra storia, tutto lonore che ci
siamo guadagnati sul campo di battaglia,  tutto qui dentro, e vivo per il giorno in cui i Romani
verranno ributtati in mare, come  successo in passato, quando il loro grande generale, Giulio Cesare,
prov per la prima volta a rubare la nostra terra. Quel giorno verr, ci credo davvero, come credo nei
nostri di. Punt il dito contro Ostorio. Il governatore romano dice che dobbiamo rinunciare alle
nostre vecchie usanze, o morire in battaglia. Ci offre una scelta semplice, fra salvare lonore e
sottometterci alla schiavit, come cani. Io ho scelto lonore e la libert!.
Fece una pausa, lasciando che le parole sortissero il loro effetto. Qualcuno fra la folla lo
acclam, ma molti rimasero a guardarlo in silenzio, mentre continuava.
Il governatore dice che la nostra lotta potr solo terminare con una sconfitta.  vero che siamo
stati sconfitti nelle prime battaglie, ma la nostra volont di resistere  ancora viva. Per molti anni ci
siamo opposti a Roma. Abbiamo abbandonato il campo di battaglia e abbiamo scelto un modo diverso
di guerreggiare. Abbiamo attaccato i loro avamposti, bruciato le loro provviste e sgominato le loro
squadre di ricognizione. Con calma, ma senza mai esitare, stiamo corrodendo le possenti legioni
romane, consumandole un pezzo alla volta. Nel frattempo, stiamo radunando le nostre forze e
intraprendiamo azioni coraggiose contro questo nemico comune. A tale proposito, vi offro questo.
Si volt e fece un cenno al gruppo dei Siluri. Alcuni uomini vennero avanti, due di loro ne
scortavano un terzo con il cappuccio del mantello calato sul volto. Luomo incespic, come fosse
ubriaco, e gli altri lo sorressero e quasi lo trascinarono verso il centro del cerchio, fra il silenzio degli
astanti. I tre uomini si fermarono di fronte a Carataco, che si sporse in avanti e spost indietro il
cappuccio, rivelando una massa di capelli neri e ricci sopra un viso sottile e teso, che aveva due
cicatrici scure al posto degli occhi. Quando luomo sent abbassarsi il cappuccio, venne scosso dai
brividi e apr la bocca, emettendo un gemito gutturale e animalesco, colmo di panico.
Gli hanno tagliato la lingua, disse Macrone. Chiunque egli sia.
Catone deglut. Lo sapremo presto.
Carataco ordin che luomo fosse rilasciato, e poi lo spinse avanti. Luomo avanz barcollando
di qualche passo, e poi cadde su mani e ginocchia con un gemito sordo di dolore, facendosi strada a
tastoni sul suolo compatto, trascinandosi lontano dalle aspre risate di Carataco e dei suoi compagni. Il
capo dei nemici si volt per affrontare Ostorio e il suo seguito, eseguendo un gesto pomposo.
Lo restituisco a voi. Labbiamo fatto prigioniero qualche mese fa, insieme ad altri che sono
stati gi da tempo eliminati. Questuomo  stato fatto passare di villaggio in villaggio, e, nel mentre, ha
subito ripetuti abusi. Un peccato, dal momento che sono certo che sarebbe stato destinato a un futuro
promettente. Ma era necessario dimostrare che i soldati delle legioni sono fatti di carne e sangue come
noi, e possono essere domati altrettanto facilmente. Perfino uomini come il vostro centurione Querto,
del quale ci occuperemo a tempo debito. Per ora, ci siamo stancati di usare questo tribuno a nostro
piacimento, ed  tempo, per lui, di riunirsi ai suoi commilitoni. Non  vero, tribuno Marcello?.
Si avvi a grandi passi ponendosi alle spalle dellindifeso prigioniero e, con lo stivale, spinse
luomo verso il governatore, facendolo cadere di faccia. Crudeli risa sommesse giunsero da pi parti
della folla di trib riunite. Altri osservavano la scena in silenzio, temendo linevitabile collera dei
Romani, nel momento in cui avrebbero reagito alloltraggio. Il governatore Ostorio strinse le labbra,
sforzandosi di controllare la rabbia. Poi si gir di nuovo verso i suoi uomini e parl loro con voce
calma e fredda. Tiratelo su. Portatelo via di qui.
Macrone fu il primo a muoversi, avanzando a grandi passi, la mascella serrata. Catone lo segu.
Il centurione si chin e afferr delicatamente il braccio del tribuno. Luomo sussult e si ritrasse
istintivamente con un verso rauco e senza senso.
Ti aiuteremo ad alzarti in piedi, signore, disse Macrone con calma, anche se provava un
profondo disgusto alla vista dei lineamenti deturpati del viso che lo fissava senza vederlo. Catone
afferr laltro braccio, insieme sollevarono Marcello e lo condussero verso gli altri tribuni e le guardie
del corpo, che avevano unaria sbigottita.
 tutto finito ora, signore, continu Macrone. Sei tornato fra la tua gente.
Catone fece un cenno a due delle guardie. Venite qui. Prendetevi cura del tribuno. Portatelo
immediatamente allavamposto e fate in modo che le sue ferite vengano curate e che venga nutrito.
Il legionario annu, mentre lui e il suo compagno si sostituivano ai due ufficiali e conducevano
il tribuno lontano dal perimetro del cerchio. Macrone li osserv per un momento, prima di mormorare:
Se dovesse mai capitare a me, giurami che mi taglierai la gola.
Per poi fare i conti con tua madre?.
Macrone si volt verso lamico con espressione cupa. Avresti riguardo per lei tanto quanto per
me, Catone. Promettimelo.
Catone annu. Come vuoi.
Giuralo!.
Catone rimase sorpreso di fronte allo sguardo penetrante dellamico. Lo giuro, sulla mia vita.
Macrone si lasci sfuggire un profondo sospiro. E io far lo stesso per te.
Catone inarc un sopracciglio di fronte alla prontezza con cui Macrone aveva parlato di porre
fine alla sua vita. Poi la visione di quel volto sfigurato gli riemp la mente e sent una morsa di ghiaccio
in fondo allo stomaco, quando immagin di trovarsi al posto del tribuno e di tornare a casa menomato e
inutile. Vide lespressione colma di orrore, disgusto e compassione che avrebbe distorto i lineamenti di
Giulia quando lavesse guardato. Non lavrebbe vista con gli occhi. Ma lavrebbe percepita nella sua
voce. Forse cera una donna che aspettava Marcello a Roma, destinata a sopportare per davvero ci che
lui stava solamente immaginando.
Carataco aveva lasciato che il suo momento di teatralit sfumasse e si era messo da parte. Ora
era di nuovo al centro del cerchio, e torn a rivolgersi alla folla.
Il tribuno comandava circa un migliaio di legionari. Sono stati tutti uccisi o catturati durante
ununica incursione. Se una colonna cos potente pu essere sopraffatta, mi viene difficile condividere
la sicurezza con cui il governatore sostiene che Roma vincer questo conflitto. Non c avamposto sul
confine con le terre dei Siluri e degli Ordovici che sia al sicuro dal mio esercito, n convoglio di
rifornimenti. E non lo sono nemmeno le strade su cui viaggiano i Romani e i loro alleati. Questa sar la
situazione dora in avanti, fino al giorno in cui avremo tolto al nemico la voglia di continuare a
combattere. Perfino la potente Roma non potr tollerare per sempre perdite costanti di uomini e di
morale. E vi dico che la nostra volont di difendere la nostra terra e di combattere per la nostra libert 
pi grande della loro volont di conquista! Alla fine, la vittoria sar nostra.
Lanci a Ostorio uno sguardo di sfida, mentre coloro che lo seguivano lo acclamavano.
Guardandosi intorno, Catone si avvide che oltre alle trib delle montagne si stavano unendo al gruppo
alcuni dei Briganti, insieme ai guerrieri delle altre trib settentrionali e occidentali dellisola. Il
governatore avanz fino a giungere faccia a faccia con Carataco, le acclamazioni si spensero
lentamente. Quando Ostorio parl, non cera pi traccia del tono ragionevole che aveva usato in
precedenza. La sua voce era fredda e spietata.
I tormenti che hai inferto a uno dei miei ufficiali non resteranno impuniti. Dora in poi,
giustizier dieci dei tuoi seguaci per ognuno dei miei uomini che ucciderai o catturerai. Lo stesso vale
per qualsiasi altra trib tanto sciocca da unirsi alla tua infausta causa. Ora mi rendo conto che la mia
offerta di pace era fatica sprecata. Il tempo delle chiacchiere  finito. In compenso, faccio ora un
giuramento, sulla mia vita e su tutti gli di che venero, che non avr pace finch tu non sarai sconfitto e
portato a Roma insieme alla tua famiglia, e l lumiliazione che hai inflitto al tribuno Marcello verr
ripagata dieci volte tanto, da te e da chi condivide il tuo stesso sangue. Per di pi, giuro che non avr
pace finch le trib delle montagne non saranno annientate. Gli Ordovici e i Siluri verranno spazzati
via. Sopravvivr solo il loro ricordo, come monito per le altre trib dellisola del prezzo pagato per aver
sfidato Roma.
Ben gli sta, a quel bastardo. Macrone annu in approvazione.
Carataco rise. Giura quello che ti pare, romano. Non cambia niente. Noi continueremo a
sfidarvi e a uccidere i vostri uomini finch il vostro ardore non si spegner.
Prima che Ostorio potesse replicare, unaltra figura intervenne nella discussione. Prasutago fece
un passo avanti e aspett che calasse il silenzio, prima di parlare. Marcommio ascolt la frase
dapertura e tradusse per gli ufficiali romani.
Il re degli Iceni dice che  stato versato sangue a sufficienza. Sono morti in troppi, da
entrambe le parti.  tempo di porre fine al conflitto. Dice che  vero che la pace di Roma ha un prezzo,
ma quel prezzo, per quanto sia oneroso al momento,  sempre meglio delle continue sofferenze di
coloro che sono coinvolti nella lotta contro Roma. Egli conosce per esperienza la qualit degli uomini
delle legioni. Ha combattuto al loro fianco e sa che non possono essere sconfitti, e che non si
arrenderanno mai, finch non avranno ottenuto la vittoria. Mentre traduceva, Marcommio pass
direttamente alla prima persona singolare. Ti prego, Carataco, di cogliere lopportunit di deporre le
armi e di accettare la pace, seguendo lesempio degli Iceni.
Seguire il vostro esempio?. Carataco sbuff beffardo. Tu, che sei diventato re solo dopo che
lultimo nobile con le palle di contrastare Roma  stato eliminato? Quanto tempo ci hanno impiegato i
coraggiosi Iceni per insorgere contro Roma la prima volta? Anni dopo hanno venduto lanima
allimperatore in cambio delle sue monete dargento. Il tuo popolo ha imparato troppo tardi qual 
prezzo della loro perfidia. Troppo tardi per aiutarci, quando abbiamo affrontato per la prima volta le
legioni. Troppo tardi per fare la differenza, quando contava. E ora vivete sotto il dominio romano.
Proprio come gli smidollati Trinovanti, che adesso sono costretti a ospitare una colonia di veterani,
salassati fino allultima moneta dalle tasse imposte per pagare un tempio in onore dellimperatore
Claudio. Tutto questo solo per conservare la libert di venerare gli di che preferiamo!. Abbass
leggermente la voce. Prasutago, il tuo popolo subisce il peso dello stesso fardello. I tuoi guerrieri sono
stati costretti a deporre le armi. Ti pieghi inerme al volere di Roma. Perch mai dovrebbero smettere di
trattarvi come schiavi? Pensi che gli Iceni sopporteranno questa situazione per sempre? Un giorno ne
avranno abbastanza e si ribelleranno. Quel giorno vedranno chiaramente il tuo tradimento. Tu dici che
vuoi salvare vite e vivere in pace. La verit  che dovevi scegliere fra disonore e guerra. Tu hai scelto il
disonore e avrai la guerra. Sicuro come la notte segue il giorno. Si volt, puntando il dito accusatore
contro tutti i sovrani e le trib che avevano stretto un patto con Roma. Quando i vostri guerrieri e i
membri delle vostre trib ne avranno avuto abbastanza della pace romana, vi spazzeranno via come
paglia. Perirete fra le fiamme, insieme ai vostri amici romani. Pensateci! Se mai rinsavirete, venite a
cercarmi sulle montagne.
Rivolse uno sguardo di sfida ai sovrani riuniti e poi si avvicin a Ostorio e ai suoi ufficiali,
parlando in latino. Il suo accento era notevolmente migliorato, da quando aveva convocato Catone nella
sua capanna molti anni prima.
La guerra continua. Non potete sconfiggerci. Salvatevi e abbandonate questisola. Solo allora
troveremo pace. La pace che sussiste fra pari.
Ostorio scosse la testa. Ho ricevuto degli ordini. Limperatore ha parlato e la sua parola 
legge. La Britannia diventer parte dellimpero.
Quindi non c pi niente da dire. Carataco guard gli ufficiali dietro Ostorio. Badate,
finirete come il vostro governatore. Vecchi ed esausti, alla ricerca dellimpossibile. La Britannia sar la
vostra tomba. Quando pos lo sguardo su Catone, si ferm, accigliandosi. Io ti conosco.
Ci siamo gi incontrati una volta, signore. Quando ero tuo prigioniero. Quando combattemmo
nelle paludi a ovest.
Il condottiero nemico ci pens un momento, poi spalanc gli occhi, ricordando. S! Sembravi
molto pi giovane allora. Ora sei segnato dalle cicatrici e provato dagli anni di guerra che hai
sopportato.
Come te.
Carataco sorrise per un attimo. Non puoi nemmeno immaginare. Se ben ricordo, quando eri
mio prigioniero parlammo a lungo.
S, signore. Speravo di persuaderti ad abbandonare la lotta.
Ed eccoci qui, dopo anni. Sei pi vecchio ma non pi saggio, a quanto pare.
Fu il turno di Catone di sorridere. Stavo pensando lo stesso di te.
Lespressione di Carataco rimase fissa per un momento, poi il nativo sorrise tristemente. Strinse
lavambraccio di Catone. Ben detto.  un peccato essere nemici.
Allora facciamo in modo di non esserlo, signore.
 troppo tardi. Roma avrebbe dovuto trattarci come amici, piuttosto che cercare di essere la
nostra padrona. Se mai ci incontreremo in battaglia, ti uccider senza piet n rammarico.
Catone incresp le labbra. Forse. O magari la prossima volta che ci incontreremo, sarai mio
prigioniero.
Carataco si rabbui. Lasci il braccio di Catone e attravers il cerchio ritornando verso il
cancello, chiamando a raccolta i suoi seguaci. Macrone lo guard andare via e poi mormor al suo
amico: Sembra che il tempo dei discorsi sia terminato. Ora dovremo combattere fino alla morte.
Catone disse in tono serio: Non ci sarebbe mai stata una vera trattativa. Era gi troppo tardi.
Carataco vuole la guerra, e Ostorio  ben disposto a concedergliela.  stato solo tempo sprecato. E ora
saranno uomini validi ad andare sprecati.
...
.
...
CAPITOLO UNDICI.
...
.
...
Non appena il governatore e il suo gruppo tornarono allavamposto, Ostorio conged la scorta e
si rifugi negli angusti alloggi delloptio per conferire con i suoi ufficiali. Lincontro con le trib era
stato molto pi breve di quanto Ostorio si fosse aspettato e non cera possibilit che venisse ripreso il
giorno successivo. Dopo che Carataco e i Romani si erano ritirati, molti gruppi di nativi ne avevano
seguito lesempio, alcuni dei quali mettendosi immediatamente in viaggio verso le proprie terre, anche
se era gi calata la notte. Era chiaro che qualsiasi tentativo di trovare un accordo per giungere alla pace
era fallito.
Se Carataco vuole continuare la guerra, be, sar accontentato, annunci Ostorio agli ufficiali
accalcati intorno al tavolo, che, insieme a uno sgabello e un letto, rappresentava lunica mobilia nella
stanza. Non torner a Londinium, mi diriger verso il quartier generale dellesercito a Cornoviorum
alle prime luci dellalba. Deciano, tu tornerai a Londinium e informerai lorganico della mia decisione.
Tutti dovranno fare i bagagli e raggiungermi il prima possibile. Fai sapere ai comandanti della Nona e
della Seconda Legione che comincer la campagna non appena mi sar possibile, ed essi saranno
responsabili della sicurezza della provincia oltre la zona di frontiera. Prefetto Catone, tu e Macrone vi
dirigerete a Glevum e farete rapporto al legato Quintato.
S, signore.
Signori, i piani sono stati messi a punto, ora non resta altro che metterli in pratica il pi
velocemente e dettagliatamente possibile. Non mostreremo piet per chi si schiera con Carataco. I miei
ordini sono che non c alcuna necessit di fare prigionieri. Le donne e i bambini che verranno
risparmiati saranno condotti nelle retrovie e venduti ai mercanti di schiavi nei depositi. Tutti gli
insediamenti nemici che incontreremo dovranno essere messi a ferro e fuoco. Letteralmente. Coloro
che prendono le armi contro Roma devono essere annientati.  chiaro?.
Gli ufficiali annuirono.
Allora fareste meglio a ritirarvi per la notte e dormire quanto pi possibile. Il sonno diventer
un lusso, nei giorni a venire. Potete andare.
Gli ufficiali fecero il saluto militare e uscirono in fila nelloscurit. Macrone not che la piccola
guarnigione era in assetto di guerra, allineata lungo la palizzata. Loptio doveva aver parlato con alcune
delle guardie del corpo del governatore e aveva ricevuto notizia di ci che era accaduto nel cerchio
sacro. Non intendeva correre rischi e aveva ordinato ai suoi uomini di montare di guardia durante la
notte. I legionari della scorta si erano sistemati intorno al fuoco della guarnigione e si stavano
scaldando, parlottando con toni bassi e ansiosi di ci a cui avevano assistito. In disparte, Decimo si
stava prendendo attentamente cura delle ferite di Marcello. Il tribuno indossava solo il perizoma, e si
stava cautamente versando della zuppa di orzo in bocca con il cucchiaio, facendo un verso gorgogliante
mentre si sforzava di inghiottire. Mentre mangiava, il servo lavava lo sporco dal suo misero corpo
smunto, rivelando i lividi e i tagli che evidenziavano il brutale trattamento a cui era stato sottoposto il
tribuno.
Cosa ne sar di quel poveraccio?, domand Macrone.
Sono certo che ha famiglia a Roma. Si prenderanno cura di lui, come meglio possono.
Macrone rimase a guardarlo ancora per un momento. Sarebbe stato pi pietoso ucciderlo.
Selvaggi del cazzo. Non sono meglio degli animali.
Forse, ma sono intelligenti. Chiunque vedr Marcello durante il suo viaggio verso casa,
imparer cosa succede ai soldati catturati dal nemico e ne rimarr sconvolto. E ancora di pi a Roma,
lontano dal campo di battaglia. Un giovane aristocratico mutilato far notizia. Potrebbe avvalorare le
tesi di coloro che sostengono che non dovremmo espandere il nostro territorio in Britannia, e che
addirittura dovremmo abbandonare completamente la provincia. Carataco sa come chiarire in modo
efficace la sua posizione, e assicurarsi che venga recepita a fondo. Uccidere Marcello sarebbe stata
unoccasione sprecata.
Macrone fiss il suo amico. Per gli di, sei insensibile quanto lui.
No, capisco solo cosa c dietro il suo modo di agire. La mia unica preoccupazione  che
Ostorio possa fare il gioco del nemico. Se mette a ferro e fuoco le trib delle montagne, potrebbe
spingere alcune delle altre contro di noi. E c anche un problema pi grande. Se i nostri uomini si
abituano a trattare duramente i nativi, sar difficile tenerli a freno quando verranno riassegnati dopo la
campagna. Dando per scontato che riusciremo a snidare Carataco e a obbligarlo a combattere.
Avevo limpressione che morisse dalla voglia di combattere, replic Catone. Ha fatto un
sacco di storie su come  riuscito a sconfiggere la colonna di Marcello, sostenendo che fosse solo
linizio.
S,  vero. Quindi forse questa  limpressione che vuole darci.
Macrone sospir con irritazione. E allora cosa pensi che intenda fare, esattamente?
Non lo so con certezza. Se ci inoltreremo nelle montagne alla ricerca del suo esercito, o della
sua roccaforte principale, forzeremo le nostre linee di comunicazione, rendendole vulnerabili alle
incursioni. A me sembra che stia tornando alle vecchie tattiche. Ci vuole attirare, per poi colpirci dalle
retrovie. Di certo,  riuscito a pungolare Ostorio.
Oppure sta diventando troppo sicuro di s e cerca una battaglia preparata a tavolino in
condizioni favorevoli.
Catone alz le spalle, dubbioso. C unaltra eventualit.
E sarebbe?, indag Macrone con pazienza forzata.
Lo spettacolo che ha messo in piedi era diretto tanto ai suoi seguaci quanto a noi. Sta
combattendo una lunga guerra. Probabilmente le risorse verranno a mancare, sia fra i suoi seguaci sia
dalla nostra parte. E laddove i nostri soldati possiedono disciplina, gli uomini delle trib hanno bisogno
di essere stimolati a combattere. Mi chiedo per quanto Carataco possa dipendere da loro. Finch
regaler loro vittorie, rimarranno al suo fianco. Ma se li facciamo a pezzi, allora si ritrover costretto a
dare battaglia mentre ha ancora abbastanza uomini disposti a seguire il suo vessillo.
Allora speriamo che vada cos. Non mi piace lidea di passare i prossimi anni a inseguire
ombre per montagne e foreste.
Davvero. Catone riflett per un momento. Almeno uno dei nostri ufficiali sembra avere
capito tutto. Il centurione Querto ha lasciato il segno su Carataco. Sembra sia un uomo valido da avere
intorno, quando prender il comando dei Traci.
Macrone si sfreg il mento. Querto potrebbe non esserne contento. Si sta facendo un nome, e
poi arrivi tu. Potrebbe essere una situazione difficile.
Non se, come ufficiale, vale anche solo la met di quanto vali tu, Macrone. Catone stiracchi
le spalle e sbadigli. Meglio andare a riposare un po.
Recuperarono le loro bisacce dalla stalla e si avviarono verso i loro alloggi. Allinterno del
piccolo complesso della caserma, una singola lampada a olio forniva la luce necessaria a vedere. I
tribuni si erano gi adagiati sui loro sacchi a pelo, avvolti negli spessi mantelli militari. Un gruppetto
era ancora sveglio, Macrone e Catone procedettero con cautela verso langolo opposto della stanza e
poi stesero i loro rotoli di stoffa grezza imbottiti di crini di cavallo.
Ve lo dico io, stava borbottando Deciano ai suoi compagni. Questa campagna sar un
disastro. Questa gente  selvaggia. Non sono meglio degli animali selvatici.
Ci fu una pausa, poi un altro tribuno replic: Non voglio finire come Marcello.
Dovremmo lasciare quei bastardi sulle loro montagne, continu Deciano. Costruire una
linea di forti e circondarli. Sarebbe meglio.
Macrone si distese sul sacco a pelo e si schiar la gola. Tribuno, se non ti dispiace, io vorrei
dormire. Non sar facile, se hai intenzione di rimanere seduto l tutta la notte a spaventare queste
donnicciole.
Nelloscurit, Catone riusc appena a vedere il tribuno che apriva bocca per rispondere, per poi
cambiare idea. Si sdrai, tir il mantello fin sotto il mento e si zitt. Macrone espresse a bassa voce la
propria disapprovazione, si sistem in posizione pi comoda e di l a poco cominci a russare
lievemente. Catone sapeva che avrebbe avuto solo una breve opportunit per addormentarsi, prima che
Macrone iniziasse a russare sul serio. Durante il viaggio da Roma, aveva imparato un trucchetto per
liberare la mente e assopirsi. Immaginava di costruire una piccola villetta sui Colli Albani, vicino a
Roma. Stanza per stanza. Di solito si addormentava prima di arrivare al triclinio. Comunque, sapeva
che se fosse arrivato a quel punto, lavrebbe atteso una notte insonne Ma la lunga giornata in sella e
la forte tensione dellincontro con i nativi reclamarono il loro tributo, e Catone cadde addormentato
ancor prima di aver completato latrio e, grazie al cielo, ben prima che il profondo ronfare di Macrone
riempisse la stanza, disturbando il sonno dei tribuni pi ansiosi accalcati lungo il muro opposto.
La dura cavalcata fino a Glevum richiese pi di una mezza giornata di viaggio, mentre il
governatore e il suo seguito continuarono verso nord, lungo la strada che portava a Cornoviorum.
Catone, Macrone e Decimo si fermarono in cima a una piccola china, e osservarono il panorama sotto
di loro. La Quattordicesima Legione aveva costruito unampia fortezza sul terreno pianeggiante vicino
al fiume Severnus, e, comera dabitudine, un vasto vicus civile era stato fondato a breve distanza dal
fossato esterno della piazzaforte, appena oltre la portata degli archi. La maggior parte degli edifici era
stata costruita nello stile nativo: rotonde capanne di canniccio ricoperto di argilla e fango, con il tetto di
paglia. Una piccola apertura sulla sommit serviva a lasciar uscire il fumo del focolare che cera
allinterno. Alcune strutture erano pi solide, erette dai commercianti provenienti dalla Gallia che
avevano seguito i propri clienti quando le loro legioni erano state trasferite allesercito che aveva
invaso la Britannia. Il vicus era il luogo in cui i soldati fuori servizio saziavano i loro appetiti in fatto di
bevute e donne. Se la legione si stanziava in quel posto, alcuni uomini avrebbero preso moglie e
cresciuto figli. Accordi del genere erano ufficiosi, dal momento che ai soldati semplici era proibito
sposarsi formalmente durante il servizio, ma era unusanza radicata da tempo, e gli uomini, dopotutto,
erano uomini.
In aggiunta alla fortezza, cerano due forti pi piccoli per le unit ausiliarie di cavalleria e
fanteria aggregate alla Quattordicesima Legione, e il complesso aveva laspetto di una modesta
cittadina in costruzione, che si estendeva sotto un sottile strato di fumo di legna. Dalla parte opposta del
fiume, il paesaggio era sgombro e piano, e, in lontananza, Catone not la massa grigia delle colline che
marcavano il confine del territorio siluriano. Le nubi avviluppavano la cima dei colli, oscurando le
montagne coperte di fitte foreste che si stendevano al di l di essi.
Non  di certo la pi allegra delle prospettive, comment Macrone. Ma almeno non
dovremo pi infiltrarci e fare il lavoro sporco per Narciso.
Data la situazione,  una ben piccola fortuna, immagino che tu te ne renda conto. Catone
schiocc la lingua e spron il cavallo gi per lampio sentiero fangoso che conduceva al cancello
orientale della fortezza. La strada passava accanto ad alcune piccole fattorie, dove i nativi stavano
seminando strisce di terreno per le colture estive di orzo e frumento. Erano talmente abituati ai soldati
di passaggio che prestarono a malapena attenzione ai tre cavalieri. Solo un piccolo bambino, un
ragazzino accovacciato nel terreno fangoso accanto alla madre, alz lo sguardo da dietro la frangetta di
capelli neri e sorrise improvvisamente a Macrone. La spontaneit dellespressione del piccolo gli tocc
il cuore.
Guarda, Catone. Non tutti sembrano odiarci. Macrone sorrise di rimando e strizz locchio al
bambino.
Catone scosse la testa. Concedi loro del tempo. A breve quel ragazzino stringer in mano una
spada.
Sei proprio un raggio di sole stamattina, vero?.
Catone non replic, ma spron il cavallo al trotto e, con un sospiro di malavoglia, Macrone e
Decimo fecero altrettanto. Il servitore accost il suo pony a Macrone e mormor: Scusa la domanda,
signore, ma il prefetto  sempre cos? Intendo infelice?
Oh no!, rispose ridacchiando Macrone. Solo quando  di buon umore.
Il bambino li osserv per un altro momento, poi il sorriso svan dal suo viso e riport
lattenzione sulle semplici forme di paglia strette nei piccoli pugni. Con un lieve grugnito, le mise una
di fronte allaltra e le fece sbattere violentemente.
Mentre oltrepassavano il vicus, Macrone diede unocchiata in giro, la valutazione professionale
di un soldato riguardo il genere di piaceri che linsediamento di fortuna poteva offrire, e prese un
appunto mentale di andare a visitarlo alla prima occasione. Due legionari stavano di guardia davanti
alla rampa che conduceva, attraverso il fossato, ai cancelli della fortezza. Catone aveva indossato
larmatura quella mattina, dopo che Decimo aveva lucidato velocemente il pettorale. Il metallo lucente
e il nastro rosso legato intorno alla vita indicavano il suo grado e le sentinelle scattarono
immediatamente sullattenti. Dietro di loro, loptio a comando della guardia chiam in fretta il resto
dellunit, che si mise in riga ai lati dellentrata, mentre Catone conduceva il suo cavallo lungo la
rampa e rispondeva al saluto.
Il legato Quintato  nellaccampamento?
S, signore. Dovrebbe essere al quartier generale. Esit un istante, prima di chiedere: La tua
autorizzazione, mio signore?.
Catone allung la mano verso la bisaccia ed estrasse la piccola lavagna incerata che recava il
sigillo del governatore e che riportava nel dettaglio il suo nome, il grado e lo scopo del viaggio. Loptio
la esamin velocemente prima di restituirla.
Molto bene, signore. Potete passare.
Attraversarono le porte ed entrarono nella fortezza: caserme di legno accuratamente ordinate si
estendevano ai lati dellampio viale che conduceva al complesso di grandi edifici che ospitava il
quartier generale, gli alloggi degli ufficiali anziani e i magazzini della Quattordicesima Legione.
Soldati fuori servizio sedevano allesterno dei loro alloggiamenti, a pulire larmatura o a giocare a dadi.
Altri si stavano equipaggiando, pronti per il cambio della guardia, o in procinto di uscire in
perlustrazione. Alcune caserme erano vuote, i precedenti occupanti gi distaccati dalla legione, a
presidiare gli avamposti pi avanzati. Il lieve rumore metallico dei martelli risuonava dallarmeria e gli
uomini di corve si dirigevano verso le latrine con secchi, spazzole e pale. Macrone sorrise alla vista
dellambiente circostante, familiare come una casa per lui.
A Quintato piace che le cose siano bene in ordine.
Un maniaco dellordine, aggiunse stizzosamente Decimo.
Che  una delle condizioni essenziali per far parte dellesercito. Non puoi uscire a uccidere i
selvaggi in nome di Roma se non sei perfetto.
Le guardie in servizio al cancello li fecero entrare nel quartier generale della legione, dove
Catone e Macrone lasciarono Decimo con i cavalli, mentre andavano a fare rapporto al legato.
Malgrado la campagna imminente, cera unaria calma e organizzata, con gli impiegati chini sopra i
rapporti e impegnati a portare messaggi per e da parte degli ufficiali anziani. Il legato Quintato era con
il quartiermastro della Quattordicesima Legione, quando il segretario annunci il loro arrivo.
Un momento, rispose bruscamente Quintato da dietro lo scrittoio, riportando lattenzione sul
quartiermastro, seduto rigidamente di fronte a lui. Il granaio avrebbe dovuto essere ispezionato
giornalmente. Era una tua responsabilit. Se avessi fatto il tuo dovere, i ratti sarebbero stati cacciati
prima di rovinare migliaia di modii di grano. Ora  necessario reintegrarlo.
Il prossimo convoglio di grano  previsto per la fine del mese, signore. Mander a dire che
abbiamo bisogno di una quantit maggiore per rimpiazzare le perdite.
Quintato scosse la testa. La fine del mese non va bene. Voglio che venga reintegrato entro i
prossimi cinque giorni.
Il quartiermastro spalanc la bocca. Ma.
Niente scuse. Provvedi. Se non riesci a fare un accordo con ununit di riserva, allora dovrai
comprarlo dai nativi. Puoi andare.
Il quartiermastro si mise sullattenti e si volt per lasciare la stanza, con unespressione ansiosa
sul viso. Quintato emise un sospiro di frustrazione, poi appunt lo sguardo penetrante sui due ufficiali
in piedi appena oltre la soglia del suo ufficio. Dunque?.
Catone fece le presentazioni ed entrambi porsero le lavagnette su cui era riportato il loro stato di
servizio. Il legato osserv con curiosit i suoi visitatori per un momento, prima di leggere e annuire con
soddisfazione. Sono lieto di vedere che avete gi servito qui. E inoltre avete parecchia esperienza in
battaglia, sebbene ci siano una o due interruzioni nella vostra carriera.
Eravamo in attesa di riassegnazione, signore, replic Catone. A mezzo salario a Roma.
Uno spreco di talento. Restare con le mani in mano mentre qualche impiegato imperiale dal
culo grasso se la prende comoda per trovarvi una nuova destinazione. Maledetti burocrati, eh?. Un
sorriso di solidariet gli balen sulle labbra e spar in un istante. Ora siete qui. Senza dubbio non
vedete lora di riprendere i vostri posti e di attaccare il nemico.
Macrone sogghign. Mi hai letto nel pensiero, signore.
Se non la pensassi cos, non mi saresti di alcun aiuto. Non tollerer chi non ha intenzione di
mettercela tutta, signori. Non importa quale sia il grado. I nostri avversari sono tenaci e io voglio
risultati.  chiaro?.
Catone annu. S, signore.
Si d il caso che io sia stato fortunato molto fortunato che il centurione Querto si sia reso
disponibile a prendere il comando dellavamposto a Bruccium, mentre aspettavamo il vostro arrivo.
Querto non ha problemi a dare battaglia al nemico a ogni occasione. Ha bruciato pi villaggi e ucciso
pi Siluri di qualsiasi altro uomo nellesercito. E il nemico  arrivato a temerlo. Secondo alcuni
prigionieri che abbiamo preso, lo chiamano il Corvo Sanguinario, e perfino il nome incute paura nei
loro cuori.
Il Corvo Sanguinario, ripet Macrone, sollevando un sopracciglio allindirizzo di Catone.
I prigionieri non hanno mai spiegato perch, signore?
 abbastanza ovvio. La coorte tracia ha un corvo sul vessillo. Credo che la parte relativa al
sangue abbia a che fare con i metodi usati da Querto e dai suoi uomini. Sembra che la coorte abbia
adottato il nome per lunit. Si fanno chiamare i Corvi Sanguinari, ora.
Catone sent un brivido freddo alla base della colonna vertebrale. Di quali metodi parli,
signore?.
Il legato ebbe una attimo di esitazione, poi rispose: Il centurione Querto ha fatto la gavetta. 
stato reclutato in Tracia, sebbene la sua famiglia provenisse dalle montagne della Dacia, ben lontano da
qualsiasi forma di civilt. Quindi qualcuno potrebbe definire i suoi metodi discutibili. Ma
lavamposto  nel cuore del territorio siluriano e forse si devono combattere i barbari con i loro stessi
mezzi per ottenere la vittoria. A proposito. Allung la mano di lato, estrasse un lungo rotolo di
pergamena e lo stese sullo scrittoio. Catone vide che si trattava di una mappa. I segni che indicavano la
posizione delle forze romane e il territorio circostante erano dettagliati, ma ampie sezioni della mappa
erano rimaste vuote, in corrispondenza delle terre delle trib siluriane e ordoviciane.
Il legato picchiett il dito sulla mappa. Glevum. Io sono al comando della Quattordicesima, di
due coorti di cavalleria ausiliaria e di quattro coorti di fanteria. Un terzo della mia colonna  di
guarnigione ai forti che abbiamo costruito o che sono in fase di realizzazione. Il nostro lavoro consiste
nel controllare le valli e fungere da incudine, sulla quale il grosso dellesercito romano colpir come un
martello. Il martello  la colonna principale comandata dal governatore. Si  stanziata nel lontano Nord,
qui, a Cornoviorum, con la Ventesima Legione e dodici coorti di ausiliari. Quando sar pronto a
marciare, Ostorio ha intenzione di attaccare gli Ordovici, per poi volgere a sud verso i Siluri. Se tutto
va secondo i piani, Carataco e le sue forze saranno in trappola, e verranno annientati.
Catone studi la mappa. Sebbene la scarsit di informazioni in merito al territorio su cui le
milizie romane avrebbero marciato lo preoccupasse, riusc a comprendere la finalit della strategia del
governatore. Annu. Sembra un piano valido, signore.
Quintato sollev un sopracciglio. Sono molto lieto che tu sia daccordo, prefetto. Sono certo
che Ostorio sar felice di sapere che ha la tua benedizione. In ogni caso, deve prima trovare Carataco.
Quel bastardo si  rivelato sfuggente come unanguilla. Tutto ci che sappiamo per certo  che, al
momento, si trova nel territorio degli Ordovici.
Catone arross, pens di replicare, ma decise che sarebbe stato meglio tenere la bocca chiusa e
non rischiare ulteriore biasimo per quel momento di boria.
Il vostro compito, dando per scontato che incontri la vostra approvazione,  controllare la valle
in cui si trova Bruccium. Il legato indic un simbolo sulla mappa. Dovete pattugliare la vallata e
tenerla sgombra dai nemici. Se lo ritenete opportuno, potete espandere ulteriormente il raggio dazione
delle vostre operazioni. Lultimo rapporto ricevuto da Querto risale a pi di un mese fa. Diceva di aver
bruciato diversi villaggi indigeni a ovest e a sud, e sosteneva di aver ucciso pi di un migliaio di
nemici. Anche lui ha subito perdite considerevoli. Mander ununit di sostegno al forte non appena
arriver lultimo contingente di rinforzi dalla Gallia.
Macrone schiocc la lingua. Non hai notizie da pi di un mese, signore? Pu essere successo
di tutto, in questo lasso di tempo.  possibile che il forte sia stato occupato.
Se cos fosse, credo che il nemico ce lavrebbe gi fatto sapere. Carataco persevera
nellannunciare a suon di tromba qualsiasi notizia favorevole alla sua parte. No, credo che Querto sia
ancora in gioco.
Catone esamin la mappa e vide che Bruccium si trovava nel cuore del territorio siluriano, a pi
di sessanta miglia da Glevum, a suo giudizio. Circa quaranta miglia oltre il pi vicino forte occupato
dai Romani. Era troppo esposto, stabil. Decisamente troppo esposto. Qualsiasi convoglio di provviste
diretto a Bruccium avrebbe dovuto valicare i passi fra le montagne, prima di addentrarsi nelle fitte
foreste delle valli: un terreno perfetto per tendere unimboscata.
Ogni quanto  rifornito il forte, signore?
Non lo .
Catone si accigli. Com possibile, signore? Di certo hanno bisogno di viveri. Devono esserci
un centinaio di uomini a Bruccium. Per non parlare dei cavalli.
Quintato scroll le spalle. I primi convogli sono riusciti a passare. Abbondantemente scortati.
Poi i Siluri si sono intromessi e non siamo pi stati in grado di raggiungere la guarnigione. Ho fatto
sapere a Querto che aveva il permesso di ritirarsi prima che le provviste si esaurissero. Lui mi ha
risposto che lui e i suoi uomini avrebbero vissuto di ci che offriva la terra.  stata la sua ultima parola
in merito, quindi deve aver trovato un modo.
 difficile da credere, signore, disse Macrone.  circondato dai nemici. Di certo possono
costringerlo alla resa per fame, se se lo mettono in testa.
Be, non lhanno fatto, per quanto ne so. Quale che sia il modo in cui Querto tiene attivi i suoi
uomini, sembra funzionare. Provvederete a voi stessi, una volta raggiunto il forte. Scoprirete che sono
molte le cose che Querto potr insegnarvi. Se sarai saggio, prefetto, presterai ascolto a quelluomo.
La critica implicita fece infuriare Catone ed egli si sforz di non darlo a vedere. Era un soldato
professionista, che serviva limperatore con lealt ed efficienza da molti anni. Sapeva maledettamente
bene che ascoltare i propri subordinati era una cosa saggia, soprattutto quelli evidentemente capaci
come il centurione Querto. Catone trattenne lirritazione. Certo, signore.
Bene. Quindi potrete partire alle prime luci dellalba. Vi assegner una scorta che vi
accompagner al forte. Uno squadrone del contingente a cavallo della legione dovrebbe bastare. Dopo
aver preso il comando a Bruccium, voglio un rapporto pi dettagliato sulle forze e le condizioni delle
due coorti, come pure sui progressi che stanno facendo contro i Siluri. Sempre se  sicuro rimandare un
cavaliere a Glevum. Ora, vogliate scusarmi signori, ma ho necessit di preparare il resto della colonna
per limminente campagna. Che la fortuna vi assista.
Indic la porta con un gesto della mano, Catone e Macrone fecero il saluto militare e lasciarono
lufficio del legato. Fuori, nel corridoio, mentre si avviavano verso il cortile per raggiungere Decimo,
Macrone parl a bassa voce.
Non mi fido di questo centurione Querto. Ho limpressione che possa causarci dei guai.
Catone riflett per un momento. Sta giocando secondo le sue regole, questo  certo. Ma, come
hai sentito, sta colpendo duro il nemico. Questo  ci che vogliono il legato e il governatore. Spero solo
che saremo in grado di mantenere lo stesso livello, quando io sar al comando.
Macrone fece un respiro profondo. Per qualche motivo, non credo che il centurione Querto
sar molto felice di vederci. Gestisce la situazione a suo modo da qualche mese ormai. Cosa ti fa
pensare che sar felice di consegnarti le redini?
Perch  un soldato, e far ci che gli  stato ordinato.
Macrone corrug le labbra. Spero tu abbia ragione.
...
.
...
CAPITOLO DODICI.
...
.
...
Cominci a piovere subito dopo lalba, e Glevum svan dietro una grigia cortina dacqua,
mentre i cavalieri, ingobbiti e avvolti nei loro mantelli, spronavano i cavalli lungo il sentiero che
conduceva verso il lontano profilo delle colline. Macrone e Decimo erano andati al vicus la sera prima
e si erano spartiti qualche caraffa di vino scadente in una delle modeste locande. Catone era rimasto al
quartier generale, cercando nellarchivio il maggior numero di informazioni possibili in merito alla sua
nuova unit e allufficiale in comando temporaneo. I Traci si erano comportati in maniera encomiabile
negli anni in cui erano stati assegnati in Britannia, ma negli ultimi mesi avevano abbattuto pi nemici
di quanto avessero fatto nei precedenti otto anni.
Per quanto riguardava Querto, non cera niente agli atti che rivelasse pi di ci che Quintato
aveva detto loro, a parte una lamentela di poca importanza sporta dal precedente comandante dei Traci.
A seguito di una scaramuccia sulle rive del Severnus, il prefetto Albino aveva dato ordine a Querto di
scortare i prigionieri a Glevum. Non erano mai arrivati al forte. Secondo Querto, avevano tentato la
fuga durante la prima notte di marcia ed erano stati uccisi. Non cerano stati sopravvissuti. Non vi era
alcun accenno ad azioni disciplinari, e, qualche giorno pi tardi, il prefetto Albino era stato ucciso: era
stato disarcionato da cavallo e si era sfondato il cranio sbattendo contro una pietra.
La coorte di legionari che formava il resto della guarnigione di Bruccium aveva un curriculum
altrettanto valido, ma non degno di nota fino al recente successo degli ultimi mesi. Lunico aspetto
curioso riguardava il fatto che nessuna delle unit aveva riferito di alcuna violazione della disciplina da
quando il centurione Querto li aveva condotti sulle montagne. Di norma, tali infrazioni venivano
segnalate nei rapporti regolarmente inviati al quartier generale della legione. Ma alle prime relazioni
erano seguiti solo brevi resoconti sommari in merito al numero dei nemici uccisi e dei villaggi bruciati.
Poi nientaltro, da pi di un mese ormai.
Catone, i suoi compagni e la scorta attraversarono il ponte di legno sul Severnus, costruito dai
genieri della Quattordicesima Legione, e seguirono il percorso lungo la riva del fiume. L cerano meno
tracce dei nativi di quante ne avessero incontrate durante il viaggio attraverso la nuova provincia.
Piccole fattorie sparse punteggiavano il paesaggio. Gli abitanti, gente dallaspetto selvaggio coperta di
pellicce e stracci, badavano a una manciata di capre e lavoravano nei piccoli campi sul fertile terreno
accanto al fiume. Di quando in quando, i cavalieri incontravano uno dei fortini che erano stati costruiti
per sorvegliare la via. Ogni guarnigione, composta da venti o trenta ausiliari, si trincerava dietro un
muro erboso sormontato da una robusta palizzata in legno, e una sentinella vigilava sul paesaggio
circostante da una piccola torre che si innalzava sopra la modesta fortificazione.
Alla fine della giornata raggiunsero un grande forte a Isca, presidiato da una coorte di Galli.
Quando i cavalli e gli animali da soma furono sistemati per la notte, Catone e i suoi compagni
raggiunsero nella mensa della coorte il decurione al comando della scorta di cavalleria. Si trattava di
una piccola stanza con due tavoli e un minuscolo bancone, dove un mercante pelle e ossa vendeva vino
cattivo a prezzo maggiorato, dal momento che non aveva concorrenza. Quel lato del Severnus
confinava con il territorio siluriano e nessuno dei civili al seguito dellesercito romano era stato
sufficientemente coraggioso da stabilirsi in un vicus allesterno delle mura del forte.
Macrone e Decimo avevano smaltito i postumi della sbornia durante la cavalcata e Macrone
ordin del vino al mercante, con latteggiamento riluttante di un uomo consapevole di essere
imbrogliato.
Cinque sesterzi per questo piscio?, borbott Macrone, spostando con una smorfia le labbra
dallorlo della coppa, dopo il primo sorso.  un cazzo di oltraggio.
Non  cos male, signore. Decimo sollev la sua coppa e bevve di nuovo.
Macrone lo guard con espressione stizzita. Non  mai cos male, quando non hai dovuto
pagarne neanche una goccia. Dovrei applicare delle trattenute al tuo salario, per il vino che consumi.
Finiresti solo per bere una quantit maggiore di questo piscio, signore. Decimo finse di
assumere unespressione affranta. Sul serio, dovresti ringraziarmi perch ti aiuto a finirlo.
Davvero?. Macrone socchiuse gli occhi per un istante, poi si rivolse a Catone. Tu cosa ne
pensi?
Eh?. Catone alz lo sguardo con aria assente. Scusa, dicevi?
Il vino. Assaggialo e dimmi cosa ne pensi.
Catone guard la coppa in ceramica di Samo e lannus. Il liquido non era molto diverso
dallaceto, ma emanava il leggero sentore di un miscuglio ormai vecchio di formaggio di capra e acque
di scolo. Tuttavia, per far contento Macrone, ne prese un sorso e quando lintruglio disgustoso gli si
rivers sulla lingua, fece una smorfia. Pos la coppa con un gesto forte e improvviso. Questo sarebbe
vino?
S, secondo il nostro amico dietro il bancone. Il produttore di liquame. Ho intenzione di
scambiare una parola con lui.
E che cosa ne guadagneresti? Non puoi trovare di meglio, cos lontano dalla frontiera.
Macrone sembr sconvolto. Per gli di, spero di s. Che cosa berranno mai a Bruccium, in
nome di Ade?.
Quel commento risvegli in Catone diversi pensieri e il prefetto si volt verso il decurione che
stava bevendo in silenzio, chiaramente assorto. Catone si schiar la gola.
Il tuo nome  Trebellio, vero?.
Il decurione si guard intorno e annu. S, signore.
Sembra che tu non ti stia godendo molto il tuo viaggetto in montagna. Almeno il vino ti
distrarr. Finisci di bere.
Trebellio prese diligentemente un sorso, senza cambiare espressione.
Sembra che qualcuno lo apprezzi, osserv Macrone.
Decimo ridacchi. Come ho detto io, signore. Non  cos male. In Britannia, si fa labitudine a
cose del genere. Il peggio di ogni cosa. Il clima, il vino e perfino le donne, scontrose come da
nessunaltra parte in tutto limpero.  sorprendente che Claudio e i suoi consiglieri credano che ci sia
qualcosa di buono da tirar fuori da questo dannato posto. Se me lo chiedessi, ti direi che non avremmo
mai dovuto invaderlo, lasciando i barbari a loro stessi. Se vogliono vivere in capanne di fango, adorare
quei maledetti druidi e farsi la guerra a vicenda, che facciano pure. Se limperatore avesse rinunciato
alla Britannia, io avrei ancora una gamba buona.
Macrone lo guard fisso. Te lho forse chiesto? No. Sapevi qual era la situazione, quando ti sei
arruolato. Vai dove ti mandano, e non c tempo per farsi troppe domande. Uccidi chi ti ordinano di
uccidere e fine. C la possibilit che i bastardi ti prendano per primi,  un rischio che bisogna correre.
Altrimenti, puoi scegliere di essere un finocchio che passa la sua vita leggendo libri di filosofia.
Macrone scocc unocchiata veloce a Catone. Presenti esclusi.
Grazie, Macrone, rispose Catone stizzosamente, prima di riportare lattenzione sul decurione.
Da quanto tempo sei in servizio con la Quattordicesima?
In estate saranno ventanni, signore.
E da quanto tempo il reparto di cavalleria tracia serve nella Quattordicesima?
Quellunit? Sembra essere una specie di istituzione, signore. Da quando sono nella legione.
Catone sorrise. Ho visto un sacco di unit ausiliarie nella mia carriera. Alcune buone, altre
cattive. Ma non ho mai prestato servizio con la cavalleria tracia. Allora, come sono?.
Il decurione sospir. Non puzzano, come alcuni degli altri ausiliari. I Germani sono peggio.
Ma almeno con i Germani si sa con chi si ha a che fare. Con i Traci  diverso. Hanno una vena di
crudelt nellanima, senza dubbio. Ma sono cavalieri maledettamente bravi. Sono contento che siano
dalla nostra parte, ecco tutto.
Capisco. Catone prese la caraffa e riemp la coppa del decurione fino allorlo. E cosa mi dici
del centurione Querto?.
Il decurione rispose cautamente. Non c molto da dire. I Traci tendono a starsene per conto
proprio. Lho incontrato per caso sulla piazza darmi quando facevamo le manovre di addestramento. 
un uomo grande e grosso. Sembra un armadio a due ante. E il suo fegato non  da meno.
Be, bisogna stare attenti a ci che si mangia, si intromise Macrone.
Catone lo guard perplesso, poi parl di nuovo al decurione. Cosaltro?
Quel che ho detto.  coraggioso e gli uomini lo seguirebbero ovunque.
Un motivatore, dunque?
Diciamo di s, signore. Dipende da che genere di motivazione intendi.  un combattente nato,
il tipo che preferirebbe morire piuttosto che cedere un centimetro di terreno. Il guaio  che pretende lo
stesso da quelli che comanda. Una volta, lho visto picchiare un uomo fino a fargli perdere i sensi sulla
piazza darmi, perch non voleva far saltare un fossato al suo cavallo. Diciamo che prende molto sul
serio la disciplina. E la devozione. Ho sentito dire che  una specie di principe nella sua patria.
Trebellio si guard intorno e poi si fece pi vicino. Quello, e anche una specie di sacerdote. Uno che
conosce la magia. Il genere di magia che richiede sacrifici di sangue.
Magia?, ripet lentamente Catone. Devo ancora vedere la vera magia, nella mia vita.
Macrone inclin la testa di lato. Non criticare cos in fretta. Dopotutto, qualcuno ha scagliato
una maledizione su questo maledetto vino, questo  certo.
Il decurione aggrott le sopracciglia, poi scol la coppa e la allontan con un cenno di
ringraziamento. Farei meglio ad andare a badare ai cavalli, signore. Hanno bisogno di essere nutriti
prima del secondo turno di guardia.
Si alz dalla panca e lasci la mensa. Macrone lo guard allontanarsi e poi mormor
sardonicamente: Ho detto qualcosa di sbagliato?
Meglio non farsi beffe delle credenze degli altri, signore, sugger mestamente Decimo.
Oh, ma di!. Macrone ridacchi. Magia? Sacerdoti? Sacrifici? Sono un mucchio di vecchie
cazzate. Chiunque con un po di cervello sa che gli unici di che contano sono quelli romani. Ecco
perch Roma governa il mondo.
Pensavo che Roma governasse il mondo perch i nostri soldati sono migliori di chiunque
altro, osserv Catone. In ogni caso, non governiamo nemmeno la met delle trib di questisola,
evidentemente.
Decimo fece per rispondere a Macrone, ma poi chiuse la bocca e abbass lo sguardo sulla sua
coppa. Rimase in silenzio per un momento, prima di affermare con calma: Alcuni di sono falsi.
Probabilmente la maggior parte. Ma ce n uno molto potente. Uno che proviene dallOriente. Promette
una vita in paradiso a tutti coloro che scelgono di seguirlo.
Macrone rise. Ho gi sentito quel genere di assurdit! Catone, ti ricordi? In Giudea? Gli
sciocchi che si definivano servitori di un santuomo errante. Spero non sia di lui che stai parlando,
Decimo.
Lex legionario scosse la testa. Non ho mai sentito parlare di stupidaggini giudee. Mi riferisco
a Mitra, signore.  lui lunico dio.
Mitra. Macrone si freg la mascella ispida. Ha dei seguaci in alcune unit, cos ho sentito.
Ma non ne comprendo il fascino. Che cosha da offrire che Giove non ha, eh? Credere in Mitra non 
meglio che credere nelle stupidaggini che Trebellio ci ha raccontato a proposito del nostro amico della
Tracia.
Decimo corrug le labbra. Credo che ci sia di pi di questo, signore.
Macrone indic il marchio sulla fronte di Decimo. Capisco perch parli in questo modo. Ma
stai sprecando tempo, te lo dico io. Giove, il migliore e il pi grande, e il resto dei nostri pisceranno
sugli di di tutti gli altri.
Forse  ci che credi adesso, signore. Ma pregher ugualmente Mitra affinch vi mostri il
giusto cammino da seguire.
Macrone fece spallucce. Prega quello che vuoi. Non cambier proprio un bel niente. Scaglier
personalmente una maledizione su chiunque sosterr il contrario.
Catone sospir e riand con i pensieri alla questione del centurione Querto. Era evidente che
quelluomo avesse degli ottimi requisiti come guerriero e come capo ed eseguiva gli ordini in maniera
soddisfacente per i suoi superiori. Un uomo del genere non avrebbe rinunciato volentieri alla sua
posizione, e di sicuro non spontaneamente. Bruccium era piuttosto distante da Glevum, perci Catone
avrebbe dovuto fare affidamento esclusivamente sulla propria autorit, per prendere il comando del
forte e del presidio. Era una prospettiva altamente sgradevole, e pi ci rimuginava, pi gli sembrava
somigliasse a una sfida.
La mattina seguente percorsero il sentiero che penetrava nelle montagne siluriane, serpeggiando
lungo lampia vallata nella quale scorreva il fiume Isca. Era ampio e limpido, gonfiato dalla pioggia
caduta durante i primi mesi dellanno e dalla neve sulla cima delle montagne, che si era sciolta nei
torrenti e negli affluenti. Il percorso era sorvegliato da altri fortini, le cui sentinelle scrutavano
ansiosamente da dietro le palizzate il sinistro paesaggio intorno a loro. I genieri avevano abbattuto gli
alberi su entrambi i lati della via, per evitare che i nemici si nascondessero per tendere imboscate alle
pattuglie o alle colonne di rifornimenti che viaggiavano attraverso la valle. Gli alberi si innalzavano
poco oltre il terreno sgombro, e le ombre dietro ai rami erano dense e impenetrabili. In lontananza,
dove il terreno cominciava a salire, le file di alberi diminuivano gradualmente, lasciando spazio a
pendii rocciosi coperti da alti cespugli e arbusti, sferzati dal vento che soffiava sulle montagne.
Il sentiero prese a snodarsi intorno ad affioramenti rocciosi e colline, e la conversazione dei
cavalieri si esaur poco a poco, quando il paesaggio opprimente e leventualit di essere osservati dal
nemico resero tutti nervosi. Catone, dopo aver agganciato lelmo, affianc il decurione alla testa della
colonna e not gli sguardi ansiosi che Trebellio lanciava a entrambi i lati del sentiero.
Pensi che siamo in pericolo qui?, chiese con calma Catone.
Qualche giorno fa, una pattuglia in perlustrazione  stata sorpresa da unimboscata non lontano
da qui, signore. Met degli uomini sono morti ancor prima di raggiungere lavamposto pi vicino. In
ogni caso, il nemico  diventato pi ardito, ultimamente. I Siluri hanno razziato la zona di frontiera
spingendosi fino al Severnus in diverse occasioni.
Be, se hanno teso unimboscata qui gi una volta, sarebbero stupidi a rifarlo dove gi ce lo
aspettiamo. Dovremmo essere al sicuro.
Il decurione lo guard. Spero che tu abbia ragione, signore.
Catone si scroll di dosso i timori dellaltro uomo. Quanto pensi che manchi fino a
Bruccium?
Una mezza giornata a cavallo fino allultimo avamposto. Poi un altro giorno dovrebbe bastarci
per raggiungere il passo che ci condurr nella valle. Dopo qualche miglio, troveremo il forte.
Bene.
Trebellio sorrise lievemente. Bene per me. Non vedo lora di uscire da queste maledette
montagne e di tornare fra le braccia della mia donna a Glevum.
S? Sei un uomo fortunato.
Penso di s. Non  una donna di classe che viene dallItalia. E nemmeno dalla Gallia.
Garwhenna  una ragazza del posto, per met siluriana. Non particolarmente bella, ma forte e leale. E
mi ha insegnato un po della loro lingua. Mi torna utile, quando faccio affari con la gente del luogo.
Immagino.
Rimasero in silenzio per un momento, prima che il decurione indicasse una svolta nel percorso,
circa un quarto di miglio pi avanti, dove una rupe sporgeva dal fianco della vallata. C un fortino l
dietro, signore. Ci fermeremo per far riposare i cavalli e ritirer il rapporto delloptio sulla situazione
dellorganico e dei viveri.
Molto bene, rispose distrattamente Catone. La pioggia si era placata, trasformandosi in una
bruma caliginosa, ed egli non vedeva lora di godersi un po di riparo e di calore, prima di ripartire. Poi
percep un rumore attutito, sopra il suono degli zoccoli che scalpitavano sul terreno sassoso. Si mise
immediatamente allerta, tendendo le orecchie. Per un momento, si chiese se lo avesse immaginato. Il
decurione stava iniziando a trasmettergli la sua inquietudine. Ma la prudenza non era mai troppa.
Catone stratton le redini e sollev la mano destra.
Alt!.
Al suo fianco, il decurione si ferm e il resto della colonna si arrest rumorosamente, poi furono
avvolti dal silenzio del paesaggio circostante. Macrone spinse avanti il cavallo per unirsi al suo amico e
al decurione.
Cosa c?
Ho sentito qualcosa. Pi avanti.
Macrone si mise attentamente in ascolto, poi scosse la testa. Non sento n.
Eccolo di nuovo. Il lungo e profondo suono di un corno, attutito dalla pioggerella e dalla massa
della rupe che si innalzava di fronte a loro. Era passato molto tempo dallultima volta che Catone lo
aveva udito, ma era piuttosto inconfondibile. Lo squillo penetrante proveniva da un corno di guerra
celtico.
...
.
...
CAPITOLO TREDICI.
...
.
...
 unimboscata!, afferm Trebellio, con gli occhi spalancati per la paura, mentre studiava
attentamente la linea degli alberi dallaltra parte del sentiero, a portata di tiro di un giavellotto.
Dobbiamo allontanarci!.
Aspetta!, ordin Catone. Ricomponiti! Sei un ufficiale, maledizione. Si rivolse a Macrone.
Rimani qui. Fai abbandonare agli uomini le sacche e preparatevi a combattere. Fallo il pi
silenziosamente possibile. Il decurione e io andremo avanti per vedere cosa sta succedendo.
Noi?. Trebellio sembrava sconvolto. Poi, quando Catone lo guard, si sforz di controllare i
nervi e annu. S, signore.
Allora andiamo. Catone spron il cavallo al piccolo galoppo. Dopo un attimo di esitazione, il
decurione lo segu. Macrone si volt verso Decimo e lo squadrone, e prese un respiro profondo per
gridare gli ordini. Poi si trattenne e parl sottovoce. Allora, ragazzi, cerchiamo di non fare troppo
rumore, eh? Mettete gi le sacche.
Nel punto in cui il sentiero cominciava a girare intorno ai piedi della rupe, Catone rallent
landatura del cavallo al trotto e poi si ferm. Il suono del corno era pi chiaro, e si sentivano urla di
uomini. Diede uno sguardo alla rupe e not che in quel punto era alta meno di cinquanta piedi. Alcune
rocce erano cadute di fianco alla strada, rendendo possibile la scalata fino in cima.
Prendi il mio cavallo, ordin Catone scendendo dalla sella e iniziando ad arrampicarsi sulle
rocce per raggiungere la sommit della rupe.
Il decurione osservava allarmato il suo superiore. Dove stai andando, signore?
A controllare la situazione. Catone fece una pausa, poi guard in basso, oltre la propria
spalla. Rimani l.
Non attese la replica, ma continu a salire, testando con attenzione la presa su ogni appiglio e
bilanciando il peso sulle calighe, mentre si arrampicava per raggiungere la sommit. Fu una scalata
breve, ma si ritrov a respirare affannosamente mentre si trascinava oltre il bordo friabile, strisciando
poi lontano, per evitare che cedesse sotto il suo peso. Poi, rimettendosi cautamente in piedi, guard in
direzione del corno quando lo sent suonare di nuovo. Dallaltra parte della rupe, il sentiero proseguiva
dritto nella valle, verso una piccola collina sulla cui cima si trovava un avamposto romano. Intorno a
esso, disposte in un approssimativo cerchio, cerano circa cento figure armate di scudo e lancia. Alcune
di esse indossavano degli elmi, ma il resto era a capo scoperto, con i lunghi capelli scuri legati sulla
nuca. Mentre Catone osservava la scena, altri uomini emersero dagli alberi a poca distanza,
trasportando un robusto pezzo di legno. Si diressero spediti verso il forte e le loro intenzioni erano
chiare. Catone si assicur che non ci fossero pi nemici in vista, poi ridiscese per raggiungere
Trebellio, afferr le redini del suo cavallo e balz in sella.
Il nemico sta attaccando lavamposto. Non c tempo da perdere se vogliamo salvarli!.
Catone si volt verso Macrone e fece cenno al suo amico di avanzare. Un istante pi tardi, gli
uomini dello squadrone avevano raggiunto la rupe ed erano fermi in attesa di ordini. Liberi dal fardello
delle bisacce e delle reti per il cibo, i cavalli erano vivaci e sbuffavano eccitati, raschiando il terreno
con gli zoccoli. Decimo, sul suo mulo, arriv per ultimo, armato di un piccolo scudo rotondo e con la
vecchia spada che gli pendeva da una cinghia portata ad armacollo.
I nemici stanno cercando di conquistare lavamposto pi avanti, spieg Catone, mentre la sua
mente si affrettava a ideare un piano. La loro attenzione  monopolizzata dai nostri commilitoni
ausiliari, quindi non si accorgeranno di noi finch non sar troppo tardi. Si ritroveranno imprigionati fra
la guarnigione e noi. Quando aggireremo la rupe, voglio che formiate una fila e seguiate la mia
andatura. Dobbiamo investirli come un sol uomo, cos che la carica possa essere pi efficace possibile.
Chiunque provi a superarmi, si ritrover nella merda. Ovvero, si occuper di pulire le latrine per un
mese.
Alcuni degli uomini risero a quella battuta leggera, altri, tra cui perfino Trebellio, sorrisero, e
Catone seppe che non lavrebbero tradito. Quando dar lordine di partire alla carica, colpiteli il pi
forte possibile. Fateli a pezzi e calpestateli con i cavalli. Non mostrate alcuna piet, finch non vedrete
che ai nemici  passata la voglia di combattere. Osserv i volti di fronte a lui, per assicurarsi che
avessero capito. La loro espressione dimpazienza gli disse tutto ci che aveva bisogno di sapere.
Catone costrinse il cavallo a una rapida inversione e allung la mano verso limpugnatura della sua
spada corta. Aveva intenzione di recuperarne dai magazzini una dalla lama pi lunga, quando sarebbe
arrivato a Bruccium.
Armi in pugno!.
Macrone, Decimo, Trebellio e Catone sguainarono la spada, mentre gli uomini sollevarono le
lance. Sfilandosi le cinghie degli scudi dalle spalle, afferrarono senza stringerle le redini con la mano
sinistra, mentre gli scudi proteggevano i fianchi. Le possibilit di usare le redini durante la battaglia
erano molto scarse, quindi gli uomini si assicurarono di reggersi saldamente fra i corni della sella e si
preparano a controllare i loro animali con le cosce e i talloni.
Catone abbass la punta della spada. Al trotto! Avanti!.
La colonna si mise in moto sobbalzando fra i tintinnii, gli sbuffi dei cavalli e gli ordini bruschi
dei cavalieri. Macrone spron il suo destriero, fino a raggiungere il fianco dellamico. Eccoci di nuovo
qui.
Catone tenne gli occhi fissi sul sentiero. Quando girarono intorno alla base della rupe, la valle si
apr davanti a loro, mostrando i nemici a un centinaio di passi di distanza che avanzavano verso il
fossato intorno al forte. Alcuni scagliavano lance, altri pietre, mentre gli ausiliari rispondevano con
giavellotti leggeri e colpi di fionda. Diversi avversari furono abbattuti allistante. Ma il gruppo che
portava lariete aveva raggiunto la porta e un fragore assordante risuon nellaria, quando la loro arma
colp con forza lentrata dellavamposto.
Allineatevi!, url Catone. Gli uomini alle sue spalle aumentarono landatura per recuperare
terreno, sistemandosi sui fianchi fino a formare una linea, a poco meno di duecento passi dal pi vicino
dei guerrieri nativi. Ma erano gi stati notati. I nemici si voltarono verso di loro, e le grida trionfanti e
sarcastiche di qualche attimo prima si trasformarono in strilli allarmati. Gli uomini con lariete smisero
di colpire la porta, abbassarono larma e indietreggiarono dubbiosi dal forte.
Leffetto sorpresa era svanito. Il capo dellorda nemica url degli ordini ai suoi uomini ed essi
si voltarono verso i Romani in avvicinamento e cominciarono a schierarsi. Catone si accorse che
lopportunit di schiacciare il nemico con la prima carica gli stava sfuggendo di mano. Se fossero
riusciti a serrare i ranghi armati di lance, allora ci sarebbero state ottime possibilit di resistere agli
attacchi dei cavalieri. Tuttavia, era di vitale importanza che Catone e i suoi uomini caricassero nello
stesso istante, per garantire la massima potenza dimpatto. In un battibaleno, valut diverse opzioni,
calcolando la distanza, il tempo necessario per colpire, e le probabilit di dispersione dei suoi uomini,
data la differenza di velocit nel galoppo dei loro cavalli. Prendendo fiato, Catone punt la spada corta
contro gli uomini della trib e grid: Carica! Carica!.
Il suo urlo fu colto da Macrone, che digrign i denti e tese le labbra in un ghigno selvaggio,
brandendo la spada sopra la testa e afferrando le redini con la mano sinistra. Trebellio e il suo
squadrone lanciarono il loro grido di guerra e sollevarono le lance, pronti ad abbattersi sui nemici.
Decimo chiudeva la fila, con le gambe penzoloni fin quasi a toccare il terreno, mentre spronava il suo
mulo ragliante, schiaffeggiandogli il fianco con il piatto della lama. Catone sentiva il ruggito del vento
nelle orecchie e il dolore pungente della pioggia ghiacciata contro il viso. Il cuore gli batteva
allimpazzata, mentre stringeva le cosce contro i fianchi del suo destriero, chinandosi leggermente in
avanti. Lodore acre della pelle dellanimale gli riempiva le narici, mentre la bava puzzolente gli
schizzava sulle guance. Davanti a s, vide che alcuni degli uomini della trib mantenevano la
posizione, puntando i piedi e accovacciandosi, mentre abbassavano le punte delle lance e delle spade
contro i cavalieri impegnati nella carica. Altri si erano radunati in piccoli gruppi, e una manciata di
nativi stava correndo verso gli alberi in cerca di riparo, con il loro capo che li ricopr di insulti rabbiosi,
prima di voltarsi ad affrontare i Romani, con unespressione furibonda che gli stravolgeva i tratti del
viso. Luomo con il carnyx vi soffiava dentro vigorosamente, facendo del proprio meglio per infondere
coraggio nei compagni, e quei cuori intrepidi rispondevano con forti grida di sfida.
Una rapida occhiata su entrambi i lati rivel che lesteso schieramento di cavalieri si stava
sfilacciando. Catone prese fiato velocemente e url: Mantenete la formazione!.
Solo coloro che gli stavano pi vicini prestarono attenzione allordine, o lo udirono, e cercarono
di regolare landatura. Ma prima che Catone potesse fare di pi, si scagliarono contro il nemico. I volti
dei nemici, alcuni dipinti con il guado, erano deformati dalla rabbia e dalla paura. Poi Catone sent un
tonfo provenire dalla sua sinistra, quando il primo cavallo travolse un gruppo sparpagliato di nativi,
andando a sbattere contro uno scudo. Il cavallo emise un nitrito acuto, mentre il suo cavaliere calava la
lancia, infilzando il collo delluomo atterrato dallanimale. Catone vide di sfuggita gli altri indigeni
circondare il cavallo, brandendo le spade e le lance, poi la sua attenzione venne catturata dalla fila di
uomini che gli stavano di fronte, con il capo alle spalle che gridava incoraggiamenti ai suoi guerrieri.
Questi uomini sembravano pi disciplinati dei loro compagni, ed erano meglio armati, con scudi di
bronzo decorati. Alcuni indossavano addirittura elmi e armature, sottratti dai cadaveri dei Romani.
Uno degli uomini di Trebellio si precipit direttamente contro le lance, ma il suo cavallo schiv
le punte, scartando allimprovviso, e il cavaliere dovette faticare per rimanere in sella. Catone ebbe
appena il tempo di afferrare le redini e sterzare verso sinistra per evitare lurto. Altri Romani caricarono
pi a fondo, menando fendenti ai nemici e facendo spostare i cavalli da una parte allaltra, per evitare di
diventare a loro volta dei bersagli. La voce di Macrone si lev al di sopra dei tonfi e dello sferragliare
delle armi.
Abbatteteli, ragazzi! Uccideteli!.
Catone strinse la mascella di scatto e mostr i denti mentre puntava luomo in fondo alla fila, un
guerriero alto e nerboruto, con una corta frangetta di capelli ispidi e scuri sopra il viso ringhiante.
Luomo portava una pesante lancia con entrambe le mani, e si accorse di Catone proprio mentre il
romano faceva rapidamente oscillare la punta della sua arma e contraeva le spalle, pronto ad attaccare.
Catone affond i calcagni nei fianchi del cavallo, che si scagli in avanti. Il movimento improvviso
fece abbassare la guardia al nemico che arretr istintivamente di un passo, mentre Catone calava
ferocemente la spada, disegnando un arco in aria. Non poteva sperare di raggiungere luomo, quindi
prov a colpire lasta della lancia. Il guerriero spost indietro la picca, che urt solo la parte finale della
spada di Catone, un contatto brusco e inoffensivo. Immediatamente, i due uomini fecero per rimettersi
in guardia e attaccare di nuovo. Catone fu pi veloce, spron il cavallo e assest un altro fendente.
Questa volta la lama penetr nelle nocche del guerriero e recise due dita della mano. Luomo emise un
ululato di rabbia, quando il sangue schizz dai moncherini. Spinse da parte la spada di Catone ed entr
nel raggio di azione del romano, affondando un colpo con la punta della lancia.
Malgrado laddestramento, il cavallo fece per arretrare e la stoccata manc il fianco di Catone,
andando a infilzare quello dellanimale. La bestia, impazzita per il dolore, inizi a sferrare calci con gli
zoccoli anteriori, e uno di essi colp il guerriero, facendolo ruotare su se stesso e gettandolo a terra di
schiena. La lancia era conficcata fra le costole del cavallo, e lanimale arretr ulteriormente, agitando
violentemente la testa. Catone fu colto dal terrore, mentre cercava di controllare la bestia, strattonando
le redini e gridando Calma!.
Nellagonia, il cavallo ignor lordine disperato e continu a barcollare, ritrovandosi fra le linee
nemiche, per poi inciampare nel terreno irregolare e crollare pesantemente sul lato destro, spingendo a
fondo la punta negli organi vitali, prima che lasta si spezzasse con un rumore forte e secco. Catone
moll le redini e cerc di buttarsi gi dal cavallo. Perse contatto con il cuoio della sella e il terreno gli
si fece rapidamente incontro, mentre crollava sullerba. Limpatto gli tolse il respiro, vide uno scorcio
di cielo grigio e poi il suo viso fu inghiottito dallerba e dal fango. Riusc a sollevare la testa quel tanto
che bastava per vedere, a non pi di un piede di distanza, la faccia stravolta dal dolore delluomo che
aveva ferito, che sputava maledizioni contro il suo assalitore. Poi Catone avvert un colpo tremendo
alla schiena, che lo spinse ancora pi a fondo nel terreno. Annasp per riprendere fiato, e per un istante
il cavallo si dimen con tutto il suo peso sopra di lui, poi lanimale emise un lungo nitrito terrorizzato,
con le zampe che sferzavano laria.
Catone sapeva i danni che potevano procurare gli zoccoli di un cavallo ferito, e si acquatt
nellerba, sentendo una dolorosa pressione sulla gamba destra, mentre lanimale morente lo bloccava a
terra. Poi si rese conto di non avere pi la spada in mano. Sollevando velocemente la testa, Catone
scorse lelsa in mezzo allerba davanti al suo viso, e, al di l di essa, lo sguardo risoluto negli occhi del
guerriero, anchegli intrappolato dal cavallo ferito a morte. Laltro reag per primo, cercando di
afferrare la spada con la mano menomata. Catone tese la mano sinistra, con le dita ad artiglio, nel
tentativo di serrarle intorno al polso delluomo, prima che egli potesse usare la spada. Entrambi erano
immobilizzati dal cavallo, mentre lottavano disperatamente per il controllo dellarma. Ruotando su se
stesso, Catone riusc a muovere laltra mano, poi afferr i monconi sanguinanti delle dita del guerriero
e strinse forte. Un urlo straziante lacer laria e un momento pi tardi le dita rimanenti mollarono la
presa. Catone strapp limpugnatura dellarma al nemico e lafferr con la mano destra. Affond la
lama nel petto delluomo, mentre il guerriero tentava di parare il colpo con la mano nuda, esponendosi
a ulteriori ferite. Catone estrasse la spada, si puntell al suolo e poi la cal con tutta la forza, sentendo
la punta affondare ancora nel petto delluomo. Sfil la lama e labbass di nuovo. Il nemico rilasci un
grugnito collerico, accasciandosi, poi pronunci flebili parole con lo sguardo fisso al cielo, le dita della
mano sana premute sulle ferite che perdevano sangue fra le falangi.
Catone si lasci cadere sui gomiti, respirando affannosamente e tenendo la spada macchiata di
sangue cremisi puntata verso laltro uomo. Ma era evidente che non rappresentasse pi una minaccia. Il
prefetto cerc di guardarsi intorno per vedere come procedeva lo scontro, ma lerba alta e il corpo
tremante del cavallo gli oscuravano la visuale. Il clangore delle lame, lo schianto delle armi sugli scudi,
e il rumore sordo e pi lieve delle spade contro la carne e le ossa, interrotto da urla di agonia, rabbia e
trionfo, risuonavano per ogni dove. Catone percep un dolore acuto alla gamba destra. Abbass lo
sguardo e si accorse che era bloccata sotto la pesante massa di cuoio della sella. Cerc di liberarla, ma
il dolore divenne allimprovviso insopportabile ed egli torn ad appoggiarsi sul gomito con unamara
imprecazione di frustrazione. La testa del guerriero si volt di lato, mostrando un ghigno di scherno per
la sofferenza di Catone, finch un fiotto di sangue non zampill dalle sue labbra, facendolo sputare e
tossire, e schizzando di goccioline un lato del viso del prefetto. Il guerriero lott penosamente mentre il
sangue gli riempiva i polmoni, soffocandolo.
Cazzo, mormor furiosamente Catone. Non ho intenzione di morire qui.
Cerc di nuovo di liberarsi, puntellandosi con la caliga sinistra contro il didietro del cavallo,
mentre tendeva i muscoli per cercare di sbloccare la gamba intrappolata. Ma era unoperazione senza
speranza, il peso dellanimale morente gravava sulla sella e rendeva il compito impossibile. Alla fine si
abbandon di nuovo sui gomiti. Merda merda merda.
Non cera niente che potesse fare, se non tenere la spada pronta alluso e aspettare che qualcuno
andasse da lui, che fosse amico o nemico.
Macrone cal con violenza la spada e fece una smorfia quando la lama penetr nel cranio del
suo avversario con un rumore che assomigliava a quello di un grosso uovo che si spaccava. Il corpo del
guerriero fu colto dalle convulsioni e la spada gli scivol dalle dita inermi. Un attimo dopo, luomo
collass di fianco alla sua arma, le palpebre che battevano freneticamente, mentre sangue e materia
cerebrale colavano dalla testa spaccata. Drizzandosi in sella, Macrone fece scorrere lo sguardo sugli
uomini che combattevano intorno a lui. Nessuno dei nemici era abbastanza vicino da rappresentare una
minaccia diretta e il centurione valut velocemente la situazione.
I nemici si erano sparpagliati e gli uomini si stavano affrontando in una serie di duelli sul
terreno di fronte al forte. Una moltitudine di corpi giaceva al suolo, e Macrone not che circa un terzo
degli uomini di Trebellio era stato abbattuto. Erano rimasti in pochi, e ora che limpatto iniziale della
carica aveva esaurito il suo effetto, i membri della trib stavano cominciando ad avere il sopravvento,
dal momento che superavano abbondantemente in numero i Romani. Proprio mentre Macrone stava
guardando, diversi guerrieri, guidati dal loro capo, circondarono il vessillifero dello squadrone. Luomo
teneva lasta vicino al corpo, mentre cercava di colpire qualsiasi nativo fosse a portata della lunga lama
della sua spatha. Ma i nemici erano in troppi e uno di loro, pi audace dei compagni, fece un balzo in
avanti strappandogli le redini dalla mano e strattonando con violenza la testa del cavallo per sbilanciare
il cavaliere. Il capotrib si fece avanti e piant la spada nel fianco del romano, mentre un altro uomo gli
sottraeva lasta dello stendardo e la sollevava con un urlo di gioia. Macrone vide lespressione
mortificata sul viso del vessillifero, mentre luomo usava tutta la forza che gli era rimasta per far
voltare il cavallo, sollecitandolo con le ginocchia, e conficcare la spada nella schiena del guerriero
impadronitosi dellinsegna dello squadrone. Lo stendardo cadde a terra, mentre il nativo stramazzava al
suolo. Poi i suoi compagni si gettarono sul romano, disarcionandolo, prima di massacrarlo una volta
caduto.
Macrone not che Trebellio e quattro dei suoi uomini erano i pi vicini al vessillo a terra, e
mise la mano sinistra a coppa intorno alla bocca.
Decurione! Salva lo stendardo!.
Trebellio si guard intorno e vide Macrone, che puntava il dito in direzione dei nativi che
avevano ucciso il vessillifero e se la stavano gi svignando con il loro trofeo. Il loro successo aveva
dato coraggio ai compagni e Macrone si accorse che lo scontro era in bilico. Si volt verso il forte.
Forza, bastardi! Aiutateci!.
Il comandante della guarnigione aveva gi interpretato correttamente la situazione e proprio
mentre le parole abbandonavano le labbra di Macrone, le porte si aprirono e gli ausiliari uscirono
rapidamente in formazione serrata, dirigendosi verso lo scontro. Macrone sent un impeto di sollievo
mentre sollevava di nuovo la spada, guardandosi intorno in cerca di un nuovo avversario. Poi fu
investito da un pensiero: non cera traccia di Catone. Sent una fitta di apprensione simile a una gelida
pugnalata in fondo alla schiena, mentre esaminava attentamente la scena.
Catone! Signore! Dove sei?.
Vide un fremito rosso nellerba, a cinquanta passi di distanza, la sottile cresta di crini di cavallo
dellelmo del prefetto, e tir furiosamente le redini per indirizzare il destriero verso il suo amico. Nelle
vicinanze, giaceva lenorme carcassa di un cavallo e Macrone realizz allistante che Catone doveva
essere rimasto intrappolato l sotto. A poca distanza, uno dei nativi aveva appena ammazzato un
legionario con la lancia e stava estraendo la punta insanguinata. Si guard intorno e la stessa cresta
rossa attir la sua attenzione. Con uno sguardo di spietata determinazione si volt e si incammin verso
Catone.
No, maledetto, non lo farai!, ringhi Macrone, spronando il cavallo.
Catone percep luomo avvicinarsi ancor prima di vederlo, e si volt a guardare lalta figura che
si dirigeva a grandi passi verso di lui nellerba alta e incolta. Indossava uno spesso mantello marrone
sopra una tunica nera e gambali legati con cinghie di cuoio. Le estremit di una torque dargento gli
luccicavano intorno al collo e i capelli, zuppi di pioggia, ricadevano mollemente sulle spalle. Catone
realizz tutto ci in un istante, e arranc di nuovo per liberare la gamba, gemendo per lo sforzo. Il
cavallo si era dissanguato e giaceva immobile, un peso morto che premeva sulla sella e sulla gamba
incastrata al di sotto. Si volt sul fianco, reggendosi come meglio poteva sul gomito sinistro, poi
sollev la spada e la punt verso il guerriero in avvicinamento.
Luomo si accorse di avere di fronte una facile preda e ghign crudelmente, mentre sollevava la
spada, facendo per colpire lindifeso ufficiale romano. Catone strinse i denti e restitu lo sguardo,
deciso a non mostrare alcuna paura di fronte alla morte imminente. Soltanto per un attimo, si
rammaric per la fine che avrebbe fatto  trucidato come una capra impastoiata  cos infamante, cos
vergognosa. Sper che a Roma, nel riferire la notizia della sua morte a Giulia, sarebbero stati tralasciati
i dettagli, e che lei avrebbe pianto leroe che lui avrebbe voluto essere. E non quello che era stato.
Il guerriero sollev lasta per colpire e Catone tese il braccio. Pi in basso, lestremit della
lancia brill, acuminata e larga come una grossa foglia, per infliggere una ferita pi ampia possibile.
Catone calcol bene il tempo della parata, evitando di muovere la spada troppo presto, rischiando cos
di mancare il colpo. Il filo della lama and a scontrarsi con la lancia con un forte clangore e la punta fu
allontanata dalla gola, oltre la spalla, frusciandogli accanto allorecchio, cos da fargli sentire un soffio
daria sulla pelle.
Con un grugnito di frustrazione, il suo avversario alz di nuovo la lancia, per un altro tentativo.
Questa volta punt dritto alla spada di Catone, con un violento fendente orizzontale, e spost la lama di
lato cos violentemente che Catone quasi perse la presa. Nellimpatto, sent una fitta di dolore
attraversargli il pugno. Poi luomo fece roteare il manico della lancia, assestando un violento colpo al
lato dellelmo di Catone. Stordito, il prefetto cadde impotente allindietro, e il guerriero emise un grido
di trionfo e sollev la lancia unultima volta, per sferrare il colpo di grazia.
No, non lo farai!, sbrait Macrone e il guerriero ebbe un attimo di esitazione, guardandosi
intorno. Poi il cavallo lo travolse e Macrone si gett dalla sella sulluomo armato di lancia. Tutti e due
rovinarono al suolo, ritrovandosi fianco a fianco. Latterraggio fu brutale, ed entrambi si lasciarono
sfuggire di mano le armi. Macrone estrasse il pugnale dalla cintura e infilz il nemico, lacerando la
stoffa grezza del mantello. La consistenza del tessuto salv la vita alluomo, perch solo la punta della
lama penetr la carne. Quando Macrone attacc di nuovo, il guerriero stava gi rotolando via, e
ricevette solo una ferita alla spalla. La corporatura tarchiata gli concedeva il vantaggio nella lotta corpo
a corpo, cos il centurione si accovacci rapidamente sui talloni e piomb sul suo avversario,
bloccandolo a terra con le ginocchia. Contemporaneamente afferr i capelli delluomo, strattonandone
la testa di lato e scoprendogli la gola. Caric il gomito per pugnalare il nemico sotto il mento.
Macrone! Aspetta!, grid Catone.
Il centurione ringhi stizzito: E per quale cazzo di motivo?
Voglio che gli sia risparmiata la vita, per interrogarlo.
Macrone tir un respiro di frustrazione e annu, prima di mormorare:  ora di spegnere le luci,
amico.
Rigirando larma, colp violentemente la testa delluomo con il pomo del pugnale, facendogli
perdere i sensi. Il guerriero si accasci con un grugnito, e la testa sbatt per terra con un rumore sordo,
quando Macrone gli lasci i capelli. Il centurione rinfoder la spada e si volt verso Catone, con le
mani sui fianchi. Che ci fai l per terra? Dormi sul lavoro?
Divertente, borbott Catone. A dire il vero, sono leggermente in difficolt qui, Macrone. Ti
dispiace?.
Si ud un fruscio nellerba l vicino, quando un gruppo di ausiliari, guidati dal loro optio, arriv
al trotto da Macrone. Loptio si ferm e scatt in fretta sullattenti.
Caio Lentulo, signore.
Macrone li guard con fare stizzito.
Ottimo tempismo, optio. Ti sei perso lo scontro. Ma almeno puoi fare qualcosa di utile. Sposta
questo maledetto cavallo da sopra il prefetto.
Loptio e i suoi uomini posarono le lance e gli scudi e trascinarono via la carcassa da Catone. Il
prefetto digrign i denti, quando lo spostamento gli caus nuovo dolore alla gamba.
Attenti!, scatt. Poi la caliga fu di nuovo libera e Catone si mise a sedere per ispezionarsi la
gamba. Le borchie di ottone incastonate nel cuoio della sella gli avevano perforato la carne sotto al
ginocchio, dove lorlo delle brache lasciava esposta la pelle. Il sangue scorreva copiosamente e Catone
imprec, sforzandosi di alzarsi in piedi. La gamba era intorpidita e lui barcoll quando prov a fare un
passo. Immediatamente Macrone lo afferr per un braccio, sostenendolo.
Signore, stai bene?
Oh, benissimo, grazie. Altre domande stupide?.
Macrone osserv con ansia la gamba dellamico. Qualcosa di rotto?.
Catone scosse la testa e si raddrizz per esaminare la situazione intorno a s. Il nemico era stato
sconfitto. Decine di corpi giacevano scompostamente a terra, insieme a una manciata di cavalli.
Trebellio stava radunando i sopravvissuti del suo squadrone e Catone not che meno della met degli
uomini che erano partiti alla carica con lui era ancora in sella. Molti altri erano feriti, piegati su se
stessi. Alcuni cavalli scalpitavano senza cavaliere. Videro lultimo dei membri della trib sparire fra le
ombre degli alberi e un rapido calcolo rivel a Catone che il numero dei nemici caduti si aggirava
intorno alla trentina. Gli ausiliari procedevano con cautela in mezzo ai corpi, finendo quelli che erano
ancora in vita. Catone annu con soddisfazione. Era stato uno scontro veloce e violento, ma
lavamposto era al sicuro, e al nemico era stata impartita una dura lezione.
Poi ricord che lo squadrone di Trebellio aveva perso il vessillo. Inseguire il nemico nei boschi
per cercare di recuperarlo sarebbe stata una mossa davvero avventata. Un inutile spreco di vite. Sarebbe
stata dura per il decurione, al suo ritorno a Glevum. Lesercito non tollerava scuse in merito alla perdita
di uno degli stendardi, perfino dalle unit pi piccole. Trebellio sarebbe stato disonorato e come
minimo degradato, e la macchia sul suo curriculum non sarebbe mai stata cancellata. Ma era meglio
che perdere ci che rimaneva dello squadrone nel tentativo di salvarsi lonore. Magari, con il tempo, lo
stendardo sarebbe stato recuperato, una volta che i Siluri fossero stati sconfitti e le loro terre annesse
alla provincia della Britannia.
Macrone, di a Trebellio di portare i suoi uomini allinterno del forte, prima che faccia
qualcosa di stupido.
Macrone annu. Capisco.
Catone ordin a due ausiliari di accompagnarlo alle porte, e ad altri due uomini di trasportare il
guerriero privo di sensi. Una volta che qualcuno avesse provveduto alla sua gamba, e si fosse occupato
dei feriti, ci sarebbe stato molto tempo per valutare quali informazioni estorcere al prigioniero.
...
.
...
CAPITOLO QUATTORDICI.
...
.
...
Trebellio fece un passo indietro per allontanarsi dal prigioniero e si asciug il sangue sulle
nocche con uno straccio. Credo sia pronto per essere interrogato, ora.
Catone annu, seduto su uno sgabello nella mensa dellavamposto. La lieve ferita alla gamba era
stata pulita e bendata, ma larticolazione del ginocchio aveva subito una brutta torsione durante la breve
colluttazione con luomo armato di lancia, e camminare gli procurava una forte sofferenza. Quindi uno
degli ausiliari aveva fabbricato una stampella di fortuna da usare finch il ginocchio non fosse guarito.
Catone trovava la cosa piuttosto seccante, ma si sarebbe ristabilito in un giorno o due. Lo stesso non si
poteva dire delluomo con la lancia, che stava pagando un prezzo molto alto per aver attentato alla vita
del prefetto.
Spogliato fino alla vita, il siluro aveva le mani incatenate davanti a s e lasta di una lancia che
gli passava nellincavo dei gomiti e dietro la schiena. Unestremit di una fune era legata allasta,
mentre laltra era stata lanciata sopra la robusta trave che attraversava la stanza. Trebellio aveva tirato
la corda fino a far rimanere il prigioniero prima in piedi e poi sulle punte, e poi laveva legata alla
trave. Dopo di che, gli aveva somministrato una buona dose di percosse, allo stomaco e sul viso. Non
cos violente da causargli ferite invalidanti, ma abbastanza forti da procuragli dolore e paura. Trebellio
aveva spiegato di essere stato addestrato per diventare un frumentarius, un addetto agli interrogatori, e,
guardandolo al lavoro, Catone poteva constatare che il decurione aveva imparato il mestiere molto
bene. Macrone era seduto a un tavolo vicino, chino sopra una scodella di stufato dorzo fumante, e
seguiva gli sviluppi dellazione. Sul tavolo cerano una caraffa di vino e due coppe, e unaltra scodella
per Catone, che non era stata toccata.
Molto bene. Catone si schiar la gola. Chiedigli da dove proviene la banda di guerrieri a cui
appartiene. Voglio sapere dove si sono insediati.
Trebellio tradusse la domanda nella lingua nativa come meglio pot. Il siluro guard Catone e
sput un grumo cremisi di sangue e saliva nella sua direzione, prima di mormorare qualche breve
parola. Trebellio gli sollev con veemenza la testa con una mano e lo schiaffeggi furiosamente sul
viso.
Pu bastare, disse Catone. Che cosa ha detto?.
Trebellio moll la presa sui capelli delluomo e la testa del siluro cadde in avanti. Ha detto che
possiamo andare a farci fottere, signore.
Macrone abbass il cucchiaio di bronzo e assunse unespressione sconvolta. Che scortesia! Te
lo dico, la prospettiva di insegnare a questi barbari a parlare educatamente val bene tutta questa fatica.
Decurione, digli che andr a fottermi sua sorella, se non ci mostra un minimo di rispetto. E sua madre,
e le sue figlie. Merda, mi fotter pure i suoi adorati cani da caccia fino a lasciarli in fin di vita, se non
inizia a essere un po pi collaborativo. Macrone fece un cenno con il cucchiaio. Diglielo.
Ci fu un breve scambio di opinioni e poi il decurione ghign. Chiede perch i suoi cani
dovrebbero fottere proprio te visto che ci sono ancora tanti maiali nel mondo.
Macrone lo guard fisso per un momento, prima di scoppiare a ridere fragorosamente e scuotere
la testa. Ha le palle, questo tizio Per ora, almeno, aggiunse in tono pi pungente.
Catone fece segno al suo amico di smettere di parlare. Digli che finir per rivelare ci che
voglio sapere, in un modo o nellaltro. Pu rendersi le cose pi facili, o possiamo continuare in questo
modo per il resto della giornata. Anzi, per tutto il tempo che ci pare, finch non otterremo ci che
vogliamo. Non c alcun disonore nel parlare adesso e si risparmier un bel po di sofferenza.
Trebellio tradusse e colp luomo con un pugno allo stomaco per enfatizzare. Il guerriero
gemette e ansim, ma poi strinse i denti in segno di sfida. Catone ordin al decurione di continuare e
Trebellio continu a picchiare il prigioniero sistematicamente, una serie costante di colpi allo stomaco,
alla testa e alle costole. Il siluro sopport senza dire una parola, gemendo solamente per il dolore e
boccheggiando affannosamente, il petto tatuato gli doleva troppo per respirare normalmente.
Questo modo di fare non ci sta portando da nessuna parte, decise alla fine Catone. Faremmo
meglio a tentare unaltra strada. Decurione, fallo scendere e portagli acqua e pane.
Trebellio si asciug le gocce di sudore sulla fronte. Potrei provare a usare un po di calore, se
vuoi, signore. Un ferro rovente sul culo pu essere efficace.
Catone scosse la testa. Non ora. Magari pi tardi, se ce ne sar bisogno. Cerchiamo di
convincerlo a parlare. Fallo scendere. Trova Decimo e digli di portare cibo e acqua, e del vino per me e
per il centurione.
Trebellio sleg la fune e il siluro stramazz a terra, grugnendo di dolore nel momento in cui
limpatto gli lev laria dai polmoni. Mentre il decurione lasciava la stanza per andare a prendere
lacqua e il pane, Catone sfil lasta della lancia da dietro la schiena del prigioniero, liberandogli le
braccia. Il siluro cadde su un fianco, ansimando. Poi il suo respiro torn regolare ed egli si volt
lentamente sulla schiena. Poi si trascin verso il muro e si mise seduto con le spalle appoggiate alla
parete, fissando i due ufficiali romani.
Macrone fin la zuppa e spinse di lato la scodella. Si asciug la bocca con il dorso
dellavambraccio. Sai, non credo che gli piacciamo, Catone.
Catone sorrise lievemente.
Siamo venuti fin qui per condividere con loro i benefici della civilizzazione, prosegu
Macrone, e questo  il ringraziamento. A volte mi chiedo se questi selvaggi ci meritino. Che cosa
intendi farne di lui, quando Trebellio avr finito il suo lavoro?.
Catone picchiett lestremit della stampella sul collo della sua caliga. Ho limpressione che
questo tizio rappresenti una bella sfida per il decurione.  un caso difficile, decisamente. Dovremo
portarlo con noi. Legarlo a uno dei muli e provare di nuovo a interrogarlo una volta che saremo arrivati
a Bruccium. Sono sicuro che Querto avr qualcuno che si occupa degli interrogatori nella guarnigione.
Il siluro alz improvvisamente gli occhi e, per un istante, Catone vide la paura guizzargli sul
viso. Poi il prigioniero strinse la mascella e gli restitu lo sguardo.
Hai visto, Macrone?
Cosa?
La sua reazione quando ho fatto il nome di Querto. Sembra che fra le trib locali la
reputazione del centurione sia tanto famigerata quanto ci  stato detto.
La porta della mensa si apr e Trebellio la tenne scostata, mentre Decimo entrava con un
robusto vassoio di legno su cui erano poggiate una caraffa, tre modeste coppe di Samo, una borraccia e
una bella fetta di pane. Pos il vassoio sul tavolo e vers il vino nelle coppe, passandole agli ufficiali.
Dagli dellacqua, ordin Catone. E fagli mangiare del pane.
Decimo annu e si avvicin cautamente al prigioniero, prima di inginocchiarsi al suo fianco.
Tolse il tappo allotre e lo tese in avanti perch il prigioniero lo vedesse. Il siluro ebbe un attimo di
esitazione, poi annu bruscamente e apr le labbra, cos che il romano potesse posizionare il beccuccio
per versargli lacqua in bocca. Luomo la trangugi avidamente, versandosela sul petto. Una volta
finito si scost, e aspett che Decimo gli mettesse in mano il pane. Port con fatica la mano alla la
bocca e stacc un morso. Catone lo lasci mangiare per un momento, prima di rivolgersi a Trebellio.
Chiedigli qual  il suo nome.
Il suo nome?. Macrone si accigli. A cosa ti serve saperlo? Non hai mica intenzione di
diventare il suo migliore amico?.
Macrone, lascia che me ne occupi io. Catone fece segno al decurione di tradurre la sua
domanda. Il siluro osserv per un momento il prefetto con sospetto, valutando i pro e i contro del
rivelare il proprio nome, poi prese la sua decisione e diede la risposta.
Turrus, dice.
Capisco. Catone annu e poi si batt il petto. Prefetto Catone. Quello burbero  il centurione
Macrone.
Dato che Trebellio aveva passato lultima ora a picchiare il prigioniero, Catone decise che non
avrebbe tratto alcun profitto dal fornire il nome del decurione. Invece continu a cercare una crepa
nella scorza coriacea del prigioniero. Dimostrava poco meno di trentanni e Catone azzard unipotesi.
Hai una donna, Turrus? Una famiglia?.
Il decurione tradusse, il siluro stacc deliberatamente un altro morso di pane e lo mastic
lentamente, per guadagnare un po di tempo. Catone lo assecond, mentre Macrone si appoggiava al
muro e incrociava le braccia. Alla fine, luomo ingoi lultimo boccone di pane e annu.
Sa.
Catone sorrise leggermente. Io ho una moglie a Roma.  preoccupata per me. Non vede lora
che finisca questa campagna, cos che io possa tornare da lei. O che lei possa raggiungermi qui, una
volta che la nuova provincia sar sicura e ci sar pace.
Turrus ascolt la traduzione e poi replic.
Dice che se i Romani si rimettessero in mare e lasciassero questisola, allora tutti potrebbero
tornare dalle proprie famiglie.
Catone scosse tristemente la testa. Ahim, non  cos semplice. Molte trib sono gi nostre
alleate e hanno accettato le regole di Roma, insieme ai vantaggi che ne derivano. Vantaggi che hanno
un prezzo, devo ammetterlo. Non possiamo abbandonare i nostri nuovi amici alle devastazioni di
Carataco e dei suoi guerrieri. Per di pi, la reputazione dellimperatore dipende dal fatto che venga
stabilita la pace in Britannia, non importa a quale costo, o quanto ci vorr. E voi dovreste sapere che
quando Roma si mette in testa di ottenere qualcosa, lottiene, e nessuno pu mettersi in mezzo.
Diglielo, Trebellio.
Il siluro ascolt e poi annu pensieroso, prima di rispondere.
Dice che i Romani e i Siluri hanno molto in comune. Nessuno dei due popoli  disposto ad
assecondare la volont dellaltro. Sar una lunga guerra.
Catone scroll le spalle. Pu darsi. Ma ne dubito. I nostri soldati sono i migliori al mondo.
Lesito non  incerto, Turrus. Credimi. Se i Siluri continueranno a seguire Carataco, allora
intraprenderanno un percorso che porter alla distruzione. Lungo la via ci sar solo sofferenza, per
entrambe le parti. Per i guerrieri dei Siluri sarebbe molto meglio affrontare la realt e cercare la pace
con Roma. Poi io potr tornare da mia moglie, e tu, Turrus, potrai tornare dalla tua famiglia. Non 
meglio cos?.
Il prigioniero sorrise e rispose in tono dispiaciuto.
Anche se fossi daccordo con te, i nostri desideri non influenzerebbero mai quelli dei nostri
capi. Il vostro imperatore e Carataco continueranno questo conflitto finch anche lultima goccia del
nostro sangue non sar versata. Quindi dobbiamo continuare a combattere.
Non tu, ringhi Macrone. La battaglia  finita per te, tesoro. In un modo o nellaltro.
Catone ignor lamico e focalizz lattenzione sul prigioniero. Sent un piccolo brivido di
soddisfazione allultimo commento del siluro. A quanto pareva era piuttosto disilluso riguardo al suo
capo. Senza dubbio ce nerano altri come Turrus, uomini delle trib che avevano risposto alla chiamata
alle armi con passione, pensando che sarebbe stata una causa pi gloriosa della solita serie di faide
tribali e conflitti minori. Carataco sapeva come infondere coraggio nei cuori dei guerrieri e le fiere trib
delle montagne avevano risposto con entusiasmo. Ma invece di marciare in battaglia erano stati
trascinati in una guerra di logoramento, che diventava pi feroce con il passare dei mesi. A differenza
dei soldati dellesercito romano, i Siluri erano contadini e pastori. Di certo non vedevano lora di
tornare dalle loro famiglie e al calore dei loro affetti, piuttosto che perseguitare i Romani fra i venti
gelidi e la pioggia delle montagne. Catone decise che era tempo di sfruttare al massimo il proprio
vantaggio. Si sforz di sorridere, mentre parlava con Trebellio.
Chiedigli perch ha paura del centurione Querto.
Il decurione sembr sorpreso dalla domanda, ma scroll le spalle, si volt verso il prigioniero e
tradusse. Turrus smise immediatamente di masticare, poi ingoi nervosamente, con lo sguardo fisso al
suolo.
Hai catturato la sua attenzione, disse Macrone. Attravers la stanza e affond la caliga nella
coscia delluomo. Parla.
Il siluro avvicin le gambe al corpo e si curv in avanti, come un cane bastonato, e cominci a
parlare con voce bassa e tormentata.
Dice che Querto  un demonio. Che ha bruciato molti villaggi e ogni essere vivente che ha
incontrato sul suo cammino. Tutti, fino allultimo neonato, cane e agnello.  malvagio e crudele, e
venera di oscuri, compiendo sacrifici di sangue nel loro nome. Non esiste efferatezza che non abbia
inflitto ai Siluri. Quando va in battaglia, indossa le pelli dei pi grandi guerrieri che ha sconfitto. Beve
il sangue di coloro che ha ucciso e mangia la loro carne. Quelli che lo accompagnano sono schiavi del
suo volere e seguono il suo esempio. Ovunque vadano, lasciano una scia di morte e devastazione.
Sono.
Trebellio chiese alluomo di ripetere le ultime parole, e dopo una breve discussione, si volt
verso i due ufficiali. La parola latina pi vicina al significato  barbari.
Barbari?. Macrone scoppi a ridere. Barbari! I nostri? Fottuto bastardo insolente! Fatti da
parte, Trebellio. Gli mostrer cosa significa essere dei fottuti barbari!.
Basta cos, Macrone, intervenne Catone. Lascialo stare.
Il prefetto osserv con attenzione il prigioniero. Querto evidentemente si era guadagnato una
reputazione famigerata fra i Siluri. Il che andava benissimo. Se riuscivi a instillare la paura nel cuore
dei nemici prima che essi ti affrontassero in battaglia, avevi gi ottenuto una mezza vittoria.
Naturalmente, quelluomo stava esagerando con i dettagli. Bisognava aspettarselo, le dicerie si
autoalimentavano. Senza dubbio, i metodi del centurione erano rudi ed egli utilizzava a suo piacimento
leffetto sorpresa per ottenere le vittorie sui nemici, ma il resto era un cumulo di sciocchezze. Robaccia
tirata fuori dagli incubi. Tuttavia, questo dava a Catone un vantaggio sul suo prigioniero. Guard
Trebellio e parl in tono aspro.
Chiedigli ancora dov il suo villaggio. Digli che se non mi d la posizione esatta, lo
porteremo con noi a Bruccium e lasceremo che sia Querto a continuare linterrogatorio.
Nelludire la traduzione, Turrus trasal, come se fosse stato preso a calci, e Catone not che era
sinceramente terrorizzato allidea di cadere nelle mani del centurione Querto. Il siluro giunse le mani e
si trascin debolmente verso Catone, supplicandolo.
Uno sguardo freddo di soddisfazione balen sul viso del decurione, mentre riferiva le parole del
prigioniero. Ti implora di risparmiarlo. Non portarlo a Bruccium. Mandalo piuttosto a Glevum.
Preferirebbe essere uno schiavo che affrontare Querto Poi ha detto qualcosa in merito a pregare i
suoi di perch lo salvino.
Catone si sporse in avanti e spinse la punta della stampella nel petto del prigioniero. Allora
dimmi dov il tuo villaggio! Dimmelo e avrai la mia parola che tu e la tua gente verrete risparmiati.
Diventerete schiavi, ma eviterete il ferro e il fuoco. Ora dimmelo!.
Turrus emise un mugolio dalla gola e scosse la testa, incapace di scegliere fra la paura di
affrontare il nemico che ossessionava i suoi peggiori incubi e la vergogna di tradire la sua trib.
Digrign i denti e chin il capo, chiudendosi in se stesso.
Trebellio schiocc la lingua. Vuoi che continui con linterrogatorio, signore? Qualche altra
legnata potrebbe farlo cedere, ora che sei riuscito a intimidirlo.
Catone riflett per un momento. Malgrado il terrore, quelluomo non avrebbe consegnato la sua
gente. Cera la possibilit, per quanto remota, che i Romani venissero attaccati prima di raggiungere
Bruccium. Senza dubbio si sarebbe aggrappato a quella eventualit. Finch non avessero raggiunto il
forte. Poi non ci sarebbe stata pi alcuna possibilit di evitare la scelta che Catone gli aveva imposto. Il
prefetto scosse la testa.
No. Tiralo su. Portalo fuori e legalo saldamente per la notte. Assicurati che non possa farsi del
male. Di alloptio di fare in modo che gli uomini di guardia lo controllino di tanto in tanto. Va bene,
abbiamo finito qui.
Trebellio fece il saluto militare e poi tir in piedi il prigioniero. Forza, bellezza mia,  tempo di
fare un pisolino.
Il decurione leg in fretta Turrus e lo port fuori dalla mensa, chiudendosi la porta alle spalle.
Catone fece un cenno a Decimo, rannicchiato in un angolo a masticare una striscia di carne
essiccata. Voglio parlare con loptio che comanda questo avamposto.
Decimo si alz in piedi a fatica e zoppic fuori dalla stanza. Cal un breve silenzio prima che
Macrone indicasse la scodella di stufato che era stata preparata per Catone. Ti dispiace?.
Lo stufato si era raffreddato e si era rappreso in una massa collosa, rivestita da un sottile strato
di grasso. Catone scosse di nuovo la testa. Accomodati pure.
Mentre Macrone si tuffava sulla sua seconda porzione, lamico si pass la mano sulla mascella,
valutando la situazione.
Pi ci avviciniamo a Bruccium e pi le cose sembrano farsi sinistre. Se anche soltanto la met
di ci che ha raccontato il nostro amico Turrus fosse vera, allora potremmo davvero essere in pericolo.
Non ti sembra che sia tutto un po troppo comodo?.
Macrone alz lo sguardo, mentre piccoli pezzetti marroni gocciolavano dal cucchiaio sospeso a
mezzaria. Comodo, in che senso?
Non ci siamo esattamente fatti molti amici a Roma, prima di partire. Anzi, questo  il motivo
per cui Narciso ci ha fatto un favore inviandoci in Britannia il prima possibile.
E infatti siamo qui. Quindi, qual  il problema?
 solo che il qui, guarda caso, si trova sulla strada per un forte isolato, che pi avanzato non
si pu, circondato da guerrieri nemici e comandato da un uomo che sembra essere un folle assetato di
sangue. A me sembra proprio che siamo stati incastrati, Macrone.
Incastrati da chi?
Tu chi pensi che sia? Deve trattarsi di Pallante. Catone ripens al viscido liberto greco che
prestava servizio come consigliere imperiale. Con limperatore che diventava vecchio e infermo, i suoi
servitori si stavano preparando a trarre vantaggio dalla situazione, quando il successore di Claudio
sarebbe salito al trono. Pallante si era schierato con la nuova moglie dellimperatore, Agrippina, e con
suo figlio Nerone. Questultimo avrebbe gi potuto essere imperatore, se Catone e Macrone non
avessero salvato la vita di Claudio da un attentato. Catone sospir. Abbiamo sventato la congiura di
Pallante contro limperatore e adesso lui vuole la sua vendetta. E intende sistemare le questioni lasciate
in sospeso.
 un peccato che sia riuscito a sfuggire al disonore, osserv Macrone in tono sprezzante.
Quellastuto bastardo greco lha fatta franca.
Vero, ma noi sappiamo che cosa ha fatto. Finch rimarremo vivi, Pallante ci vedr come delle
potenziali minacce. Non pu rischiare che noi riveliamo ci che sappiamo, anche se in pochi sarebbero
disposti a crederci. Quale soluzione migliore per lui che metterci in pericolo?
Non stai scordando qualcosa? Dubito che il forte esistesse gi quando Narciso ci ha mandati
qui. E il tuo predecessore  morto poco prima di allora.  impossibile che queste notizie abbiano
raggiunto Roma prima della nostra partenza.
Non importa. Sono dettagli di poco conto. Secondo la mia ipotesi, dopo che Pallante ha saputo
che eravamo diretti in Britannia, ha mandato un messaggio a uno dei suoi agenti qui, con lordine di
assicurarsi che noi fossimo messi in pericolo. Credo che Pallante possa contare su un uomo allinterno
dello stato maggiore del governatore, se non sul governatore stesso. Chiunque fosse, doveva
provvedere a inviarci in un posto in cui avremmo avuto unalta probabilit di restare uccisi. Bruccium 
lideale, e visto che il precedente prefetto  morto, non cera neanche il problema di riassegnarlo a una
nuova destinazione. Finora le cose sono andate a meraviglia, per Pallante.
Se stanno davvero cos, comment Macrone con aria dubbiosa. Ma francamente, Catone, mi
sembra che tu ti stia allarmando per niente. Il fatto di essere stati destinati a Bruccium dipende solo dal
caso.
Catone lo guard. Lo credi davvero? Dopo tutti gli intrighi a cui abbiamo assistito negli ultimi
anni? Sai come funzionano le cose allinterno del palazzo.
Furono interrotti dallarrivo di Decimo con loptio. Entrarono nella mensa e loptio si chiuse la
porta alle spalle prima di mettersi sullattenti davanti ai suoi superiori. Optio Manlio Acer, signore.
Volevi vedermi?.
Catone annu. Riposo, optio. Siediti.
Loptio rimase spiazzato dal tono amichevole mostrato da un ufficiale con lanzianit di
servizio del prefetto, e si sedette sulla panca di fronte.
Questo  lultimo avamposto prima del forte di Bruccium, giusto? Non c niente pi avanti.
Nemmeno un avamposto di segnalazione.
Loptio annu.
Il punto  che non arrivano pi rapporti da Bruccium da pi di un mese. Hai sentito qualcosa?
No, sentito no. Ma, dieci giorni fa ho visto una pattuglia in ricognizione allimbocco della
valle, signore. Uno squadrone di cavalleria tracia. Si sono guardati intorno per un momento e poi sono
scomparsi fra gli alberi.
Niente messaggi? Nessuna richiesta di viveri?.
Loptio scosse la testa.
Bizzarro, non credi?, lo incalz Catone.
Bizzarro non basta a descrivere la situazione, signore. Prima che Querto prendesse il comando,
il prefetto era solito inviare al deposito due squadroni e due centurie di legionari per scortare il
convoglio dei rifornimenti fino al forte, ogni dieci giorni, regolarissimo. Dopo la morte del prefetto, la
procedura  andata avanti per un po, poi hanno iniziato a passare molti giorni fra un
approvvigionamento e laltro. Alla fine, le richieste di rifornimenti e la scorta hanno smesso di
pervenire.
Macrone guard loptio. Perch non hai mandato una pattuglia a investigare?
Non  compito mio, signore. Ho lordine di sorvegliare questo versante del passo e di fare
rapporto a Glevum per qualsiasi avvistamento nemico.
Direi che non  granch, o no?, chiese Macrone in tono caustico. Ci hai messo un po troppo
a venire in nostro aiuto oggi, e ora questo. Non sono favorevolmente colpito.
Acer un le mani e sfreg il pollice di una sulle nocche dellaltra. Signore, ho meno di quaranta
uomini qui. Siamo nel cuore del territorio nemico. Se corriamo rischi inutili, finiremo per farci
ammazzare.
 questo il motivo per cui ti sei arruolato, Acer. Il motivo per cui tutti noi ci siamo arruolati.
Non  una scusante.
Loptio apr la bocca per protestare, ma vide il freddo luccichio negli occhi di Macrone e
abbass lo sguardo, pieno di vergogna. Catone decise che sminuire loptio non sarebbe stato di alcun
giovamento, quindi torn sullargomento in questione.
Se non chiedono pi viveri, significa che Querto e i suoi uomini vivono delle risorse della
terra.
O che sono stati fatti fuori, sugger Decimo con ansia. Se non abbiamo loro notizie, che
altro pu essere successo?.
Macrone lo corresse. Loptio ha detto di aver visto una delle loro pattuglie di ricognizione
dieci giorni fa.
Esatto, concord Catone. Quindi dobbiamo presumere che il forte e la sua guarnigione siano
incolumi. Lo sapremo presto, comunque. Se partiremo alle prime luci dellalba, dovremmo riuscire a
raggiungere il forte entro il tramonto.
Hai intenzione di proseguire, signore?, chiese Decimo.
Certo. Gli ordini sono di prendere il comando del forte.
Ma non vedete che c qualcosa che non va, signore? E non da oggi. Sarebbe una follia
continuare. Non prima di sapere con certezza dove ci stai portando.
Cionondimeno, proseguiremo fino a Bruccium.
Non io, signore. Non ho intenzione di fare un altro passo. Domani mattina torner a Glevum, e
poi a Londinium.
Macrone sorrise. Tutto da solo? A piedi, con quella tua gamba zoppa? Sembra pi rischioso
che continuare fino a Bruccium.
Prender uno dei muli.
Uno dei nostri muli? Non credo, Decimo.
Il veterano si rivolse a Catone. Potete fare a meno di un mulo, signore.
Catone scosse la testa. Abbiamo un prigioniero da trasportare, e anche i nostri bagagli. Ma se
pu essere utile a farti cambiare idea, ti dar cento denarii extra, se rimarrai con noi fino allautunno.
Macrone assunse unespressione sbigottita. Cento? Sei matto?.
Catone alz una mano per zittirlo, lattenzione fissa su Decimo. Se sar cos pericoloso come
credi, allora avr bisogno di te al mio fianco. E quei cento denarii ti permetteranno di sistemarti
discretamente a Londinium, quando sar tutto finito. Cosa ne dici?.
Decimo sembrava sconvolto, combattuto fra i suoi timori e la sua avidit. Alla fine, guard
Catone con risentimento. Sembra che comunque non abbia scelta. Non posso restare qui. E non posso
tornare a Londinium. Posso solo andare avanti. Va bene, cento denarii siano. Accetto.
Catone sorrise appena. Molto generoso da parte tua. Ora, faresti meglio a provvedere ai nostri
sacchi a pelo. Il centurione Macrone e io dormiremo qui. Poi va a riposarti. Domani sar una lunga
giornata.
Decimo sorrise con aria triste e lasci la mensa. Una volta che se ne fu andato, Macrone emise
un sospiro e mormor: Sono lieto di sapere che Decimo  fermamente deciso a rimanere con noi I
cento denarii sono stati daiuto, comunque.
Sai come funziona. I soldi parlano. Catone sollev un sopracciglio. A dire il vero,
praticamente urlano.
Loptio Acer lo guard. Forse il tuo servitore ha ragione a essere nervoso, signore.
In che senso?
Non so come dirlo, signore.
Be, prova a dirlo con le parole, ragazzo, borbott Macrone. Prima che perda la pazienza.
Loptio trasal, poi fece un respiro profondo e si accinse a parlare. Non so cosa ti hanno detto
riguardo ci che sta succedendo a Bruccium, signore, ma le cose non sono mai state molto chiare, a
mio parere, sin da quando il forte  stato costruito. Lultimo prefetto era, be, un po debole. Lasci
gran parte della gestione della guarnigione a Querto.
E tu come lo sai?, chiese Catone.
Lho sentito dire dagli uomini che passavano di qui per andare al deposito dei rifornimenti.
Questo, e anche di pi. Loptio abbass la voce. Hanno detto che Querto governa il forte con il
pugno di ferro e impartisce le punizioni pi severe per le pi piccole infrazioni. E che ha ordinato che
uno degli optiones venisse picchiato a morte per aver contestato lordine di non fare prigionieri durante
lassalto a un villaggio locale.
Macrone trasse un profondo respiro. Una buona disciplina  una cosa ma questo va oltre.
Catone gli scocc unocchiata. Credi? Continua, Acer. Cosaltro hai sentito?
Il prefetto ha fatto finta di non vedere per un po, ma alla fine ha affrontato Querto. Gli ha
detto che aveva presentato una richiesta perch fosse trasferito in unaltra unit. Questo  successo
poco prima dellincidente.
Macrone assottigli lo sguardo. Cosa stai insinuando, optio?.
Acer deglut nervosamente. Ti sto solo dicendo quello che so, signore. Puoi trarre le tue
conclusioni da solo. Loptio si alz e si mise di fronte a Catone. Ho parlato abbastanza, signore.
Dovrei andare a occuparmi delle sentinelle. Dopo lattacco di questo pomeriggio ho raddoppiato i turni
di guardia. Non voglio altre sorprese.
Molto bene. Catone annu. Puoi andare.
Quando luomo usc, Macrone gonfi le guance e poi sbuff. Querto ha spaventato i nostri
quanto i nemici. Forse hai ragione. Forse c pi di ci che credevo.
Lo sapremo presto. Dovremmo raggiungere Bruccium domani. Catone stiracchi la schiena e
sbadigli. E allora finalmente incontreremo il centurione Querto in carne e ossa.
...
.
...
CAPITOLO QUINDICI.
...
.
...
La cima del valico dovrebbe essere poco pi avanti. Trebellio parl piano, come se temesse
che qualcuno potesse sentirli. Intorno a loro, la nebbia era cos fitta da celare i pendii rocciosi che si
ergevano su entrambi i lati della via. Lo scalpitio degli zoccoli sullo scisto sconnesso pareva
spaventosamente forte mentre i cavalieri risalivano lentamente laltura. Il nuovo cavallo di Catone era
una bestia robusta e mite, che portava il nome di Annibale. Fortunatamente, non assomigliava al suo
omonimo e non creava problemi al cavaliere romano. Catone calcol che fosse pressappoco met
pomeriggio. Una pioggerella sottile e leggera saturava laria e ricopriva i mantelli dei cavalieri di
piccole gocce dacqua. Il prigioniero era stato legato sul dorso di un mulo e la sua schiena tatuata
luccicava nellumidit. Limmobilit e il silenzio che li circondavano rendevano gli uomini dello
squadrone nervosi e li spingevano a lanciare occhiate ansiose tuttintorno, mentre guidavano i loro
animali lungo il sentiero. Catone si strinse ancora di pi nel mantello, cercando di non rabbrividire.
E cosa c al di l del passo?, chiese al decurione.
La strada digrada nella vallata e conduce dritta al forte, a circa cinque miglia da qui. Non
potete sbagliare.
Quindi sei gi stato laggi?
Una volta, poco prima che fosse completato.
Com posizionato?.
Trebellio fece una pausa per richiamare alla mente i dettagli.  situato in una buona posizione,
sopra una piccola gola attraversata da un rapido corso dacqua. Su un lato c la rupe e sugli altri due
versanti, provvisti del tradizionale fossato e bastione, il terreno  scosceso. La posizione  formidabile e
servirebbe un esercito, per di pi con un buon equipaggiamento da assedio, per fare irruzione in quel
luogo.
Offre una buona visuale sulla vallata?.
Il decurione annu. S, certo. Anche se con una foschia come questa  di poca utilit, e le
nebbie sono la normalit fra queste montagne. Scosse la testa. Il motivo per cui qualcuno, persino dei
barbari come i Siluri, voglia vivere qui, va al di l della mia fottutissima comprensione. Si rivolse a
Catone. Una volta raggiunta la sommit del passo, io torner a Glevum, signore.
Lo so.
Trebellio fece una breve pausa, prima di continuare. Vi abbiamo gi scortato pi in l di
quanto richiedessero gli ordini, signore.
Lo so. Non ti devi giustificare con me, decurione. Staremo bene.
S, signore. Il decurione affond i talloni nei fianchi del cavallo e fece avanzare lanimale per
riprendere la posizione alla testa della piccola colonna.
Continuarono a cavalcare in silenzio finch Macrone si affianc a Catone e mormor: Spero
che staremo bene. Se i Siluri amici del nostro pulcino bagnato sono ancora in giro, non avremo molte
possibilit quando Trebellio e i suoi compagni faranno dietrofront.
Se i nemici hanno tanta paura di Querto quanta sembra averne il nostro prigioniero, allora non
credo che saremo in pericolo quando entreremo nella valle. Non per colpa dei Siluri, comunque.
Macrone gli scocc uno sguardo indagatore. E cosa significa?
Hai sentito ci che Acer ha detto riguardo al precedente prefetto. A quanto pare dovr stare
attento a non comportarmi nello stesso modo.
Macrone si guard intorno con ansia, prima di replicare sottovoce: Credi davvero che Querto
farebbe una cosa del genere? Far fuori il suo comandante nel bel mezzo della campagna?
Riesci a pensare a un momento migliore per farlo? Con i nemici alle porte e le vittime che si
accumulano, chi troverebbe strana una morte in pi? Finch lassassino riesce a non dare nellocchio,
pu ragionevolmente passarla liscia. Da come si sono messe le cose, il centurione Querto  un uomo
particolarmente spietato, che non permette a nessuno di stargli fra i piedi.
Potrebbe essere vero, disse fra s Macrone. Eppure.
Eppure, cosa?, chiese Catone in tono asciutto. Abbiamo conosciuto uomini che hanno fatto
cose peggiori, Macrone. Ben peggiori.
E io che pensavo che avremmo dovuto guardarci le spalle solo a Roma. Macrone imprec
sottovoce. Cazzo, che cosa ci succede, Catone? Ovunque andiamo, abbiamo bisogno di avere gli occhi
anche dietro la testa.  come se fossimo maledetti o qualcosa del genere. Pensavo ci fossimo lasciati
tutto alle spalle, quando siamo tornati in Britannia.
Continuarono in silenzio per un po, nel frattempo il terreno si fece piano e poi luomo che
stava cavalcando in testa emise un grido. Trebellio diede immediatamente lordine di fermarsi e chiam
luomo perch facesse rapporto.
C qualcosa pi avanti, signore, sul sentiero!.
Che cos?
Non sono riuscito a vederlo chiaramente. Cera un varco nella nebbia, e ora si  richiuso. La
voce delluomo trad il suo nervosismo e Macrone scroll le redini per spronare il cavallo.
Ne ho abbastanza di queste sciocchezze. Andiamo.
Per un attimo Catone sent un moto di irritazione nei confronti dellamico, che aveva preso
liniziativa prima che lui potesse reagire. Poi Catone piant i talloni nei fianchi di Annibale e part
dietro a Macrone. Quando passarono di fianco al decurione, Macrone gli fece un cenno. Anche tu,
tesoro.
I tre ufficiali trottarono lungo il sentiero per un centinaio di passi, prima di vedere la figura del
cavaliere in testa che emergeva dalla foschia sospesa nellaria, con la lancia in mano e lo sguardo fisso
nelloscurit.
Che cosa hai visto?, chiese Macrone, quando si fermarono accanto al soldato. Sputa il rospo,
amico!.
Cera qualcosa sul sentiero, signore.
Qualcosa?, ringhi Macrone. Cerca di essere pi specifico. Qualcosa o qualcuno?.
Il soldato deglut. Credo di aver visto un uomo, signore, in piedi in mezzo al sentiero. Solo per
un attimo, prima che la foschia si infittisse.
Lui ti ha visto?
Non ne sono sicuro. Non si muoveva. Nemmeno quando gli ho urlato. Non ha risposto,
signore.
Capisco. Macrone guard per un momento davanti a s con gli occhi socchiusi. E da allora
pi niente. Nessuna traccia di movimento? Niente rumori?
No, signore. Niente.
Macrone si rivolse a Catone. Cosa ne pensi?.
Catone sent il cuore battere pi forte e trattenne limpulso di rabbrividire che gli stava
nascendo in fondo alla schiena. Deglut, prima di replicare con il tono pi fermo possibile. Credo che
dovremmo vederlo con i nostri occhi, centurione. Si rivolse al decurione. Trebellio, se senti qualcosa
vieni immediatamente avanti con i tuoi uomini. Capito?.
Trebellio annu, senza minimamente offrirsi di seguire i suoi superiori quando fecero avanzare i
cavalli.
La foschia aleggiava sul paesaggio come un velo cullato da una brezza leggera. Prima appariva
pi fitta, poi si assottigliava in banchi prima di compattarsi di nuovo. Un silenzio sinistro e un senso di
minaccia incombevano su di loro. Poi un alito di vento lasci intravedere il sentiero davanti ai due
uomini, ed essi videro una sottile figura emergere dalla nebbia, a circa cinquanta passi di distanza. I
soldati arrestarono immediatamente i cavalli.
Che cos?. Macrone strizz le palpebre. I tuoi occhi sono migliori dei miei.  un uomo?
Credo, ma non si muove.
Catone not che la postura di quelluomo, se di un uomo si trattava, aveva qualcosa di
singolare. Fece un respiro profondo e grid: Chi va l?.
Non giunse risposta, e nemmeno un accenno di movimento. Poi, dopo un breve istante, Catone
fece avanzare il cavallo al passo, seguito subito da Macrone.
Non mi piace, borbott il centurione. E se fosse unaltra imboscata?.
Se lo , direi che stanno facendo del loro meglio per evitare di coglierci di sorpresa.
Malgrado la calma apparente, Catone faceva strada lungo il sentiero con il cuore che gli batteva
allimpazzata nel petto e le mani sudate per linquietudine. Lanciava occhiate da una parte allaltra,
tendendo le orecchie e aguzzando la vista in cerca di un accenno di movimento, ma tutto restava fermo
come prima. Davanti a loro, la figura si trasform lentamente in una sagoma immobile. Era senza
dubbio un uomo, e alla fine si accorsero del perch non si fosse mosso e non avesse risposto al chi va l
di Catone. Era nudo e impalato su una robusta pertica di legno che era stato conficcata in mezzo alla
strada. La pelle pallida e chiazzata delluomo era decorata con pitture indigene, e gli arti e la testa
penzolavano senza vita. Avvicinandosi, Catone not che il palo era stato infilato dallinguine, il legno
era coperto di liquido scuro che aveva formato una pozza sul terreno alla base dellasta.
Che cos, in nome di Ade?, chiese piano Macrone.
Un segnale, direi. Querto sta fissando i confini del suo territorio, e avvisa coloro che osano
entrare nella vallata.
Avvisa chi? Il nemico, o noi?
Entrambi, credo. Per quale altro motivo metterlo qui, dove potrebbe essere trovato da una delle
nostre pattuglie in ricognizione?. Lultima parola gli mor in gola quando si accorse di un altro corpo
impalato, a lato del percorso, e di un altro ancora di fronte, a formare una linea che attraversava il
sentiero che conduceva alla valle. Ce ne sono ancora, Macrone. Guarda.
Li indic con il dito e lamico imprec. Fissarono i corpi per un istante, prima che Macrone si
voltasse e appoggiasse una mano a coppa intorno alla bocca.
Decurione! Porta avanti i tuoi uomini!  sicuro!.
Catone gli scocc uno sguardo sorpreso. Sicuro?
Questi tre non costituiscono di certo una minaccia, no?.
Catone guard i corpi. No, non loro.
Trebellio e il resto della colonna emersero dalla foschia preceduti da un sordo scalpitio di
zoccoli, e si fermarono davanti alla fila di pali. Sebbene molti dei soldati avessero sperimentato gli
orrori della guerra, Catone not le espressioni cupe sul viso degli uomini pi vicini a lui. Il prigioniero,
sospeso sul dorso di uno dei muli di Decimo, alz lo sguardo e i suoi occhi si spalancarono per il
terrore, alla vista di quei corpi impalati. Cominci a parlare velocemente, con un tono disperato e
implorante.
Decimo!, grid Catone. Fallo stare zitto!.
Decimo distolse lo sguardo e annu. Riport il suo mulo vicino al prigioniero e sollev
minacciosamente il pugno. Turrus trasal e chiuse di scatto la bocca, guardando il romano con timore.
Chi sono?, chiese Trebellio.
Siluri, credo. Catone indic i segni sul corpo delluomo pi vicino. Lo scopriremo subito.
Decimo! Porta qui il prigioniero.
I muli arrivarono trottando. La bocca di Turrus si apr leggermente alla vista dei tre corpi, poi
luomo cominci a tremare.
Chiedigli se questi fanno parte della sua gente.
Trebellio tradusse la domanda e Turrus annu pieno dangoscia.
Quindi questa  opera di Querto, va bene, disse Macrone.  lunica ipotesi sensata.
Era sul punto di proseguire quando luomo alla sua destra emise un flebile lamento. Le teste dei
cavalieri si voltarono verso quella figura e Catone si accorse che si stava muovendo leggermente, i
piedi che strusciavano contro il legno grezzo del palo.
Per Mitra. La voce di Decimo stava tremando.  vivo.
Catone scavalc con la gamba il corno della sella, scivol a terra e attravers il tappeto erboso
dirigendosi a grandi passi verso luomo. Macrone lo segu a breve distanza, mentre gli altri rimanevano
a guardare. Quando gli arrivarono davanti, Catone not che era un giovane guerriero, di non pi di
ventanni, con arti sottili e lunghi capelli arruffati e appiccicati alla testa e alle spalle. Gli occhi erano
semiaperti e luomo li rovesci mentre emetteva un debole gemito di agonia. Catone lo osserv cercare
di premere le piante dei piedi contro il palo e spingersi verso lalto. Ma ogni volta, i piedi scivolavano
sul legno umido e linguine si riassestava sulla punta dellasta con un orribile e stridulo risucchio e un
lamento da parte del giovane. Poi Catone cap. Il giovane non stava cercando di liberarsi dal palo, ma
sperava semplicemente di porre fine allagonia facendo penetrare la punta pi a fondo, negli organi
vitali. Catone sent una stretta allo stomaco per il disgusto e la nausea. Apr la bocca, pronto a ordinare
a Macrone di far cessare la sofferenza del siluro, ma si blocc. Se quella era una sua necessit, non
aveva alcun diritto di imporla al suo amico. Catone digrign i denti e sguain la spada. Dopo un breve
attimo di esitazione, si prepar ad affrontare il compito, fece un passo avanti e sollev la punta della
spada finch non tocc la nuda carne delluomo, appena al di sotto della gabbia toracica. Il siluro
spalanc gli occhi e guard Macrone prima di fissare lo sguardo su Catone. Nel disperato tentativo di
spostare lattenzione da altri dettagli, Catone not che le iridi del guerriero erano di un blu intenso.
Il siluro biascic qualcosa fra le labbra spaccate, parole appena accennate, in un tono
implorante, poi annu e trasal per il terribile dolore che perfino un movimento cos impercettibile gli
causava.
Catone tese i muscoli e ritrasse un poco la spada, per poi spingerla verso lalto, attraversando la
morbida pelle sotto le costole, finch la punta non si blocc contro le ossa. Il siluro gett la testa
allindietro ed emise un rantolo acuto. Il suo corpo si irrigid, e Catone rigir la lama, a destra e a
sinistra, per poi estrarla con uno strattone. Un fiotto di sangue segu lacciaio, riversandosi a terra sotto
il palo, e una sottile voluta di vapore, a malapena visibile, si lev nellaria. Il siluro cominci a tremare
violentemente, ingoiando aria con respiri bruschi e affannosi, che pian piano si fecero pi deboli, finch
alla fine il corpo si afflosci e la testa ricadde in avanti sul petto. Il cadavere rimase sospeso nellaria
fredda, come un taglio di carne in una macelleria. Catone si sforz di mantenere unespressione neutra,
mentre si chinava per pulire la spada su un ciuffo derba. Cerc di rimuovere pi sangue possibile,
prima di raddrizzarsi e rinfilare la spada nel fodero con uno schiocco secco. Si guard intorno e vide
che gli altri uomini lo stavano osservando.
Abbiamo finito qui.  tempo di proseguire.
Ci fu una pausa prima che Trebellio si schiarisse la gola. Chiedo scusa, signore, ma a questo
punto io e i miei uomini torniamo indietro.
Di cosa stai parlando?
Qui comincia la valle, signore. Come hai detto tu stesso, questi corpi segnano linizio del
territorio controllato dal forte. Ora sarete al sicuro finch non raggiungerai la tua nuova unit.
Catone osserv il decurione e si accorse che stava cercando, con scarso successo, di nascondere
la paura.
Probabilmente hai ragione, ma preferirei che tu e i tuoi uomini ci accompagnaste fino a che il
forte non sar in vista, prima di lasciarci. Cos potrai riferire al legato che siamo arrivati sani e salvi, e
non siamo scomparsi da qualche parte lungo la via. Non so se mi spiego.
Trebellio annu lentamente. Capisco, signore. Ma, come ho detto, io torno indietro.
Fu troppo per Macrone, che si scagli contro il decurione con uno sguardo feroce negli occhi.
Tu ci abbandoni, piuttosto. Codardo! Di che cosa hai paura?. Macrone indic i corpi appesi ai pali.
Pensi che questi coglioni scenderanno e ti daranno un sacco di botte? Trebellio, per amor degli di,
tira fuori le palle!.
Il decurione digrign i denti e rispose in tono freddo e piatto. Non sono un codardo. Ho
combattuto su questa maledetta isola negli ultimi otto anni, come la maggior parte dei miei uomini qui.
Mi restano ancora cinque anni di servizio prima del congedo. Quindi obbedisco agli ordini, alla lettera.
E gli ordini impongono a me e ai miei uomini di accompagnare te e il prefetto fino a questa vallata.
Cosa che abbiamo fatto.
Quindi vi dar nuovi ordini, intervenne Catone. Vi ordino di scortarci fino a Bruccium.
Il decurione non replic, ma gli restitu uno sguardo provocatorio. Catone decise di provare
unaltra strada. Continu in tono pi ragionevole: Senti, Trebellio. Sai cosa ti aspetta quando farai
ritorno a Glevum. Sarai ritenuto responsabile della perdita dello stendardo allavamposto. Se rimarrai
con noi fino a Bruccium, ti prometto che metter una buona parola per te con il legato.
Il decurione consider lofferta, ma scosse la testa con rincrescimento. Mi dispiace, signore.
Non intendo continuare. E dubito che qualcuno dei miei compagni sarebbe disposto a seguirmi, anche
se accettassi di fare ci che mi hai chiesto.
Catone lo guard fisso per un momento, concedendogli la possibilit di cambiare idea, ma
Trebellio sostenne lo sguardo e mantenne il silenzio. Con un sospiro di frustrazione, Catone decise di
fare un ultimo appello alla disciplina. Cammin a grandi passi verso il suo cavallo, prese le redini e
balz in sella. Ora muoviamoci.
Le sue istruzioni vennero accolte dal silenzio e dallimmobilit. Catone sent il battito
accelerare e laria si fece allimprovviso ancora pi fredda. Trebellio sostenne il suo sguardo con
distacco e gli uomini in sella rimasero in attesa di seguire il loro capo.
Avete sentito il prefetto!, grid Macrone. Mettetevi in colonna e preparatevi ad avanzare!.
No signore, rispose Trebellio, in tono sufficientemente alto perch i suoi uomini lo
sentissero. Noi riceviamo ordini dal legato. Non da voi. Da nessuno di voi due. Colonna! Dietrofront e
disponetevi in formazione.
Oh no, non lo farai, ringhi Macrone, allungando la mano verso la spada. La lama cominci
ad abbandonare il fodero con un leggero suono raschiante.
Catone stratton in fretta le redini, andando a posizionarsi con il cavallo fra Macrone e il
decurione e sibil: No, Macrone. Trebellio e i suoi uomini sono terrorizzati. Se cerchi di importi su di
lui, potrebbe succedere qualsiasi cosa.
Ma.
Lascia stare.  un ordine.
Macrone si accigli per un istante, poi scroll le spalle frustrato e rinfoder la spada. Almeno
qualcuno qui obbedisce agli ordini.
Osservarono Trebellio e i suoi uomini formare rapidamente una colonna in cui i cavalieri si
posizionarono due a due. Quando furono pronti a partire, il decurione si volt in sella per salutare i suoi
superiori. Dovreste raggiungere Bruccium prima che faccia buio. Buona fortuna.
Catone annu, mentre Macrone serr la mascella e mormor: E vaffanculo anche a te.
Trebellio alz il braccio. Colonna, avanti!.
I cavalieri diedero di sprone ai cavalli e partirono al trotto, risalendo il sentiero che attraversava
il passo. Ben presto, anche lultimo di loro svan nella foschia e solo il suono degli zoccoli dei cavalli
giunse a Catone e agli altri, prima che calasse il silenzio e si ritrovassero da soli. Decimo si guard
intorno con ansia, poi si morse il labbro.
Cosa facciamo ora, signore? Non  troppo tardi per rincorrerli a cavallo.
Pensa alla ricompensa, disse benevolmente Catone. Guard il corpo del giovane siluro. Non
c ragione di restare qui.
Macrone annu. La conversazione in effetti non  granch. Speriamo di trovare presto
qualcuno di vivo, e dalla nostra parte. Tutta questa foschia e questo silenzio stanno cominciando a
seccarmi.
Catone sorrise. Quale motivo migliore per muoversi?.
Schiocc la lingua e guid il cavallo sul sentiero, girando al largo dal cadavere, e Macrone e
Decimo spronarono i loro animali per allinearsi dietro il prefetto. Decimo stratton la fune che legava i
muli ed essi lo seguirono con un raglio attutito. Il prigioniero borbott delle preghiere ai suoi di,
mentre avanzavano nella foschia. Il sentiero digrad per circa un miglio fino al terreno pianeggiante.
La coltre grigia cominci gradualmente ad alzarsi ed essi videro le chine boschive profilarsi su
entrambi i lati. Decimo fu il primo a notare qualcosa di anomalo e us il frustino sulla schiena del mulo
per spingerlo ad avvicinarsi ai due ufficiali.
Signore, c qualcuno dietro di noi.
Catone e Macrone rallentarono fino a fermarsi e si voltarono sulle selle. Per un momento tutti e
tre guardarono indietro, tendendo le orecchie. Poi Macrone sospir rumorosamente.
Tu ti immagini le cose, Decimo. Lunico pericolo che corri in questo posto  quello di
spaventarti a morte.
Decimo scosse la testa. Shh! Ascoltate!.
Cosa credi di aver sentito?, chiese Catone, dopo un breve attimo di silenzio.
Un cavallo cavalli. Ne sono sicuro, signore.
Be, io non sento niente.
Come ho gi detto, Macrone sbuff con atteggiamento sprezzante, si spaventa per un
nonnulla.
Un flebile nitrito risuon in lontananza alle loro spalle. Tutti e tre si bloccarono, e Catone sent
un formicolio gelato alla nuca.
Un nonnulla, eh?, mormor Decimo. Te lho detto, signore. Cosa facciamo? Scappiamo?
Troviamo un posto per nasconderci? Se ci prendono, si assicureranno di farci ci che Querto ha fatto ai
loro compagni. O peggio.
Macrone lo guard e inarc un sopracciglio. Peggio? Credo di aver sottovalutato la tua
immaginazione Dovremmo voltarci e affrontarli?
No. Non abbiamo idea di quanti siano. Meglio proseguire e fargli credere che non ci siamo
accorti di loro. Decimo, tendi bene le orecchie. Se ti sembra che si stiano avvicinando, dimmelo
immediatamente. Cercheremo un riparo strada facendo. Non possiamo essere molto distanti da
Bruccium ora. Magari ci capiter di incontrare una pattuglia. Andiamo.
Continuarono lungo il sentiero, con Catone e Macrone che tenevano docchio i fianchi e la via
davanti, mentre Decimo si lanciava occhiate nervose alle spalle a ogni respiro. I cavalieri dietro di loro
sembravano non fare alcun tentativo di avvicinarsi, e nonostante il sinistro e sommesso nitrire e il
debole scalpitio degli zoccoli sulla pietra, era difficile credere che ci fosse qualcun altro in quella landa
eterea e minacciosa, avvolta nel freddo, nellumidit e nelle ombre. Circa mezzo miglio pi avanti,
Macrone affianc piano Catone e parl sommessamente.
Ce ne sono altri sulla sinistra.
Catone annu. Li ho notati qualche attimo fa.
E non hai detto niente?
Non volevo spaventarti.
Ah ah, inton Macrone, impassibile, mentre entrambi erano rivolti in avanti ma con lo
sguardo rivolto a sinistra. Il terreno era pi regolare ora, e la vallata si estendeva da entrambi i lati,
nella foschia che si stava diradando. A un quarto di miglio da loro, sulla sinistra, si distingueva il
limitare di una foresta. Lungo gli alberi si muoveva una serie di cavalieri, dieci in tutto. Erano troppo
distanti, per distinguerne i dettagli. Colto da unimprovvisa intuizione, Catone lanci unocchiata a
destra. Circa alla stessa distanza, un altro gruppo di cavalieri li stava seguendo.
Temo che siamo finiti, cavalli compresi, in una trappola, Macrone. Guarda l. Fece un cenno
impercettibile, Macrone si volt e imprec sottovoce.
Perch non attaccano?, chiese Macrone.  perch sanno di avere un vantaggio su di noi?.
Catone riflett rapidamente. Non cera via duscita, se non proseguire. Circa mezzo miglio pi
avanti, il sentiero entrava in un bosco che si estendeva per un bel pezzo attraverso la valle. Se fossero
riusciti a raggiungere gli alberi prima dei loro inseguitori, avrebbero potuto deviare dalla strada e
nascondersi fra le fronde.
Signore!, lo chiam piano Decimo. Hai visto? Ci circondano!.
Li vedo, rispose Catone con calma. Ignorali. Finch non te lo dir io.
Cosa stai pensando?, chiese Macrone.
Catone non rispose. Calcol la distanza rimanente e langolazione che gli inseguitori avrebbero
dovuto prendere per continuare a seguirli. Avrebbero dovuto abbandonare i muli. Le piccole bestie
erano troppo lente. Catone, come da abitudine, valut brevemente tutte le alternative, perfino quella di
lasciare crudelmente Decimo al proprio destino, per dare a se stesso e a Macrone unopportunit di
fuga. Altrettanto tipicamente, abbandon allistante lidea. Qualsiasi cosa dettasse la logica, esisteva un
codice etico, adottato da coloro che si vedevano affidare un ruolo di comando, per il quale sarebbe stato
impensabile sacrificare Decimo.
Catone rallent il cavallo cos da farsi raggiungere dal suo servitore, e gli parl piano. Quando
te lo dico io, Decimo, scendi dal mulo e monta in sella dietro di me.
Cosa ne facciamo del prigioniero?, chiese Macrone.
Lo lasceremo indietro insieme ai muli. Se quelli appartengono alla sua gente, si spera che si
fermeranno per liberarlo, il che ci garantir un po pi di tempo.
Cosa stai pianificando, amico?
Cavalcheremo a tutta velocit verso il limitare della foresta. Loro saranno obbligati a piegare
attraverso la campagna per seguirci, e perderanno un po di terreno. Se riusciremo a trovare riparo fra
gli alberi prima che ci raggiungano, potremo abbandonare il sentiero e seminarli nel bosco.
Questa  follia, protest Decimo. Ci scoveranno.
Forse. Ma in due sul mio cavallo e in aperta campagna, ci prenderanno subito. Nei boschi
avremo pi possibilit di sfuggire loro.
Decimo serr la mascella e disse con rabbia: Sarei dovuto rimanere a Londinium.
Macrone sput di lato. Comincio a desiderare la stessa cosa.
Silenzio!, ordin Catone. State pronti, quando dar il segnale.
Erano a poco pi di un quarto di miglio dal limitare della foresta, quando Catone si accorse che
gli uomini sui fianchi si stavano avvicinando. Decise che era giunto il momento di agire. Fece un
respiro profondo, tir le redini e parl con decisione a Decimo.
 il momento. Sali!.
Decimo scivol dal dorso del mulo, e Catone gli tese la mano per aiutarlo a montare in sella
dietro di lui. Non appena luomo si aggrapp saldamente ai corni posteriori, Catone spron Annibale a
partire.
Vai Macrone! Pi veloce che puoi! Io ti seguir!.
Il centurione schiaffeggi con la mano il posteriore del cavallo, prima di piegarsi in avanti e
guidare lanimale verso gli alberi lontani. I muli, spaventati dal movimento improvviso, ragliarono e
partirono al trotto dietro ai cavalli, seguendoli per un breve tratto, prima che il peso dei bagagli e del
prigioniero li rallentasse fino a costringerli a fermarsi, lasciandoli esitanti e sfiniti lungo il sentiero,
abbandonati.
Non appena si resero conto di quali erano le intenzioni delle loro prede, i cavalieri su entrambi i
lati partirono allinseguimento, dirigendosi velocemente verso unapertura fra gli alberi, dove il
sentiero si immergeva nel bosco, nel tentativo di bloccare i Romani. Macrone aveva gi percorso una
certa distanza, e Catone fu tentato di chiamarlo per assicurarsi che non lo lasciasse indietro. Ma era un
pensiero da vigliacchi e Catone lo scacci allistante; digrign i denti e affond i talloni nei fianchi
dellanimale, spingendolo a lanciarsi precipitosamente lungo il percorso, con gli zoccoli che
sollevavano una scia di pietre e zolle erbose. Il freddo e il gelo della giornata si persero nella bollente e
ansiosa eccitazione dellinseguimento e i dettagli del mondo che lo circondava gli passarono veloci
davanti agli occhi, mentre le potenti zampe del cavallo galoppavano verso il riparo degli alberi.
Forza Catone!, grid Macrone da sopra la spalla. Stammi dietro!.
Gli altri uomini erano ormai cos vicini che le loro urla potevano essere udite anche sopra il
frastuono degli zoccoli scalpitanti sul terreno. Catone per non riusciva a distinguere le parole, e si
chin ancora di pi sulla sella, mentre lui e Decimo continuavano a galoppare. Poi gli alberi spuntarono
di colpo su entrambi i lati e il sentiero si inoltr nel bosco. Davanti, il percorso continuava pi o meno
diritto, prima di girare intorno a un gruppo di alte querce e sparire alla vista.
Macrone!. Il cavallo lanciato al galoppo rendeva difficile a Catone gridare le istruzioni. Una
volta arrivati oltre quelle querce abbandona il sentiero a destra!.
Macrone annu e i due cavalli si gettarono a precipizio lungo lo stretto tracciato. Catone rischi
una veloce occhiata alle spalle, ma non riusc a vedere gli inseguitori. Poi, a poca distanza dalla curva,
ud un grido eccitato e vide che il primo degli avversari aveva gi raggiunto il sentiero nella foresta, a
poco meno di cento passi di distanza. Catone pens disperatamente che avevano ancora sufficiente
vantaggio perch il piano funzionasse, e spron il cavallo. La svolta era ormai poco distante e Macrone
stava gi girando intorno ai rami caduti e ai rovi ai piedi delle antiche querce, scomparendo alla vista.
Catone sentiva i fianchi del cavallo gonfiarsi e cedere come soffietti contro i suoi polpacci, mentre la
bestia faticava sotto il peso di due uomini. Stava gi rallentando, malgrado i suoi disperati sproni. Poi
raggiunsero le querce e Catone si inclin di lato quando il cavallo affront galoppando la curva. Vide
Macrone a non pi di dieci piedi davanti a lui, spada in mano, di fronte al sentiero, mentre il suo
cavallo sbuffava e scalpitava contro il terreno. Catone tir con decisione le redini, e il destriero devi a
sinistra, sfiorando il posteriore dellaltro animale con un nitrito spaventato. Decimo fu scagliato in
avanti dalla brusca fermata e and a sbattere contro il prefetto. Catone strusci il viso contro i ruvidi
peli della criniera della bestia.
Si raddrizz immediatamente. Macrone, ma che.
Poi li vide. A non pi di una cinquantina di piedi, la via era bloccata da altri cavalieri, seduti in
silenzio sulle selle a fissare i Romani. Indossavano mantelli scuri e i capelli ricadevano loro sulle
spalle. Ogni uomo aveva con s una lancia e uno scudo ovale. Fu tutto quello che Catone riusc a
notare, prima che la sua attenzione si spostasse sul rumore degli zoccoli che si avvicinavano
rapidamente alle loro spalle.
Siamo fottuti, gemette Decimo, mentre Catone si chinava per sfoderare la spada.
Zitto!, esclam con rabbia il prefetto, accostando il suo cavallo a quello di Macrone.
Fine del piano. Macrone sorrise arcignamente. E ora? Ci facciamo strada a fendenti?.
Catone annu.  tutto ci che possiamo fare. Pronto?.
Entrambi rafforzarono la presa sullelsa della spada e strinsero le gambe contro i fianchi dei
cavalli, preparandosi a caricare. Catone sent un sordo suono raschiante quando Decimo estrasse la sua
lama.
Alle loro spalle riecheggi un improvviso rombo di zoccoli, unito a grida dallarme, poi i loro
inseguitori raggiunsero la curva e si arrestarono confusi, realizzando la possibilit di uno scontro
imminente. Catone decise che quello era il momento di colpire, mentre almeno una parte dei loro
avversari era disorientata. Prese un bel respiro, preparandosi a emettere il suo urlo di battaglia, quando
una voce profonda risuon nellaria. Una figura emerse dallo schieramento di uomini che bloccava la
via. Fece avanzare il cavallo al passo con aria indifferente e lo gir in modo da metterlo di traverso sul
sentiero, collo alzato, orecchie ritte, il fiato che gli usciva dalle narici. Il cuore di Catone batteva cos
forte che era sicuro che chiunque intorno a lui potesse sentirlo. Fiss con sguardo deciso luomo che
avevano di fronte. Come tutti gli altri, aveva capelli scuri e legati dietro la nuca con una larga fascia. La
fronte era prominente, gli occhi scuri e infossati sovrastavano una folta barba che gli celava il mento.
Anche se indossava un mantello, Catone not che aveva un fisico massiccio, e le braccia nude
assomigliavano a prosciutti rivestiti di ispidi peli neri. Lindividuo li osserv con espressione
impassibile, mentre i suoi uomini rimanevano in attesa di un ordine, con le lance sospese a mezzaria,
pronte a colpire i tre Romani che avevano osato cavalcare nel cuore di quelle montagne selvagge.
Ci fu una pausa, durante la quale ogni attimo si impresse nei sensi acuiti di Catone:
immagazzin ogni dettaglio visivo, ogni suono e ogni odore di quello che avrebbe potuto essere
lultimo istante della sua vita. Poi luomo si mise comodo in sella e appoggi la mano sinistra sul
fianco.
Chi siete?, domand in latino.
Romani, rispose Macrone.
Ma non mi dire. Il suo tono aveva un che di divertito. Be,  un peccato. Speravo di
infliggere unaltra punizione esemplare a quella feccia di Siluri Cosa fate qui?.
Catone si raddrizz sulla sella e rinfoder la spada. Sono il prefetto Quinto Licinio Catone.
Questo  il centurione Lucio Cornelio Macrone. Sono stato inviato per prendere il comando del forte di
Bruccium. Suppongo voi siate i Traci dalla guarnigione.
Luomo annu.
E tu chi sei?, chiese Macrone abbassando la spada, ma tenendola ben stretta lungo il fianco.
Luomo schiocc la lingua e avanz con il cavallo verso i Romani. Si ferm di nuovo,
direttamente di fronte a loro, e sollev la testa. I suoi occhi scuri trafissero Catone.
Sono il centurione Querto.
...
.
...
CAPITOLO SEDICI.
...
.
...
Quando i cavalieri emersero dal bosco per seguire il sentiero che attraversava laperta
campagna, la foschia si era ormai alzata. Il cielo era ancora coperto e il sole non era altro che una vaga
apparizione nella coltre plumbea che incombeva sul paesaggio. Una pioggerella leggera si aggiunse al
disagio di Catone e dei suoi compagni, che cavalcavano insieme agli ausiliari traci. Una volta verificata
lautorizzazione di Catone ad assumere il comando, il centurione Querto ordin che i muli e il
prigioniero fossero recuperati. Poi chiese ai suoi uomini di riformare le fila e guid la colonna in
direzione del forte. Quando raggiunsero laperta campagna, mand due cavalieri in avanscoperta, e
rallent per affiancarsi a Catone e Macrone.
Ti dispiacerebbe dirmi cosera quella sceneggiata?, chiese Macrone. Prima, quando tu e i
tuoi uomini ci avete inseguiti.
Querto contrasse le labbra fino a farle sparire dietro i peli ispidi della barba, prima di
rispondere. Questo  territorio siluriano. O lo era, finch non abbiamo costruito qui il forte. Fare
guerra al nemico  il mio lavoro. Siete stati individuati da una delle mie pattuglie gi prima di
raggiungere il passo. A causa della foschia non hanno potuto avvicinarsi abbastanza per identificarvi
come Romani. In ogni caso,  passato un po di tempo dallultima volta che abbiamo visto dei Romani
che non appartenessero alla guarnigione.
Capisco, disse Catone.  passato anche del tempo dallultima volta che hai mandato un
rapporto a Glevum. Immagino che qualcuno al quartier generale sia stato sul punto di dare te e i tuoi
uomini per dispersi.
Non abbastanza da non mandarvi qui, a quanto pare.
Catone e Macrone si scambiarono un rapido sguardo.
Perch non ti sei messo in contatto con il quartier generale per tutto questo tempo?, chiese
Catone.
Siamo circondati dai nemici. Se invio un uomo con un rapporto, ci sono buone probabilit che
i Siluri lo catturino. Nel qual caso, io perderei un uomo e il rapporto non arriverebbe comunque. Quindi
non ha senso. Quando avr qualcosa di importante da dire al legato, mi assicurer che ne riceva
comunicazione. Nel frattempo continuo a obbedire allordine di non dare tregua allavversario. Motivo
per cui ho portato fuori uno dei miei squadroni per tendervi unimboscata, se vi foste rivelati dei
nemici. A proposito, siete caduti perfettamente nella nostra trappola. Anche se avevo capito che eravate
pi di tre, senza contare il prigioniero laggi.
La nostra scorta  tornata indietro prima del passo che conduceva nella valle, spieg Catone.
Dove abbiamo trovato tre Siluri, lasciati l a morire. Opera vostra, mi pare di capire.
Mi piace far sapere ai nemici cosa devono aspettarsi nel caso osino sbarrarmi la strada. Ce ne
sono altri su ogni percorso che attraversa la valle. E ce ne lasciamo qualcuno alle spalle ogni volta che
razziamo un villaggio o che ci scontriamo con una delle loro bande armate.
Perch?.
Querto si volt, fulminandolo con lo sguardo.  ovvio. Spaventa i nemici.
Macrone scoppi in una risata sarcastica. Spaventa anche i nostri ragazzi.
E allora farebbero bene a non starmi fra i piedi. Querto si accigli. Non ho bisogno che
qualcuno interferisca con il mio lavoro.
Il tuo lavoro? Intendi i tuoi ordini. Si suppone tu debba incalzare il nemico, non intraprendere
una guerra personale.
Querto scroll le spalle e spost lo sguardo dinanzi a s. La mia valle, le mie regole. 
sufficiente che faccia contento il legato.
S, be, ora sono io al comando, rispose Catone con cautela. Le cose potrebbero cambiare a
Bruccium.
Vedremo.
E gi che siamo in argomento, dal momento che sono il nuovo prefetto mi chiamerai signore,
centurione Querto.
Laltro uomo lo guard, senza prendersi la briga di celare il proprio disprezzo, e rispose: Come
desideri, signore.
Catone sent una stretta di ghiaccio al cuore. Unoscura nuvola minacciosa sembrava circondare
lufficiale tracio. Catone era cauto e non poco spaventato. Non aveva alcun desiderio di fornire a
quelluomo unopportunit per sbarazzarsi di un rivale che poteva assumere il controllo dei suoi
soldati. Decise che sarebbe stato pi saggio mettere al corrente Querto del quadro pi ampio della
situazione.
Immagino tu abbia subito delle perdite da quando  stato costruito il forte.
Qualcuna. Per lo pi gli uomini pi deboli.
Allora sarai felice di sapere che, in capo a qualche giorno, una colonna di rinforzi partir da
Glevum per raggiungerci.
Querto gli scocc uno sguardo velenoso. Altri Romani?.
Catone annu. Legionari, per la gran parte. Tuttavia, quelli tra loro che sono in grado di
cavalcare bene potrebbero sostituire alcuni degli uomini che hai perso, dovessi io decidere in quel
senso.
Era un sottile ammonimento per ricordare allufficiale tracio che avrebbe dovuto tornare alla
sua unit e consegnare a Catone il comando assoluto della guarnigione.
Quando raggiungeremo il forte, mi aspetto un rapporto completo riguardante il periodo in cui
sei stato al comando, insieme a un inventario delle scorte e a un riepilogo aggiornato dellorganico
disponibile, continu Catone. Poi voglio entrambe le coorti schierate per unispezione, domani
allalba.
Querto non replic e Catone si sent avvampare dalla rabbia. Si schiar la gola e parl senza
mezzi termini. Hai sentito i miei ordini, centurione?
S, signore.
Quindi fai il favore di riconoscerli come tali, in futuro.
S, signore, rispose Querto in tono distaccato. Se questo  tutto, ho bisogno di andare a
controllare i miei esploratori.
Credevo avessi detto che questa valle  territorio tuo, osserv Catone.  questo il motivo per
cui vuoi che i nemici vedano gli uomini che hai impalato. Per intimare loro di tenersi lontani.
E funziona. Li spaventa, e serve a ricordare ai miei uomini il genere di guerra che stiamo
combattendo. Quello  il destino di chi si fa catturare. Una lezione che credo anche voi due dovreste
imparare. E prima lo fate, meglio . Guard Catone in cagnesco. Tuttavia, ci sono nemici pi
coriacei ai quali dobbiamo prestare attenzione.
Spron il cavallo al piccolo galoppo, dirigendosi verso gli esploratori, un po pi avanti rispetto
alla colonna. Catone e Macrone lo osservarono allontanarsi, il mantello che gli svolazzava intorno al
corpo come un turbinio di corvi.
Catone si guard intorno. I Traci risposero al suo sguardo con determinazione, come se non gli
importasse di essere messi sotto esame dal nuovo prefetto responsabile del forte di Bruccium. Molti
avevano tatuaggi sul viso, scuri intrecci spiraleggianti diversi dagli elaborati disegni blu preferiti dai
Britanni. I mantelli e le tuniche erano piuttosto consunti e macchiati, e lequipaggiamento era un misto
di ci che veniva fornito alle truppe ausiliarie, armi sottratte ai Siluri e un campionario di oggetti pi
esotici che Catone suppose provenissero dalla natia Tracia.
In fondo alla colonna, Decimo cavalcava ai margini del sentiero, dove Catone e Macrone
potevano vederlo e rassicurarlo. Dietro di lui, legato al corno della sella di uno degli altri muli, cera il
prigioniero, con unespressione di acuta sofferenza impressa sul viso. Catone si rivolse al suo
compagno e parl piano.
Cosa pensi, Macrone?.
Il suo amico rispose sottovoce. Il centurione Querto non la sta prendendo bene.
Sono daccordo.
Macrone indic con discrezione in direzione degli uomini che cavalcavano alle loro spalle. E
non avevo mai visto una marmaglia di questo genere, nemmeno fra le unit ausiliarie pi abiette
dellesercito. Sembrano dei selvaggi.  difficile distinguerli dai nativi.
Catone annu. Forse lintenzione  proprio quella. Oppure Querto  un passo avanti e riesce a
far sembrare i suoi uomini pi spaventosi dei Siluri.
A me non fanno paura, comment con decisione Macrone.
Non sei uno che si spaventa facilmente. Per mia fortuna, direi.
Macrone sorrise per il complimento, poi la sua espressione si indur nuovamente. Eppure, la
situazione non mi piace. Dovremo sorvegliare Querto da vicino. Probabilmente, sta gi pensando a
come sbarazzarsi di noi senza attirare troppo lattenzione del quartier generale.
 esattamente quello che penso io, conferm Catone. E visto che nel frattempo  riuscito a
infondere timore nei cuori degli uomini delle trib locali, il legato probabilmente vorr che continui a
farlo. Dovremo essere cauti.
Macrone annu. C qualcosaltro che mi preoccupa. Se questi individui sono un campione
degli uomini presenti al forte, con che altro avremo a che fare? Non vedranno di buon occhio lordine,
la pulizia e le esercitazioni militari.
No.
Catone sent una goccia di pioggia sulla mano che reggeva le redini e alz lo sguardo verso il
cielo. Un fronte di nuvole scure stava arrivando dalle montagne, portandosi dietro un acquazzone.
Sollev il cappuccio del mantello sopra la testa e si strinse nelle spesse pieghe del tessuto. Altre gocce
caddero e ben presto la pioggia avvilupp i cavalieri, sibilando e picchiettando sul terreno e
trasformando la superficie del sentiero in uno scintillante torrente di fango.
Sai, borbott Macrone,  in momenti come questo che mi chiedo se non sarebbe meglio
lasciare questi speciali Campi Elisi ai locali. Perch cazzo Claudio vuole annettere allimpero questo
miserabile posto sperduto?
Macrone, sai come stanno le cose. Non dobbiamo metterci a fare domande. Siamo qui perch
siamo qui, e questo ci deve bastare.
Macrone rise. Stai imparando, finalmente.
La pioggia continu a cadere senza posa per il resto della giornata. Mentre la pallida luce
cominciava ad affievolirsi, il paesaggio della valle superiore cedette il passo a quelle che una volta
erano state terre coltivate. Fattorie abbandonate punteggiavano il territorio ai lati del sentiero. Piccoli
agglomerati di baracche erano ancora in piedi, vuote, senza fumo a levarsi dai focolari. Altre casupole
erano state bruciate, lasciando al loro posto orride macerie annerite, che si innalzavano dal terreno
come i denti marci di una vecchia strega. Intorno ad esse si estendevano campi dimenticati, coperti di
erbacce e orzo selvatico. Accanto al sentiero, fra lerba alta, Catone not carcasse di animali,
abbandonate dove erano stati massacrati, con le pelli segnate dalle intemperie che avvolgevano le ossa.
Cerano anche cadaveri, visi avvizziti e anneriti tesi sopra i teschi dalle orbite vuote. Altre prove
delloperato di Querto e dei suoi uomini.
Il sentiero raggiunse la sponda di uno stretto fiume e prese a seguirne il corso, mentre le gocce
di pioggia esplodevano sulla superficie dellacqua, simili a manciate di monete dargento. Qualche
miglio pi avanti, mentre lultima luce del giorno cominciava a sbiadire, i cavalieri giunsero infine in
vista del forte di Bruccium. Catone si rizz sulla sella, con lo sguardo fisso in avanti. Dalle precedenti
descrizioni di Trebellio si era fatto unidea del luogo, e vide che, in effetti, la posizione era stata scelta
con cura. Il fiume scorreva intorno alla bassa collina sulla quale il forte era stato costruito, fornendo
una difesa naturale su tre lati. Un assalitore avrebbe dovuto abbandonare qualsiasi intenzione di
assaltare i terrapieni erbosi che dominavano i ripidi pendii e giungevano fino alla riva del fiume. Sul
quarto lato, il forte era protetto da un fossato scavato di fronte ai bastioni.
Notevole, ammise Macrone. Carataco non ha molte speranze di conquistare Bruccium.
Catone annu. Non importava quanto fossero coraggiosi i nativi, non conoscevano comunque le
armi dassedio. Ecco perch avevano cos tanta fiducia nei forti sulle colline che avevano edificato su
larga scala. Ma per quanto essi si fossero rivelati efficaci nei conflitti fra le trib dellisola, avevano
ben poche possibilit contro le baliste e gli onagri delle legioni romane. Questi ultimi avevano
abbattuto le palizzate e le porte di una fortezza dopo laltra, mentre le baliste sferzavano i bastioni,
falciando qualsiasi guerriero fosse sufficientemente coraggioso da tenere la posizione per mostrare il
proprio disprezzo nei confronti del nemico. Dopodich, era bastato schierare una formazione a
testuggine per avvicinarsi alle brecce nelle fortificazioni e caricare in profondit per sopraffare i
difensori rimasti.
Fino a quel momento i guerrieri nativi avevano a malapena cominciato a individuare dei modi
per contrastare la superiorit che i soldati di Roma avevano dimostrato sul campo di battaglia e
nellarte dellassedio. Cerano volute diverse sconfitte, prima che Carataco imparasse a evitare le
battaglie campali e a usare il pesante passo dellesercito romano contro le stesse legioni. Da qualche
anno ormai, il sovrano aveva investito tutte le proprie energie nellattaccare le linee di
approvvigionamento dellesercito, compiendo scorrerie ben oltre la frontiera e ritirandosi prima che i
Romani potessero reagire. Quella strategia si era rivelata efficace e proficua, e i cavalieri erano tornati
alle loro trib carichi di bottini, conquistati durante le razzie nelle ville e le imboscate alle colonne di
rifornimenti e alle pattuglie incaute. Dal canto loro, non avendo pi liniziativa, i Romani potevano
rispondere alle incursioni solo inviando in fretta e furia delle unit sul posto, che regolarmente
arrivavano troppo tardi per intervenire. Il governatore Ostorio era giunto allinevitabile conclusione che
la lunga guerra contro le trib native sarebbe cessata solo quando Carataco non avesse pi avuto un
rifugio sicuro per s e per i suoi guerrieri. Senza prima sconfiggere i Siluri e gli Ordovici, la pace nella
nuova provincia della Britannia non sarebbe mai stata possibile.
Quando giunsero in vista del forte, Querto e i suoi esploratori fermarono i cavalli con un colpo
di redini e aspettarono che il resto della colonna li raggiungesse, prima di continuare lungo il sentiero
che conduceva alle vie daccesso al forte. Non cerano vici o terme al di fuori delle mura. Solo mucchi
di fieno che facevano parte delle scorte di cibo per i cavalli. Erano protetti da una semplice palizzata
con due sentinelle allentrata. Il sentiero si inerpicava verso il cancello principale di Bruccium.
Cosa sono quelli?, chiese Macrone, indicando il pendio.
Catone si gir sulla sella e sollev una mano per schermarsi gli occhi dalla pioggia, guardando
verso il punto che Macrone aveva indicato. Dai cancelli del forte, due file di corti pali fiancheggiavano
il sentiero, posti a intervalli di dieci piedi luno dallaltro per un tratto di circa duecento passi. Sulla
sommit di ogni palo cera una grossolana sfera. Catone sent lo stomaco rivoltarsi, intuendo subito di
cosa si trattasse. Un momento pi tardi, i suoi timori furono confermati. Teste. Un viale di macabri
trofei che rilucevano nella pioggia, lespressione di dolore e terrore fissata sul volto al momento della
morte, mentre lacqua grondava dalle ciocche di capelli che pendevano dallo scalpo.
Catone deglut, sforzandosi di controllare londata di disgusto che minacciava di sopraffarlo.
Poi, spostando lo sguardo sul forte, vide altre teste lungo i bastioni, con i visi rivolti verso la valle,
come per avvertire gli astanti che quello era diventato un luogo di morte e tenebre. Le tenebre
dellanimo umano, nere come la notte stessa, pens Catone, cavalcando in silenzio al fianco di
Macrone, mentre passavano fra le teste spiccate dal busto delle vittime di Querto e dei suoi soldati.
Quando raggiunsero la strada rialzata che valicava il fossato esterno, un ordine venne gridato
allinterno del forte e i cancelli cominciarono ad aprirsi, con i cardini che gemevano e cigolavano sotto
il carico delle pesanti travi di legno. Querto si ferm, piazzando il cavallo di traverso sul sentiero in
modo da poter guardare in faccia i due ufficiali alle sue spalle. La pioggia gli aveva inzuppato i capelli
neri e il mantello, che sembravano un tuttuno, lisci e avvolti da un bagliore opaco, come la pece. La
folta barba si apr quando ghign, indicando con un cenno della mano il tetro varco al di l del corpo di
guardia.
Centurione Macrone, prefetto Catone benvenuti a Bruccium.
Il forte di Bruccium.
...
.
...
CAPITOLO DICIASSETTE.
...
.
...
Bussarono alla porta e un attimo dopo Decimo entr e chin la testa in segno di saluto.
Signore,  arrivato anche lultimo degli ufficiali. Stanno aspettando nella sala principale.
Molto bene. Catone si alz dallo sgabello dietro la scrivania. Aiutami con larmatura.
S, signore. Decimo attravers lufficio del comandante dirigendosi verso la struttura in legno
sulla quale erano appese larmatura e le armi di Catone. Erano passate due ore da quando erano arrivati
al forte. Il prigioniero era stato portato nel corpo di guardia, mentre Decimo aveva provveduto a disfare
i bagagli di Catone e Macrone negli alloggi che erano stati loro assegnati nel quartier generale. Non
cera stato bisogno che Querto spostasse il suo equipaggiamento, dal momento che non aveva mai
voluto trasferirsi nelle stanze che erano appartenute al predecessore di Catone. I miseri averi del
precedente prefetto erano stati lasciati l, e Decimo aveva convocato gli ultimi attendenti rimasti
nellorganico del quartier generale per spostarli in uno dei magazzini. Gli attendenti erano anziani
veterani con i capelli ormai ingrigiti, troppo deboli per far parte della truppa, al fianco dei loro
compagni pi giovani e pi in forma. Poco prima Catone era stato informato che da quando Querto
aveva preso il comando, il resto degli attendenti era stato strappato alle scrivanie e unito alle file degli
uomini che il centurione guidava contro le trib circostanti. Nella guarnigione nessuno si era
preoccupato di conservare gli archivi delle due coorti, e i locali del quartier generale erano stati in gran
parte abbandonati. Erano rimasti solo quei due attendenti a svolgere i compiti che il comandante
provvisorio si degnava di assegnare loro.
Catone si era tolto la tunica e le calighe che aveva indossato per la cavalcata da Glevum. Al loro
posto, si era infilato una tunica fresca, un corpetto di cuoio dotato di spallacci, e stivali di pelle di
vitello, pi comodi e pratici delle robuste calighe da soldato che preferiva sul campo. Tese le braccia,
Decimo sistem la piastra anteriore e quella posteriore della corazza, e inizi ad allacciare le fibbie.
Una volta terminato un lato, il servitore gir faticosamente intorno a Catone e cominci a lavorare
sullaltro, schiarendosi la gola prima di rivolgersi al suo superiore.
Non  questo ci che mi aspettavo, signore, cominci cautamente.
Nessuno di noi se lo aspettava, rispose Catone sardonico. Il centurione Querto ha
unopinione piuttosto personale in merito ai doveri del comandante di una guarnigione, nonch
ufficiale dellesercito romano.
Decimo grugn e prosegu con la fibbia successiva. Non ho mai visto un posto simile, signore.
E nemmeno voglio pi vederlo in futuro, se  per questo. Tutte quelle teste. E i corpi abbandonati nel
fossato. Non  giusto. E i suoi uomini  come se fossero in trance. Nessuno di loro ha voluto parlare
con me mentre eravamo in viaggio verso il forte. Mi hanno semplicemente ignorato, anche se ho visto
uno strano sguardo nei loro occhi. Come se avessero troppa paura di parlare.
Davvero? Forse stavano solo rispettando la disciplina.
Decimo allacci lultima fibbia e fece un passo indietro.  questo ci che pensi, signore?
Io non sono tenuto a dire al mio servitore ci che penso, Decimo. E nemmeno credo sia
appropriato da parte tua dare voce a considerazioni del genere in merito a un centurione anziano. 
chiaro?. Catone non intendeva davvero dargli una strigliata, ma era necessario che Decimo sapesse
che cerano dei limiti che andavano rispettati, a meno che non si fosse espressamente autorizzati a
superarli. Perci addolc il tono e continu:  la linea di condotta ufficiale, in circostanze normali. Ma
la situazione qui  ben lungi dallessere normale. Per il momento, dobbiamo procedere con molta
cautela in merito al centurione Querto. Ho bisogno che tu diventi i miei occhi e le mie orecchie fra i
soldati della guarnigione. Scopri cosa sta succedendo qui. Vedi se qualcuno sa qualcosa riguardo al
destino subito dal mio predecessore, il prefetto Albino. Ma stai attento, Decimo.
Lo sar, signore. Dal momento che non mi hai lasciato scelta in merito al fatto di venire qui,
intendo andarmene da Bruccium tutto intero e riscuotere quanto hai promesso di pagarmi.
Dando per scontato che io viva abbastanza da onorare il mio debito.
Decimo lo fiss. Pensi che siamo in cos grave pericolo, signore?.
Catone lo guard con espressione sorpresa. Certo che s. Queste montagne e queste valli sono
la casa dei pi coriacei e spietati guerrieri della Britannia. Ci odiano con tutto il cuore, e combatteranno
fino alla morte. E c la possibilit che non ci si debba preoccupare solo del nemico. Non ti mentir,
Decimo. Nemmeno io ho mai visto un posto come questo. Dovr essere cauto. E dovrete esserlo anche
tu e Macrone. Stai sempre allerta, hai capito?
S, signore.
Bene. Magari sono troppo sospettoso e spero che la situazione non sia cos pessima come
sembra. Forse fra qualche giorno ci rideremo sopra.
Non so perch, ma ne dubito.
Vedremo. Ora la fascia.
Decimo prese la banda di stoffa rosso acceso dal supporto e la fece passare intorno alla vita,
sopra la corazza, prima di legarla sul davanti e infilare le estremit in modo che ricadessero in forma di
cappi decorativi.
Come sto?, chiese Catone.
Decimo storse la bocca. Se fossimo in qualunque altro posto, direi benissimo. Ma qui sembri
fuori luogo, signore.
Catone non rispose e indic la spada. Decimo gli sistem la cinghia sulla spalla, mettendo il
fodero a destra, poi tir su il colletto della tunica per assicurarsi che il bordo della corazza non
sfregasse in alcun punto contro la pelle del prefetto. Fece un passo indietro per ammirare il suo operato
e si costrinse a sorridere. Sembri pronto per presentarti al cospetto dellimperatore in persona,
signore.
Unultima cosa. Catone odiava la vanagloria, ma riteneva che la sua posizione al forte ne
sarebbe uscita rafforzata, se gli ufficiali si fossero resi conto che il loro nuovo comandante non era un
rampante smidollato che arrivava dritto da una comoda casa di Roma. Laggi, in quella cassa. La
correggia con le phalerae.
Decimo fece ci che gli venne ordinato e recuper la serie di dischi lucenti fissati al cuoio
splendente della cinghia di supporto. Catone si compiacque nel vedere lo sguardo di sincera
ammirazione negli occhi del veterano mentre gli sistemava la correggia sopra il pettorale. Catone la
tenne ferma, e il servitore gli agganci la cinghia sulla schiena.
Quindi hai affrontato molte battaglie, signore. Non conferiscono medaglie come queste
soltanto per la presenza.
No, infatti. Catone sorrise per un attimo. Per quanto riguarda le battaglie, ne ho affrontate
pi che a sufficienza. Ma ho la sensazione che ne affronter ancora molte, e presto, se gli di lo
vorranno.
Non so cosa vogliano gli di, signore. Ma sono certo che questo  ci che ha in mente
Carataco. E se non lui, il centurione Querto.
Sta a me decidere ora, rispose Catone con determinazione. Fece un profondo respiro e guard
luscita, fermandosi un istante per riordinare le idee e placare la mente agitata. Poi prese il
portadocumenti in cuoio che conteneva lautorizzazione ad assumere il comando della guarnigione e si
avvi a grandi passi verso la porta. Usc nel corridoio e si diresse verso la sala principale del quartier
generale, con il rumore degli stivali che riecheggiava lungo le pareti.
I centurioni e gli optiones dellunit tracia e la coorte di fanteria della Quattordicesima Legione
erano seduti su una serie di panche, quando Catone entr nella sala. Il locale era illuminato da lucerne a
sego poste su supporti di ferro lungo le pareti, e riscaldato da un braciere che ardeva a unestremit
della stanza.
Non appena Catone entr, Macrone scatt in piedi e grid: Ufficiale comandante presente!.
Gli altri uomini ebbero un attimo di esitazione, poi Querto si alz lentamente in piedi ed essi
seguirono il suo esempio. Catone fece il giro della sala, raggiunse il posto di fronte agli ufficiali e
lasci intendere a Macrone che era pronto.
Riposo!.
Gli ufficiali si sedettero, Catone concesse loro un momento per mettersi a proprio agio, e fece
scorrere lo sguardo sugli uomini di cui aveva appena assunto il comando. Aveva dato per scontato che
ci sarebbe stata una marcata differenza daspetto tra gli ufficiali della coorte tracia di cavalleria e quelli
della legione. Invece fu sorpreso di scoprire che quasi tutti gli uomini avevano la barba incolta e i
capelli lunghi legati sulla nuca, alla maniera del centurione Querto. Solo due centurioni della
Quattordicesima e i loro optiones erano identificabili come romani, con i capelli corti, le tuniche e le
calighe regolamentari. Di fronte a quello spettacolo, Catone si sent scoraggiato e seppe che stava per
affrontare una sfida ancora pi dura di quanto avesse creduto. Fece un respiro e strinse lautorizzazione
tra le mani, dietro la schiena.
Buonasera, signori. Se questo forte  come tutti gli altri, allora la notizia del mio arrivo si sar
gi diffusa, ma, giusto a titolo informativo, sono il prefetto Catone, designato al comando della
guarnigione di Bruccium. Esib il portadocumenti e apr il coperchio del tubo per estrarre
lautorizzazione che recava il sigillo dellimperatore. La sollev, in modo che tutti potessero vederla,
poi la ripose nella custodia di cuoio. Indic Macrone. Laltro ufficiale  il centurione Macrone, che
assumer il comando della Quarta Coorte della Quattordicesima Legione. Prima di cominciare la
riunione informativa, vorrei sapere di pi riguardo agli uomini che comander. Un ufficiale alla volta.
Catone non pot scegliere il primo, perch Querto si alz in piedi, le braccia incrociate sul
petto. Molto bene. Sono il centurione Sycaro Querto, dalla Dacia. Ero un principe fra la mia gente,
prima di essere costretto a fuggire, dopo che mio padre fu assassinato. Sono stato allevato in Tracia,
dove fui reclutato nel reggimento e inviato a prestare servizio sul Reno. Rimasi l, finch fu disposto
che il reggimento si unisse allesercito che si stava raccogliendo per linvasione della Britannia. Nelle
campagne seguenti, fui promosso optio, poi centurione, e ricevetti due medaglie al valore in battaglia.
Alla morte del prefetto Albino, sono diventato comandante della coorte, e del forte, e da allora abbiamo
combattuto nel cuore del territorio siluriano, bruciato un gran numero di villaggi e massacrato migliaia
di nemici. Ho fatto s che Roma diventasse una parola di cui avere paura nelle terre fra Glevum e il
mare. Il nemico conosce il mio nome, ed esso infonde terrore nei cuori di tutti quelli che lo sentono.
Tese le braccia allinfuori e strinse i pugni. Io sono Querto, il distruttore di tutti coloro che osano
mettersi sulla mia strada. Nessuno pu sconfiggermi!.
Gli altri ufficiali pestarono i piedi in segno di approvazione e Querto si be del loro consenso.
Poi abbass le braccia, e, istantaneamente, cal di nuovo il silenzio. Si volt verso Catone con un
freddo sorriso di soddisfazione. Questi ufficiali sono miei fratelli. Comandano i miei squadroni di
cavalleria. Li addit uno a uno. Fermato, Cremax, Stellano, Pindaro, Mitridate, e Miro. Tutti
guerrieri valorosi. Gli altri, indic i centurioni legionari con un cenno della testa, fanno parte della
fanteria. I centurioni Publio Severo e Gaio Petilio. Hanno il compito di difendere il forte, visto che 
lunica cosa che sanno fare.
I due centurioni avvamparono per la rabbia e la vergogna, ma non osarono rispondere
allinsulto. Querto riserv loro uno sguardo carico di disprezzo, poi rivolse di nuovo lattenzione su
Catone e pieg leggermente la testa di lato.
Da mesi ormai stiamo muovendo guerra contro i Siluri, senza alcuna interferenza da parte del
legato di Glevum. Non ho chiesto io che venisse qualcuno a sostituire il prefetto Albino. Con tutto il
rispetto, signore, tu non sei n richiesto n desiderato qui. Dovresti tornare a Glevum. Di al legato che
sto eseguendo i suoi ordini e che continuer a farlo finch dei Siluri non rester che un ricordo.
Catone vide Macrone impallidire, mentre ascoltava quel torrente dinsolenza, e temette che il
suo amico sarebbe intervenuto. Si frappose tra loro e fronteggi Querto.
Centurione, non sta a te decidere chi sia richiesto o non richiesto qui. Tu, e io, siamo
subordinati alle regole e alle disposizioni dellesercito romano. Abbiamo entrambi giurato
allimperatore di obbedire senza discutere a coloro che egli ha posto al di sopra di noi. Mi  stato
ordinato di assumere il comando qui e tu riconoscerai la mia autorit. Conosciamo entrambi le dure
punizioni che vengono inflitte a coloro che si rifiutano di obbedire agli ordini. Come riconoscimento
del successo del tuo operato qui, chiuder un occhio, per questa volta, in merito alla tua
insubordinazione e la attribuir alle conseguenze dello zelo con cui stai portando avanti la guerra
contro il nemico. Ma non tollerer mai pi un simile atteggiamento da parte tua. Sono stato chiaro?.
Querto fiss Catone con unespressione sconcertata che fece solo infuriare, e allarmare, ancora
di pi il prefetto. Poi chin il capo con fare beffardo.
Come desidera il prefetto.
Esatto. Siediti, disse Catone con decisione e, con suo enorme sollievo, il trace fece ci che gli
era stato detto. Catone attese che la tensione nellaria si allentasse. A prescindere dai successi ottenuti
negli ultimi mesi, il fine della campagna del governatore va tenuto bene a mente. Lo scopo dei forti
come quello di Bruccium  quello di limitare i movimenti dei nemici e tormentare le trib con la
prospettiva di costringere Carataco a radunare le sue forze per affrontarci. A quel punto, il grosso
dellesercito romano potr avanzare contro il nemico e cercare di ingaggiare una battaglia decisiva. Se
sconfiggeremo i Siluri e gli Ordovici, allora Carataco sar una forza ininfluente. Nessunaltra trib sar
pronta a lasciarsi condurre alla disfatta da lui. E dal momento che non c nessun altro abile
comandante fra i nativi, la minaccia agli interessi di Roma in Britannia sar scongiurata, una volta per
tutte. Il mio compito consiste nel fare in modo che la guarnigione di Bruccium faccia la propria parte,
nel piano generale. Non tollerer alcun ufficiale, o soldato, che non comprenda e accetti il proprio
dovere. Questa guarnigione fa parte dellesercito romano, e mi assicurer che si conformi agli standard
richiesti ai soldati di Roma. Il primo passo in quella direzione sar unispezione completa di ogni uomo
della guarnigione, domani mattina, alle prime luci dellalba. Esigo inoltre rapporti sul numero degli
uomini, inventari dellequipaggiamento, delle scorte di cibo per i soldati e del foraggio per i cavalli. I
rapporti dovranno essere sempre aggiornati e ne verranno spedite copie allo stato maggiore del quartier
generale. Ci saranno alcuni cambiamenti nella linea dazione della guarnigione dora in avanti, e voi
fareste meglio a cooperare in tutto e per tutto. Fece una breve pausa. A domani mattina, signori.
Rompete le righe!.
Ancora una volta, ci fu una pausa durante la quale gli uomini rimasero in attesa di seguire
lesempio di Querto. Egli si alz e si rivolse agli altri. Avete sentito il prefetto. Rompete le righe!.
Gli uomini si alzarono diligentemente e iniziarono a uscire in fila dalla sala. Nel frattempo,
Catone si sforz di reprimere lumiliazione che gli bruciava nelle vene. Aspett finch non rimasero
che un paio di ufficiali e Querto, prima di richiamarlo.
Centurione Querto. Permettimi una parola.
Querto scroll le spalle, torn indietro e si sedette su una delle panche pi arretrate, mentre
anche gli ultimi ufficiali sparivano nel corridoio esterno, gettandosi occhiate curiose dietro le spalle.
Macrone rimase dovera.
Vuoi che resti anchio, signore?
Non ce n bisogno, centurione. Puoi andare.
Sissignore!. Macrone salut rapidamente e usc dalla stanza.
Quando la porta fu chiusa, Catone rivolse lattenzione al tarchiato trace. Ora che si era tolto il
mantello e portava solo la tunica, Catone not che era anche pi possente di quel che aveva creduto.
Luomo aveva un fisico pari a quello del miglior lottatore nellarena di Roma e i lineamenti minacciosi
gli conferivano una compostezza irresistibilmente intimidatoria. Catone dovette sforzarsi di ricordare a
se stesso il proprio grado superiore, e la necessit di garantire che venisse onorato. Strizz appena le
palpebre, osservando il trace.
Che cosa sta succedendo qui?
Cosa intendi, signore?
Non fare il buffone con me, Querto! Gli uomini hanno un aspetto selvaggio, e i corpi e le teste
di cui hai fatto sfoggio  al di l di qualsiasi comportamento accettabile. Non  civile.
Risparmiami i tuoi pregevoli sentimenti, prefetto. Noi siamo in guerra. Non stiamo giocando
alla guerra. Indic con sdegno la lucida armatura e le medaglie di Catone. Non c spazio per i valori
civili qui. Roma sta combattendo contro le trib di montagna da sei anni e con pochissimi risultati. Ho
perso diversi compagni in questi scontri, uomini ai quali ero legato. Le persone che vivono in queste
terre sono i veri selvaggi. Sono fanatici nel loro odio per Roma e sono spinti dai druidi. Finch non
saranno annientati, insieme ai loro druidi, non ci sar pace nella provincia romana. Ho lottato contro di
loro a sufficienza da sapere che continueranno a combattere Roma fino allultima goccia di sangue.
Ogni sconfitta non fa altro che rafforzare la loro determinazione. Esiste solo un modo per placare il loro
ardore e porre fine a tutto questo.
E quale sarebbe?.
Il trace si sporse in avanti e i suoi occhi si fissarono in quelli di Catone. Non devi mostrare
loro alcuna piet. Dar loro prova che possiamo essere pi feroci, crudeli e spietati del pi oscuro dei
loro druidi. Li ho spaventati. Spaventati al punto che penseranno a me con orrore in ogni istante della
loro giornata, e io sar l, a infestare i loro sogni con visioni di sangue e fiamme.
 questo il motivo dello spettacolo raccapricciante che circonda il forte?
Naturalmente, e anche la ragione per cui io incoraggio gli uomini ad adottare un aspetto ancora
pi barbaro di quello dei nemici.
In merito a ci, mi congratulo con te per il successo, replic caustico Catone. Ma c di pi,
non  vero?.
Querto si prese un momento prima di rispondere, poi rivolse un debole sorriso a Catone. Molto
bene. Hai ragione, prefetto. Le mie tattiche e le sembianze dei miei uomini sono solo una parte del
piano. Ci che pi importa,  che gli uomini pensino e agiscano come selvaggi, quando arriva il
momento. E questa  una cosa che non puoi soltanto ordinare loro di fare. Devono farla senza pensarci.
Devono diventare pi barbari dei barbari contro i quali stanno combattendo. Solo cos possiamo
vincere. E stiamo vincendo. Ogni villaggio che distruggiamo, ogni uomo, donna e bambino che
trucidiamo, ogni corpo mutilato che esponiamo, serve a indebolire la determinazione del nemico. Si
ferm e abbass la voce. Quando abbiamo costruito questo forte, la prima volta, i Siluri ci attaccavano
ogni notte. Tendevano imboscate alle nostre pattuglie, massacravano le nostre squadre di
approvvigionamento e ci provocavano esponendo le teste dei nostri compagni. Quando io assunsi il
comando, incendiammo le loro fattorie, distruggemmo i villaggi e scacciammo dalla valle anche
lultimo uomo rimasto ossia, quelli che non avevamo passato a fil di spada. Poi ci spostammo nelle
valli circostanti e ci assicurammo che capissero chi era il responsabile delle loro sofferenze. La notizia
delle nostre azioni si diffuse, e ben presto cominciammo a imbatterci in interi villaggi abbandonati. La
paura  come ogni altra infezione, si propaga da un uomo allaltro e mina la forza e la capacit di
resistere. Siamo vicini a sfibrare la loro volont. Lo so. Un altro mese  tutto ci che ci serve. Poi
verranno da noi in ginocchio, a implorare la pace, a qualsiasi condizione.
Catone ascolt in silenzio, assimilando ogni particolare. Capiva il senso di ci che aveva visto,
ma cera qualcosa che Querto si rifiutava di dire. Inoltre, non giustificava linsubordinazione. E,
soprattutto, cerano ancora da chiarire le circostanze della morte del precedente prefetto.
Questo tuo successo deve aver avuto un costo, immagino. Quanti uomini hai perso da
quando hai assunto il comando?
Non pi di quanti Roma possa permettersi.
Quanti?
Non ho tenuto il conto.
Ma devi esserti fatto unidea, insist Catone.
Querto giunse le mani. Il successo in guerra ha sempre un prezzo. Un prezzo che si paga in
vite umane.  costato alla mia coorte pi della met degli uomini. Ho rimediato alle perdite grazie a
quei legionari che si sono offerti di prendere il loro posto. E sono molti, quelli che si sono offerti
spontaneamente. Altri non lhanno fatto. Uomini come Petilio e Severo, che non hanno lo stomaco per
quel genere di lavoro. Venivano lasciati a difendere il forte, mentre io guidavo gli uomini a combattere
il nemico. Ma ora abbiamo pochi legionari. Il fatto che siano in arrivo dei rinforzi  una buona cosa.
Abbastanza uomini per finire ci che ho cominciato. I suoi occhi brillarono al pensiero.
Querto, sono io al comando ora. Sar io a decidere cosa succeder.
Il trace lo guard con freddezza. Sarebbe saggio da parte tua lasciarmi continuare il lavoro
signore.
 una minaccia?, chiese Catone, resistendo allimpulso di poggiare la mano sul pomo della
spada.
Querto rimase immobile per un momento, poi scosse la testa. Siamo dalla stessa parte.
Perseguiamo lo stesso obiettivo.  semplicemente una questione di metodo, e io credo che il mio
funzioni. Lascia che te lo mostri. Partecipa alla prossima incursione e giudica tu stesso. Mi sembra di
capire che tu abbia visto un branco di guerrieri siluriani attaccare lavamposto nella valle accanto.
S. E come sei arrivato, esattamente, a capirlo?
Uno dei miei esploratori lha visto. Me lha riferito e ci siamo messi in viaggio per braccare i
Siluri. Invece abbiamo trovato voi. E il vostro prigioniero. Una volta che lavr interrogato e sapremo
la posizione del suo villaggio, potremmo infliggere loro una punizione esemplare.
Preferisco che sia il centurione Macrone a interrogarlo.
 stato addestrato nelle tecniche di interrogatorio?.
Catone si concesse un fugace sorriso. Lui, ehm, ha ricevuto una formazione in tal senso. Se c
qualcuno che pu sciogliere la lingua a un uomo, quello  Macrone. Ma possiamo aspettare fino a
domani.
Querto annu con aria pensierosa. Come vuoi, signore.
Sar onesto con te, centurione. Non sono certo di comprendere le tue attivit degli ultimi mesi.
Ho bisogno di riflettere sulla situazione. Parleremo ancora domani, dopo lispezione.
Gli uomini non hanno necessit di essere ispezionati, signore.
Sar io a giudicarlo. Catone sbadigli.
Il trace si alz.  tutto?
Non proprio. Voglio che le teste vengano tolte dalle mura del forte, entro domani.
Querto chin il capo in un saluto appena accennato, prima di voltarsi e lasciare la sala. Una
volta solo, Catone si abbandon sulla sedia, affond la testa fra le mani e chiuse gli occhi. Provava
antipatia e diffidenza istintiva nei confronti dellufficiale tracio. Tuttavia, quelluomo aveva fornito
delle valide ragioni per i suoi metodi estremi e forse gli andava attribuito qualche merito. La tensione
del lungo viaggio da Glevum stava cominciando a farsi sentire ed era difficile riuscire a pensare, per
Catone. Aveva bisogno di riposare. Un sonno ristoratore avrebbe preparato la mente per lindomani,
che di certo sarebbe stato un giorno impegnativo.
Reprimendo un altro sbadiglio, si alz e si stiracchi le spalle, sentendo uno schiocco appagante
in una delle giunture. Lasci la sala, e non trov traccia di Macrone lungo il corridoio. Lidea di
raggiungere gli alloggi senza sapere il suo amico al sicuro in quello strano forte, con la sua guarnigione
di soldati intossicati dalla sete di guerra di Querto, lo metteva vagamente a disagio. Ma decise che
Macrone era abbastanza tosto da saper badare a se stesso. Si incammin lentamente verso i suoi alloggi
e si chiuse la porta alle spalle. Esit per un istante, prima di infilare il chiavistello nella sua sede e
bloccarlo. Poi, a ogni buon conto, trascin una cassa di documenti davanti al battente della porta, prima
di avviarsi verso la camera da letto.
Catone sganci la spada, si sbarazz con fatica della correggia con le phalerae e si slacci
larmatura, prima di appoggiare tutto sul pavimento accanto alla branda. Poi si adagi sul lettino, si
sdrai sul sottile materasso imbottito di crini di cavallo e, con sollievo, chiuse gli occhi doloranti. Per
alcuni istanti riconsider la conversazione che aveva avuto con Querto, poi la sua mente cominci a
vagare. Lultima figura che filtr fra i suoi pensieri fu quella del giovane siluro impalato sulla sommit
del passo che conduceva in quella valle della morte. Catone si accigli di fronte a quellimmagine,
sapendo che sarebbe stata foriera di visioni ancor peggiori. Poi, alla fine, cadde in un sonno agitato.
...
.
...
CAPITOLO DICIOTTO.
...
.
...
Ehi!. Macrone chiam laltro centurione, seguendolo allesterno delledificio, nelloscurit
del piccolo cortile che si trovava di fronte al quartier generale del forte. Ununica torcia risplendeva
dentro un supporto sopra il cancello dentrata, anche se gli ufficiali se ne erano gi andati. Severo!.
Luomo si ferm e si volt a guardare Macrone, che sorrideva.
Sapevo che eri tu! Per gli di, ragazzo, quanto tempo  passato?. Macrone gli si avvicin a
grandi passi e lo afferr per le spalle. Il centurione era magro e il viso appariva teso. Sottili e ispidi
capelli grigi gli cingevano la testa e il suo cocuzzolo pelato luccicava debolmente alla luce della
fiamma della torcia. Sei cambiato, Severo. Quasi non ti riconoscevo. Cos successo allatletico
legionario con una splendida chioma di capelli biondi? Quello che spezzava il cuore di tutte le donne
locali nel vicus fuori dalla fortezza della Seconda Legione?
 diventato vecchio, e impaurito, rispose Severo con calma. Lanci unocchiata alle spalle di
Macrone, verso il corridoio che portava alla sala. Il prefetto tratterr a lungo Querto?
Se conosco Catone, parleranno ancora per un bel po.
Severo parve sollevato e offr a Macrone un sorriso stanco. Be, almeno tu non sei cambiato
molto. Sempre lo stesso toro con capelli ricci e crespi con cui potresti spazzolare le calighe.
Quindi anche tu mi hai riconosciuto?
Nel momento stesso in cui ti ho visto nella sala.
E perch non lhai detto? Dubito che a oggi ci sia rimasto qualcun altro della nostra unit di
addestramento originale. Cazzo,  bello vedere un volto familiare in questo posto da incubo.
Il sorriso di Severo svan.  proprio un incubo.
E quel Querto  davvero un bel soggetto. Un assassino a sangue freddo, di professione.
Severo ricambi lo sguardo di Macrone. Non puoi nemmeno immaginare. Ecco perch prima,
nella sala, non ho detto di averti riconosciuto. Sono gi abbastanza in pericolo senza attirare
ulteriormente lattenzione.
In pericolo? Cosa intendi, Severo?.
Laltro uomo si guard intorno con apprensione, ma non cera niente che si muovesse fra le
ombre del cortile. Erano soli. Senti, Macrone, dobbiamo parlare. Ma non qui. Andiamo nella nostra
parte del forte, lontano da questi Traci bastardi. Ho ancora qualche caraffa di vino gallico. Ne divider
una coppa con te.
Bene. Andiamo!. Macrone gli diede una pacca sulla spalla. Abbiamo tante cose da
raccontarci. Mi far bene farmi una bevuta prima di occuparmi della coorte.
Lasciarono il quartier generale e svoltarono nella strada principale che tagliava a met il forte.
Sulla sinistra, Macrone vide alcuni ufficiali dirigersi verso la lunga fila di alloggi che ospitava da un
lato i soldati di cavalleria e dallaltro le stalle per i cavalli. Girarono a destra, avviandosi verso le
caserme pi piccole dove alloggiava la coorte dei legionari. Mentre attraversavano il forte, Macrone
not che cerano segni di trascuratezza. Le erbacce infestavano i vialetti fra le costruzioni di legno e
argilla. Alcuni canali di scolo erano ostruiti e si stavano formando piccole pozze di acqua fetida. Non si
sentiva nessuno dei suoni che Macrone solitamente associava ai forti che aveva conosciuto durante
gran parte della sua vita. La caserma era silenziosa: niente risate roche di uomini che bevevano insieme
giocando a dadi. Non cerano soldati seduti sugli sgabelli fuori dalle camerate, a pulire
lequipaggiamento. Cerano pochi uomini in generale. Quando raggiunsero lalloggio assegnato alla
coorte legionaria, passarono accanto a unalta struttura a forma di croce con una pedana inchiodata alla
colonna portante. Macrone la guard, ma non disse niente, mentre continuava a chiacchierare con il suo
compagno.
Sono contento di vedere che siamo diventati entrambi centurioni, osserv Macrone. Mi ci 
voluto un bel po di tempo, e il solito aiuto della buona sorte. E tu? Sei stato trasferito dalla Seconda
piuttosto velocemente, se non ricordo male.
Severo annu. Stavano togliendo uomini dal Reno per rinfoltire i ranghi delle legioni destinate
a una campagna dallaltra parte del Danubio, in Scizia.  da l che viene il nostro comandante. Come
puoi immaginare, non parlo di quella parte della mia carriera.
Lui non  pi il comandante. Il forte ha un nuovo prefetto ora.
Severo gli scocc unocchiata veloce. Credi? Dubito che Querto abbia intenzione di cedere il
controllo della guarnigione tanto facilmente.
Non ha scelta. Catena di comando.
Severo scoppi in una risata amara. Penso che scoprirai che le cose funzionano in maniera
differente a Bruccium. Cambi argomento. Dunque cos successo al resto dei ragazzi dellunit
dopo che io ho lasciato lAugusta?.
Macrone si gratt la mascella, ripensando ai loro vecchi compagni. Postumo  affogato, la sua
barca si  rovesciata durante una perlustrazione sul fiume. Lucullo  stato morso da un cane da caccia.
La ferita si  infettata ed  morto. Barco, quel gran bastardo, te lo ricordi?  stato scelto per entrare a
far parte della guardia del corpo del legato, poi ha attirato lattenzione di Caligola ed  stato trasferito
alla Guardia pretoriana. Lultima volta che ne ho sentito parlare, aveva ottenuto una promozione nella
flotta a Misenum. Aculeo  diventato attendente al quartier generale ed  stato congedato per aver
falsificato i libri contabili. Pisone  rimasto ucciso in una scaramuccia con alcuni Germani che si erano
rifiutati di pagare le tasse, e Mario, be, lo troverai difficile da credere: Mario  stato ucciso dai calci di
un mulo.
Entrambi scoppiarono a ridere, poi Severo guard il compagno con curiosit. Ho sentito
parlare della tua promozione a centurione. Da quel che ho capito, sei stato convocato a Roma per essere
decorato e promosso da Claudio in persona.
S, rispose in fretta Macrone. Solo una piccola cerimonia, qualche mese di congedo in citt e
poi di nuovo sul Reno.
Oh. Severo sembr deluso. Le voci parlavano di qualcosa di pi.
Quindi come sei finito qui?. Macrone cambi maldestramente argomento. Bruccium, in culo
allimpero.
Severo scroll le spalle. Vai dove ti mandano. Ostorio  deciso ad aggredire e distruggere
lultimo centro di opposizione a Roma. Quindi sta costruendo molte fortezze enormi come questa,
sufficientemente robuste da respingere gli attacchi e con abbastanza uomini da rendere la vita difficile
alle trib circostanti. I forti sono esposti, ma era un rischio che il governatore era pronto a correre, con
le nostre vite.
Macrone si guard intorno. Alcuni forti sono pi in pericolo di altri.
Parlamene.
Speravo piuttosto che me ne avresti parlato tu.
Non qui fuori, replic Severo a voce bassa.
Alz la mano e indic la parte finale di uno degli alloggi, venti passi pi in l. Quello  il mio.
Alloggio della Seconda Centuria, Quarta Coorte, Quattordicesima Legione. O ci che rimane della mia
centuria. Gli alloggi del comandante della coorte sono laggi, alla fine della strada.
Chi  il centurione al comando al momento?
Sarei io. Avrebbe dovuto essere Stellano, ma  passato dalla parte dei Traci. In realt, siamo
rimasti solo io e Petilio. E abbiamo a malapena uomini sufficienti a riempire due centurie.
Due centurie?. Macrone sollev un sopracciglio. Lorganico al completo di una coorte di
legionari contava quattrocentottanta uomini, organizzati in sei centurie da ottanta soldati. Non ne era
rimasto nemmeno un terzo. Cos successo agli altri?.
Erano arrivati alla porta degli alloggi di Severo ed egli accompagn Macrone allinterno. Un
servitore era seduto accanto al piccolo focolare per riscaldarsi, e, quando gli ufficiali entrarono, scatt
in piedi.
Tito, ravviva il fuoco, poi portami una caraffa di vino dalla mia scorta. Si rivolse a Macrone.
Hai mangiato?.
Macrone scosse la testa.
Allora portaci del pane.  rimasto del formaggio?
No, signore. Hai mangiato lultimo pezzo due giorni fa. La stessa cosa vale per il pane. Ci
sono delle gallette, signore.
Severo sospir. Gallette, dunque, e altra maledetta carne secca di montone.
Lattendente chin la testa e spost lattenzione sul fuoco, accatastando con attenzione dei ceppi
spaccati in due sulle fiamme basse.
Problemi con le scorte di cibo?, indag Macrone.
Non se ti piacciono la carne salata ed essiccata di montone e le gallette. Querto ha deciso di
vivere di ci che hanno i nativi, nel tentativo di tagliare i rapporti con Glevum. Il che significa
mangiare ci che Querto e i suoi uomini saccheggiano dai villaggi. Dal momento che i terreni sono stati
seminati solo di recente, ci rimane soltanto ci che gli abitanti avevano messo da parte per linverno.
Be, sono abbastanza affamato da mangiare qualsiasi cosa. E non poco assetato.
Fortunatamente, a questo proposito, posso offrirti qualcosa di pi interessante della birra
indigena che, altrimenti, sarebbe stata lunica cosa sul men.
Birra?
La chiamano cos. Francamente, il piscio di cavallo ha un odore pi allettante. Ma Querto 
felice che gli uomini bevano quella roba. Ritiene che una dieta semplice li aiuti a tenere la mente
concentrata sulla carneficina.
Lattendente fin di attizzare il fuoco e lasci la stanza. Macrone era impaziente di insistere con
Severo sulla domanda di prima. Pare ce ne siano state diverse, da entrambe le parti. Quindi cos
successo al resto della Quarta Coorte?
Abbiamo cominciato a perdere uomini non appena siamo arrivati nella valle e abbiamo
iniziato a lavorare al forte. Niente di serio, le solite scaramucce, i nativi assalivano le squadre incaricate
di raccogliere il legname. Poi, quando il forte fu pronto, il prefetto cominci a mandare pattuglie di
ricognizione nella vallata. Avevamo ordine di attaccare solo gli uomini in assetto di battaglia. Gli altri
dovevano rimanere illesi. Fummo perfino incoraggiati a commerciare con loro. Severo sorrise. Pare
che il prefetto avesse la bizzarra convinzione che esistano altri modi di costruire un impero, oltre al
semplice uso della forza.
S, anche a me  capitato di imbattermi in quel tipo di persona. Macrone sospir. Strane idee
del cazzo su come affrontare la faccenda di essere un soldato.
Esatto. In ogni caso, i Siluri erano ben contenti di poter tendere imboscate e tormentare le
pattuglie, per poi nascondere le armi e rientrare furtivamente nei loro villaggi come se nulla fosse
successo, e noi dovevamo adeguarci. A eccezione di Querto. Lui si  rifiutato. La sua unit combatteva
contro i Siluri da anni, e lui sosteneva di conoscere il loro modo di pensare, quindi disse che
lapproccio del prefetto era inutile. Forse aveva ragione. Probabilmente lo sapeva. Qualche anno
addietro, prima di essere promosso al comando dellunit, era stato catturato, insieme ai sopravvissuti
di uno squadrone che guidava. Sembra che i Siluri li abbiano trattenuti per alcuni mesi, uccidendone
una parte, prima di consegnare il resto ai druidi per i sacrifici. Querto riusc a fuggire dopo aver visto i
suoi compagni bruciati vivi. Quindi immagino abbia una certa conoscenza del modo di vivere e di
pensare dei Siluri. In ogni caso, la sua esperienza lo convinse che non avrebbero mai potuto essere
persuasi. E per di pi, pensa che possano essere sconfitti solo tramite luso della loro stessa barbarie,
facendo in modo che abbiano tanta paura dei Romani quanta noi ne abbiamo dei druidi.
Macrone gonfi le guance. Dunque  questa la sua strategia?.
Severo abbass la voce e continu.  solo met della storia. Querto sa che coloro che lo
seguono hanno bisogno di essere vincolati al suo modo di muovere guerra. Ecco il motivo per cui ha
convinto i suoi uomini a cambiare il loro aspetto e a tornare alle vecchie usanze della Tracia. Cominci
a modificare laddestramento, preparandoli a uccidere ed esigendo da loro assoluta obbedienza alla
propria volont. Un giorno riport alcuni prigionieri da un villaggio dallaltra parte della valle. Erano
una ventina, fra uomini, donne e una manciata di bambini. Li fece legare ai pali del campo di
addestramento, ai piedi del forte, e poi ordin ai suoi uomini di usarli per allenarsi con la lancia. Uno
degli uomini si rifiut e Querto sguain la spada e lo uccise l sul posto. Io non ho assistito, ma mi
raccontarono che non mostr alcuna emozione quando lo fece, disse semplicemente ai suoi uomini che
sarebbe accaduto lo stesso a chiunque si fosse rifiutato di eseguire un ordine.
Merda Questo s che significa esagerare.
Era ci che pensava il prefetto Albino.
Furono interrotti dal ritorno del servitore, che pos davanti a loro una caraffa, due coppe e un
grosso piatto sul quale aveva sistemato qualche striscia di carne essiccata e una manciata di gallette di
farina dorzo. Chin la testa e lasci la stanza, chiudendosi la porta alle spalle. Severo attese finch non
sent i passi delluomo allontanarsi, prima di continuare.
Il prefetto convoc Querto e, cos ho sentito, gli intim di non farlo di nuovo. Se lavesse fatto,
sarebbe stato denunciato al legato per infrazioni disciplinari. Quindi Querto fu costretto a fare le sue
vittime sul posto, ma la voce arriv al prefetto, che annunci che avrebbe accompagnato Querto in
perlustrazione, da quel momento in avanti.
Lasciami indovinare, afferm Macrone. C stata una sola ricognizione, quella da cui il
prefetto non  pi tornato.
Severo annu. Secondo la versione ufficiale, attaccarono un villaggio e il prefetto rimase
ucciso nello scontro, cadendo da cavallo. Fu il primo villaggio a essere bruciato completamente, e tutti
gli esseri viventi che vi si trovavano vennero trucidati. Come vendetta per la morte del prefetto, disse
Querto. Da allora, divenne uno schema abituale. Villaggio dopo villaggio, fattoria dopo fattoria. Finch
le uniche persone vive nella valle restammo noi, qui a Bruccium. Poi, allinizio di questanno, Querto
cominci ad agire anche nelle vallate circostanti. Naturalmente nel corso delle operazioni perse degli
uomini, ma poi offr ai legionari lopportunit di unirsi ai Traci. Il cibo stava ormai iniziando a
scarseggiare, e dal momento che i legionari venivano lasciati a proteggere il forte, Querto disse che non
avevano tanto bisogno di cibo quanto gli ausiliari. Poi addusse come motivo il fatto che non se lo
meritavano, visto che non correvano rischi. Non si va molto lontano con lo stomaco vuoto, e i nostri
compagni si unirono a lui spontaneamente. La sua unica condizione era che obbedissero totalmente al
suo volere e che assumessero laspetto dei Traci. Ecco ci che  successo a Stellano e Fermato.
Macrone spalanc gli occhi. Erano ufficiali romani?
S. E un terzo della coorte tracia  composta da ex legionari. Cera unaltra clausola da
rispettare, perch gli uomini potessero definirsi seguaci di Querto. Severo vers a entrambi una coppa
di vino, poi abbass lo sguardo sul liquido scuro contenuto nel calice. Querto disse loro che dovevano
prendere la testa di un nemico e berne il sangue.
Macrone lo fiss. Mi stai prendendo per il culo.
Magari. Per tutti gli di, vorrei che fosse cos. Ma  la verit.
Malgrado gli orrori a cui aveva assistito nelle campagne che aveva combattuto nel corso degli
anni, Macrone sent le viscere stringersi in una gelida morsa dacciaio e di paura.
Non pu essere vero.
Lo vedrai tu stesso, e presto. Tu, e il nuovo prefetto. Non durer a lungo, comunque.
Macrone lo fiss dalla parte opposta del tavolo. Catone  in pericolo?
Certo che lo . Se prova a prendere provvedimenti contro Querto, praticamente  gi morto.
Ma  il prefetto, cazzo!, protest Macrone. Designato al comando dallimperatore in
persona. La sua parola  legge. Nel momento in cui Querto prover a fare qualcosa, Catone far in
modo che venga punito. O arrestato.
Davvero? E chi se ne occuper?.
Macrone scosse la testa, incredulo. Questo  il fottuto esercito. Viene dato un ordine e gli
uomini scattano a eseguirlo.
Oh, questo  lesercito, certo. Ma in questo forte appartiene a Querto. A chi credi che
obbediranno i Traci se ci dovesse essere uno scontro fra il tuo prefetto e Querto? E ci che vale per
loro, vale anche per la maggior parte dei legionari superstiti. Nessuno di loro osa sgarrare. Non pi. Ti
ricordi quella croce che abbiamo visto prima? Dopo la morte dellultimo prefetto, alcuni ufficiali e
uomini di questa coorte si rifiutarono di accettare Querto come nuovo comandante. Lo affrontarono
davanti allintera guarnigione. Lui li fece arrestare per ammutinamento dai suoi, li fece crocifiggere e li
lasci l a morire, uno per uno. Da allora, nessuno ha pi osato sfidarlo. E cosa ancor peggiore, c una
ricompensa per chiunque riferisca di piani di ammutinamento. Puoi immaginare quanto questo possa
tenere a freno le lingue. Severo scol la sua coppa. Non saresti mai dovuto venire qui, Macrone. Ma
non potevi saperlo. Fuori da questa valle nessuno ne sa niente, a eccezione di quei poveri bastardi dei
Siluri.
Macrone rimase in silenzio per un istante. Perch nessuno ha tentato di informare il legato in
merito a ci che sta succedendo a Bruccium?
A nessuno dei legionari  consentito lasciare il forte, se non con una pattuglia tracia. Quando
prese il comando, Querto annunci che chiunque avesse provato ad andarsene, sarebbe stato
considerato un disertore e giustiziato.
E qualcuno ha provato a raggiungere Glevum?
Uno degli optiones. Non era a pi di cinque miglia dal forte, quando una delle pattuglie tracie
lha scovato.
Cos successo?, chiese piano Macrone.
Querto ha mantenuto la parola. Il centurione allung la mano per prendere una striscia di
carne di montone e ne mastic lestremit finch non riusc a staccarne un pezzo. Mentre la sua
mascella lavorava, guardava Macrone dalla parte opposta del tavolo. Sei passato accanto a quelloptio
quando sei arrivato al forte. La sua testa  su uno di quei pali e ci che resta del suo corpo  nel fossato
esterno.
Cal il silenzio, mentre Macrone rifletteva sulla situazione. Poi scosse la testa, incredulo.
Questa  follia. Follia completa. Il legato deve esserne informato.
Severo apparve dubbioso. Finch rispettiamo lordine di far guerra ai Siluri, perch dovrebbe
preoccuparsi? Per quel che interessa a Quintato, ogni cosa sta andando secondo i piani e non ci sono
problemi a Bruccium. Per quale altro motivo avrebbe mandato qui te e il prefetto Catone? Puoi pure
scordarti qualsiasi aiuto da lui.
Allora dobbiamo agire. Qualcuno deve fare qualcosa.
Sei libero di provare, Macrone. Solo non coinvolgermi. Ti ho dato un chiaro avvertimento in
merito a quello che sta succedendo qui, per il bene di un vecchio compagno. Ma non sono pronto ad
andare oltre.
Non mi darai il tuo appoggio?.
Severo rimase seduto in silenzio per un attimo, poi scroll le spalle con aria smarrita. Non c
niente che io possa fare. Non ora, almeno. Spero che Carataco getti la spugna.  lunico modo per
uscire vivo da qui. Se Carataco sconfigge Ostorio e costringe i Romani a lasciare le terre degli Ordovici
e dei Siluri, poi sposter la sua attenzione su di noi. Visto ci che Querto ha fatto alle trib intorno a
Bruccium, puoi star certo che sar rimasta ben poca misericordia nel cuore di Carataco, quando si
trover ad affrontare i superstiti della guarnigione.
Macrone si scost dal tavolo e trasse un profondo respiro. Non avrebbe mai potuto immaginare
una tale situazione. Il pensiero successivo fu per Catone, e sent un tonfo di panico al cuore. Aveva
lasciato Catone da solo con Querto. Fece per alzarsi e sbatt contro il bordo del tavolo. Severo dovette
allungare di colpo la mano per tenere ferma la caraffa.
Ehi! Attento, Macrone. Questo  il mio maledetto vino!.
Fanculo il tuo vino, ringhi Macrone. Il prefetto  in pericolo!.
No no, non lo . Non per il momento. Rifletti, Macrone. Siediti e pensa.
Indic lo sgabello su cui era seduto, e Macrone esit un istante prima di risolversi a riprendere il
posto. Vai avanti.
Per prima cosa, Querto cercher di trascinare il prefetto dalla sua parte. Se riuscir a farlo,
potr evitare qualsiasi conflitto, e sar libero di continuare come prima. I suoi uomini lo seguono
perch ha preso il comando della guarnigione secondo le regole, quando Albino  stato ucciso. Se
cercher di ammazzare Catone, o di impadronirsi della sua posizione, gli uomini si ritroveranno divisi.
Non sto dicendo che non prover a mettere in scena un incidente. Soprattutto se il nuovo prefetto
cercher di strappare il controllo della guarnigione dalle sue mani. Finch le spalle di Catone saranno
coperte, il prefetto sar al sicuro. Ma dovr stare molto attento a trattare con Querto e con i Traci. Lo
stesso vale per te, vecchio amico mio.
Prima che Macrone potesse rispondere, la porta si apr, rivelando unombra scura sulla strada. I
due centurioni trasalirono nervosamente e sentirono una secca risata soffocata, poi la figura entr nel
caldo bagliore del fuoco. Macrone riconobbe uno degli ufficiali della coorte tracia.
Molto accogliente qui. E un piccolo banchetto, per di pi!.
Severo deglut nervosamente. Stellano Vuoi qualcosa?.
Stellano scoppi in una risata spenta. Grazie. Accetto con piacere.
Si chiuse la porta alle spalle, attravers la stanza e prese uno sgabello. Non c una coppa in
pi? Allora dovr arrangiarmi. Afferr la caraffa e la sollev in aria, in modo da posizionare il
beccuccio sopra le sue labbra barbute, e poi si vers una cascata di liquido scarlatto nella bocca,
mandandolo gi con avidit, finch non appoggi pesantemente la caraffa, facendo schioccare le
labbra. Proprio una bella bevuta!.
Severo gli restitu uno sguardo torvo. Come ho gi detto, vuoi qualcosa?
Sono solo venuto a trovare il nuovo comandante della Quarta Coorte. Tese la mano a
Macrone. Centurione Marco Stellano, distaccato presso la Seconda Coorte Tracia di cavalleria.
Benvenuto. Non ho avuto lopportunit di presentarmi prima, al quartier generale. Ho pensato di venirti
a cercare.
E mi hai trovato, rispose con calma Macrone, ignorando la mano tesa. Anche se, devo dire,
sei un centurione atipico.
Stellano ghign sotto la barba. Per il mio aspetto?  unidea di Querto. Ci fa sembrare tutti
selvaggi e terrificanti. Grrrrrrrr!. Fece una smorfia e scoppi a ridere.
Macrone non batt ciglio. S, immagino che possa far venire la cacarella a un bimbo piccolo in
una notte buia. Ma a me sembri una spazzola da latrina.
Stellano si accigli. Prego?.
Macrone sorrise. Quella cosa che uso per pulirmi il culo.
Stellano aggrott le sopracciglia e fiss Macrone con uno sguardo truce, poi, improvvisamente,
ghign di nuovo. Ah, tu sei un osso duro. Diciamocelo chiaro e tondo. Qualunque legionario che viva
abbastanza a lungo da comandare una coorte tutta sua deve essere un osso duro. Noi siamo fatti della
stessa stoffa, Macrone. Ero il comandante della Quarta, prima di offrirmi volontario per servire
Querto.
Ho capito. Macrone allung distrattamente la mano, afferr un lembo del mantello scuro
delluomo e lo strofin delicatamente fra il pollice e lindice. Non so perch, ma dubito che siamo
fatti della stessa stoffa. Io indosso luniforme di un ufficiale romano, non gli stracci di un qualche cane
barbaro.
Stellano stratton il mantello e si riaccomod fuori dalla portata di Macrone. Non c motivo
di comportarsi in questo modo, amico mio. Sono passato solo per darti il benvenuto a Bruccium.
Abbiamo bisogno di uomini validi, ora pi che mai. Querto dice che il nemico  vicino al punto di
rottura. Un altro mese o due, e saranno rovinati. Quindi sono felice del tuo arrivo, di quello del prefetto
e della colonna di rinforzi che giunger. Sangue fresco. Proprio ci di cui abbiamo bisogno per
impartire a quei coglioni dei Siluri una bella lezione.
Pare che abbiate gi impartito loro un bel po di lezioni. E lo stesso vale per gli uomini del
forte.
Stellano scocc unocchiata a Severo, che abbass velocemente lo sguardo sul vino e tenne la
bocca chiusa. Sembra che qualcuno ti abbia raccontato qualche storia, centurione Macrone. La verit 
che noi facciamo le cose in modo un po differente qui. E qualcuno ha difficolt ad accettare che
sarebbe pi saggio tenere per s le proprie opinioni. Comunque, una volta che vedrai con i tuoi occhi e
capirai, sono certo che darai il tuo appoggio incondizionato a Querto, come quasi tutti noi. Se non lo
farai, almeno cerca di non mettergli i bastoni fra le ruote. Questo  il mio consiglio.
Macrone si sforz di sorridere debolmente. E per questo ti ringrazio, Stellano. Ora, se vuoi
scusarmi, sono stanco. Ho bisogno di ritirarmi nei miei alloggi, disfare i bagagli e sistemarmi per la
notte. Voglio essere riposato per lispezione di domani mattina, quando il prefetto si presenter alla
guarnigione in qualit di nuovo comandante.
Ah s prefetto Catone, comandante del forte di Bruccium. Ottimi titoli, davvero. Ma un
titolo non  dato solo dalle parole, Macrone. Prendila come la prima lezione del tuo nuovo incarico, se
sai cosa  meglio per te. Cavalchi bene?.
Il repentino cambio dargomento colse Macrone di sorpresa. Bene quanto serve a un
legionario, rispose a disagio.
Daccordo. Querto potrebbe aver bisogno di un altro buon ufficiale per la coorte tracia.
Allora ringrazialo per lofferta. Ma per ora, sono al comando della Quarta Coorte della
Quattordicesima Legione.
Stellano gli rivolse un sorriso freddo. Per ora.
Ho intenzione di fare della Quarta la miglior coorte della legione. Fammi un favore, Stellano.
Di ai Romani che si sono uniti a Querto che c ancora posto per loro qui. Almeno finch non arriver
la colonna di rinforzi. Dopodich, invier un rapporto a Glevum in cui dichiarer che tutti i legionari al
servizio dei Traci hanno rinunciato a privilegi, paga e gratifiche che derivano dal servizio nelle legioni.
Potresti voler considerare anche tu questofferta.
Non credo.
No?. Macrone si alz. Peccato. Ero sicuro che fosse rimasto un romano rispettabile nascosto
sotto quellimpressionante ammasso di capelli puzzolenti. A quanto pare, mi sono sbagliato. Ti auguro
una buonanotte trace.
Stellano strizz le palpebre sotto le folte sopracciglia, ma non disse niente mentre Macrone
abbandonava i compagni di mensa. Una volta fuori, il centurione fece un respiro profondo e si diresse a
grandi passi verso la caserma alla fine della strada. Quando era approdato in Britannia, era elettrizzato
dalla prospettiva di ritornare a servire nelle legioni. Gli era sembrato di tornare a casa. Tutti i luoghi
una volta familiari, i suoni, gli odori e la routine della vita al servizio di Roma. Ora che si trovava a
Bruccium, quel sogno si stava facendo crudelmente beffe di lui. Si era ritrovato, invece, nel pi oscuro
degli incubi, dove la morte era unombra fedele incollata alla schiena.
...
.
...
CAPITOLO DICIANNOVE.
...
.
...
Ci fu una tempesta durante la notte e la pioggia si abbatt con violenza sulle sottili assicelle di
legno dei tetti, formando torrenti che scorrevano fra le strette strade che separavano i diversi quartieri.
Poi la pioggia si plac e, poco prima dellalba, cess del tutto. Il sole si lev in un cielo che era un
mosaico di tessere blu e bianche. La guarnigione usc sulla spianata sottostante al forte, e si schier di
fronte al terrapieno che rappresentava la tribuna da cui il comandante esaminava le truppe. Il terreno
era zuppo di acqua e le calighe degli uomini e gli zoccoli dei cavalli trasformarono rapidamente in un
pantano il sentiero che partiva dalle porte dingresso. Alcuni dei pali, appesantiti dalle teste, erano
sprofondati nel fango e Querto aveva messo al lavoro una piccola squadra per risollevarli e fissarli in
modo pi sicuro.
Catone e Macrone lasciarono il forte prima che Severo e la prima centuria di legionari si
mettessero in marcia, e si avviarono verso la tribuna per seguire la procedura da vicino. I legionari,
comera loro prerogativa, formarono le centurie, disposte su quattro file, al centro della piazza darmi.
Sebbene sapesse che sotto il suo comando erano rimasti ben pochi effettivi, Macrone prov unamara
delusione, guardando la solitaria coppia di centurie. Erano rappresentate dalla parodia di una squadra di
signiferi, con i sei stendardi raggruppati intorno al vessillifero della coorte e agli uomini che portavano
in spalla le trombe ricurve dottone.
Per contrasto, la coorte tracia appariva a pieno organico e schierava dieci squadroni di cavalieri,
cinque su ogni fianco dei legionari. Il signifer dellunit fece avanzare il suo cavallo sulla destra e
spieg uno stendardo rosso recante limmagine di un corvo nero con un piccolo teschio stretto tra gli
artigli. Le truppe di Catone, schierate in silenzio, erano ben misere al confronto. Lultimo uomo ad
arrivare sulla piazza darmi fu il centurione Querto. Cavalc lungo il fianco dello schieramento, seduto
dritto in sella, squadrando gli uomini con un atteggiamento di altezzosa supremazia. Poi gir il cavallo
e lo condusse al passo verso la tribuna, dove smont con aria indifferente e consegn le redini a un
servitore, prima di salire la rampa.
Molto gentile da parte tua esserti unito a noi, osserv Macrone, disponendosi alla destra di
Catone.
Il trace non comment, ma prese posizione alla sinistra del prefetto, sistemandosi in piedi al suo
fianco, con le mani giunte dietro la schiena. Una leggera brezza increspava le criniere dei cavalli, gli
scuri mantelli dei Traci, il vessillo dei Corvi Sanguinari e le creste degli elmi degli ufficiali.
Catone tir fuori il tubo di cuoio ed estrasse il documento che lo autorizzava ad assumere il
comando. Dopo la conversazione con Querto la notte precedente, e unaltra avuta con Macrone prima
dellalba, si sentiva inquieto. Se il centurione tracio avesse scelto quel momento per sfidarlo, di fronte
agli uomini che comandava da mesi con il pugno di ferro, allora Catone non avrebbe potuto farsi
illusioni in merito al suo destino. Se fosse stato fortunato, lavrebbero arrestato e rinchiuso nella cella
sotto il quartier generale. Di conseguenza, aveva deciso di comportarsi in maniera prudente, finch non
avesse avuto la possibilit di imporre la propria autorit nel forte. E si sarebbe preso del tempo per
scoprire il punto debole di Querto.
Catone srotol il documento e cominci a leggere.
Io, Tiberio Claudio Druso Germanico, primo cittadino, pontifex maximus, padre dellimpero,
proclamo con la presente che Quinto Licinio Catone  stato nominato prefetto della Seconda Coorte
Tracia di cavalleria. Al suddetto Quinto Licinio Catone  affidato il compito di difendere lonore della
coorte, obbedire agli ufficiali suoi superiori e giurare di consacrare la sua vita allimperatore, al Senato
e al popolo di Roma. Catone fece una pausa per aggiungere enfasi a ci che seguiva. Questo incarico
 stato assegnato per decreto imperiale, e agli ufficiali e agli uomini sottoposti al comando di Quinto
Licinio Catone si ricorda che essi sono vincolati al giuramento, prestato allatto dellarruolamento, di
obbedire a coloro che sono investiti di unautorit superiore alla loro, come obbedirebbero al loro
imperatore, senza alcuna obiezione. Pena il pieno rigore della legge militare. Dichiaro solennemente
quanto redatto dalla mia stessa mano.
Catone volt il documento e lo tenne alto cosicch tutti potessero vedere il sigillo imperiale sul
fondo. Attese un istante prima di abbassare il foglio, arrotolandolo di nuovo e riponendolo nel tubo di
cuoio. Poi osserv per un momento gli uomini che aveva di fronte, prima di iniziare il discorso
ufficiale.
Conoscete il mio nome. Conoscete il mio grado. E adesso siete al corrente che sono giunto da
Roma per assumere il comando qui. Ma questo  tutto ci che sapete. Alcuni di voi avranno prestato
servizio sotto una gran quantit di comandanti diversi. Molti dei quali saranno stati i figli di nobili
famiglie facoltose e ben inserite a Roma. Altri comandanti invece si sono fatti strada nella gerarchia
militare. Io appartengo a questo secondo gruppo. Sono entrato a far parte della Seconda Legione
quando era di stanza sul Reno. Laggi ho combattuto la mia prima battaglia, contro le trib
germaniche. Dopo di ci, la legione si un allesercito costituito per invadere la Britannia. Ho preso
parte allo sbarco, e a ogni battaglia prima che Carataco fosse sconfitto davanti alla capitale, a
Camulodunum. Da allora ho combattuto contro i Durotrigi, i druidi della Luna Nera e molti altri nemici
di Roma.
Quindi, signori, avete davanti a voi un soldato che si  guadagnato il diritto di essere il vostro
prefetto e il comandante della guarnigione di Bruccium. Non sono un aristocratico viziato. Ho
conosciuto il freddo gelido dei turni di guardia nelle notti dinverno, come voi. Ho provato i colpi del
bastone di legno di vite di un centurione, come voi. So cosa significa marciare giorno dopo giorno con
tutta larmatura, sotto il peso dellequipaggiamento e dei viveri, e poi dover costruire un forte ogni sera.
So cosa aspettarmi dagli uomini sotto il mio comando, perch sono stato nei vostri panni, ho vissuto e
combattuto come voi e le mie cicatrici lo dimostrano. Rimase in silenzio per un momento, prima di
continuare. Mi aspetto il massimo dagli uomini che guido e non mi accontenter di niente di meno. La
campagna contro i Siluri e gli Ordovici si combatte duramente da tre anni. Migliaia di nostri compagni
hanno gi dato la vita durante questi scontri, ma il loro sacrificio non  stato vano. Il governatore
Ostorio ha radunato un potente esercito che assester il colpo decisivo prima che questanno sia
concluso. Noi faremo la nostra parte, qui e ora. E avremo un ruolo in quella vittoria. Guadagneremo la
nostra porzione di gloria, bottini e aggiungeremo ghirlande e medaglie ai nostri vessilli di battaglia!.
Sguain la spada e la sollev in aria. Onore alla Seconda Coorte Tracia! Onore alla Quattordicesima
Legione!.
Macrone fece eco al suo grido e altrettanto fecero i legionari sulla piazza darmi, ma gli oscuri
figuri seduti in sella rimasero immobili e silenziosi.
Quando le deboli acclamazioni dei legionari si affievolirono, Querto si riscosse e sguain la sua
spada dalla lunga lama, innalzandola direttamente verso la volta celeste. La sua voce risuon potente
sulla piazza darmi.
Onore ai Corvi Sanguinari!.
Immediatamente, tutti i cavalieri cominciarono ad agitare in alto le lance, una foresta fluttuante
di punte lucenti, e il loro grido risuon nelle orecchie dei tre ufficiali sulla tribuna. Querto ripet quelle
parole, ancora e ancora, e i suoi uomini risposero con ruggiti deliranti. Macrone guard Catone e not
la mascella serrata e lamara nota di risentimento nella sua espressione. Si scambiarono una rapida
occhiata e Macrone sent una fitta di preoccupazione per lamico.
Alla fine, Querto abbass la spada e la rinfoder, e i suoi uomini, allimprovviso, si zittirono
misteriosamente. Mentre il trace riprendeva posto a fianco del prefetto, Catone deglut, fece un passo
avanti e si volt per fronteggiare gli altri ufficiali.
E con questo siamo quasi giunti alla fine delle formalit, signori. Rimane solo unultima
questione, prima che io ispezioni gli uomini. Catone fece una pausa, sapendo che ci che stava per
dire sarebbe stato un brutto colpo per Macrone, ma era una mossa necessaria, date le circostanze. Le
acclamazioni dei Traci di un attimo prima non avevano fatto altro che confermare la sua decisione. Si
schiar la gola. Ho deciso di nominare te, centurione Querto, comandante in seconda. Gli uomini ti
ascoltano e tu li conosci bene. Accetti?.
Fiss Querto, finch, alla fine, le labbra del trace si incresparono in un velato sorriso ed egli
rispose: Accetto, signore.
Bene. Confido che adempirai alle tue responsabilit in modo efficiente e disciplinato.
Naturalmente. Potrai contare sulla mia esperienza e sul mio consiglio, per tutto il tempo che
resterai a capo della guarnigione, signore.
Ti ringrazio. Ora, vorrei ispezionare le truppe. Fa smontare i Traci da cavallo e falli disporre
su due file.
S, signore. Querto esegu il saluto, si allontan per scendere dalla piattaforma e si diresse a
grandi passi verso i suoi uomini, sbraitando ordini.
Catone lo segu con lo sguardo, ben consapevole della presenza silenziosa di Macrone alle sue
spalle.
Immagino tu ti stia chiedendo il perch della mia decisione.
Non sta a me farlo, signore, replic Macrone bruscamente. Sei il comandante della
guarnigione. Dai tu gli ordini.
Catone annu tra s e s e fu leggermente irritato dallaver sentito la necessit di giustificarsi
con Macrone. La promozione al grado di prefetto, dopo due anni di incarichi direttivi provvisori, gli
aveva conferito unautorit superiore al suo amico. Avrebbe dovuto ridurre i momenti di cameratismo
con Macrone, e soprattutto evitare di chiedere consiglio allunico uomo che aveva sempre considerato
un vero amico. Catone percep un leggero senso di smarrimento ripensando agli anni in cui aveva
condiviso lo stesso grado di Macrone. Quella parit era scomparsa per lui, ora. Si rese conto che era
scomparsa per entrambi, comprendendo che Macrone avrebbe risentito di quel cambiamento almeno
tanto quanto lui. Fu tentato di lasciarsi andare per un momento alla malinconia, ma soffoc con
decisione le proprie emozioni, maledicendosi per essere stato tanto debole da lasciare che lo
distraessero dai doveri e dai pericoli del presente. Scegliere Querto come suo vicecomandante era stata
una decisione molto dura. Aveva preso in considerazione la possibilit di affrontarlo, sollevarlo dal
comando e porre fine alla sua intollerabile condotta. Ma se avesse provato a imporsi su Querto in quel
momento, cerano buone probabilit che la maggior parte degli uomini della guarnigione si schierasse
con il trace. Se fosse andata in quel modo, lui e Macrone sarebbero stati in grave pericolo. Finch non
fossero arrivati i rinforzi, Catone sapeva di dover far credere a Querto di poter esercitare il controllo sul
nuovo prefetto. Una volta che Catone avesse avuto uomini sufficienti al proprio seguito, non succubi
del trace, allora avrebbe potuto rimettere Querto al suo posto.
Gli uomini sono pronti per lispezione, signore, lo incalz Macrone.
Molto bene. Catone raddrizz la schiena e si avvi verso le schiere di uomini in attesa.
Querto si un al gruppo di vessilliferi della sua coorte, sotto il corvo nero dello stendardo. Aspett il
passaggio del prefetto, poi si mise al passo con Macrone e insieme seguirono il comandante della
guarnigione lungo la prima linea di soldati. Gli occhi esperti di Catone colsero ogni particolare degli
uomini che si trovavano di fronte a lui. I soldati di cavalleria della coorte tracia avrebbero spezzato il
cuore di qualsiasi centurione responsabile del loro addestramento. I mantelli neri che indossavano
erano inzaccherati di fango e incrostati di sporcizia, e non era stato fatto alcun tentativo di riparare orli
logori o piccoli strappi. I capelli erano arruffati e trasandati e la maggior parte di loro sfoggiava
tatuaggi sul viso. Sebbene Catone avesse visto alcuni di quegli uomini il giorno precedente, limpatto
visivo di unintera coorte era inquietante, dal punto di vista professionale. Era stato nellesercito
abbastanza a lungo da avere certe aspettative in merito allaspetto dei soldati e alle loro prestazioni,
tanto da sapere che un soldato dallaspetto inappuntabile era anche un ottimo elemento. Ma lo scenario
selvaggio che offriva la coorte era spaventoso di per s, e Catone riusciva a comprendere senza
difficolt leffetto che poteva suscitare su un nemico, ormai abituato allordine e alla perfezione
dellesercito romano. Querto e i suoi uomini che emergevano dalla foschia che avviluppava il
paesaggio montano colmavano di terrore il cuore delle loro vittime.
Si ferm di fronte a un uomo alto e macilento. Mostrami la tua spada.
S, signore. Luomo poggi la lancia alla spalla ed estrasse la lunga lama dal fodero. La
spatha usc senza difficolt e il soldato la tenne in verticale per dare modo a Catone di vederla
chiaramente. Il metallo splendeva e non cera traccia di corrosione o macchie di ruggine, tipiche delle
armi mal conservate. Catone alz la mano, controll il taglio con le dita e riscontr che era ben
arrotato, e affilato secondo le aspettative. Annu.
Va bene. Ora apri il mantello.
Il cavaliere fece ci che gli venne ordinato e Catone not che gli anelli metallici dellarmatura
risplendevano, grazie alla recente applicazione di sabbia e a un buon lavoro di sfregamento con un
panno di cuoio. Malgrado laspetto selvaggio dei suoi uomini, Querto evidentemente insisteva che le
armi e le armature fossero ben curate. Catone ordin al soldato di rinfoderare la spada ed esamin altri
uomini scelti a caso, notando con soddisfazione che mantenevano in buono stato lequipaggiamento.
Poi spost lattenzione sui loro destrieri. I cavalli erano enormi e possenti, caratteristiche tipiche delle
razze allevate in Gallia e Iberia per lesercito. Avevano perso gran parte del mantello invernale, ma i
fianchi degli animali non erano stati strigliati, cos da risultare incrostati del fango che oscurava il
marchio identificativo sui quarti posteriori. Ma erano in armonia con laspetto selvaggio della coorte.
Comunque, le selle e i finimenti erano ben conservati e i cavalli apparivano ben nutriti e attenti.
Catone si gir verso Querto. Sono stati preparati al meglio, presumo.
S, signore. Li ho allenati e addestrati dalla fine dellinverno. Stanno bene e sono pronti per la
battaglia. Ne hanno gi avuto un assaggio allinizio di questo mese.
Capisco. Va bene. Gli uomini e i cavalli sono in ottima forma, centurione, malgrado il loro
aspetto. Potrebbe essere una questione che richieder la nostra attenzione, a tempo debito.
Che importanza ha il loro aspetto, finch uccidono il nemico signore?.
Catone alz la voce, cos che gli uomini vicini potessero udirlo chiaramente. Ha importanza
per me.
Querto aggrott le sopracciglia per un istante. Molto bene, signore.
Catone era consapevole della necessit di non imporre la propria autorit troppo velocemente e
si rivolse a Macrone. E ora i legionari della tua coorte.
S, signore. Macrone annu.
Attraversarono lo spazio vuoto fra le due unit e furono raggiunti dal centurione Severo, mentre
cominciavano lispezione dei legionari. Catone not che per la maggior parte avevano tratti tirati e
percep la loro diffidenza, passando lentamente accanto a ogni fila. Rispetto ai Traci, erano
accuratamente abbigliati, gli elmi erano lucidi, gli scudi ben conservati e le armi non meno letali di
quelle dei loro compagni a cavallo. Ma non riuscivano a nascondere lagitazione.
Tu!. Catone punt il dito verso un uomo che barcollava leggermente in avanti, poggiando il
peso sul bordo dello scudo. Stai diritto. Si ferm davanti alluomo e lo fiss intensamente. Nome?
Caio Balbo, signore.
 questo il modo di presentarti in parata? Hai bevuto?
No, signore.
E allora perch barcolli come un coglione sbronzo?.
Balbo fece una smorfia e si sforz di raddrizzarsi, digrignando i denti. Severo si avvicin a
Catone e parl piano. Questuomo  malato, signore. Come la maggior parte dei suoi compagni.
Malati o deboli. Il che non  affatto sorprendente, considerato che, il pi delle volte, mangiano met
della razione. Anche meno, quando i viveri scarseggiano fra una razzia e laltra nei villaggi nemici.
Catone fece un respiro profondo, valutando la situazione. Unaltra delle sfide che doveva
affrontare nel suo rapporto con Querto. Ma probabilmente questa sarebbe stata pi facile da risolvere.
Non aveva senso che Querto e la sua coorte uscissero a cavallo lasciando il forte nelle mani di uomini
che non erano in condizioni di difendere Bruccium. Daltro canto, il trace aveva probabilmente
calcolato che i Siluri non avrebbero osato entrare nella valle sorvegliata dai macabri trofei di quei
guerrieri selvaggi, che si erano spinti nel cuore delle terre della trib e si erano costruiti l una fortezza
quasi inespugnabile.
Quanti uomini non presenziano alla parata perch malati?, domand Catone.
Severo consult velocemente la sua lavagnetta incerata. Quindici uomini della Prima Centuria
e dodici della Seconda.
E nessuno delle altre centurie.
Non ce ne sono altre, signore. Dieci giorni fa, ho unito in due centurie ci che restava della
coorte. I malati sono in lista in queste due unit. Ce ne dovrebbe essere unaltra decina, ma io ho dato
ordine che tutti gli uomini in grado di stare in piedi prendessero parte allispezione.
Catone indic Balbo. Questuomo ha difficolt perfino a reggersi in piedi. Portalo via dalla
piazza darmi e conducilo in infermeria. Deve riposare ed essere nutrito, finch non torner in forze. Lo
stesso vale per gli altri.
Severo diede unocchiata a Querto, che era insieme ai suoi ufficiali a ridere e a chiacchierare in
modo informale. Le disposizioni dicono che ai legionari non deve essere dato pi della razione
specificata, signore.
Vorr dire che specificher una nuova razione per loro, rispose Catone in tono irritato. Non
possiamo avere uomini troppo deboli a difendere le mura del forte.
Allora puoi mettere i tuoi ordini per iscritto, signore? Dovr presentare lautorizzazione a
ricevere razioni supplementari al dispensiere.  uno dei Traci.
Cazzo, borbott Macrone. Questa storia sta diventando maledettamente intollerabile. Questi
bastardi ausiliari hanno bisogno di essere rimessi al loro posto, signore.
Catone rimase in silenzio per un momento, poi annu. Me ne occuper non appena terminer
lispezione. Centurione Severo!.
Signore?
Manda Balbo in infermeria. Lui e chiunque altro sia troppo debole per assumere posizione
nella linea di combattimento. Centurione Macrone, puoi congedare la tua coorte.
S, signore. Macrone salut, si rivolse agli uomini e trasse un profondo respiro. Seconda
Coorte, Quattordicesima Legione, potete andare.
I legionari si misero sullattenti, poi si voltarono simultaneamente e batterono a terra la caliga
destra, prima di rompere le righe e dirigersi verso il cancello del forte. Macrone attese un istante prima
di parlare con Catone. Verr al quartier generale per ritirare lautorizzazione per laumento delle
razioni, signore.
Certo. Ti raggiunger direttamente l. Una volta congedati Querto e i suoi uomini.
Macrone salut e fece un cenno a Severo, unendosi a lui sulla strada per il forte. Catone torn
dalla coorte tracia e diede a Querto il permesso di congedare gli uomini. Mentre i soldati portavano via
i cavalli, Catone chiam il loro comandante, dicendogli di avvicinarsi.
C unaltra cosa. Il prigioniero siluriano. Necessita di essere interrogato.
Ho gi provveduto, signore. I miei ragazzi se ne sono occupati la scorsa notte.
Catone gli scocc unocchiata gelida. Ho detto che se ne sarebbe interessato il centurione
Macrone. Non ho ordinato a te di farlo.
Ho preso liniziativa, signore. Prima parla, meglio , mi sono detto.
Capisco. E ha rivelato la posizione del suo villaggio?.
Querto sorrise.  stato un vero angelo. Ci ha fornito indicazioni molto precise e anche il
numero degli uomini armati.
Molto bene. La rabbia che aveva provato per il fatto che il trace si fosse occupato
dellinterrogatorio svan alla svelta, quando si accorse dellopportunit offerta dallinformazione fornita
dal prigioniero. Quindi possiamo preparare una spedizione punitiva non appena possibile.
Lo dir agli uomini.
Sar io a guidare lassalto, e il centurione Macrone si unir a noi. Sono impaziente di vedere la
mia nuova coorte in azione.
Il sorriso di Querto sfum allistante. Non  necessario, signore. Io e i miei ragazzi
conosciamo i trucchi del mestiere. Lascia fare a me e ci occuperemo dei Siluri.
Ho preso la mia decisione, centurione. Ci vediamo a mezzogiorno al quartier generale per
pianificare lassalto. Porta il prigioniero con te. Potrebbe fornirci ulteriori dettagli, se saranno
necessari.
Querto sollev le sopracciglia.
Problemi, centurione?
 solo che non abbiamo pi il prigioniero.
Cosa intendi?  scappato?
No,  ancora qui.  solo che ho deciso che avevamo gi tutte le informazioni necessarie.
Sar io a giudicare, disse Catone, risoluto. Dimmi solo dov.
Querto alz la mano e indic il sentiero che conduceva al forte. Laggi.
Catone si volt e si guard intorno. Perch  l fuori? Non riesco a vederlo. Dov?
L. Ultimo palo.
Catone sent il gelo della paura attanagliargli la carne. Si sforz di guardare il viale di teste impalate, lultima delle quali sembrava spiccata pi di recente rispetto alle altre. Lo stomaco gli si strinse quando riconobbe i lineamenti contusi del giovane uomo che avevano catturato due giorni prima. Turrus.
...
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...
FINE Parte 1.